Sistemi elettorali

Finanziamento pubblico ai partiti; qualche numero.

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Oggi raccontiamo una storia interessante quanto istruttiva: quella del finanziamento pubblico ai partiti italiani.

Un po’ di storia

Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla Legge Piccoli n.195/1974, che interpreta il sostegno all’iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l’effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche.
Nell’aprile del 1993 (governo Amato), un referendum abrogativo abolisce la gabella incivile e medioevale del finanziamento pubblico ai partiti, con una maggioranza del 90,3% dei votanti.
Ma solo pochi mesi dopo, il Parlamento dimostra di avere a cuore gli sprechi pubblici: si aggiorna infatti una legge già esistente sui rimborsi elettorali, definita “contributo per le spese”.  Così, senza neppure aspettare il tempo necessario a salvare la faccia, nello stesso anno del referendum si vara la legge 515/1993 (governo Amato), che all’art.9, comma 1 cambia la rosa in patata – per dirla alla Shakespeare -, ovvero introduce i rimborsi elettorali, specificando che il rimborso non è calcolato in base alle spese effettive, ma moltiplicando il numero degli italiani quale risultava dall’ultimo censimento, compresi i non aventi diritti al voto, per lit 1.600, per poi spartirsi il montepremi in misura proporzionale ai risultati elettorali. La seconda Repubblica inziava bene, non c’è che dire!

Con la Legge 2/1997 (governo Prodi), intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, si reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell’imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l’anno in corso (nonostante le adesioni siano minime). Da 47 a 82,6 milioni di euro in 3 anni.

Passano due anni.
La Legge 157/1999 (governo D’Alema), dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l’erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). Da 47 a 82,6 a 193,7 milioni di euro!  Il rimborso in buona sostanza passa da 1.600 a 4.000 lire.

Poi, con il cambio di moneta, il contributo passa a 5 euro, da moltiplicarsi non più per tutti i cittadini della Repubblica, cani e gatti compresi, ma per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei deputati, e solo per i partiti che abbiano superato una soglia di sbarramento dell’1%.

Anno 2002 (governo Berlusconi), cambia la moneta: da 4.000 lire si passa a 5 euro
I rimborsi scattano per le elezioni europee, Camera e Senato e regionali. Con i ritmi elettorali che ci sono in Italia praticamente è un rimborso continuo che puntuale compare ogni anno nei bilanci di Camera e Senato.
L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa, più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro.

Infine, con la legge 5122/2006 (governo Berlusconi) l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi del governo Prodi del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura. Cioè se non fosse chiaro: fino al 2011 anche l’Udeur di Mastella continuerà a percepire i rimborsi elettorali per la tornata del 2006, mentre i partiti che hanno raccolto almeno l’1% dei consensi stanno prendendo i rimborsi sia relativamente al 2006 che alle elezioni 2008 e sono sistemati fino al 2013.

In tabella, l’elenco delle elezioni tenutesi dal 1994 al 2008, con il totale delle spese riconosciute dei contributi erogati.


Le Elezioni politiche del 2008, secondo l’ultimo Referto della Corte dei Conti, a fronte di una spesa complessiva di 110.127.757,19 euro ci sono costate ben 503.094.380,90 euro, ovvero 200 milioni di euro in più rispetto al taglio di risorse per la scuola e l’università programmato dall’ultima finanziaria. Non solo, il valore totale dei rimborsi statali versati ai partiti, che nel 1994 ammontava a circa 47 milioni di euro, negli ultimi 14 anni si è più che decuplicato, facendo esborsare agl italiani, tra il 1994 e il 2008, un totale complessivo di 2.253.612.233,79 euro.

Da notare che non è previsto alcun rapporto tra la rendicontazione delle spese sostenute e i rimborsi elettorali: quindi vi sono partiti che hanno investito somme trascurabili e che in virtù di circostanze favorevoli godono di significativi rimborso. Un esempio: Il Movimento politico LISTA CONSUMATORI ha partecipato alle elezioni del 2006 per il rinnovo delle Camere in alcune circoscrizioni. Sulla base dei risultati elettorali conseguiti dal movimento è stato assegnato il contributo dello Stato di euro 113.676,43 per le elezioni del Senato della Repubblica da corrispondere annualmente dal 2006 al 2010. Il legale rappresentante ha dichiarato di non aver sostenuto spese e di non aver ricevuto nessun finanziamento.

Un caso specifico: le regionali del 2005

Il limite di spesa per una lista presente a tutti i livelli su tutto il territorio lombardo nel 2005 era di 7.638.813 euro. Il limite di spesa per i candidati era di 52.000 euro più 0,01 per cittadino residente nella circoscrizione.
L’articolazione delle spese è prevista parzialmente per legge: le spese relative alle sedi elettorali, viaggi, soggiorni, telefoniche, postali sono calcolate in misura del 30% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili e documentate (ciò vuol dire che anche le spese di affitto ad esempio “sostenute preventivamente ovvero correlate alla normale attività politica, a prescindere dalla ricorrenza o meno, della campagna elettorale”vengono computate forfettariamente), e che la corte ha deciso che: “debbano essere compresi gli sconti e le prestazioni gratuite, il cui importo deve essere necessariamente computato ai fini della verifica del rispetto del limite massimo consentito”.

Chi ha speso di più tra i partiti in relazione ai voti ottenuti è Forza Italia circa 4,2 euro per voto. Un voto udc prevede un investimento di 4 euro;Verdi (nazionale) 3,8;AN 3,6;Nuovo PSI 2,2;Partito pensionati 1,91; Lega 1;Uniti nell’ulivo 0,90 , Comunisti italiani 0,60; IdV di 0,59;Rifondazione 0,40. Occorre comunque considerare che proquota alle spese dei partiti del centro sinistra potrebbe essere aggiunta la spesa della lista del presidente, Sarfatti infatti ha speso circa 0,54 euro a voto, Formigoni 0,000036.

Particolare curioso di tutto questo meccanismo è che in un imperante clima di federalismo, pressoché nessuno di questi rimborsi resta poi in Lombardia. i quattrini finiscono ai tesorieri nazionali. Questo spiega forse perché alcuni partiti invece che spendere per la campagna elettorale, capitalizzano: I soldi vanno a pagare le campagne delle regioni più contendibili. Forse per questo, lo statuto Lombardo del PD impegna il segretario a presentare un simbolo che non consenta alla direzione nazionale di mettere le mani sul tesoretto.

In tabella quello che le forze politiche lombarde hanno ottenuto come prima rata a seguito delle elezioni lombarde del 2010. Moltiplicate queste somme per 5 ed avrete il totale di ciò che i nostri politici lombardi incasseranno solo per la campagna elettorale del 2010. Ad occhio, direi che ci si poteva tranquillamente coprire gran parte degli aumenti decretati per i mezzi pubblici.

Written by sistemielettorali

10 maggio 2011 a 20:26

20 Risposte

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  1. Ricostruzione istruttiva e impeccabile! Bravo Paolo

    Fabio

    11 maggio 2011 at 13:58

    • Un recente spot televisivo mostra varie specie di parassiti, fino al parassita della società: l’evasore fiscale.
      Come dovremmo qualificare tutti questi parassiti che hanno ridotto il nostro grande e bel paese al più squallido verminaio, con il più alto debito pubblico del mondo? UIl parlamento e tutto il sistema di carrozzni politici non è altro che un immenso magna magna dove regnano solo corruzione, sfruttamento della buona fede popolare, nepotismo, familismo e affarismo senza freni. Non ci resta che rinnovare la Rivoluzione Francese con una grande piazza pulita e tornare alla democrazia diretta, quella vera dell’antica Atene, dove il popolo partecipava ad ogni decisione: anche dove mettere il cesso pubblico e quanto deve costare!
      Lavoratori, giovani, donne cosa aspettate? Carmelo

      Carmelo Gigante

      18 febbraio 2012 at 00:52

  2. non ci sono commenti da fare, ma solo ordini da dare: A CASA IN MASSA TUTTI I PARTITI POLITICI DI DESTRA E DI SINISTRA NESSUNO ESCLUSO………Di Pietro se vuoi restare a Palazzo per favore RESTITUISCI TUTTI I RIMBORSI ELETTORALI !!!!!! ricorda gli ITALIANI ONESTI CHE LAVORANO E PAGANO LE TASSE hanno detto NO A RIMBORSI-FINANZIAMENTI AI PARTITI POLITICI !!!!!!!!!

    Manuela Smania

    21 giugno 2011 at 13:26

  3. […] Qui c’è una ricostruzione chiara e precisa. Copio e incollo la parte che mi interessa. […]

  4. Manca il MoVimento 5 Stelle!: Rifiutati 1.600.000 Euro… per l’entrata del MoVimento 5 Stelle nelle regioni Emilia Romagna e Piemonte…

    Francesco Vetri

    3 febbraio 2012 at 09:32

  5. Forse la cosa migliore da fare è …. essere come loro

    antonio cassano

    7 febbraio 2012 at 20:58

    • Non moderare … siamo stanchi di moderatori alla Di Pietro, alla Casini, Alla Bersani, alla Berlusca, ecc. ecc.
      Forse è giunto il momento che ognuno la smetta di nascondersi e faccia sentire la propria voce .. abbiamo ancora il coraggio di combattere? O siamo tutti degli emeriti vigliacchi!!!!

      antonio cassano

      7 febbraio 2012 at 21:03

  6. é vergognoso…… che chi ha un mandato per gestirire, si appropri dei sacrifici quotidiani della gente comune.
    Vergogna.
    Ma quale scioperi, blocchi stradali, e menifestazioni facciamo come fecero i francesi tanti,tanti, anni fà
    LA GHIGLIOTTINA!
    RICOSTRUIAMO UN PAESE LIBERO DA INCANNI E DA PERSONAGGI CHE NON SANNO CHE COSA SIGNIFICA FAMIGLIA, LAVORO, FIGLI, STUDIO, SACRIFICI, FARE LA SPESA.
    GLI ATTUALI NOMINATI NEI PALAZZI SONO GENTE CHE NON HA MAI LAVORATO MA HA SEMPRE PERCEPITO UNA BUONA PAGA…………………….BASTA CON QUESTI BANDITI TRAVESTITI A AGNELLINI PERBENISTI.
    CON QUELLO CHE SI SONO PAPPATO IN QUESTI ULTIMI VENT’ANNI NON AVREMMO AVUTO ALCUN PROBLEMA ECONOMICO.

    ENZU CUNI

    12 febbraio 2012 at 11:14

  7. SONO PEGGIO DELLE SANGUISUGA

    ENZU CUNI

    12 febbraio 2012 at 11:15

    • il finanziamento pubblico è legittimo perchè supportato da una legge e di conseguenza i partiti devono avere un rimborso, dico rimborso non un capitale da gestire
      Oggi tutta la disponibilità in carico ai partiti che non hanno giustificazioni (spese dimostrate) va sequestrato perchè ricevuto indebitamente .
      Il governo DEVE costituirsi parte civile contro queste “associazioni” che hanno preteso soldi in modo fraudolento.
      Ovviamente i responsabili di queste “associazioni” vanno perseguiti penalmente per appropriazione indebita.
      Questa dovrebbe essere la logica in un paese civile invece in Italia c’è sempre la giustificazione che “così fan tutti ” per cui diventa legittimo.
      Abbiamo una piccola arma, usiamola : il voto
      Es. Le province devono essere soppresse ? NELLE ELEZIONI PROVINCIALI NON VOTIAMO PIU’ !!!!!!

