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Jp Morgan, dati trimestrali

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Un paio di giorni fa, JP MOrgan ha pubblicato gli utili relativi al primo trimestre 2011.
Facciamo quindi qualche considerazione su ciò che JPM ha riportato nel suo bilancio per vedere se la qualità dei loro utili è solida. Il confronto lo farò sui dati del primo trimestre 2011 rispetto al primo trimestre 2010.
I ricavi totali sono diminuiti del 8,7%. L’utile netto, invece, è salito a 5,6 miliardi dollari in questo trimestre rispetto ai 3,3 miliardi dollari del 2010. Bei dati vero?
Certamente, quando state guardando uno stato patrimoniale di miliardi di dollari in bilancio, ci vuole solo un piccolo “aggiustamento” sulla stima dei prestiti inesigibili per generare un paio di miliardi di entrate contabili.  Così come è sicuro che molti asset che la JPM detiene per il semplice fatto che non può scaricarli, vale a dire i titoli tossici, è probabile siano stati valutati a prezzi molto superiori al loro valore reale.
Ai fini di questo esercizio io sto solo valutando le statistiche di credito a livello macro. Per cominciare, l ‘”accantonamento per perdite su crediti” è stato di $7 miliardi nel primo trimestre 2010 rispetto a solo 1,2 miliardi dollari in questo trimestre. È ragionevole? Può essere. Certo, se il dato del 2010 è stato relativamente gonfiato per l’effettivo ammontare delle perdite subite, ha senso ridurre la previsione per quest’anno.
La “provision” è una “stima” di “potenziali” perdite. C’è quindi parecchia libertà per ciò che concerne le ipotesi formulate per calcolare questa “stima”.
Diciamo che se avessero usato un più ragionevole 50% degli accantonamenti dello scorso anno, si sarebbe creati accantonamento per 3,5 miliardi di dollari che avrebbero prodotto, grosso modo, solo $3,3 miliardi di utile netto quest’anno. Ad essere sinceri, se la Fed non avesse comprato titoli tossici e se il governo non stesse garantendo un sacco di asset, tali riserve avrebbero dovuto essere molto più alte. Soprattutto considerando che i tassi di insolvenza e di default sui mutui sono ancora in crescita. Circa il 30% del patrimonio JPM sono mutui per la casa.

Ecco un’altra fonte interessante di gestione degli utili che ho trovato. La JPM presenta passività di riacquisto su un sacco di mutui che hanno sottoscritto e poi venduto ai vari trust. Questa passività è passata da 2,3 miliardi dollari l’anno scorso a 3,3 del 2011. Questo nonostante la moratoria sui pignoramenti che è stata decisa dal governo. Tale statistica è sufficiente per giustificare la mia affermazione nell’ultima frase del paragrafo precedente. Tuttavia, nonostante un aumento di tale passività, gli accantonamenti contro questa passività, cioè l’importo JPM ha riservato ai fini contabili GAAP è stato di soli 420 milioni dollari contro 1,4 miliardi dollari l’anno scorso.
Si tratta di una oscillazione enorme di 1,04 miliardi di dollari in linea di spesa e quindi di un aumento dell’utile netto di poco inferiore a questo importo, con l’adeguamento delle imposte. Questo dato rappresenta circa 26 centesimi sui 29 di guadagni generati dalla riduzione dei write-off a cui si fa riferimento nella nota di sintesi sugli utili. Come potete vedere, basta una variazione molto piccola sui write-off dei crediti inesigibili presupposti per generare un forte incremento degli utili contabili.

Un’altra statistica che non sarà mai pubblicata dalla stampa o analizzata dal vostro consulente finanziario o gestore del fondo pensione  è la percentuale dei crediti in sofferenza come percentuale del totale dei prestiti in essere, più i derivati. Si tratta di una vasta area per una potenziale manipolazione dei guadagni.
Questo dato di JPM è fin troppo basso, come sono sicuro lo è per buona parte delle banche. Tuttavia, noi sappiamo che JPM ha una quota enorme del mercato dei derivati e, quindi, dovrebbe probabilmente essere superiore in base alle ipotesi sui crediti non performanti.  Per quest’anno, JPM sta riportando 15 miliardi di asset non-performing contro un totale dei crediti in essere di 685 miliardi dollari. Questo sarebbe il 2% del totale dei crediti. Inoltre, stanno segnalando uno stato patrimoniale  totale di 1.200 miliardi dollari, che include i prestiti più gli strumenti derivati. Così il totale riportato dei crediti deteriorati rappresenta solo l’1,3% dell’intero bilancio. A me il dato sembra basso, a v

Written by sistemielettorali

15 aprile 2011 a 19:39

Pubblicato su Economia

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