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La Grecia e Citigroup – I parte

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Mentre il CDS sulla Grecia veleggia stabilmente ben oltre i 1400 bp, Citigroup, il 20 Aprile, ha publicato uno studio di 60 pagine sulla sostenibilità del debito greco, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, che l’unica reale alternativa è una ristrutturazione con taglio di circa il 40% dei titoli di stato.

Lo studio parte dalla situazione economica devastante, che vede un ribasso del 3,3% del PIL nel 2011 dopo il -6,6% del 4Q2010. Il declino del 2010 è dovuto a minori consumi (-8,9%), investimenti (-11,8%) e esportazioni (-17,9%), parzialmente bilanciati da maggiore spesa statale (+45,9%).

Nel breve termine, comunque il quadro economico rimarrà a tinte molto fosche.

Per quanto riguarda il deficit, dopo il catastrofico -10,2% del 2009, il 2010 si è chiuso con un -4,3% sulla scorta dei tagli draconiani decisi dal governo. Citigroup si aspetta che si avrà un surplus fiscale del +1,5% nel 2013 che raggiungerà il 4,1% nel 2020.

Il rapporto debito/PIL, che nel 1999 era al 94%, ha raggiunto nel 2009 il 128%. Il motivo, ovviamente, sta nell’elevato importo relativo al pagamento degli interessi sul debito. Senza nessuna ristrutturazione, Citi prevede che nel 2018 si arriverà al 178%.

CHI POSSIEDE IL DEBITO GRECO

La parte più interessante è la sezione relativa all’analisi del debito greco, ai 326bn di euro, calcolati a fine 2010.
In base alle analisi della Commissione Europea, il 12% è detenuto dal FMI, il 14% da banche greche, il 15% da banche estere, il 44% da altri soggetti esteri (includendo il 12% in mano alla BCE).
Citi si attende che lo scenario cambierà da qui al 2020, con una progressiva diminuzione del debito detenuto all’estero (-24% per soggetti esteri non bancari, -12% per le banche).

QUALE LIVELLO DI DEBITO E’ SOSTENIBILE?

Quali alternative ha la Grecia?
Per Citi la Grecia ha degli strumenti per diminuire il proprio debito:
– maggiori entrate fiscali, quindi miglior saldo primario
– bassi tassi d’interesse, per attenuare l’effetto valanga di aggiungere debito al debito
– crescita del PIL, migliorerebbe il rapporto debito/PIL
– vendita degli asset, sebbene impopolari, porterebbe velocemente il rapporto debito/PIL a livelli sostenibili
– allungamento della durata dei titoli di stato, lascerebbe inviariato il rapporto debito/PIL ma darebbe respiro alle finanze greche in questo periodo di crisi
– haircut, ristrutturazione del debito, l’opzione più severa, ma che potrebbe ridurre notevolmente il rapporto debito/PIL

Nella tabella seguente, Citi ha illustrato la previsione del rapporto debito/PIL negli scenari appena descritti.
Inoltre, se avvenisse un taglio del 42% oltre a queste misure, si stima che il rapporto debito/PIL diminuirebbe al 90% nel 2013 e al 60% nel 2020.

Più nel dettaglio, Citi propone 3 alternative, per raggiungere nel 2013 un rapporto debito/PIL del 60%, 90% e 120%: il taglio dovrà essere rispettivamente del 44$, 68% e 93%.
Perchè il 2013? Perchè ci si aspetta che in tale anno l’economia greca tornerà positiva in quanto a PIL e saldo primario.

Inoltre, quali sono le strade per i possessori del debito greco? Citi propone due opzioni:
1 – agire ora, evitando ulteriori tagli per gli anni a seguire, così come chiede il mercato. D’altronde i tassi sui titoli greci sono chiari, la curva dei rendimenti si è invertita: i titoli a 3 anni pagano il 21,1% mentre quelli a 30 anni rendono il 9,6%.
2 – pretendere il proprio rendimento e aspettare che la Grecia risolva da sè i suoi problemi, presumibilmente in maniera molto lenta. Ma questa strada potrebbe essere lunga e foriera di altre concessioni (allungamento del debito). In più, nessun paese con un rapporto debito/PIL superiore al 150% ha saputo evitare il default: perchè la Grecia dovrebbe comportarsi diversamente?

Per le ripercussioni sui bilanci delle banche, a breve un post dedicato.

Written by sistemielettorali

27 aprile 2011 a 09:16

Pubblicato su Economia

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Una Risposta

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  1. […] se puo' servire, per la tua intressante analisi, a suo tempo prendemmo in considerazione questa La Grecia e Citigroup – I parte Paolo Venturini blog Immagini allegate […]


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