Sistemi elettorali

Bilancio 2010 Carige

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Il gruppo Banca Carige ha realizzato un utile netto consolidato di 177,2 milioni (-13,7% rispetto al 2009) mentre l’utile netto della capogruppo si e’ attestato a 180,6 milioni (-10,2% rispetto al 2009).
L’utile di 180,6 milioni consentirà la distribuzione di un dividendo in contanti nella misura di 0,07 euro (yeld 4,99%) per le azioni ordinarie e di 0,09 Euro per le azioni di risparmio. Il monte dividendi è pari a 128,8 milioni ed il pay out ratio è pari al 71,3% (abbastanza alto).

La crescita dei crediti concessi all’economia (+9,8% per complessivi 25,4 miliardi), conferma il sostegno attuato dal gruppo tanto nei confronti delle imprese, alle quali risultano erogati 15,1 miliardi (+6,5%), quanto nei confronti delle famiglie, alle quali sono stati erogati 7,9 miliardi (+7,7%) prevalentemente attraverso mutui per l’acquisto e ristrutturazione delle abitazioni (in crescita dell’8,5%).


Nel contesto delineato, la qualità del credito di Carige, mantenuta sotto costante controllo, si conferma in linea col dato generale italiano, con un rapporto sofferenze/impieghi pari al 4,4%. Se guardiamo al rapporto crediti dubbi su impieghi: in questo caso il dato sale al 8,5% (comprensivo di sofferenze, incagli, ristrutturazioni ed esposizioni scadute. In particolare, le sofferenze sono aumentate, nell’ultimo anno, da 835.879 a 1.110.183 (quasi il 25% di aumento) per cui c’è da essere alquanto preoccupati. Anche le posizioni incagliate sono aumentate non poco (+21%). A fronte di una qualità del credito in peggioramento, le rettifiche nette sono passate da 130.913 a 116.317. Il rapporto tra riserve e crediti dubbi passa dal 25% al 27%.

Il margine d’interesse peggiora del 5% circa, passando da 727.655 a 705.636 a causa del livello ancora molto basso dei tassi d’interesse.
Buono tuttavia il dato sulle commissioni attive che migliorano del 7% e contribuiscono a rendere meno pesante il risultato operativo.
I costi operativi rimangono sostanzialmente stabili (+0,5%).

I ratios di redditività rimangono poco attraenti: il ROE si attesta ad un misero 4,8% (media italiana 5%), in diminuzione rispetto al 5,4% del 2009.  Il rapporto Interessi Attivi su Totale Attività diminuisce da 3,2% a 2,76%. Sale invece il rapporto cost/income: dal 57% al 60%. Anche i costi operativi in rapporto al margine d’intermediazione registrano un balzo dal 58% al 66%.

Per quanto riguada la struttura, sufficiente il rapporto tra patrimonio netto e totale attività: qui siamo al 9,23%, stabili rispetto al 2009 e sicuramente un dato positivo, sia guardando il panorama italiana che (soprattutto) quello europeo.

Il p/e è altino: 17,09% (il settore bancario italiano ha una media del 14,4%), mentre il rapporto prezzo/valore di libro si attesta a 0,78, uno dei più alti in Italia.

Written by sistemielettorali

9 maggio 2011 a 21:22

Pubblicato su Economia

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