Sistemi elettorali

Elezioni provinciali Pavia – collegi uninominali

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Oltre a ricordare le regole elettorali per le elezioni dei consigli provinciali, abbiamo elencato quelli che sono i nuovi collegi uninominali per le elezioni pavesi.
La riduzione da 30 a 24 collegi è stato operato questa maniera: uno in meno a Pavia, uno in meno a Voghera, uno in meno a Vigevano, uno in meno per ognuna delle tre zone: Lomellina, Pavese e Oltrepo’.
Attenzione però: non lasciamoci ingannare dal fato che questi collegi siano chiamati uninominali.
Infatti, bisogna ricordare che non è automatico che ogni Collegio elegga un suo rappresentante.
Pavia, con cinque Collegi, ha avuto nel 2006 un solo consigliere provinciale eletto –  Carlo Nola – mentre alcuni collegi hanno portato in questo Consiglio Provinciale due consiglieri (collegi di Casteggio, Garlasco, Mede, Mortara, Siziano).
La riduzione dei collegi cittadini pavesi da 5 a 3, per rimanere in argomento, non pregiudicano quindi la possibilità che la città di Pavia ottenga rappresentanza in consiglio provinciale.
Resta il fatto che la riduzione dei rappresentanti dei consigli provinciali, voluto a livello statale per il contenimento dei costi, non è certo un lungimirante esempio di economicità, in quanto 6 consiglieri in meno faranno risparmiare allo stato solo 10.000 (circa).
In tabella, i nuovi collegi, con i cittadini residenti nel 2001 e nel 2009.

E’ evidente che in questo caso la competizione elettorale provinciale è spezzettata in tante piccole sfide, ognuna delle quali non influenza per nulla le altre; la caratteristica principale è quindi  quella dell’autonomia competitiva dei collegi. Competizione che non viene determinata dai collegi uninominali, quanto dal metodo dell’attribuzione die seggi. I candidati si presentano in collegi uninominali, ma i voti da loro ottenuti confluiscono nel totale dei voti di tutti i candidati del medesimo partito (coalizione) a livello di provincia, dove si calcolano i seggi spettanti a ciascun gruppo. Solo a questo punto, attraverso la graduatoria delle cifre individuali, si arriva alla determinazione dell’eletto. Come si può comprendere, i voti di ciascun candidato di collegio influenzano sia il risultato complessivo della provincia, sia quello degli altri collegi per via della graduatoria.

Tornando a monte, perché alcuni collegi sono sovrarappresentati con 2 consiglieri, mentre altri non ne eleggono proprio? Ovviamente hanno ragione coloro che parlano di visibilità del candidato così come dei rapporti di forza tra le liste della stessa coalizione, ma io credo che non si sia analizzata una caratteristica molto visibile nelle ultime elezioni del 2006: il tipo di voto assegnato dall’elettore.

In tabella, i vecchi collegi con numero di elettori, numero votanti, l’affluenza alle urne, il numero dei consiglieri eletti nel collegio, la somma in percentuale dei due partiti più votati e il rapporto tra voti dati alle liste e voti dati al candidato presidente.
Ho colorato in arancione i collegi che non hanno eletto consiglieri, in verde i collegi che ne hanno eletti due. In giallo, i valori minimi e massimi.
Nelle righe in basso colorate in azzurro, la media dei collegi sotto e sovra rappresentati per ciò che concerne numero di elettori, votanti e sommatoria delle ultime due colonne (es. 65,91% è dato da: [(43,47+96,32+45,03+78,34+45,29+81,92+46,00+80,92+46,93+77,20+41,87+95,02+51,13+93,34)/7]

Posto che il voto disgiunto non è previsto, sappiamo che l’elettore ha tre possibilità:
1) votare solo il contrassegno di uno dei gruppi: il voto viene attribuito automaticamente anche al candidato presidente e al candidato consigliere.
2) votare solo il candidato presidente
3) votare solo il candidato consigliere: in questo caso il voto viene assegnato automaticamente anche al gruppo e al candidato presidente ad esso collegato.

Se andate a leggervi il voto nei singoli collegi, vedrete che ci sono state differenze anche molto ampie tra chi ha votato solo il candidato presidente e chi invece ha espresso la propria preferenza anche alla lista o al consigliere.
A Pavia, l’esempio di prima, il rapporto tra voto ai candidati consiglieri / voto al candidato presidente è stato:
– Centro: 81,92%
– Città Giardino: 78,34%
– Vallone-Crosione: 79,33%
– S. Giovannino: 80,92%
– Borgo: 77,20%

Non a caso, l’unico eletto, Nola, è stato eletto nel collegio (e per la coalizione) che ha ottenuto la percentuale più alta di questo rapporto (Pavia Centro).

Di converso, è stata ovviamente molto più semplice l’elezione per quei candidati nei collegi dove gli elettori hanno espresso la preferenza per la lista o il consigliere.
Basti pensare ad alcuni picchi notevole, superiori al 97%, nei collegi di Mortara, Varzi, Voghera-TorrazzaCoste.

Certo, non è una regola, ma solo una tendenza interessante tra ciò che è avvenuto a Pavia città e in provincia.
Quindi: è vero che alla fine conta l’elezione diretta del candidato presidente, ma non è da sottovalutare che in alcuni collegi i candidati consiglieri dovrebbero impegnarsi maggiormente per “convincere” l’elettore ad esprimere un tipo di voto diverso.

Written by sistemielettorali

26 aprile 2011 a 11:17

Pubblicato su elezioni, Pavia

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