Sistemi elettorali

Archive for maggio 2011

Elezioni provinciali Pavia: ballottaggio

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BOSONE PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PAVIA

Elettori      442.961
Votanti I turno     273.205     61,67%
Votanti II turno     209.938     47,39%
Sezioni scrutinate     606 su 606

BOSONE , voti 104.154 , 51,2%

INVERNIZZI, voti 99.268,  48,8%

Totale voti candidati presidente II turno      203.422
Schede bianche II turno     2.253     1,07 %
Schede nulle II turno     4.254     2,02 %
Schede contestate e non assegnate II turno     9     0,00 %

Seggi – totale seggi gruppi

PD 11
SEL 1
IdV 1
Lista Bosone 1

PdL 4
Lega 4

Totale: 22

Totale seggi consiglio: 24

CANDIDATI A PRESIDENTE ELETTI CONSIGLIERI INVERNIZZI RUGGERO ARMANDO, POMA VITTORIO.

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30 maggio 2011 at 00:00

Pubblicato su elezioni, Pavia

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Dexia fa tremare l’Ue, ma non è ancora effetto domino

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Dexia fa tremare l’Ue, ma non è ancora effetto domino

Fabrizio Goria

Dexia ha fatto tremare l’Europa per la seconda volta dal 2008. Il primo istituto di credito belga ha registrato una perdita da 3,6 miliardi di euro nel secondo trimestre dell’anno, frutto di una serie di svalutazioni sugli attivi statunitensi. Il comunicato è arrivato però dopo tre ore di panico. Oggi infatti la negoziazione delle azioni della banca guidata da Pierre Mariani è stata sospesa sulle piazze finanziarie di Bruxelles e Parigi, in prima battuta senza spiegazioni. Poi, dopo un’ora, le prime indiscrezioni, fornite dal quotidiano transalpino Les Echos: «Stanno accelerando il programma di ristrutturazione cedendo asset tossici». Chiaro il riferimento alla Grecia, su cui Dexia è esposta per almeno 3,46 miliardi di euro, circa il 21,6% del capitale, secondo un report di UBS. Tuttavia, nella nota rilasciata alla stampa, non c’è alcun riferimento ad Atene, quanto a un deterioramento degli attivi statunitensi legati ai mutui subprime.

La mattinata di Mariani è iniziata nel peggiore dei modi possibili. L’authority di vigilanza bancaria belga, la Fsma, ha deciso di sospendere «in via cautelativa» tutti gli scambi su Dexia sulla Borsa Euronext di Bruxelles. Dopo poche ore, anche sulla piazza di Parigi è stato fatto lo stesso. Solo alle 13:40 l’attività è ripresa, ma nel frattempo erano già fiorite le interpretazioni. Una fra tutte, quella di una vendita dei titoli greci detenuti in portafoglio da Dexia. Due ore di passione finanziaria dopo, la nota stampa della banca, che però non ha fugato tutti i dubbi. Del resto, se il rosso è solamente imputabile agli asset americani, non è da escludere che le passività possano aumentare ancora alla luce di un peggioramento della situazione di Atene.

La reazione sui mercati secondari è stata netta. I Credit default swap (Cds) su Dexia sono schizzati al rialzo di 47 punti base nell’arco di poche ore, secondo le valutazioni di Markit. Sono stati superati i 370 punti base, il massimo dallo scorso marzo. Vale a dire che per proteggersi dal fallimento di un titolo della banca belga con scadenza quinquennale del valore di dieci milioni di dollari occorrono 370mila dollari l’anno. Analogo l’andamento dello spread fra i titoli governativi del Belgio e i bund tedeschi, passato da 114 a 121 punti base nell’arco di poche ore. Un simile trend si era anche verificato pochi giorni fa, quando Fitch e Standard & Poor’s hanno rivisto al ribasso l’outlook di Bruxelles, da stabile a negativo, anche in virtù della precaria situazione del sistema finanziario del Paese.

A fine 2008 Dexia ha dovuto cedere oltre 82 miliardi di euro di asset tossici su un totale di 220 miliardi. Troppo elevato era lo stato di deterioramento degli stessi, in seguito alla crisi finanziaria internazionale. E anche in quel caso, sono stati i mutui subprime a essere la mela marcia nel bilancio del colosso belga. A seguito delle perdite derivanti dalle attività statunitensi, Dexia aveva dovuto richiedere un sostegno finanziario, fornito congiuntamente da Francia e Belgio con un’iniezione di 6,4 miliardi di euro. Nonostante ciò, le sofferenze per l’istituto di credito di Mariani sono continuate.

Ora sono due le azioni che potrà compiere Dexia. La prima è una ristrutturazione del proprio portafoglio, continuando a eliminare gli asset deteriorati e chiudendo le posizioni a rischio. La seconda è una ricapitalizzazione che, secondo il quotidiano belga De Tijd, potrebbe essere superiore ai 3 miliardi di euro. Resta da comprendere in che modo potranno scontare i mercati finanziari questa mossa. Quello che è sicuro è che il gruppo di Mariani è uno dei più esposti su Atene. Secondo i calcoli di Ubs il 21,6% del capitale di Dexia è composto da titoli ellenici, cioè 3,46 miliardi di euro. Decisamente una cifra che il gruppo non può sottovalutare in caso di ristrutturazione del debito da parte del Pireo.

Sull’onda delle indiscrezioni sullo stato dei conti di Dexia, hanno iniziato a ripiegare anche le altre banche maggiormente coinvolte negli investimenti in titoli di Stato di Atene. Una su tutte, Commerzbank. Dopo aver comunicato un aumento di capitale da 5,3 miliardi di euro, oggi è stata sorpresa dalla vendite. Nelle tre ore di attesa del comunicato stampa di Dexia, il titolo della banca tedesca è arrivato a perdere anche il 2% sul listino Dax di Francoforte, salvo poi riprendersi parzialmente.

Per ora, l’effetto domino della crisi ellenica sembra evitato. Ma, forse, è solo questione di tempo. Sulla testa dell’Europa pendono 278 miliardi di dollari di titoli greci, secondo gli ultimi dati della Banca dei regolamenti internazionali. Poco in termini nominali, troppo in uno scenario fragile e incerto come quello dell’odierna eurozona.

Read more: http://www.linkiesta.it/dexia-fa-tremare-l-ue-ma-non-e-ancora-effetto-domino#ixzz1NZabTe2W

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27 maggio 2011 at 18:01

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Fitch declassa rating Grecia “B ” con implicazioni negative

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Fitch declassa rating Grecia “B ” con implicazioni negative

CRISI – L’agenzia abbassa di tre gradini dal precedente BB e aggiunge: sotto osservazione per nuove possibili bocciature. Preoccupa l’attuazione di radicali riforme fiscali. Senza nuovi aiutidalla Ue e dal Fmi, potrebbe arrivare unulteriore taglio a CCC. La Lagarde: “Il Paese è a rischio default”. Chiusura negativa per le Borse europee
ROMA – Fitch ha tagliato a ‘B ‘ il merito di credito della Grecia, abbassandolo di ben tre gradini dal precedente ‘BB ‘. Lo comunica la stessa agenzia di rating in una nota, spiegando che il suo giudizio è in”rating watch negativo”, sotto osservazione, cioè, per possibili nuove bocciature. L’agenzia ha spiegato la decisione affermando che “il calo riflette le sfide di fronte alla Grecia nell’attuazione di un programma di riforme radicale a livello fiscale e strutturale necessario per garantire la solvibilità dello stato e le basi di una ripresa sostenuta”. Confermato a B il giudizio sulle emissioni del debito a breve.
Senza un nuovo programma d’aiuti alla Grecia interamente finanziato dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale, Fitch potrebbe nuovamente tagliare il rating greco portandolo alla categoria ‘CCC’,”che indica alta probabilità di default”, scrive ancora in una nota l’agenzia, aggiungendo che la “ristrutturazione soft” adombrata dall’Unione europea, cioè una dilazione delle rate sul debito, sarebbe considerata un evento di default.
E non rasserenano le parole pronunciate dal ministro delle Finanze francese Christine Lagarde, data come favorita per la successione di Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale, che, in un’intervista al quotidiano austriaco DerStandard citata dall’agenzia Bloomberg,afferma che la Grecia è a rischio default, aggiungendo che “i ministri finanziari europei hanno espresso forti dubbi riguardo ai lenti progressi ” compiuti da Atene nel processo di risanamento finanziario. Lagarde ha sottolineato in particolare come la Grecia stia portando avanti troppo lentamente il programma di privatizzazioni. Al tempo stesso, il ministro francese ha escluso l’ipotesi di una ristrutturazione o riscadenzamento del debito greco ma anche chiarito che”non si è mai pensato” a una uscita della Grecia dall’euro.

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20 maggio 2011 at 18:13

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Elezioni a Pavia: una simulazione

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Nel caso in questione, ho simulato una vittoria al secondo turno del centro-destra, senza apparentamenti.
In base al metodo d’Hondt, il centrodestra otterrebbe 13 seggi ai quali se ne aggiungerebbe 1 in ragione del premio di maggioranza. Questo seggio andrebbe a discapito del centrosinistra che ne otterrebbe 8, mentre 2 andrebbero alle liste di Poma. Forti rimarrebbe senza rappresentanti in consiglio.
Nella tabella seguente, il calcolo delle cifre elettorali che servono per distribuire i seggi alle coalizioni presentatesi alle elezioni provinciali.


Nella tabella successiva, invece, vi sono le cifre individuali per collegio. Evidenziati in giallo, le cifre elettorali più alte per ogni partito, che quindi corrisponderebbero ai candidati eletti. La cella evidenziata relativa a Rifondazione (PRC) è solo per segnalare la cifra più alta ottenuta da Forti, ma secondo i miei calcoli la coalizione non dovrebbe, in questo caso, ottenere seggi in consiglio provinciale.

Importante: a prescindere da chi vincerà al ballottaggio, sembra certo che il PD otterrà almeno 6 seggi, la Lega 4, il PdL 5, uno a testa IdV, SEL , Civica Poma.
Con molto beneficio del dubbio, i seguenti candidati dovrebbero essere quasi certi dell’elezione:
– Montagna Claudia (PD)  Cava Manara
– Novazzi Felice (PdL)  Chignolo
– Costantino Antonio (PdL)  Gambolò
– Spialtini Enzo (PD) Garlasco
– Guardamagna Giorgio (Lega) Mede
– Facchinotti Marco (Lega) Mortara
– Osculati Franco (SEL) Pavia 1
– Calabrò Roberto (PD) Pavia 2
– Marchiafava Emanuela (PD) Pavia 3
– Sala Raffaele (IdV) Rivanazzano
– Ferrari Giovanni (PdL) Rivanazzano
– Ramponi Alessandro (PdL) Robbio
– D’Imperio Milena (PD) Siziano
– Visponetti Maurizio (PD) Stradella
– Sala Michela (Lega) Vigevano c.so Torino
– Ceffa Andrea (Lega) Vigevano centro
– Rocca Gianpiero (PdL) Voghera 2
– Poma Vittorio (Lista Poma) recupera il seggio dal collegio di Voghera 1

Written by sistemielettorali

17 maggio 2011 at 08:04

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Provinciali Pavia: un confronto

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In tabella, il confronto dei risultati provinciali di ieri (voto di lista) cogli esiti elettorali delle passate consultazioni.
Per una migliore visualizzazione cliccate sull’immagine.

Nelle tabelle seguenti, viene mostrata la variazione percentuale dei votanti di questa tornata elettorale in rapporto alle ultime tre consultazioni tenutesi in provincia. Il calo è evidente, sebbene per le provinciali occorra dire che si tratta di una elezioni generalmente poco partecipata.
La variazione in termini percentuali delle singole forze politiche è decisamente sensibile per il PDL.
In valore assoluto, è sempre il PDL che mostra la performance peggiore.

Variazione percentuali delle liste elettorali e della partecipazione al voto
Affluenza % votanti Delta affluenza PDL Lega PD IdV SEL UDC PRC+PDCI
Provinciali 2011 61,67% 273205
22,31% 22,10% 23,37% 3,78% 4,16% 3,83% 2,99%
Regionali 2010 64,93% 286910 -3,26 -8,07 -6,07 0,60 -1,89 3,16 0,36 0,61
Europee 2009 74,30% 325952 -12,63 -15,19 3,60 2,17 -2,52
-0,77 -0,11
Politiche 2008 83,31% 355594 -21,64 -15,75 5,51 -5,16 0,50
-0,08 0,11
Variazioni in valore assoluto delle liste elettorali
Affluenza votanti PDL Lega PD IdV SEL UDC PRC+PDCI
Provinciali 2011 273205 49.708 49.240 52.049 8.421 9.279 8.535 6.681
Regionali 2010 286910 -24.119 -19.210 -3.280 -5.375 6.831 97 880
Europee 2009 325952 -66.412 -8.203 -13.751 -11.012
-5.803 -2.821
Politiche 2008 355594 -81.321 -7.868 -46.155 -2.856
-4.916 -3.228

Nei grafici seguenti, l’andamento delle principali forze politiche del centro-sinistra e del centro-destra in provincia di Pavia. Ovviamente nel centro-destra pesa l’assenza di Poma che ha raggiunto il 9% circa.
Il PD si attesta appena sotto il 25% in lieve miglioramente rispetto alle ultime due consultazioni (europee 2009 e regionali 2010). Svetta SEL che sopravanza l’Italia dei Valori un po’ in affanno.
A destra, crollo del PdL ma risultato deludente anche della Lega che perde 6% rispetto alle regionali 2010. E’ pur vero che si tratta di elezioni diverse, ma ultimamente in Italia anche le consultazioni locali hanno assunto un significato altamente politico.

Nei due grafici che seguono il peso percentuale delle singole liste all’interno nelle due aree politiche. Come si vede, nell’ex Polo la Lega è ormai arrivata a contare per il 50%, dato in continuo miglioramento. Il Popolo della Libertà, invece, replica la performance delle regionali 2010. Da notare che, mediamente, il partito di Berlusconi, senza l’apporto di AN, riusciva a catalizzare il 60% circa del voto dei votanti di centrodestra.

A sinistra, invece, la fa da padrone il PD che pesa per il 65% circa dell’intero centro-sinistra, dato già confermato dalle precedenti elezioni. La perdita dell’IdV viene compensata dall’exploit di SEL. In generale, i “cespuglietti” di sinistra portano comunque una percentuale equamente distribuita (per comodità ho inserito anche PRC e PDCI che tuttavia dal 2008 in avanti si sono sempre presentati separati dal PD).

In ultimo, un confronto con le provinciali 2006. L’area di centro-destra rimane percentualmente invariata, ma questa volta con alcuni aspetti molto eterogenei:
– Poma e UDC che si sono presentati da soli e non si sa cosa faranno al ballottaggio
– gli ex AN non fanno più parte della coalizione
– la Lega assume, come detto, un peso importante nella coalizione

Written by sistemielettorali

17 maggio 2011 at 07:13

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Elezioni provinciali pavesi: risultati definitivi città di Pavia

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Candidati Voti % Partiti Voti % Regionali 2010 delta
Ruggero Armando Invernizzi 13045 37,22% Il Popolo della libertà (Pdl) 6054 21,39% 28,61% -7,22%



Lega Nord 5191 18,34% 24,36% -6,02%



I Popolari di Italia Domani 94 0,33%




Libertà e autonomia 108 0,38%





11447 40,44%

Daniele Bosone 14187 40,48% Partito Democratico (Pd) 7209 25,47% 25,10% 0,37%



Italia dei valori (Idv) 1233 4,36% 7,24% -2,88%



Sinistra ecologia e libertà 2254 7,96% 2,26% 5,70%



Civica Bosone 454 1,60%





11150 39,39%

Vittorio Poma 4158 11,87% Civica Poma 1946 6,88%




Unione di centro (Udc) 711 2,51% 3,72% -1,21%




2657 9,39%

Teresio Forti 998 2,85% Fed. della Sinistra (Prc + Pdci) 589 2,08% 2,18% -0,10%



Lista Forti 233 0,82%





822 2,90%

Giovanni Fassina 936 2,67% Orizzonti di libertà 808 2,85%

Enrico Bocca Corsico Piccolini 338 0,96% Lega Padana Lombardia 288 1,02%

Tiziano Casarini 332 0,96% Partito dei pensionati 301 1,06% 1,45% -0,39%
Massimo Granata 272 0,78% La Destra 194 0,69% 0,46% 0,23%
Roberto Albanese 399 1,14% Verdi 327 1,16% 0,89% 0,27%
Anacleto Marini 49 0,14% Identità Oltrepo’ 35 0,12%

Cesare Valentinuzzi 181 0,52% Pensioni e Lavoro 155 0,55%

Vincenzo Sardiello 149 0,43% PCL 120 0,42%

Written by sistemielettorali

16 maggio 2011 at 19:37

Risultati elezioni provinciali (definitivi): Pavia

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Mancano ancora poche sezioni da scrutinare.
Ad ogni modo sarà ballottaggio tra Invernizzi e Bosone, con Poma che porterà una dote di voti decisivi.
Per quanto riguarda i seggi, anche se c’è ancora molto da definire, possiamo tracciare due scenari (prendeteli con le pinze):
– in caso di vittoria del centrodestra: al PdL andranno 7 seggi, Lega 7, PD 6, 1 a testa IdVe SEL più 2 a Poma
– in caso di vittoria del centrosinistra: PD 11 seggi, PdL 5, Lega 4, 1 a testa IdV  Poma , SEL e Civica Bosone

Naturalmente, nel conteggio non ho previsto eventuali apparentamenti che potrebbero avvenire in vista del ballottaggio.

Sezioni 606 606 100.00%







Candidati Voti % Partiti Voti %
Ruggero Armando Invernizzi 112841 44,11 Il Popolo della libertà (Pdl) 49708 22,31%



Lega Nord 49240 22,10%



I Popolari di Italia Domani 1606 0,72%



Libertà e autonomia 1288 0,57%




101842 45,70%
Daniele Bosone 86510 33,82 Partito Democratico (Pd) 52049 23,37%



Italia dei valori (Idv) 8421 3,78%



Sinistra ecologia e libertà 9279 4,16%



Civica Bosone 5068 2,27%




74817 33,58%
Vittorio Poma 24437 9,55 Civica Poma 10447 4,69%



Unione di centro (Udc) 8535 3,83%




18982 8,52%
Teresio Forti 8971 2,99 Fed. della Sinistra (Prc + Pdci) 6681 2,99%



Lista Forti 1138 0,51%




7819 3,50%
Giovanni Fassina 5359 2,09 Orizzonti di libertà 4586 2,05%
Enrico Bocca Corsico Piccolini 3945 1,54 Lega Padana Lombardia 3235 1,45%
Tiziano Casarini 3247 1,26 Partito dei pensionati 3014 1,35%
Massimo Granata 2917 1,14 La Destra 2308 1,03%
Roberto Albanese 2854 1,11 Verdi 2383 1,07%
Anacleto Marini 1463 0,57 Identità Oltrepo’ 982 0,44%
Cesare Valentinuzzi 1827 0,71 Pensioni e Lavoro 1513 0,67%
Vincenzo Sardiello 1397 0,54 PCL 1228 0,55%

Written by sistemielettorali

16 maggio 2011 at 15:52