Sistemi elettorali

Archive for aprile 2011

Dostoevskij inedito. Quaderni e taccuini 1860-1881

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Amare l’uomo come se stessi, secondo il comandamento di Cristo, non è possibile. […] L’io è di ostacolo. Cristo soltanto poteva farlo, ma Cristo era l’ideale eterno sin dall’inizio dei tempi, quell’ideale al quale tende, e deve tendere per legge di natura, l’uomo. Invece, dopo la comparsa di Cristo come ideale dell’uomo incarnato, è diventato chiaro come il giorno che lo sviluppo supremo, l’evoluzione ultima della personalità deve appunto arrivare (nell’ultimo stadio dello sviluppo, nel momento stesso in cui il fine sia raggiunto), a far sì che l’uomo trovi, riconosca e con tutta la forza della sua natura si convinca che l’uso più elevato che egli può fare della propria personalità, della pienezza di sviluppo del proprio io, consiste quasi nell’annientare l’ io stesso, nel consegnarlo a tutti e a ciascuno indivisibilmente e senza riserve. E questa è la massima felicità. […] Questo appunto è il paradiso di Cristo. Tutta la storia, sia dell’umanità sia, in parte, di ciascuno singolarmente è soltanto evoluzione, lotta, perseguimento e conseguimento di questa meta.

Written by sistemielettorali

28 aprile 2011 at 19:57

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La Grecia e Citigroup – I parte

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Mentre il CDS sulla Grecia veleggia stabilmente ben oltre i 1400 bp, Citigroup, il 20 Aprile, ha publicato uno studio di 60 pagine sulla sostenibilità del debito greco, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, che l’unica reale alternativa è una ristrutturazione con taglio di circa il 40% dei titoli di stato.

Lo studio parte dalla situazione economica devastante, che vede un ribasso del 3,3% del PIL nel 2011 dopo il -6,6% del 4Q2010. Il declino del 2010 è dovuto a minori consumi (-8,9%), investimenti (-11,8%) e esportazioni (-17,9%), parzialmente bilanciati da maggiore spesa statale (+45,9%).

Nel breve termine, comunque il quadro economico rimarrà a tinte molto fosche.

Per quanto riguarda il deficit, dopo il catastrofico -10,2% del 2009, il 2010 si è chiuso con un -4,3% sulla scorta dei tagli draconiani decisi dal governo. Citigroup si aspetta che si avrà un surplus fiscale del +1,5% nel 2013 che raggiungerà il 4,1% nel 2020.

Il rapporto debito/PIL, che nel 1999 era al 94%, ha raggiunto nel 2009 il 128%. Il motivo, ovviamente, sta nell’elevato importo relativo al pagamento degli interessi sul debito. Senza nessuna ristrutturazione, Citi prevede che nel 2018 si arriverà al 178%.

CHI POSSIEDE IL DEBITO GRECO

La parte più interessante è la sezione relativa all’analisi del debito greco, ai 326bn di euro, calcolati a fine 2010.
In base alle analisi della Commissione Europea, il 12% è detenuto dal FMI, il 14% da banche greche, il 15% da banche estere, il 44% da altri soggetti esteri (includendo il 12% in mano alla BCE).
Citi si attende che lo scenario cambierà da qui al 2020, con una progressiva diminuzione del debito detenuto all’estero (-24% per soggetti esteri non bancari, -12% per le banche).

QUALE LIVELLO DI DEBITO E’ SOSTENIBILE?

Quali alternative ha la Grecia?
Per Citi la Grecia ha degli strumenti per diminuire il proprio debito:
– maggiori entrate fiscali, quindi miglior saldo primario
– bassi tassi d’interesse, per attenuare l’effetto valanga di aggiungere debito al debito
– crescita del PIL, migliorerebbe il rapporto debito/PIL
– vendita degli asset, sebbene impopolari, porterebbe velocemente il rapporto debito/PIL a livelli sostenibili
– allungamento della durata dei titoli di stato, lascerebbe inviariato il rapporto debito/PIL ma darebbe respiro alle finanze greche in questo periodo di crisi
– haircut, ristrutturazione del debito, l’opzione più severa, ma che potrebbe ridurre notevolmente il rapporto debito/PIL

Nella tabella seguente, Citi ha illustrato la previsione del rapporto debito/PIL negli scenari appena descritti.
Inoltre, se avvenisse un taglio del 42% oltre a queste misure, si stima che il rapporto debito/PIL diminuirebbe al 90% nel 2013 e al 60% nel 2020.

Più nel dettaglio, Citi propone 3 alternative, per raggiungere nel 2013 un rapporto debito/PIL del 60%, 90% e 120%: il taglio dovrà essere rispettivamente del 44$, 68% e 93%.
Perchè il 2013? Perchè ci si aspetta che in tale anno l’economia greca tornerà positiva in quanto a PIL e saldo primario.

Inoltre, quali sono le strade per i possessori del debito greco? Citi propone due opzioni:
1 – agire ora, evitando ulteriori tagli per gli anni a seguire, così come chiede il mercato. D’altronde i tassi sui titoli greci sono chiari, la curva dei rendimenti si è invertita: i titoli a 3 anni pagano il 21,1% mentre quelli a 30 anni rendono il 9,6%.
2 – pretendere il proprio rendimento e aspettare che la Grecia risolva da sè i suoi problemi, presumibilmente in maniera molto lenta. Ma questa strada potrebbe essere lunga e foriera di altre concessioni (allungamento del debito). In più, nessun paese con un rapporto debito/PIL superiore al 150% ha saputo evitare il default: perchè la Grecia dovrebbe comportarsi diversamente?

Per le ripercussioni sui bilanci delle banche, a breve un post dedicato.

Written by sistemielettorali

27 aprile 2011 at 09:16

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Elezioni provinciali Pavia – collegi uninominali

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Oltre a ricordare le regole elettorali per le elezioni dei consigli provinciali, abbiamo elencato quelli che sono i nuovi collegi uninominali per le elezioni pavesi.
La riduzione da 30 a 24 collegi è stato operato questa maniera: uno in meno a Pavia, uno in meno a Voghera, uno in meno a Vigevano, uno in meno per ognuna delle tre zone: Lomellina, Pavese e Oltrepo’.
Attenzione però: non lasciamoci ingannare dal fato che questi collegi siano chiamati uninominali.
Infatti, bisogna ricordare che non è automatico che ogni Collegio elegga un suo rappresentante.
Pavia, con cinque Collegi, ha avuto nel 2006 un solo consigliere provinciale eletto –  Carlo Nola – mentre alcuni collegi hanno portato in questo Consiglio Provinciale due consiglieri (collegi di Casteggio, Garlasco, Mede, Mortara, Siziano).
La riduzione dei collegi cittadini pavesi da 5 a 3, per rimanere in argomento, non pregiudicano quindi la possibilità che la città di Pavia ottenga rappresentanza in consiglio provinciale.
Resta il fatto che la riduzione dei rappresentanti dei consigli provinciali, voluto a livello statale per il contenimento dei costi, non è certo un lungimirante esempio di economicità, in quanto 6 consiglieri in meno faranno risparmiare allo stato solo 10.000 (circa).
In tabella, i nuovi collegi, con i cittadini residenti nel 2001 e nel 2009.

E’ evidente che in questo caso la competizione elettorale provinciale è spezzettata in tante piccole sfide, ognuna delle quali non influenza per nulla le altre; la caratteristica principale è quindi  quella dell’autonomia competitiva dei collegi. Competizione che non viene determinata dai collegi uninominali, quanto dal metodo dell’attribuzione die seggi. I candidati si presentano in collegi uninominali, ma i voti da loro ottenuti confluiscono nel totale dei voti di tutti i candidati del medesimo partito (coalizione) a livello di provincia, dove si calcolano i seggi spettanti a ciascun gruppo. Solo a questo punto, attraverso la graduatoria delle cifre individuali, si arriva alla determinazione dell’eletto. Come si può comprendere, i voti di ciascun candidato di collegio influenzano sia il risultato complessivo della provincia, sia quello degli altri collegi per via della graduatoria.

Tornando a monte, perché alcuni collegi sono sovrarappresentati con 2 consiglieri, mentre altri non ne eleggono proprio? Ovviamente hanno ragione coloro che parlano di visibilità del candidato così come dei rapporti di forza tra le liste della stessa coalizione, ma io credo che non si sia analizzata una caratteristica molto visibile nelle ultime elezioni del 2006: il tipo di voto assegnato dall’elettore.

In tabella, i vecchi collegi con numero di elettori, numero votanti, l’affluenza alle urne, il numero dei consiglieri eletti nel collegio, la somma in percentuale dei due partiti più votati e il rapporto tra voti dati alle liste e voti dati al candidato presidente.
Ho colorato in arancione i collegi che non hanno eletto consiglieri, in verde i collegi che ne hanno eletti due. In giallo, i valori minimi e massimi.
Nelle righe in basso colorate in azzurro, la media dei collegi sotto e sovra rappresentati per ciò che concerne numero di elettori, votanti e sommatoria delle ultime due colonne (es. 65,91% è dato da: [(43,47+96,32+45,03+78,34+45,29+81,92+46,00+80,92+46,93+77,20+41,87+95,02+51,13+93,34)/7]

Posto che il voto disgiunto non è previsto, sappiamo che l’elettore ha tre possibilità:
1) votare solo il contrassegno di uno dei gruppi: il voto viene attribuito automaticamente anche al candidato presidente e al candidato consigliere.
2) votare solo il candidato presidente
3) votare solo il candidato consigliere: in questo caso il voto viene assegnato automaticamente anche al gruppo e al candidato presidente ad esso collegato.

Se andate a leggervi il voto nei singoli collegi, vedrete che ci sono state differenze anche molto ampie tra chi ha votato solo il candidato presidente e chi invece ha espresso la propria preferenza anche alla lista o al consigliere.
A Pavia, l’esempio di prima, il rapporto tra voto ai candidati consiglieri / voto al candidato presidente è stato:
– Centro: 81,92%
– Città Giardino: 78,34%
– Vallone-Crosione: 79,33%
– S. Giovannino: 80,92%
– Borgo: 77,20%

Non a caso, l’unico eletto, Nola, è stato eletto nel collegio (e per la coalizione) che ha ottenuto la percentuale più alta di questo rapporto (Pavia Centro).

Di converso, è stata ovviamente molto più semplice l’elezione per quei candidati nei collegi dove gli elettori hanno espresso la preferenza per la lista o il consigliere.
Basti pensare ad alcuni picchi notevole, superiori al 97%, nei collegi di Mortara, Varzi, Voghera-TorrazzaCoste.

Certo, non è una regola, ma solo una tendenza interessante tra ciò che è avvenuto a Pavia città e in provincia.
Quindi: è vero che alla fine conta l’elezione diretta del candidato presidente, ma non è da sottovalutare che in alcuni collegi i candidati consiglieri dovrebbero impegnarsi maggiormente per “convincere” l’elettore ad esprimere un tipo di voto diverso.

Written by sistemielettorali

26 aprile 2011 at 11:17

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25 aprile 2011

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“Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!”

(Sandro Pertini)

Written by sistemielettorali

24 aprile 2011 at 20:53

Pubblicato su Attualità, Storia

I collegi elettorali in provincia di Pavia

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Meno 6 collegi per la provincia di Pavia.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto che formalizza il taglio di sei colleggi elettorali in provincia. Taglio imposto dalla necessità di risparmiare, taglio già approvato dal consiglio provinciale lo scorso maggio. Le uniche varianti rispetto ai collegi impostati da piazza Italia, il passaggio del Comune di Mezzana Rabattone dal collegio di Sannazzaro in Lomellina a quello di Cava Manara nel Pavese, e un ritocco dei confini territoriali del collegio lomellino di Robbio.  La ridefinizione dei collegi uninominali provinciali grazia il Pavese, in virtù dell’incremento demografico raggiunto in questi ultimi anni, e mette mano a una fascia di Lomellina che interessa i Comuni di Cassolnovo, Cilavegna, Gravellona e Parona.  Le forbici della Provincia strette anche su due collegi urbani di Pavia, su Vigevano, Varzi e Sant’Alessio con Vialone, producendo una riduzione di 6 consiglieri provinciali (i quali percepiscono in media 70 euro al mese) e due assessori (complessivamente circa 60 mila euro all’anno). Anche la prossima giunta sarà più leggera: 8 assessori anzichè 10.
La distribuzione dei collegi elettorali provinciali per il voto del 2011, avrà questo assetto: Belgioioso (13 Comuni e 24 sezioni), Broni (18-38), Casorate Primo (10-22), Casteggio (18-29), Cava Manara (8-18), Chignolo Po (12-24), Gambolò (9-23), Garlasco (3-17), Mede (15-24), Mortara (9-26), Pavia I (1-84), Pavia II e Pavia III, Rivanazzano (21-37), Robbio (10-28), Sannazzaro (11-24), Siziano 7-17), Stradella (14-28), Vigevano I (1-61), Vigevano II e III, Voghera I (1-39), Voghera II, Vidigulfo (9 comuni e 17 sezioni).

Qui la delibera della Provincia di Pavia del 20 maggio 2010: Delibera-Prov-Pavia-N-25-Prot-36569-Del-20-Maggio-2010

Questi i collegi nel dettaglio:

PROVINCIA DI PAVIA
Popolazione al 21 ottobre 2001: 493.753
Seggi assegnati n. 24

1 – COLLEGIO DI BELGIOIOSO
Capoluogo: Belgioioso
(Tribunale di Pavia)

Comprende i seguenti comuni:
Albuzzano – Belgioioso – Costa de’ Nobili – Cura Carpignano – Filighera – Linarolo – Magherno – San Zenone al Po – Spessa –  Torre de’ Negri – Valle Salimbene – Vistarino – Zerbo.

2 – COLLEGIO DI BRONI
Capoluogo: Broni
(Tribunale di Voghera)

Comprende i seguenti comuni:
Barbianello – Bressana Bottarone – Broni – Canevino – Canneto Pavese – Casanova Lonati – Castana – Cigognola – Golferenzo – Lirio – Montecalvo Versiggia – Montescano – Mornico Losana – Pietra de’ Giorgi – Pinarolo Po – Redavalle – Rocca de’ Giorgi – Santa Maria della Versa – Volpara.

3 – COLLEGIO DI CASORATE PRIMO
Capoluogo: Casorate Primo
(Tribunale di Pavia)

Comprende i seguenti comuni:
Battuda – Bereguardo – Casorate Primo – Certosa di Pavia – Marcignago – Rognano – Torre d’Isola – Trivolzio – Trovo – Vellezzo Bellini.

4 – COLLEGIO DI CASTEGGIO
Capoluogo: Casteggio
(Tribunale di Voghera)

Comprende i seguenti comuni:
Bastida Pancarana – Borgo Priolo – Calvignano – Casatisma – Casteggio – Castelletto di Branduzzo – Codevilla – Corvino San Quirico – Lungavilla – Montebello della Battaglia – Oliva Gessi – Pancarana – Pizzale – Robecco Pavese – Santa Giuletta – Torrazza Coste – Torricella Verzate – Verretto.

5 – COLLEGIO DI CAVA MANARA
Capoluogo: Cava Manara
(Tribunale di Pavia)

Comprende i seguenti comuni di:
Carbonara al Ticino – Cava Manara – San Martino Siccomario – Sommo – Travacò Siccomario – Villanova d’Ardenghi – Zerbolò.

6 – COLLEGIO DI CHIGNOLO PO
Capoluogo: Chignolo Po
(Tribunale di Pavia)

Comprende i seguenti comuni di:
Badia Pavese – Chignolo Po – Copiano – Corteolona – Genzone – Gerenzago – Inverno e Monteleone – Miradolo Terme – Monticelli Pavese – Pieve Porto Morone – Santa Cristina e Bissone – Villanterio.

7 – COLLEGIO DI GAMBOLO’
Capoluogo: Gambolò
(Tribunale di Vigevano)

Comprende i seguenti comuni di:
Alagna – Borgo San Siro – Ferrera Erbognone – Galliavola – Gambolò – Lomello – Ottobiano – Tromello – Valeggio.

8 – COLLEGIO DI GARLASCO
Capoluogo: Garlasco
(Tribunale di Vigevano)

Comprende i seguenti comuni di:
Dorno – Garlasco – Gropello Cairoli.

9 – COLLEGIO DI MEDE
Capoluogo: Mede
(Tribunale di Vigevano)

Comprende i seguenti comuni di:
Breme – Candia Lomellina – Castelnovetto – Cozzo –– Frascarolo – Gambarana – Langosco – Mede – Pieve del Cairo – Rosasco – Sartirana Lomellina – Semiana – Suardi – Torre Beretti e Castellaro – Valle Lomellina – Velezzo Lomellina – Villa Biscossi.

10 – COLLEGIO DI MORTARA
Capoluogo: Mortara
(Tribunale di Vigevano)

Comprende i seguenti comuni di:
Castello d’Agogna – Ceretto Lomellina – Cergnago – Mortara – Olevano di Lomellina – Parona – San Giorgio di Lomellina – Sant’Angelo Lomellina – Zeme.

11 – COLLEGIO DI PAVIA I
Capoluogo: Pavia
(Tribunale di Pavia)

Comprende parte del territorio del comune di Pavia delimitata come segue: viale Campari (nn. pari), Naviglio Pavese fino a Borgo Calvenzano, Borgo Calvenzano, viale Rismondo (escluso), viale Repubblica (escluso) fino alla linea ferroviaria Milano-Genova ex scalo merci, segue la linea ferroviaria fino al fiume Ticino, riva sinistra del fiume Ticino fino al confluente, segue il confluente fino a viale Venezia, viale Venezia fino all’incrocio con strada Valbona, strada Valbona (esclusa) fino all’incrocio con via Montefiascone, via Montefiascone, via Dossi, viale Montegrappa (escluso) fino all’incrocio con via Veneroni, via Veneroni fino a viale Campari.

12 – COLLEGIO DI PAVIA II
Capoluogo: Pavia
(Tribunale di Pavia)

Comprende parte del territorio del comune di Pavia delimitata come segue: riva destra del fiume Ticino fino alla linea ferroviaria, linea ferroviaria Milano-Genova fino all’ex scalo merci, viale Repubblica, viale Rismondo fino a Borgo Calvenzano, Naviglio Pavese fino a via Tasso, via Tasso (nn. pari), via della Torretta, via Vigentina (nn. pari) fino alla rotonda, dalla rotonda prosegue verso la Tangenziale est, Tangenziale est fino a strada Cantugno, strada Cantugno fino al confine con il comune di San Genesio ed Uniti, segue il confine dei comuni di San Genesio ed Uniti, Borgarello, Certosa di Pavia, Marcignago, Torre d’Isola, Carbonara al Ticino, San Martino Siccomario, Travacò Siccomario e Mezzanino.

13 – COLLEGIO DI PAVIA III
Capoluogo: Pavia
(Tribunale di Pavia)

Comprende parte del territorio del comune di Pavia delimitata come segue: strada Cantugno (esclusa) dal confine con il comune di San Genesio ed Uniti fino alla Tangenziale est, Tangenziale est (esclusa) fino alla rotonda, via Vigentina (nn. dispari), via Torretta (esclusa), via Tasso (nn. dispari), Naviglio Pavese, viale Campari (nn. dispari), via Veneroni (esclusa), viale Montegrappa, via Dossi (esclusa), via Montefiascone (esclusa) fino all’incrocio con strada Valbona, strada Valbona fino a viale Venezia, viale Venezia (escluso) fino al confluente (escluso), segue il fiume Ticino dal confluente al comune di Mezzanino, segue il confine con i comuni di Mezzanino, Valle Salimbene, Cura Carpignano e San Genesio ed Uniti.

14 – COLLEGIO DI RIVANAZZANO TERME
Capoluogo: Rivanazzano Terme
(Tribunale di Voghera)

Comprende i seguenti comuni di:
Bagnaria – Borgoratto Mormorolo – Brallo di Pregola – Cecima – Fortunago – Godiasco – Menconico – Montalto Pavese – Montesegale – Ponte Nizza – Retorbido – Rivanazzano Terme – Rocca Susella –Romagnese – Ruino – Santa Margherita di Staffora – Val di Nizza – Valverde – Varzi – Zavattarello.

15 – COLLEGIO DI ROBBIO
Capoluogo: Robbio
(Tribunale di Vigevano)

Comprende i seguenti comuni di:
Albonese – Cassolnovo – Cilavegna – Confienza – Gravellona Lomellina – Nicorvo – Palestro – Robbio.

16 – COLLEGIO DI SANNAZZARO DE’ BURGONDI
Capoluogo: Sannazzaro de’ Burgondi
(Tribunale di Vigevano)

Comprende i seguenti comuni di:
Bastida de’ Dossi – Casei Gerola – Cervesina – Corana – Cornale – Mezzana Bigli – Mezzana Rabattone – Pieve Albignola – Sannazzaro de’ Burgondi – Scaldasole – Silvano Pietra – Zinasco.

17 – COLLEGIO DI SIZIANO
Capoluogo: Siziano
(Tribunale di Pavia)

Comprende i seguenti comuni di:
Borgarello – Bornasco – Giussago – Roncaro – San Genesio ed Uniti – Sant’Alessio con Vialone – Siziano – Zeccone.

18 – COLLEGIO DI STRADELLA
Capoluogo: Stradella
(Tribunale di Voghera)

Comprende i seguenti comuni:
Albaredo Arnaboldi – Arena Po – Bosnasco – Campospinoso – Mezzanino – Montù Beccaria – Portalbera – Rea – Rovescala – San Cipriano Po – San Damiano al Colle – Stradella – Verrua Po – Zenevredo.

19 – COLLEGIO DI VIDIGULFO
Capoluogo: Vidigulfo
(Tribunale di Pavia)

Comprende i seguenti comuni:
Bascapè – Ceranova – Landriano – Lardirago – Marzano – Torre d’Arese – Torrevecchia Pia – Vidigulfo.

20 – COLLEGIO DI VIGEVANO CENTRO
Capoluogo: Vigevano
(Tribunale di Vigevano)

Comprende parte del territorio del comune di Vigevano delimitata come segue: viale Montegrappa (escluso), viale Petrarca (escluso), viale Beatrice D’Este, viale Leopardi (escluso), segue la linea ferroviaria Mortara-Milano da viale Leopardi a via Poma, includendo corso Milano dal n.1 fino a via Mameli, escludendo l’Ospedale Civile ed il primo tratto di via Matteotti dal n.1 fino alla linea ferroviaria, corso Genova (incluso da via Bretti a via Pisani e da via Rossini a piazza Volta), via Toscanini (esclusa), via Pompei, via Sacchetti, viale dei Mille, prosegue attraversando corso Novara (compreso il n. 1) fino a viale Montegrappa (escluso).

21 – COLLEGIO DI VIGEVANO CORSO MILANO
Capoluogo: Vigevano
(Tribunale di Vigevano)

Comprende parte del territorio del comune di Vigevano delimitata come segue: tratto di corso Novara dal confine con il territorio comunale di Cassolnovo all’incrocio con viale Montegrappa, viale Montegrappa, viale Petrarca, viale Beatrice D’Este (escluso), viale Leopardi, segue la linea ferroviaria Mortara-Milano da viale Leopardi a via Mons. Caramuel (inclusa), escludendo corso Milano dal n. 1 a via Mameli ed includendo l’Ospedale Civile e via Matteotti, via Giordano (esclusa), da via Mons. Caramuel segue il Naviglio Sforzesco fino a via Profili includendo via Brigata Matteo, via Profili e via Galli, Cascina Pecorara (esclusa), tratto di corso Pavia dalla linea ferroviaria al confine con il comune di Gambolò, Cascina Favorita e tratto di Cavo Marianna (inclusi), Cascina Salcicia (esclusa), Cascina Raggia (inclusa), segue il confine con i comuni di Gambolò, Motta Visconti, Besate, Morimondo, Abbiategrasso e Cassolnovo.

22 – COLLEGIO DI VIGEVANO CORSO TORINO
Capoluogo: Vigevano
(Tribunale di Vigevano)

Comprende parte del territorio del comune di Vigevano delimitata come segue: tratto di corso Novara (escluso) dal confine con il territorio comunale di Cassolnovo all’incrocio con viale Montegrappa (escluso), tratto di corso Novara (escluso il n. 1) da viale Montegrappa all’incrocio Valle San Martino (incluso), viale dei Mille (escluso), via Sacchetti (esclusa), via Pompei (esclusa), via Toscanini, corso Genova (escluso da piazza Volta a via Rossini e da via Pisani a via Bretti), linea ferroviaria Mortara-Milano fino a via Giordano, via Mons. Caramuel (esclusa), segue il Naviglio Sforzesco fino a via Profili escludendo via Brigate Matteo, via Profili e via Galli, Cascina Pecorara (inclusa), Cascina Favorita e tratto di Cavo Marianna (esclusi), Cascina Salcicia (inclusa), Cascina Raggia (esclusa), segue il confine con i comuni di Gambolò, Mortara, Parona, Cilavegna, Gravellona Lomellina e Cassolnovo.

23 – COLLEGIO DI VOGHERA I
Capoluogo: Voghera
(Tribunale di Voghera)

Comprende parte del territorio del comune di Voghera delimitata come segue: partendo dal confine con il comune di Lungavilla, segue la linea ferroviaria Milano-Genova (esclusa) fino a via Balladore, via Balladore, via Matteotti, via XX Settembre, tratto di viale Repubblica tra via XX Settembre e via Kennedy (escluso), via Kennedy, viale Martiri della Libertà, via Tortona (esclusa) fino al confine con il comune di Pontecurone, segue il confine con i comuni di Pontecurone, Casei Gerola, Silvano Pietra, Corana, Cervesina, Pancarana, Pizzale e Lungavilla.

24 – COLLEGIO DI VOGHERA II
Capoluogo: Voghera
(Tribunale di Voghera)

Comprende parte del territorio del comune di Voghera delimitata come segue: partendo dal confine con il comune di Lungavilla, segue la linea ferroviaria Milano-Genova fino a via Balladore, via Balladore (esclusa), via Matteotti (esclusa), via XX Settembre (esclusa), tratto di viale Repubblica tra via XX Settembre e via Kennedy, via Kennedy (esclusa), viale Martiri della Libertà (esclusa), via Tortona fino al confine con il comune di Pontecurone, segue il confine con i comuni di Pontecurone, Rivanazzano Terme, Retorbido, Codevilla, Montebello della Battaglia e Lungavilla.

Written by sistemielettorali

23 aprile 2011 at 07:25

Elezioni provinciali Pavia: i candidati

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Le elezioni provinciali del 15 e 16 maggio interesseranno anche gli elettori della Provincia di Pavia. Alle urne saranno chiamati in 444mila, a fronte di una popolazione complessiva di circa 500mila abitanti, per scegliere il successore di Vittorio Poma alla carica di Presidente della Provincia.

12 candidati presidente e 20 liste alle provinciali. I candidati, in ordine di presentazione, sono Teresio Forti (Sinistra e Insieme), Cleto Marini (Identità Oltrepo), Vincenzo Sardiello (Partito comunista),  Tiziano Casarini (Pensionati), Massimo Granata (La destra), Ruggero Invernizzi (Pdl, Lega, Responsabili, Popolari), Daniele Bosone, (Lista Bosone, Pd, Idv, Sel), Vittorio Poma (Lista Poma, Udc), Giovanni Fassina (Orizzonti), Cesare Valentinuzzi (Pensioni), Enrico Bocca (Lega padana), Roberto Albanese (Verdi), Vincenzo Sardiello (PCL)

Record di candidati. Fin qui il dato tecnico. Il dato politico è che il raddoppio delle candidature rispetto alle ultime provinciali (nel 2005 c’erano 17 liste ma solo 6 candidati presidente) è il segnale di una frammentazione che ha coinvolto coalizioni e partiti per il record di 494 candidature. Un numero mai raggiunto in passato che che costringerà a disegnare una scheda elettorale lunga quasi un metro. Ma come si è arrivati una una simile frammentazione?

Il centrodestra diviso. La diplomazia dell’ultimo minuto non è bastata a mettere una pezza a mesi di veti e minacce, soprattutto tra il Pdl che avrebbe voluto ricandidare Poma e la Lega che si è messa di traverso dopo che il presidente aveva cacciato Angelo Ciocca dalla giunta di Piazza Italia. Il centrodestra, così, si presenta alle provinciali spaccato in tre. La linea intransigente della Lega ha impedito che la coalizione ricandidasse il presidente uscente, e quindi il candidato di Pdl e Lega Ruggero Invernizzi dovrà lottare voto per voto con il presidente uscente Vittorio Poma che da pupillo di Giancarlo Abelli si è trasformato in pericoloso avversario che arruola nella sua civica pezzi importanti del Pdl ed ha incassato l’appoggio dell’Udc e del gruppo Rinnovare Pavia di Ettore Filippi. I nomi che dalle fila del Pdl sono passati alla lista del presidente di Poma sono pesanti: c’è l’assessore uscente Romano Gandini, per fare un esempio, oppure il presidente uscente del consiglio Provinciale Luigi Bassanese. C’è il sindaco di Torre d’Isola Michele Trombetta che si è messo in rotta di collisione con il segretario del Pdl Marco Bellaviti, e ci sono gli assessori di Voghera Giuseppe Carbone e Pavia Antonio Bobbio Pallavicini. E con Poma ci sono anche due outsider di lusso: l’ex industriale e designer di calzature Armando Pollini e l’ex presidente della Camera di Commercio Piero Mossi.

Il ritorno di Orizzonti. L’altra costola del centrodestra che si è staccata dalla corazzata di Pdl e Lega è quella di Orizzonti. Alessandro Panigazzi, il capogruppo Pdl uscente, si è tirato indietro, ma il gruppo ci prova lo stesso e candida il sindaco di Ferrera Giovanni Fassina. Che porta con sè l’assessore della giunta di Pavia Rodolfo Faldini, per fare un esempio, e Niccolò Fraschini, consiglere comunale a Pavia e capofila del gruppo di Fli, o Paolino Bertorelli, consigliere provinciale ed ex sindaco di Menconico.

La reazione di Pdl e Lega. Dopo mesi di tira e molla, a Ruggero Invernizzi tocca recuperare il ritardo con cui è partita la campagna elettorale. Un solo esempio: a Pavia ci sono i manifesti del “partito del fare”, ma Invernizzi non ha ancora manifesti con la sua faccia da contrapporre a quelli di Daniele Bosone con la mela. Ma il Pdl investe molto nel recupero. A Pavia candida un big come Maurizio Niutta e sul territorio si gioca i volti noti: Mario Anselmi, Renata Crotti, Giulio Colli, Gianpiero Rocca e Vincenzo Giugliano solo per citarne alcuni. La Lega ha puntato sui nomi di richiamo: a Pavia il vicesindaco Marco Centinaio e l’assessore Fracassi, in Lomellina il segretario Franco Ratti e a Vigevano l’outsider: la sorella del sindaco Andrea Sala, Michela.

A sostenere i tredici candidati alla presidenza della Provincia di Pavia ci sono ventuno liste: le coalizioni maggiori (Pdl-Lega e Centrosinistra) sono appoggiate da quattro liste, la sinistra raggruppa due liste. Sempre due liste anche per il presidente uscente Vittorio Poma, gli altri candidati sono sostenuti da un’unica lista. In tutti i candidati consiglieri in lizza per il voto sono 494. A seguire, i candidati presidenti con le rispettive liste che li sostengono. In nero le liste che corrono da sole, negli altri colori, le coalizioni che presentano candidati comuni:

Federazione della Sinistra Candidato presidente Teresio Forti Corrado Bargigia, 43 anni; Emma Pace, 57; Giuseppe Artemagni, 62; Gianfranco Polesel, 57; Paolino Bassani, 62; Simone Caiello, 23; Antonio Linfanti, 51; Giuseppe Invernizzi, 57; Enrico Crotti, 55; Giuseppe Abbà 68; Paolo Cattaneo, 48; Valeria Scotti, 39; Roberta Altrui, 21; Michele Barosselli, 23; Fabrizio Ghibriali, 55; Graziano Salomoni, 64; Franco Criaco, 52; Ferruccio Lodovisi, 65; Giovanni Greco 55; Vladimiro Lionello, 54; Alessio Galli, 25; Roberto Guarchi, 48; Pierangelo Zanardi, 41; Mauro Taverna, 51.

Insieme Forti Presidente Candidato presidente Teresio Forti Elisabetta Bordina, 39 anni; Patrizia Marchesi Marchetti, 55; Antonino Furfari, 61; Lidia Pelis, 67; Stefania Costa Barbè, 56; Fiorenza Zanchi, 59; Faustino Giani, 49; Angela Colli, 61; Paolo Ferloni, 68; Nazareno Veltri, 66; Ilaria Fulvio, 56; Morena Conuzzi, 45; Cinzia Tromba, 52; Alessandro Cini, 33; Bruna Zanoni, 66; Luisa Voltan, 55; Roberto Tortini, 57; Giulio Savy, 31; Pietro Caselli, 59; Giorgio Barbarini, 60.

Partito Democratico Candidato presidente Daniele Bosone Ezio Manelli, 61 anni; Martina Draghi, 47; Angelo Bosatra, 56; Giovanni Torlaschi, 65; Claudia Montagna, 53; Giuseppina Boggioni, 46; Claudio Galimberti, 35; Enzo Spialtini, 60; Maurizio Donato, 43; Elia D’Arenzo, 32; Giacomo Galazzo, 26; Roberto Calabrò, 46; Emanuela Marchiafava, 24; Paolo Gramigna, 44; Antonio Ghera, 35; Pierangelo Fazzini, 65; Milena D’Imperio, 47; Maurizio Visponetti, 62; Giannino Zanini, 63; Farzaneh Yekani, 51; Emanuele Corsico Piccolini, 21; Arianna Brandolini, 40; Sandra Tassisto, 47; Michele Bassanini, 25.

Sinistra Ecologia Libertà con Vendola Candidato presidente Daniele Bosone Mario Locardi, 21 anni; Valeria Bevilacqua, 53; Serena Cernecca, 43; Ornella Moro, 67; Lucia Mietta, 46; Alberto Ferrari, 65; Massimo Cugini, 39; Antonio Sturini, 44; Roberto Fredditori, 47; Franco Osculati, 64; Antonio Campanella, 49; Paola Carrera, 55; Barbara Pederzoli, 49; Fabrizio Coratti, 23; Ezio Stella, 51; Mauro Cavicchini, 58; Daniele Calvi, 44; Claudio Aradori, 53; Jacopo Spacca, 36; Elisabetta Parea, 54; Marco Albani, 39; Alfredo Barietti, 31; Franco Capelli, 59.

Civica Bosone Presidente Candidato presidente Daniele Bosone Giuseppe Fraschini, 71 anni; Riccardo Fiamberti, 66; Pietro Marchetti, 58; Filippo Dezza, 50; Giuseppe Faè, 59; Elio Grossi, 54; Ferdinando Zerbi, 52; Alessandro Confetti, 41; Paolo Pasini, 51; Giuseppe Siciliano, 73; Italo Carnevale Arella, 72; Stefano Varesi, 39; Giorgio Meneghetti, 61; Emilia Sgorbini, 54; Maria Brocca, 36; Davide Basso, 30; Michele Degnoni, 65; Douglas Di Modilà, 32; Emanuela Curti, 52; Sergio Scala, 64; Fernando Macchia, 62; Vittorio Zanetti, 58; Laura Lucchina, 52; Marco Barbaglia, 51.

Di Pietro Italia dei Valori Candidato presidente Daniele Bosone Leo Nicola, 57 anni; Mario Moro, 71; Einolah Malahkpour, 55; Carmine Cosentino, 56; Andrea Vanzan, 38; Emanuela Piumetti, 32; Vittorio Marrandino, 51; Girbino Arturo, 62; Alessandro Jacobellis, 22; Valentina Gorini, 21; Diana Bottignolo, 27; Oreste Bottazzo 43; Raffaele Parolisi, 40; Raffaele Sala, Eros Natali, 24; Giuseppe Cusumano, 65; Rodolfo Mazza, 24; Anna Tindiglia; Marina Tondo, 46; Gianluca Busacca, 38; Fabio Calì; Carmelo Tindiglia; Manuela Barbieri, 48; Massimo Magrin, 58.

Identità Oltrepo Candidato presidente Cleto Marini Mario Gravellone, 63; Fabrizio Repetti, 45; Federico Tonini, 68; Ettore Albani, 44; Francesco Rovida, 29; Marco Tonini, 37; Riccardo Magrotti, 45; Teresa Forenza, 31; Danilo Galimberti, 65; Matteo Salvaneschi, 35; Matteo Gandini, 24; Giovanna Scaglia, 52; Mauro Bianchi, 48; Cesare Lattuada, 42; Leonardo Palladino, 42; Carolina Bossi, 48; Roberto Pisani, 49; Loredana Verri, 54; Fabio Baldini, 45; Stefano Bementi, 30; Vincenzo Gigliotti, 39; Claudio Bianchi, 48.

Partito Comunista dei lavoratori Candidato presidente Vincenzo Sardiello Andrea Boggiani, 42 anni; Alessandro Gobbi, 31; Pierangelo Mantovani, 51; Alessandro Gobbi, 31; Maria Bassi, 50; Giancarlo Bargiggia, 60; Anna Azzaretti, 51; Valentino Cataudo, 62; Alberto Villani, 46; Maria Beretta, 61; Rudy Mecca, 31.

Pensionati Candidato presidente Tiziano Casarini Irma Ottoboni, 57 anni; Graziella Pestoni, 66; Angela Schinco, 34; Giuseppe Sardu, 52; Tito Diani, 77; Luigi Pozzi, 71; Barbara Marangoni, 42; Raffaello Maldarelli, 61; Luciano Montanari, 65; Ambrogio Ghioni, 65; Ecaterini Manzoru, 72; Saverio Commodaro, 60; Afro Silvio Caleffi, 56; Pietro La Rossa, 60; Giancarla Vicentini, 40; Raffaella Gorgoglione, 58; Nicola Frassino, 62; Pietro Marangoni, 66; Natalia Pernice, 62; Massimo Gorla, 62; Sandra Grassi, 63; Saturnino Servidio, 76; Venanzio Pisanu, 56.

La Destra Candidato presidente Massimo Granata Leila Nur, 45; Domenica Niculli, 23; Luca Bossi, 33; Federico Milani, 24; Maria Razzini, 53; Martina Caccia; Roberto Milan, 48; Marco Filotti, 38; Luca Battista, 32; Maria Razzini, 53; Lorenzo Cafarchio 21; Vincenzo Di Benedetto 26; Jacopo Merlini, 22; Giacomo Di Benedetto, 26; Federico Morando, 23.

Il Popolo delle libertà Berlusconi per Ruggero Invernizzi Candidato presidente Ruggero Invernizzi Maurizio Lazzari, 34 anni; Rosanna Rovati, 55; Luigi Cosentini, 57; Mario Anselmi, 63; Flavio Crea, 32; Felice Novazzi, 59; Elena Nai, 41; Renata Crotti, 61; P. Roberto Carabelli, 60; Giulio Colli, 45; Maurizio Niutta, 52; Matteo Mitsiopoulos, 27; Valerio Gimigliano, 50; Giovanni Ferrari, 52; Alessandro Ramponi, 56; Patrizia Baldini, 5; Alberto Rusmini, 55; Andrea Vercesi, 22; Andrea Galbarini, 30; Gianluca Delfrate, 36; Andrea Di Pietro, 30; Vitantonio Quarato, 54; Vincenzo Giugliano, 49; Gianpiero Rocca, 62.

Lega Nord Bossi Candidato presidente Ruggero Invernizzi Marco Tombola, 24 anni; Antonio Bernini, 36; Rosangela Vaghi, 55; Carlo Forlino, 20; Sebastiano Rinaldi, 43; Virginio Anselmi, 54; Antonio Costantino, 45; Massimo Canevari, 37; Giorgio Guardamagna, 56; Marco Facchinotti, 57; Matteo Mognaschi, 24; Gian Marco Centinaio, 40; Fabrizio Fracassi, 54; Giuseppe Fiocchi, 70; Francesco Ratti, 63; Roberto Fuggini, 50; Rosalia Nicolini, 46; Andrea Scagni, 40; Angelo Bargigia, 52; Andrea Ceffa, 38; Angelo Buffonini, 21; Michela Sala, 33; Emanuela Pastore, 34; Marco Sartori, 38.

I Responsabili Democrazia cristiana Lombardia Candidato presidente Ruggero Invernizzi Ivan Giliberti, 43 anni; Raffaele Palumbo, 58; Elena Mainardi, 60; Valerio Mottanelli, 51; Giuseppe Rondinelli, 47; Fabio Lanza, 45; Andrea Burato, 45; Federico Soldani, 37; Luigi Cella, 44; Tiziano Segù, 60; Giuliano Chiodi, 56; Giovanna Gatti, 52; Maria Bergamaschi, 34; Giorgio Alitta, 54; Vito Caradonna, 53; Alfredo Daolio, 58; Silvia Faini, 52.

Popolari di Italia Domani Candidato presidente Ruggero Invernizzi Mauro Vechi, 21; Graziano Faravelli, 59; Ernesto Chiesa, 67; Anna Mangione, 48; Carmelo Bisconti, 57; Nicola Comità, 40; Pietro Sempio, 50; Luigi Pellegrino, 26; Andrea Milo, 36; Francesca Omodei, 44; Ernesto Chiesa, 67; Fabiano Giorgi, 39; Alberto Zella, 54; Anna Rubini, 63; Luigi Barone, 39; Umberto Pavesi, 28; Roberta Giardini, 42; Giada Vercesi, 21; Piero Pezzoli, 58; Alessia Callegari, 34; Pamela Sirimarco, 28.

Lista Poma Candidato presidente Vittorio Poma Giuliano Spiaggi, 54 anni; Romano Gandini, 73; Michele Trombetta, 67; Giovanni Cristiani, 56; Alberto Maccarini, 53; Enrico Vignati, 52; Maurizio Poma, 55; Giuseppe Malinverni, 60; Vincenzo Marchese, 25; Paolo Silva, 44; Antonio Bobbio, 30; Michele Chiaramondia, 45; Debora Tundo, 40; Michele Barbati, 35; Paolo Silvano, 42; Amos Schiaretti, 77; Luigi Curti; Piero Mossi; Giovanni Magni, 56; Armando Pollini, 76; Giuseppe Corsari, 51; Fabio Loria, 47; Luigi Bassanese, 55; Giuseppe Carbone, 66.

Casini Unione di Centro Candidato presidente Vittorio Poma Fabio Zucca, 52 anni; Sara Maini, 28; Giuseppe Pisano, 60; Remo Pantano, 54; Danilo Mazzilli, 57; Abramo Marinoni, 72; Angelo De Sanctis, 66; Francesco Di Maggio, 51; Emilia Badalla, 54; Francesco Capuso, 48; Mauro Lo Guercio, 40; Luana Stripparo, 56; Catia Rovati, 48; Enrico Dusio, 51; Simone Accardo, 48; Giuseppe Masso, 29; Pietro Basile, 27; Mariano Fattori, 48; Samantha Alosa; Daniele Semplici, 37; Mario Mussini, 56; Gino Moggi, 46; Claudio Ferri, 52; Angelo Rossi, 44.

Orizzonti di Libertà Candidato presidente Giovanni Fassina Francesco Maugeri, 48 anni; Filippo Droschi, 35; Roberto Omodeo Zorini, 58; Franco Cuneo, 47; Marco Boi, 31; Davide Ricci, 42; Fabrizio Crepaldi, 35; Alessio Rudolph, 48; Bruno Tosello, 59; Stefano Barbieri, 27; Niccolò Fraschini, 25; Luciano Rossella, 61; Rodolfo Faldini, 48; Paolino Bertorelli, 60; Massimo Chiesa, 59; Gianmario Sordi, 43; Cesarino Vercesi, 55; Maurizio Guasco, 35; Cesare Nava, 57; Nicola Camussoni, 21; Oronzo Russo, 58; Maurizio Marcone, 51; Giuseppe Giovanetti, 46.

Pensioni & Lavoro Candidato Presidente Cesare Valentinuzzi Salvatore Quarta, 58 anni; Firminio Soattin, 56; Marcello Stallone, 40; Alessandro Sommariva, 43; Osvaldo Di Nunno, 44; Domenico Guarino, 67; Alessandro Ventura, 27; Ernesto Simone, 60; Giuseppe Di Nunno, 61; Giuseppe Guarino, 42; Bruno Roversi, 72; Angela Pesaro, 56; Alessandro Ventura, 27; Vieri Tringali, 55.

Lega Padana Lombardia Candidato presidente Enrico Bocca Corsico Piccolini Maria Lucarno, 53 anni; Daniele Pagani, 38; Dario Modena, 26; Renata Sinigaglia, 58; Michele Rossi, 39; Emanuel Cavazzana, 37; Michele Rossi, 39; Giampiero Zetti, 61; Egidio De Paoli, 46; Paolo Fornasiero, 60; Valter Bartocci, 65; A. Maria Zanaboni, 43.

Verdi Candidato presidente Roberto Albanese Amelia Pozzi, 52 anni; Marino Musina, 48; Fausto Fietti, 44; Marylisa Brichetti, 41; Aldo Bonacina, 27; Matteo Ghidoni, 29; Roberto Marin, 24; Franca Moroni, 51; Maria Onida, 48; Marco Rossi, 29; Laura Vercesi, 44; Antonella Fietti, 52; Carlo Ullu, 71; Tiziana Cavallucci, 39.

Written by sistemielettorali

23 aprile 2011 at 07:22

Elezioni Provinciali: la legge elettorale

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A breve (15 e 16 maggio) si svolgeranno le elezioni provinciali a Pavia.

Qui, in breve, gli articoli di legge che spiegano le modalità di elezione…

Come si elegge il presidente della provincia
(art. 74, Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)
L’elezione del presidente della provincia è contestuale a quella del consiglio provinciale.
Ciascun candidato alla carica di presidente della provincia deve dichiarare, all’atto della presentazione della propria candidatura, il collegamento ad almeno uno dei gruppi di candidati per l’elezione del consiglio provinciale, che ha efficacia solo se convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati dei gruppi interessati.
E’ eletto presidente della provincia il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi; nel caso in cui nessun candidato ottenga tale risultato si procede ad un secondo turno di votazione, che ha luogo la seconda domenica successiva a quella del primo. Sono ammessi al ballottaggio i due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti. Nel caso di parità di voti tra il secondo e il terzo candidato parteciperà al ballottaggio il più anziano di età.
Per i candidati ammessi al ballottaggio rimangono fermi i collegamenti con i gruppi dichiarati al primo turno. Essi hanno, tuttavia, facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori gruppi di candidati rispetto a quelli con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno. La dichiarazione ha efficacia solo se convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati dei gruppi interessati.
Al secondo turno di votazione è proclamato eletto presidente della provincia il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi.

Come si attribuiscono i seggi al consiglio provinciale
(art. 75, Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)
L’attribuzione dei seggi al consiglio provinciale viene effettuata dopo l’elezione del presidente della provincia, al termine del primo o del secondo turno di votazione, con l’assegnazione del premio di maggioranza al gruppo o ai gruppi di candidati collegati al candidato presidente eletto. L’elezione dei consiglieri è effettuata sulla base di collegi uninominali.
Al riparto dei seggi non sono ammessi i gruppi di candidati che abbiano ottenuto al primo turno di votazione meno del 3% dei voti validi e che non appartengano a nessuna coalizione di gruppi che abbia superato tale soglia.
A ciascun gruppo o coalizione di gruppi i seggi sono assegnati proporzionalmente con il metodo delle divisioni successive (metodo d’Hondt), cioè dividendo la cifra elettorale di ogni gruppo di candidati o coalizione di gruppi, data dal totale dei voti validi ottenuti da tutti candidati del gruppo stesso nei collegi della provincia, successivamente per 1, 2, 3, 4 ….. fino al numero dei consiglieri da eleggere. Quindi, tra i quozienti così ottenuti si scelgono i più alti in numero pari ai consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente e a ciascun gruppo sono assegnati tanti seggi quanti sono i quozienti ad esso appartenenti, compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il seggio è attribuito al gruppo di candidati che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio. Se a seguito di tale riparto il gruppo o i gruppi di candidati collegati al candidato proclamato eletto presidente della provincia non abbiano conseguito almeno il 60% dei seggi del consiglio, viene comunque assegnato un numero di seggi pari a tale percentuale. Se al candidato proclamato eletto presidente sono collegati più gruppi per determinare il numero di seggi spettanti a ciascun gruppo si usa il metodo d’Hondt, al quale si fa ricorso anche per attribuire i rimanenti seggi agli altri gruppi di candidati.
Determinato il numero dei seggi spettanti a ciascun gruppo di candidati sono, in primo luogo, proclamati eletti consiglieri i candidati alla carica di presidente della provincia non risultati eletti e collegati ad un gruppo che abbia ottenuto almeno un seggio; in caso di più gruppi collegati allo stesso presidente non eletto il seggio viene detratto dai seggi complessivamente attribuiti ai gruppi di candidati collegati.
Successivamente sono proclamati eletti consiglieri provinciali i candidati di ogni gruppo secondo la graduatoria delle rispettive cifre individuali, ottenuta moltiplicando il numero dei voti validi del candidato per 100 e dividendo il prodotto per il totale dei voti validi del collegio. Nel caso di parità di cifre individuali risulta eletto il più anziano di età.

In buona sostanza:

– L’elezione dei consiglieri provinciali è effettuata sulla base di collegi uninominali
– Non sono ammessi all’assegnazione dei seggi i gruppi di candidati che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3 per cento dei voti validi e che non appartengano a nessuna coalizione di gruppi che abbia superato tale soglia
– Per l’assegnazione dei seggi a ciascun gruppo di candidati collegati, si divide la cifra elettorale conseguita da ciascun gruppo di candidati successivamente per. 1, 2, 3, 4 … sino a concorrenza del numero di consiglieri da eleggere. Quindi tra i quozienti così ottenuti si scelgono i più alti, in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente. A ciascun gruppo di candidati sono assegnati tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad esso appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito al gruppo di candidati che ha ottenuto la maggior cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio. Se a un gruppo spettano più posti di quanti sono i suoi candidati, i posti eccedenti sono distribuiti tra gli altri gruppi, secondo l’ordine dei quozienti
– Qualora il gruppo o i gruppi di candidati collegati al candidato proclamato eletto presidente della provincia non abbiano conseguito almeno il 60 per cento dei seggi assegnati al consiglio provinciale, a tale gruppo o gruppi di candidati viene assegnato il 60 per cento dei seggi, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei consiglieri da attribuire al gruppo o ai gruppi contenga una cifra decimale superiore a 50
– In caso di collegamento di più gruppi con il candidato proclamato eletto presidente, per determinare i numero di seggi spettanti a ciascun gruppo, si dividono le rispettive cifre elettorali corrispondenti ai voti riportati al primo turno, per 1, 2, 3, 4 … sino a concorrenza del numero dei seggi da assegnare. Si determinano in tal modo i quozienti più alti e, quindi, il numero dei seggi spettanti ad ogni gruppo di candidati
– Una volta determinato il numero dei seggi spettanti a ciascun gruppo di candidati, sono in primo luogo proclamati eletti alla carica di consigliere i candidati alla carica di presidente della provincia non risultati eletti, collegati a ciascun gruppo di candidati che abbia ottenuto almeno un seggio
– In caso di collegamento di più gruppi con il candidato alla carica di presidente della provincia non eletto, il seggio spettante a quest’ultimo è detratto dai seggi complessivamente attribuiti ai gruppi di candidati collegati.

In tabella, l’elezione di Poma del 2006, con la simulazione dell’assegnazione dei seggi..
Al centro-destra, vincente al secondo turno, fu assegnato il 60% dei seggi (18) + 1 per il Presidente del Consiglio Provinciale.
Questi 18 seggi, più gli 11 per l’opposizione, sono stati assegnati con metodo d’Hondt tra le diverse liste (i voti rappresentano il totale dei voti conquistati nei singoli collegi).
Le altre liste, colorate in rosa, sono quelle che non hanno avuto accesso alla ripartizione dei seggi, non avendo superato la soglia di sbarramento del 3%.
E’ chiaro che quest’anno, con la diminuzione dei consiglieri da 30 a 24, si avrà un minore grado di proporzionalità della legge elettorale, con sovrarappresentazione dei partiti maggiori a discapito dei piccoli.

I riferimenti normativi sono i seguenti:

NORME PER LA ELEZIONE DEI CONSIGLI PROVINCIALI
Legge 8 marzo 1951, n. 122     Norme per la elezione dei consigli provinciali
legge122_1951

ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI E SISTEMA ELETTORALE
Legge 25 marzo 1993, n. 81      Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale
D.P.R. 28 aprile 1993 n. 132     Regolamento d’attuazione della legge 25 marzo 1993, n. 81, in materia di elezioni comunali e provinciali

legge81_1993
dpr132_1993


Written by sistemielettorali

23 aprile 2011 at 06:23

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