Sistemi elettorali

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Camera – risultati definitivi

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Elettori: 46.906.343 – Votanti: 35.271.540  75,19 % – Sezioni pervenute: Definitivo

Schede bianche 395.286 1,12 %
Schede nulle 871.780 2,47 %
Schede contestate e non assegnate 1.951 0,00 %

 

Liste Voti % Seggi
PARTITO DEMOCRATICO 8.642.700 25,41 292
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 1.090.802 3,20 37
CENTRO DEMOCRATICO 167.201 0,49 6
SVP 146.804 0,43 5
Totale coalizione 10.047.507 29,54 340
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 7.332.121 21,56 97
LEGA NORD 1.390.156 4,08 18
FRATELLI D’ITALIA 666.001 1,95 9
LA DESTRA 220.312 0,64
GRANDE SUD – MPA 148.570 0,43
MIR – MODERATI IN RIVOLUZIONE 81.972 0,24
PARTITO PENSIONATI 55.050 0,16
INTESA POPOLARE 25.680 0,07
LIBERI PER UNA ITALIA EQUA 3.238 0,00
Totale coalizione 9.923.100 29,18 124
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 8.688.545 25,55 108
SCELTA CIVICA CON MONTI PER L’ITALIA 2.823.814 8,30 37
UNIONE DI CENTRO 608.292 1,78 8
FUTURO E LIBERTA’ 159.454 0,46
Totale coalizione 3.591.560 10,56 45
RIVOLUZIONE CIVILE 765.054 2,24
FARE PER FERMARE IL DECLINO 380.937 1,12
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 89.970 0,26
FORZA NUOVA 89.832 0,26
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA’ 64.744 0,19
DIE FREIHEITLICHEN 48.317 0,14
CASAPOUND ITALIA 47.788 0,14
FIAMMA TRICOLORE 44.748 0,13
IO AMO L’ITALIA 42.529 0,12
INDIPENDENZA VENETA 33.274 0,09
LIBERALI PER L’ITALIA – PLI 28.026 0,08
PARTITO SARDO D’AZIONE 18.585 0,05
LIGA VENETA REPUBBLICA 15.838 0,04
VOTO DI PROTESTA 12.744 0,03
VENETO STATO 11.378 0,03
RIFORMISTI ITALIANI 8.223 0,02
INDIPENDENZA PER LA SARDEGNA 7.598 0,02
PRI 7.143 0,02
MERIS 5.901 0,01
PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA 5.159 0,01
MOVIMENTO PROGETTO ITALIA – MID 4.786 0,01
I PIRATI 4.557 0,01
RIFONDAZIONE MISSINA ITALIANA 3.178 0,00
POPOLARI UNITI 2.992 0,00
PROGETTO NAZIONALE 2.865 0,00
MOVIMENTO P.P.A. 1.526 0,00
UNIONE POPOLARE 1.513 0,00
TUTTI INSIEME PER L’ITALIA 1.452 0,00
STAMINALI D’ITALIA 598 0,00
DEMOCRAZIA ATEA 556 0,00

 

Written by sistemielettorali

26 febbraio 2013 at 08:21

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Sistema elettorale italiano: Senato

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Il numero dei senatori elettivi è di 315, 6 dei quali eletti nella circoscrizione Estero (Cost., art. 57, secondo comma).
Per l’elezione dei 309 senatori nel territorio nazionale, la legge elettorale per il Senato della Repubblica – disciplinata dal Testo unico di cui al D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 533, come modificato dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270 – prevede un sistema elettorale di tipo proporzionale con l’eventuale attribuzione di un premio in ambito regionale, caratterizzato dai seguenti elementi:
• attribuzione dei seggi, in ogni Regione, con sistema proporzionale alle coalizioni di liste e alle liste che abbiano superato, in ambito regionale, le soglie di sbarramento previste dalla legge;
• attribuzione, nell’ambito di ciascuna Regione, di un “premio di coalizione regionale” alla coalizione di liste o alla lista più votata, qualora tale coalizione o lista non abbia già conseguito almeno il 55 per cento dei seggi assegnati alla Regione;
• fa eccezione la Regione Molise: per l’assegnazione dei due seggi ad essa spettanti a termini di Costituzione, non è prevista l’attribuzione di un premio di coalizione (D.Lgs. 533/1993, art. 17-bis);
• fanno altresì eccezione la Regione Valle d’Aosta, che è costituita in un unico collegio uninominale, e la Regione Trentino-Alto Adige, per la quale si prevede l’attribuzione di sei seggi con metodo maggioritario nell’ambito di altrettanti collegi uninominali e l’attribuzione del restante seggio con metodo del recupero proporzionale (D.Lgs. 533/1993, art.1, commi 3 e 4).

