Sistemi elettorali

Fukushima, è fusione del nocciolo.

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Fabrizio Laure e Maurizio Corona, sul sito http://www.mainfatti.it tracciano con chiarezza la situazione creatasi a Fukushima che, sebbene “oscurata” di fatto in Italia, continua a peggiorare.

Fukushima: fusione è ufficiale. Ecco che cosa è successo semplicemente

La notizia è ufficiale ed è stata ribattuta anche da Kyodo News, l’agenzia di stampa giapponese: il reattore nucleare di Fukushima Daiichi è fuso, l’acqua di “raffreddamento” esce da dei buchi, il combustibile nucleare si è raccolto, sotto forma di corio (http://is.gd/2mRPiL), sul fondo del reattore d’acciao (il vessel). E’ la stessa TEPCO a “confessare” per la prima volta dopo l’11 maggio la fusione del reattore, sempre negata e scongiurata. La società nipponica ha comunicato candidamente che il livello d’acqua nel reattore è estremamente basso visto che è ben 5 metri al di sotto la parte superiore delle barre di combustibile. Le barre quindi si sarebbero completamente esposte all’aria e quindi si sarebbero fuse. Il portavoce di TEPCO Junichi Matsumoto spiega la situazione sintetizzando che l’acqua di raffreddamento, sebbene sia pompata a ritmo di 150 tonnellate al giorno, non è stata trovata nei primi cinque metri dalla “cima” delle barre, il che, data essere questa la lunghezza stessa delle barre di combustibile (le fonti parlano di una lunghezza della barre di combustibile da un minimo di 4 metri a un massimo di 5) dovrebbero quindi essere completamente scoperte. Sempre se esistessero ancora. A questo proposito abbiamo chiesto un commento a Paolo Scampa, presidente dell’AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) per spiegaci in “parole povere” che cosa potrebbe essere successo al reattore numero 1 di Fukushima. “Il combustibile in stato normale nel reattore nucleare si trova ‘a bagno maria’ con le barre completamente affogate sotto metri d’acqua” spiega, cercando di essere molto “semplice” Paolo Scampa, e continua: “E’ necessario quindi apportare acqua ‘fredda’ (nel senso che è ‘meno calda’ del ‘forno nucleare’) per mantenere questo stato di ‘bagno maria’ che raffredda le barre (e in condizioni normali produce poi il vapore che va alle turbine, ndr)”. Il presidente dell’AIPRI ci fa visualizzare poi come è fatto dentro il reattore nucleare: “Il combustibile nucleare consiste in pasticche di 7/10 grammi impilate su un’altezza di 5 metri, all’interno di guaine di zirconio di 1,2 – 1,5 millimetri di spessore. Queste guaine hanno una tenuta fino ad 800 gradi al massimo, dopo 800 gradi sono soggette a varie fessurazioni, rotture, deformazioni, ecc.” afferma Scampa. Ma che cosa significano le parole di TEPCO a proposito dell’acqua che si perde in qualche “crepa” del vessel (ovvero della ‘pentola’ a pressione che contiene il combustibile nucleare)? Il presidente dell’AIPRI spiega semplicemente: “Quando non arriva più acqua fredda, non c’è più ‘bagno maria’, il calore radioattivo fa evaporare tutta l’acqua senza averne però il giusto ricambio, le guaine di combustibile nucleare cedono (bastano appena 2 o tre giorni) e tutto cola in un magma chiamato “corio” che mescola il combustibile nucleare con lo zirconio. Le temperature sono dell’ordine di 1500-2500 gradi”. Le conseguenze sono gravissime e come ci spiega il presidente dell’AIPRI consistono nello “zirconio che surriscaldato, con l’interazione dell’acqua, genera parecchio idrogeno, e proprio da lì è da ricercarsi l’origine delle esplosioni”. Ma poi che cosa potrebbe succedere? “Il magma radioattivo attacca il fondo della ‘pentola’ (20 cm di spessore) e piano piano tenderà a bucarlo. C’è da dire che il fondo della ‘pentola’ (cioé il vessel d’acciaio) ha uno spessore inferiore per cedere e per raccogliere il corio” conclude Paolo Scampa. Insomma, una vera tragedia che sta superando il disastro di Chernobyl del 26 aprile del 1986. E questo nella annoiata tranquillità del mondo, talmente mitridatizzato dall’ipocrisia e dai veleni da non preoccuparsi più di nessuna conseguenza. Neppure apocalittica.
Fukushima: la fusione nucleare è servita. Su un vessel d’argento

E’ davvero incredibile come le cose di vitale importanza per il pianeta, nel terzo millennio “always on line”, possano rimanere sotto silenzio o quantomeno possano essere accettate come “normali”. Immersi in cavi, telefonini, iPad, iPod, iPhone, smartphone, phone e fohn (i capelli hanno una importanza fondamentale, insieme alle lamette da barba) l’occidente “globale” sta affogando quegli istinti basali (come ad esempio la paura) che servono a salvarsi la vita. Come un’aragosta che non si accorge che la temperatura dell’acqua sta salendo, si rischia di finire bolliti. Il 26 aprile 1986 saltava in aria un reattore della centrale di Chernobyl in Unione Sovietica e tutto il mondo fu terrorizzato dall’accaduto. Oggi non bastano quattro reattori in Giappone con la stessa gravità (se non superiore) dell’evento nucleare sovietico (scala INES 7) per far preoccupare “le masse”. Nel 1986 ci fu una nube radioattiva che ebbe un inizio e una fine (anche se ancora oggi ne paghiamo il fallout), oggi la nube radioattiva di Fukushima ha sicuramente un inizio (l’11 maggio, il giorno dello tsunami in Giappone) e non ha ancora una fine (http://is.gd/qNtV8n), ma della nube radioattiva non se ne preoccupa più nessuno. Anzi in Italia rischia di saltare un referendum strategico per liberarsi da future possibili Fukushima nel nostro Paese, sia per gli interessi delle lobby nucleari, sia per il disinteresse e la distrazione che ammorba lo Stivale. Enorme è il livello di ipocrisia delle autorità mondiali, a partire da quelle giapponesi, in primis TEPCO (The Tokyo Electric Power Company), la proprietaria delle centrali nucleari di Fukushima. Solo da poche ore TEPCO ha rivelato che le barre di combustibile nucleare del reattore numero uno dell’impianto in crisi si sono fuse, come ha confermato l’agenzia di stampa Kyodo News. TEPCO ha infatti rivelato che la misurazione dell’acqua è “sotto” di cinque metri dalla cima delle barre di combustibile (che dovrebbero essere praticamente della stessa misura) e che l’acqua che “pompa” giornalmente per raffreddare il reattore esce da qualche buco creato “dal combustibile fuso dal fondo” del vessel d’acciao. La risposta del mondo è stata una “scrollata di spalle” e un “chissenefrega”, tipico atteggiamento da Decapoda (l’ordine a cui appartengono le aragoste).

Written by sistemielettorali

13 maggio 2011 a 07:01

Pubblicato su nucleare

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