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Archive for agosto 2011

Egan Jones e le banche italiane

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La compagnia di rating Egan Jones, che considero molto più credibile di quelle “istituzionali”, ha limato ulteriormente il downgrade di Monte Paschi e Intesa, portandolo a BB+

Qui di seguito le motivazioni:

On Intesa Sanpaolo:

    Synopsis: Asset quality has improved but is still a problem. NPLs for the March quarter were 9.44% of total loans with reserve coverage of 51.9% (Year end December ’10 NPLs were 9.36% of loans with 49.9% coverage). Capital is somewhat adequate with a capital/assets ratio of 8.6% of assets, however when unreserved NPLs are taken into account, equity is diluted to 5.82% of assets (December year end capital/assets was 8.31%, 5.47% with equity dilution). Greek sovereign exposure is stated at EUR 1.1B. We are downgrading to ” BB+ ” due to Italian sovereign concerns.

On Banca Monte dei Paschi, which is the oldest surviving bank in the world (h/t London Dude Trader)

    Synopsis: Asset quality and capital are major concerns. Non-performing loans as of the March quarter were 5.44% of loans, up from 4.9% last year. Reserve coverage of 46% needs improvement. While POP holds ” guarantees and mortgages ” the value we believe is elusive and therefore applied only 30% of the guarantee to the reserves. Adding the additional EUR1.1B to reserves, coverage increases to 58% of NPLs. POP’s 6.7% capital to assets ratio is diluted to 4.7% including the reserve shortfall. Real estate loans are relatively high at 50% of loans. POP has EUR14B in Spanish govt. bonds. We are downgrading to ” BB+ ” based on sovereign concerns.

Mi sembra evidente ci sia ben poco spazio per le recriminazioni.
Intanto, ecco i valori dei CDS a 5 anni per Unicredit, Intesa e Monte Paschi. Lascio a voi ogni commento….

Written by sistemielettorali

3 agosto 2011 at 17:44

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Semestrale Banca Carige

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Banca Carige ha pubblicato i dati relativi al secondo trimestre 2011.

È di 75,2 milioni l’utile netto al 30 giugno 2011 di Carige (+5,4% rispetto al primo semestre 2010), a fronte di 26,6 miliardi di impieghi (in crescita del 4,7% da inizio anno) e di 52,6 miliardi di raccolta (+3,8% in sei mesi).
I motivi della crescita? Da un lato, la ripresa del margine di interesse (+9,2%). Dall’altro, la dinamica positiva dei ricavi da commissioni (+5,3%). L’incremento riguarda anche i crediti a favore di imprese e famiglie, cresciuti rispettivamente del 6,9% e dell’1,9% negli ultimi 12 mesi.

Sul Secolo XIX, leggiamo:

Tempi di crisi, vero, ma non per Banca Carige. E’ infatti considerevole la crescita dell’istituto, che registra un aumento degli utili rispetto al primo semestre dell’anno scorso. Per il presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, i dati della relazione semestrale «confermano l’equilibrato percorso di crescita che ha accompagnato il Gruppo anche negli anni passati».

«Lo sviluppo degli impieghi si declina con un costante controllo della qualità del credito che evidenzia una crescita delle sofferenze decisamente inferiore alla media del settore (variazione annua del 24,8% rispetto al 44,3% del sistema bancario nazionale rilevato a luglio dall’ABI)», si legge in una nota.

Così ha parlato Berneschi, commentando i dati di Carige: «Uno sviluppo che confidiamo di proseguire pure in futuro puntando sulla nostra consolidata prossimità al territorio, su una costante attenzione ai profili di rischiosità, liquidità e solidità patrimoniale e sui recuperi di efficienza derivanti dai significativi investimenti in tecnologia che abbiamo in programma».

I dati, in realtà, vengono un po’ travisati. Posto che non abbiamo tutti i dati a disposizione, la semestrale non è ancora pubblicata sul sito web di Carige, possiamo però mettere qualche puntino sulle “i”.

Innanzitutto: vero che l’utile netto aumenta, così come è vero che il margine di interesse, così come i ricavi da commissioni, hanno evidenziato un ottimo andamento rispetto ai primi sei mesi del 2010.

Però, il Secolo XIX dimentica qualche considerazione che personalmente farei:

– il margine di intermediazione cresce, ma in realtà le commissioni nette riportano un +2.2% rispetto al 2Q2010 e un -4,9% rispetto al 1Q2011


– il dato sui ricavi da commissione è fortemente influenzato dal dato finanziario relativo a dividendi, utili/perdite da negoziazione e plus/minus da valutazione: ben 22mln rispetto ai 13,5 del 2Q2010 e ai 1,1 del 1Q2011. Vedere grafico per capire come questo dato sia fortemente aleatorio.

– i costi operativi sono aumentati del 9,3% rispetto al 2Q2010 e dell’11,7% rispetto al primo trimestre 2011. L’aumento, se guardiamo al dato semestrale è del 5,8% (parliamo di 19 mln di euro in più)

– di conseguenza, aumenta leggermente anche il rapporto cost/income: +0,1%

– aumenta anche la leva finanziaria (il rapporto tra attivo tangibile e capitale netto tangibile): siamo a 27,1. Non ho sottomano il dato ma mi sembra che la media italiana si attesti sul 22

– last but not least, i crediti deteriorati. In aumento anch’essi: 2.382,9mln rispetto ai 2.095,1 (+13,7%) del 31.12.2010. Le sofferenze rappresentano circa il 50% con 1.237mln, gli incagli 662mln. L’aumento è del 25% rispetto al primo semestre 2010 e +11,5% rispetto al 31.12.2010. Vedere i grafici seguenti per i ratios creditizi, tutti in peggioramento.



Che dire? E’ chiaro che su un utile di 119,5 diventa difficile essere particolarmente entusiasti. Sarebbe interessante leggere la relazione completa per capire come sono state gestite le riserve sui crediti deteriorati e capire l’esposizione dell’istituto.


Written by sistemielettorali

2 agosto 2011 at 17:42

Pubblicato su Economia

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