Sistemi elettorali

“Lega addio, sono italiano e rivendico tutti i miei avi”

leave a comment »


L’altro giorno è apparsa sulla Provincia Pavese una lettera dello scrittore pavese Mino Milani talmente chiara e lucida nei contenuti che mi sembra atto doveroso riportarla sul mio blog.
In un’epoca in cui si incita alle divisioni e lo si fa con una rozzezza e un’ignoranza storica senza pari, ogni tanto capita di respirare ossigeno puro grazie alla pacatezza e agli argomenti di persone, loro sì, che amano la propria città.

 

Lega, addio. L’ho votata, qualche volta; e al suo apparire mi era stata benvenuta, mi pareva fosse l’ora, sì, di riconoscere al Nord quanto valesse.  Vuoi vedere che c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole

No. Nulla di nuovo, tutto vecchio, i soliti discorsi, fino ad arrivare al 150º. A sentirli ufficialmente dire che, con l’Italia, loro non ci stanno. Non sono italiani, loro: sono padani. Niente biancorossoverde, solo verde, strano colore per una regione cementificata. Il discorso comincia e finisce qui.

Bene, ma io, vecchio pavese, non sono padano, sono italiano. Non me ne importa niente, della Padania, la zona che ha inquinato il suo fiume sacro (a proposito, fate bene, amici leghisti, a bere l’acqua del Po alla sorgente: vedete di non berla al ponte della Becca).

Mia madre era di Siziano, mio padre di Pavia, i miei avi di Roma: quelli che trasformarono in città un villaggio cui i celti fondatori non avevano nemmeno saputo dare un nome, poveracci com’erano; i romani che colonizzarono l’intera Padania, popolandola di quanto non aveva mai avuto, cioè di contadini capaci di coltivare la terra ed allevare il bestiame. I romani che, dopo secoli di buio, diedero alla Padania due dei suoi più fulgenti geni, miei prozii: Virgilio e Catullo.

Già. Ma ho altri parenti più vicini nel tempo, e sparsi qua e là fuori dalla Padania: Garibaldi, ligure; Mazzini, idem; Cavour e Vittorio Emanuele II, piemontesi; Benedetto Croce, napoletano; Pirandello, siciliano; Giacomo Leopardi, marchigiano; Gabriele D’Annunzio, abruzzese; un sacco di artisti umbri e toscani; Ippolito Nievo, friulano; Italo Svevo, giuliano, e la pianto qui. Che si fa? Ci rinuncio? dico che non ho nulla a che vedere con loro, perché non sono padani, ma italiani?

E’ così è della mia storia, fatta dal popolo italiano, con grandezze e miserie, sconfitte e vittorie, malavita e buonavita, gente leale o squallida, onesti e disonesti: ma sì, all’incirca come ovunque nel mondo. O la «Città del Sole» me la date voi leghisti? Finiremo in due Stati, dice l’on. Borghezio. Forse: ma non sarebbero, onorevole, come il Belgio Fiammingo e quello Vallone, sarebbero più probabilmente come Croazia, Serbia o giù e su per i Balcani. Sarebbero debolezze, non forze.

Ne abbiamo sentite di belle, nel 150º, ma che «senza il Sud il Nord sarebbe più ricco» (come è stato detto qui a Pavia, città dei primati) è una delle più belle e delle più rivelatrici. Conta solo il Pil. Essere la Svizzera, ma non per l’istruzione, il rispetto della legge e dei regolamenti, non per il lavoro, non per la virtù civica: perbacco, contano i quattrini. Eccolo qui, l’ideale padano espresso dalla bandiera verde. Mille volte meglio il tricolore. (A proposito, chi credete che l’abbia fatta, l’Italia? I marziani? Mai pensato che sono stati i vostri bis bisnonni?). Lega, addio.

Written by sistemielettorali

31 marzo 2011 a 16:43

Pubblicato su Pavia, politica

Tagged with , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: