Sistemi elettorali

Neve chimica?

leave a comment »


Dato che siamo in argomento con il particolato, parliamo della famosa “neve chimica” (orribile definizione)

C’è chi dice che sia una specie di nebbia artificiale, chimica, innescata dall’inquinamento che ristagna su quella valle. Un fenomeno insolito su cui anche la scienza è divisa. Viene chiamata impropriamente “neve chimica”, ha fatto la sua copiosa comparsa nei giorni scorsi in Val Padana, non per la prima volta. Eppure anche se bianca e di ghiaccio non è neve come le altre.
Ricapitolando, quella che molti chiamano “neve chimica” altro non è che un mix di agenti naturali come il grande freddo e un altissimo grado di umidità unito ad agenti antropogenici, come la presenza di scarichi industriali. Gli esperti però non ritengono sia pericolosa per l’uomo né per la natura. Anzi ripulisce l’aria.
La formazione dei fiocchi avviene a circa un chilometro dal suolo. È possibile che precipitazioni di questo tipo avvengano solo in alcune zone di una città, a seconda della concentrazione di particolato inquinante, della temperatura e soprattutto  della presenza o meno di foschia.

La parola ad alcuni esperti…

Vincenzo Levizzani, ricercatore presso l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima al Cnr di Bologna
“Questo tipo di precipitazione nevosa si verifica quando, pur in assenza di nubi, si combinano fattori quali il grande freddo, un elevato tasso di umidità e la presenza di un determinato tipo di particolato, cioè quelle sostanze prodotte dall’inquinamento industriale che presentano una struttura simile ai cristalli di ghiaccio da acqua pura. Sono delle sostanze prodotte dall’inquinamento industriale come il solfuro di rame, l’ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati.
In questo caso si assiste a un fenomeno meno frequente benché sempre naturale: la nebbia “nuclea” come cristallo di ghiaccio”.
“La Pianura Padana è una delle zone più inquinate non solo d’Europa, ma dell’intero pianeta, e ce lo conferma ciò che osserviamo dal satellite con sensori appositi, sia per l’alta concentrazione di industrie sia per la sua conformazione, perché è un catino che ha pochissimi scambi con l’esterno”.
“Tecnicamente, in nessun caso si dovrebbe ingerire la neve perché non è mai acqua pura: nel caso di quella chimica consiglierei di evitarlo nel modo più assoluto. Va precisato comunque che le sostanze inglobate nelle precipitazioni, nevose o liquide, sono sempre limitate: in ogni caso, se da un lato fungono da “spazzini” dell’atmosfera, impedendoci di respirare sostanze nocive, dall’altro le depositano sul suolo, entrando nel ciclo dell’acqua e degli alimenti”.

Stefano Tibaldi, direttore generale dell’Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell’Emilia Romagna
Sulla scelta terminologica che identifica questo fenomeno atmosferico, però, c’è chi non è d’accordo. “È un’invenzione lessicale : la neve “chimica” non esiste. Non c’è alcuna differenza tra le nubi in quota e la forte nebbia, che è semplicemente una nube a contatto con il suolo. Quello che scatena la neve è sempre un accumulo di vapore sui cosiddetti nuclei di condensazione, generalmente aerosol, polveri e particelle, siano esse naturali o provenienti dall’attività dell’uomo. E non c’è niente di nuovo: lo aveva spiegato già bene Claudio Cassardo, professore associato presso la Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università di Torino, dove pure si è verificato spesso il fenomeno». Sì, ma se non la si vuole chiamare chimica e non è perfettamente identica alla neve, qual è il modo migliore per parlarne? «Neve da nebbia mi sembra molto più appropriato».

Luca Mercalli
“Non ho potuto verificare di persona il fenomeno ma da quel che ho letto si tratta di neve naturale stimolata dalla presenza dell’inquinamento”. Alla domanda: secondo lei può essere “pericolosa” per l’uomo o per l’ambiente? Mercalli risponde molto francamente: “né più e ne meno dell’aria che respiriamo. E in ogni caso è più un chimico a dover rispondere”.

Alberto Maffiotti, direttore dell’Arpa di Alessandria.
“Non è corretta la definizione di “neve chimica”. Queste precipitazioni si verificano a causa delle particolari condizioni di questi giorni dovute all’elevata umidità e alle temperature rigide. In questa situazioni si ha il fenomeno naturale della galaverna. Nelle zone in cui sono più alti i livelli di polveri sottili, soprattutto Pm10 e Pm2.5, si creano nuclei di condensazioni per cui si formano dei cristalli d’acqua che precipitano al suolo. Le sostanze chimiche fanno da catalizzatori nella formazioni di questi nuclei”.

Daniele Cat Berro, Società Meteorologica Italiana
“Non si tratta di un fenomeno eccezionale. Era diventato meno frequente. Però è improprio chiamarlo neve chimica, sarebbe più corretto chiamarla “nebbia congelante precipitante”. Particolarmente frequente in zone urbane con forte presenza di insediamenti industriali, laddove l’abbondante particolato in sospensione può favorire l’aggregazione nei bassi strati atmosferici – entro la nebbia – di piccoli cristalli di ghiaccio che poi precipitano imbiancando lievemente il suolo. Questo fenomeno può prodursi in una zona specifica di una città senza investire altri quartieri”.
“Bisogna però distinguere la nebbia precipitante dal fenomeno dalla galaverna. La galaverna non è precipitante ma si tratta di un deposito che si forma in presenza di nebbia e temperature sotto lo zero su rami, cavi elettrici, a volte di qualche centimetro di spessore”.
“Possiamo dire che in questo contesto con temperature negative soprattutto in zone urbane ad alta densità con presenza di insediamenti industriali, la presenza di nebbia e di pulviscolo in sospensione favorisce la formazione di questi cristalli di ghiaccio in atmosfera che precipitano al suolo”.

Written by sistemielettorali

19 gennaio 2012 a 13:23

Pubblicato su Attualità, inquinamento

Tagged with ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: