Riportiamo un articolo presente su:
https://www.zerozeronews.it/genova-simbolo-dellitalia-che-non-ce/

 

Genova-Italia: un ponte spezzato simbolo del Paese sull’orlo dell’implosione delle infrastrutture, con i templi Greci perfettamente stabili da migliaia di anni e le autostrade che collassano dopo pochi decenni.

L’Italia dei viadotti crollati, delle strade franate, dei torrenti killer e degli aeroporti all’ombra di vulcani e montagne. Il  Paese dei cento terremoti senza prevenzione e delle eterne ricostruzioni.

Un’Italia dissanguata da appalti e tangenti e praticamente senza Pil ed appeal economico.

Che fare? Esporre il cartello fallimento in progress ? Affidare la gestione di città d’arte, Musei, tesori e aree archeologiche ad agenzie internazionali,  chiudere e andarsene?

Assolutamente no ! L’Italia è nel cuore di tutti. Per gli italiani rappresenta il concetto stesso di libertà e di democrazia e nessuno pensa di abbandonarla ad un destino da 8 settembre permanente: la maledizione dell’ignavia e della fuga dalle responsabilità.

L’alternativa da avviare quanto prima è quella della ricostruzione totale, a cominciare dalla selezione della classe politica e dalla sburocratizzazione.

In perenne bilico sulle faglie sismiche e sull’invecchiamento di autostrade e ponti, risalenti alla seconda metà del secolo scorso, il Paese ha una urgente, assoluta, necessità di un grande piano nazionale di messa in sicurezza.

Investimenti per almeno 100 miliardi di euro per scongiurare crolli e cedimenti, che senza interventi sono destinati fatalmente a ripetersi. Un piano di monitoraggio continuo e di interventi di manutenzione e rifacimento

Non più tragedie come quella del viadotto Morandi e affannose gestioni delle emergenze, ma concreta prevenzione. Oltre a garantire la sicurezza dei cittadini, dei monumenti, di asili, scuole, ospedali e di tutto il patrimonio immobiliare, un piano di messa in sicurezza garantirebbe inoltre un exploit occupazionale ed avrebbe un grande effetto propulsivo sull’economia.

Ma per Genova, titolano i giornali, nessuno parli di fatalità: si è trattato di un disastro annunciato. “Difficile a dirsi prima delle indagini” osserva Marco Ponti, professore emerito del Politecnico di Milano ed uno dei più ascoltati consulenti istituzionali.

Considerato uno dei massimi studiosi del settore dei trasporti, il Prof. Ponti è stato infatti da poco nominato consulente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della Struttura Tecnica di missione per procedere ad una completa e obiettiva analisi costi-benefici delle opere in via di realizzazione. A cominciare dalla Tav Lione Torino.

“Si è trattato di un crollo inatteso perché la struttura del viadotto Morando era monitorata e controllata” sostiene Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

 Tragedia evitabile se fosse stato attuato un piano nazionale di manutenzioni per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di viadotti, linee ferroviarie e infrastrutture ?

  • Ponti: “ Certo il crollo è avvenuto con pioggia fortissima in corrispondenza del torrente Polcevera, notoriamente alluvionale. Come non pensare ad una azione sulle fondazioni della pila che è crollata? La struttura pare fosse problematica da molti anni, ed oggetto per questo di continui interventi.”
  • Zambrano: “Bisogna cominciare a pensare che molte di queste infrastrutture realizzate negli anni 50 e 60, con tecnologie e problematiche diverse, per esempio riguardo alla degradazione del calcestruzzo e alla ossidazione delle strutture, oggi sono opere che vanno ripristinate e migliorate” 

Dopo 51 anni,  che cheek up é necessario sulle strutture in cemento come quelle del Morandi, sottoposte a un quotidiano stress dall’incessante traffico autostradale?

  • Ponti: “50 anni sono notoriamente un tempo critico per le strutture in cemento armato, anche se non particolarmente sollecitata come questa. In più caratterizzata da un sistema di stralli molto peculiare.”
  • Zambrano: “E’ evidente che la manutenzione, ordinaria e straordinaria, è fondamentale.

Complessivamente in che condizioni è la rete autostradale italiana?

  • Ponti: “I numeri assoluti di vittime per cedimenti strutturali fino ad oggi sono stati relativamente bassi. Preoccupa però che gli ultimi crolli di opere in cemento siano stati così imprevisti e repentini, il che credo debba far molto riflettere i tecnici del settore “
  • Zambrano:” E’ essenziale una anagrafe delle infrastrutture e dei ponti in particolari E’ un piano ambizioso, ma necessario perché non possiamo permetterci di perdere strutture strategiche.”

Il ministro delle infrastrutture Toninelli ha annunciato un piano nazionale di verifica. In quanto tempo è essenziale che venga completato?

  • Ponti: ”Credo sia una cosa non facilmente fattibile in tempi brevi, i manufatti sono numerosissimi e le analisi complesse. Certo mi sembra condivisibile, in presenza di risorse pubbliche limitate, concentrarle più su manutenzioni che su grandi opere nuove. Questo sia per i risultati funzionali per euro speso, che per gli aspetti occupazionali.Le manutenzioni sono molto più labour intensive”.
  • Zambrano: “Un nonitoraggio costante anche da remoto sulle instrastrutture e sui ponti è immediatamente realizzabile e consentirebbe interventi preventivi immediati ottimizzando i costi. D’altra parte  sarebbe fondamentale anche un piano verifica e di messa in sicurezza generale dei fabbricati e dell’edilizia. Come Consiglio nazionale degli Ignegneri, da settembre avvieremo un’indagine a tappeto sui fabbricati con l’intervento di migliaia di ingegneri  che verificheranno le strutture degli appartamenti e dei condomini”.