Analizziamo qui di seguito in dettaglio i principali aspetti di questa legge.

Salvi i 6 seggi assegnati alla circoscrizione Estero, il Senato è eletto su base regionale (Cost., art. 57, primo comma). I seggi sono ripartiti tra le Regioni in proporzione alla popolazione residente; ma nessuna Regione, a norma dell’art. 57 Cost., può avere un numero di senatori inferiore a 7, tranne la Valle d’Aosta che ne ha 1 ed il Molise che ne ha 2.
Ciascuna Regione è costituita in un’unica circoscrizione regionale. Fanno eccezione, come si è accennato, la Regione Valle d’Aosta, che è costituita in un unico collegio uninominale, e la Regione Trentino-Alto Adige, per la quale restano fermi i collegi uninominali definiti dalla L. 422/19912 (D.Lgs. 533/1993, art. 1, commi 3 e 4).
Si riporta di seguito la Tabella, relativa alle elezioni del Senato del 24 e 25 febbraio 2013, per la assegnazione dei seggi alle Regioni, approvata con il D.P.R. 22 dicembre 2012.

seggi per regione

N.B. – Il quoziente (198.857), ai fini dell’art. 57, quarto comma, della Costituzione, è ottenuto dividendo il totale della popolazione delle regioni per le quali non trova applicazione l’art. 57, terzo comma, della Costituzione, quale risultante dall’ultimo censimento generale, per 278, numero corrispondente a quello dei senatori della Repubblica da eleggere (315) detratti il numero dei seggi previamente assegnati alle regioni ex art. 57, terzo comma, della Costituzione (31) e il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero (6). Sono contraddistinti da un asterisco i resti più alti che, in numero complessivo di 9, danno titolo all’assegnazione di un seggio in più alle regioni.

Attribuzione dei seggi e proclamazione degli eletti

L’attribuzione dei seggi ha luogo in ambito regionale secondo quanto stabilito dagli articoli 16 e 17 del Testo unico per l’elezione del Senato.
L’Ufficio elettorale regionale determina in primo luogo la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista di candidati e la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste, data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono.
L’Ufficio elettorale regionale individua, quindi, le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento previste dalla legge ai fini dell’ammissione al riparto dei seggi.
In particolare, l’Ufficio individua:
• le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano regionale almeno il 20 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano regionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi;
• le singole liste non collegate che abbiano conseguito sul piano regionale almeno l’8 per cento dei voti validi espressi;
• le singole liste che, pur appartenendo a coalizioni che non abbiano conseguito la percentuale del 20 per cento, abbiano conseguito sul piano regionale almeno l’8 per cento dei voti validi espressi.

Tra le coalizioni di liste o liste singole così individuate l’Ufficio elettorale regionale procede a una prima attribuzione provvisoria dei seggi, in base alla cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna di esse, secondo il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti (ne abbiamo già parlato per le elezioni della Camera). In caso di parità di resti, i seggi sono attribuiti alle coalizioni di liste o liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale; a parità di questa, si procede a sorteggio.
L’Ufficio elettorale regionale verifica quindi se la coalizione di liste o la singola lista più votata abbia conseguito, sulla base della prima attribuzione provvisoria, un numero di seggi pari ad almeno il 55 per cento dei seggi assegnati alla Regione (il numero è arrotondato all’unità superiore). Ad esempio, se a una Regione spettano 7 senatori, il 55 per cento è pari a 3,85, arrotondato a 4; se le spettano 24 senatori, il 55 per cento è pari a 13,20, arrotondato a 14.

Qualora tale verifica abbia esito positivo, l’Ufficio elettorale procede all’attribuzione definitiva dei seggi. A tal fine, per ciascuna coalizione di liste procede al riparto dei seggi ad essa spettanti tra le liste facenti parte della coalizione che abbiano conseguito almeno il 3 per cento dei voti validi in ambito regionale. Il riparto è effettuato in proporzione alle rispettive cifre elettorali, secondo il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti.
A ciascuna lista singola sono attribuiti i seggi già determinati in sede di attribuzione provvisoria.
Qualora invece la coalizione di liste o la singola lista più votata non abbia già conseguito, sulla base della prima attribuzione provvisoria, un numero di seggi pari ad almeno il 55 per cento dei seggi assegnati alla Regione, l’Ufficio elettorale regionale assegna a tale coalizione o lista un numero ulteriore di seggi necessario per raggiungere questa percentuale.
Conseguentemente, l’Ufficio elettorale procede alla nuova ripartizione dei restanti seggi tra le altre coalizioni di liste o liste singole ammesse al riparto.
L’Ufficio elettorale procede, infine, alla ripartizione definitiva dei seggi spettanti a ciascuna coalizione tra le singole liste che la compongono ammesse al riparto (liste collegate che hanno conseguito almeno il tre per cento dei voti validi), in proporzione alle rispettive cifre elettorali circoscrizionali, secondo il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti (D.Lgs. 533/1993, art. 17, comma 6).
L’Ufficio elettorale regionale proclama quindi eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista medesima, secondo il loro ordine di presentazione.
Qualora i seggi spettanti ad una lista siano superiori al numero dei candidati in essa compresi, l’ufficio elettorale regionale assegna i seggi residui, nella medesima circoscrizione regionale, ad una o più altre liste facenti parte della stessa coalizione, seguendo il criterio dei maggiori resti non utilizzati. In caso di parità di resti tra due o più liste, si procede mediante sorteggio.

Il voto nelle Regioni Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige

Sia la disciplina per l’elezione della Camera, sia quella per l’elezione del Senato recano disposizioni speciali concernenti la Valle d’Aosta; il solo Testo unico per l’elezione del Senato reca disposizioni speciali per l’elezione nel Trentino-Alto Adige (D.P.R. 361/1957, artt. 2, 86, commi 3 e 4, 92 e 93; D.Lgs. 533/1993, artt. 1, commi 3 e 4, e da 20 a 21-ter).
Il territorio della Regione Valle d’Aosta, ai sensi dell’art. 47 del suo statuto di autonomia, forma una circoscrizione elettorale agli effetti delle elezioni per la Camera e per il Senato. Secondo entrambi i testi unici, il territorio della Regione costituisce un unico collegio uninominale e l’assegnazione del relativo seggio è effettuata con metodo maggioritario.
È proclamato eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità, è proclamato eletto il candidato più anziano di età.
La Regione Trentino-Alto Adige è costituita, ai fini dell’elezione del Senato, in 6 collegi uninominali.

Written by sistemielettorali

6 febbraio 2013 at 20:36

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Il sistema elettorale italiano di Camera e Senato: un’introduzione.

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La legge 21 dicembre 2005, n. 270, ha riformato i sistemi di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, introducendo il voto di lista e il premio di maggioranza in favore della coalizione di liste collegate o della lista isolata che ottenga, sul piano nazionale per la Camera, o sul piano regionale per il Senato, il più alto numero di voti. Si tratta, dunque, in entrambi i casi, di un sistema maggioritario di coalizione, con successivo riparto proporzionale dei seggi spettanti tra le liste componenti.

Vecchio sistema

Risultano dunque abrogati i sistemi elettorali misti, che erano stati introdotti nel 1993 e applicati nelle elezioni parlamentari del 1994, 1996 e 2001, con cui tre quarti dei deputati e tre quarti dei senatori venivano eletti nell’ambito di collegi uninominali, in un unico turno di votazione, a maggioranza relativa dei voti; mentre il restante quarto costituiva la quota proporzionale, attribuita, con modalità differenziate, nelle 26 circoscrizioni elettorali per la Camera (tra le liste che avessero superato lo sbarramento del 4 per cento nazionale dei voti), e nelle regioni per il Senato (con le eccezioni della Valle d’Aosta e del Molise, i cui seggi senatoriali – rispettivamente uno e due – erano assegnati maggioritariamente in altrettanti collegi uninominali). Per la Camera l’elettore disponeva di due distinte schede di votazione (per la parte maggioritaria e per la parte proporzionale); per il Senato, invece, il voto veniva espresso su un’unica scheda, in favore di uno dei candidati del collegio, e i voti di tutti i candidati perdenti erano destinati al recupero proporzionale su base regionale.

Nuovo sistema

1) Come si vota

Con i nuovi sistemi di votazione, l’elettore ha a disposizione una sola scheda elettorale per la Camera, ed una scheda per il Senato. In entrambe sono raffigurati i simboli delle liste in competizione, rispettivamente, nella circoscrizione o nella regione. I simboli delle liste appartenenti alla medesima coalizione appaiono riprodotti in linea verticale, uno sotto l’altro, su un’unica colonna. L’elettore esprime il voto tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta. Non è possibile manifestare “voto di preferenza” per candidati; la lista è, infatti, “bloccata”: i nomi sono cioè presentati in un ordine stabilito.
Il voto espresso per la lista produce effetti anche in favore della coalizione di cui la lista fa parte.

2) Riparto dei seggi

Per l’elezione della Camera il riparto dei seggi si effettua su base nazionale, con successiva attribuzione alle circoscrizioni. Accedono alla ripartizione le coalizioni che abbiano raggiunto complessivamente, sommando le cifre elettorali nazionali di tutte le liste componenti, il 10 per cento del totale dei voti validi, purché almeno una delle liste collegate superi il 2 per cento, o sia rappresentativa di minoranze linguistiche (in tal caso, presente esclusivamente in una circoscrizione territoriale di una regione il cui statuto riconosca particolari tutele, nella quale la lista abbia ottenuto almeno il 20 per cento dei voti circoscrizionali). Sono ammesse, altresì, le singole liste non collegate che abbiano ottenuto almeno il 4 per cento dei voti validi nazionali, nonché liste collegate a coalizioni non ammesse, ma che abbiano raggiunto singolarmente tale soglia, oltre a liste rappresentative di minoranze linguistiche (sempre alla condizione di aver ottenuto il 20 per cento dei voti validi nella propria circoscrizione).

 
Tra le coalizioni e le singole liste ammesse sono ripartiti complessivamente 617 seggi (ad eccezione, dunque, dei 12 seggi della Circoscrizione estero e del seggio della Valle d’Aosta, attribuito con metodo maggioritario uninominale), utilizzando la formula proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti. La formula, in generale, si applica determinando innanzitutto il “quoziente elettorale”, corrispondente alla parte intera risultante dalla divisione del totale dei voti validi delle formazioni ammesse per il numero dei seggi da assegnare; e, successivamente, dividendo la cifra elettorale di ciascuna formazione per il quoziente così ottenuto. Al termine di tali operazioni, i seggi non ancora attribuiti sono assegnati secondo l’ordine dei resti (cioè, del numero di voti eccedenti i quozienti interi).

Ciò si verifica se, al termine di questa operazione, una delle coalizioni o delle liste singole abbia ottenuto almeno 340 seggi (corrispondenti circa al 55 per cento dei seggi da assegnare); in caso negativo, la quota di maggioranza (340 seggi, appunto) viene attribuita alla coalizione o alla lista singola con la maggiore cifra elettorale nazionale. Si procede, di conseguenza, alla ripartizione dei restanti 277 seggi tra le altre coalizioni o liste singole.
I seggi conquistati da coalizioni sono poi ripartiti, sempre sul piano nazionale, tra le liste componenti. A ciascuna ripartizione interna sono ammesse le liste che abbiano ottenuto almeno il 2 per cento dei voti e la maggiore tra le liste eventualmente sotto tale soglia (oltre alle liste collegate rappresentative di minoranze linguistiche, con le caratteristiche prima richiamate). Anche in tal caso, viene utilizzata la formula dei quozienti interi e dei più alti resti.
I seggi complessivamente spettanti a ciascuna formazione politica sul piano nazionale sono poi suddivisi tra le 26 circoscrizioni, in rapporto alla distribuzione territoriale dei voti delle coalizioni e delle singole liste.
Per l’elezione del Senato il riparto dei seggi si effettua esclusivamente su base regionale. Sono ammesse le coalizioni che ottengano il 20 per cento dei voti validi della regione, nonché le liste singole che raggiungano l’8 per cento (comprese le liste che abbiano tale percentuale pur facendo parte di coalizioni non ammesse). Tra le coalizioni o le singole liste ammesse si procede al riparto dei seggi senatoriali spettanti alla regione, applicando la formula proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti.
Qualora, con tale operazione, nessuna coalizione o lista abbia ottenuto la quota di maggioranza corrispondente al 55 per cento dei seggi della regione, tale cifra viene automaticamente attribuita alla coalizione o lista singola con il maggior numero di voti. Il restante 45 per cento dei seggi è ripartito tra le altre coalizioni e liste singole.

I seggi conquistati da coalizioni vanno poi suddivisi tra le liste collegate (sempre utilizzando la formula dei quozienti interi e dei più alti resti).
A questo riparto interno sono ammesse le liste collegate che abbiano conseguito almeno il 3 per cento dei voti validi regionali.
II sistema descritto per il Senato non si applica, però, a tutte le regioni. Per la Valle d’Aosta, il Molise e il Trentino-Alto Adige sono, infatti, previste alcune discipline specifiche. La Valle d’Aosta elegge l’unico senatore con sistema maggioritario semplice.
Il Molise elegge i due senatori spettanti con sistema proporzionale regionale, senza correttivo maggioritario. Il Trentino-Alto Adige conserva, infine, il precedente sistema elettorale misto: sei senatori sono eletti, con sistema maggioritario semplice, in altrettanti collegi uninominali (tre nella provincia di Trento e tre in quella di Bolzano, definiti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 422, allo scopo di valorizzare la distribuzione territoriale dei diversi gruppi linguistici); mentre l’ultimo senatore è eletto in base al recupero regionale dei voti non utilizzati.

Written by sistemielettorali

24 gennaio 2013 at 21:56