      dalmazio

      17 febbraio 2012 at 11:53

  8. Vogliamo rendere la nostra Repubblica più moderna ed efficiente?
    1)Premesso che i partiti si devono sostenere con i
    proventi delle sole tessere ed iscrizioni; ovviamente dando
    un limite o un tetto a quanto un iscritto può versare;
    2) che vi sia pubblicazione del bilancio di Partito su
    internet;
    3) “primarie “obbligatorie” per tutti i partiti e
    movimentiche intendono candidarsi;primarie
    che permettono una più elementare democrazia diretta;
    4) Chi assume una carica pubblica, deve interrompere il
    proprio lavoro svolto prima dell’elezione;
    5) obbligo di presenza; e licenziamento, superata una
    soglia di assenze ingiustificata, come per qualunque altro
    lavoratore, per assenteismo;
    6) a tutto ciò darei un seguito proponendo di far pagare
    agli stessi partiti i candidati che venissero eletti.
    Deputati e Senatori non graverebbero perciò sulle nostre
    tasche ma solo su quelle di chi li ha proposti, sospinti e
    fatti eleggere. Inoltre sarebbero i partiti a decidere il loro stipendio e
    a pagare i privilegi che decidessero di adottare.Privilegi
    che, mi aspetterei più in armonia con i soldi veramente
    disponibili e non basati falsi bilanci.
    7) Chi, sia stato eletto e, volesse, durante la
    legislatura, cambiare partito, può farlo a patto di ridare
    allo stesso gli stipendi percepiti fino a quel momento e
    restituendo le spese che il partito o movimento ha sostenute
    per farlo eleggere.

    antonio

    17 febbraio 2012 at 18:40

  9. MA I PARASSITI DI QUESTA NS. NAZIONE SONO SOLO GLI EVASORI FISCALI O FORSE SONO SOLO I POLITICI CHE PENSANO SOLO AD ARRICCHIRSI PERSONALMENTE FREGANDOSENE DEI PROBLEMI DEI CITTADINI ONESTI ITALIANI.
    GRAZIE

    GIOVANNI PICCINI

    28 febbraio 2012 at 14:30

  10. MI CHIEDO SE DIFRONTE A QUESTO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO QUESTI SIGNORI ABBIANO ANCORA IL CORAGGIO DI VARSI VEDERE IN GIRO.
    IL SIGNOR MONTI SE VUOLE CREDIBILITA’ IN QUANTO ISTITUZIONE DEVREBBE FARE UNA CONFERENZA STAMPA A RETI UNIFICATE E DENUNGIARTE QUESTO SCEMPIO E ACCORCESI CHE I VERI EVASORI SONO QUELLI CHE LO SOTENGONO AL GOVERNO .

    COLLAUT EMILIO

    15 marzo 2012 at 08:44

  11. COME SAREBBE BELLO ………… QUANDO CADE UN GOVERNO……….TUTTI A CASA .GOVERNO NUOVO POLITICA NUOVA . E LA PENSIONE MATURATA COME FANNO I (PARASSITI)……..

    BIRILLO

    26 marzo 2012 at 21:28

  12. innanzitutto,bisognerebbe azzerare tutto il parlamento, perché se questo governo è stato messo dalla comunità europea o dal presidente della repubblica italiana è di fatto un governo commissariato.Quindi deve essere mandato via.Poi bisogna togliere i finanziamenti ai partiti come aveva votato il popolo italiano tempo fa perché il popolo è sovrano.Cacciamoli tuttiiiiiiiiiiii

    massimo ciprani

    16 maggio 2012 at 18:40

  13. Non riesco ancora a capire come abbiamo potuto permettere a questa classe di politici corrotti e ladri, a far divenire il nostro paese un paese povero, senza futuro per i giovani e senza oramai più pensioni per nessuno se non per i politici che hanno ridotto l’Italia alla fame. Vorrei che Monti e tutto il governo, invece di fare i professori e farci lezione, pensasse seriamente ai problemi dell’Italia e la smettesse di chiedere e comimciasse per una volta a togliere…. i privilegi, i soldi pubblici sprecati, i politici super pagati e la lista potrebbe continuare all’infinito! Vorrei anche che per una volta invece di cambiare i nomi ai partiti si cambiassero le persone e, i politici responsabili della situazione “ITALIA” dovrebbero essere citati con azione di responsabilità per aver fatto quasi fallire il nostro paese.

    luana mancinelli

    22 ottobre 2012 at 11:24

  14. Amici, leggo ora l’interessante articolo e i vostri commenti… se la vostra incazzatura non è cambiata (anzi, probabilmente è peggiorata) vi invito a partecipare e votare FARE per FERMARE IL DECLINO, movimento fondato da Oscar Giannino. Forse l’unico che ci dice – numeri alla mano – DOVE e QUANTO tagliare per ridurre le tasse (tutto il resto è chiacchiere e distintivo). L’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti fa parte del programma. Grazie e saluti, MTL

    Mariateresa Livraghi

    19 gennaio 2013 at 16:02


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