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Il downgrading di Grecia e Portogallo

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S&P ha citato la probabilità di ristrutturazione del debito sovrano e gli effetti negativi della subordinazione dei prestiti attraverso il fondo salva stati ESM come le ragioni per questa revisione negativa. I prestiti EFSF – che S&P ritiene che il Portogallo dovrà presto richiedere – andranno di pari passo con il debito sovrano esistente.
Ma i prestiti dalla ESM, che entrerà in vigore quando l’EFSF morirà nel 2013, saranno senior per il debito pubblico regolare.
Questo chiaramente inciderà sui tassi di recupero del debito senior non garantito in caso di default. L’outlook negativo è stato generato dalla tetra prospettiva economica e dalla possibilità che l’attuale crisi politica potrebbe impedire l’attuarsi di politiche necessarie per ridurre il deficit.
Gli spread sui CDS portoghesi si sono ampliati a 555bp, corrispondenti al record  raggiunto a gennaio. Forse ancora più importante, il rendimento dei titoli a 10 anni che hanno raggiunto l’8%. I rendimenti a cinque anni hanno raggiunto circa l’8,5%, e la curva dei rendimenti sta assumendo le caratteristiche invertite della curva del credito, un segnale pericoloso.
La probabilità del Portogallo di cavarsela, fino alle prossime elezione legislative previste per giugno, sono ridotte al lumicino, anche se non è del tutto improbabile che si riescano a trovare i fondi sufficienti in aprile.

Per quanto riguarda la Grecia, è probabile che anch’essa riceverà un prestito dalla ESM a partire dal 2013, ed anche per essa varrà il problema della subordinazione.
Gli spread greci non hanno subito forti scosse dopo l’annuncio – anche perchè si tratta comunque di titoli che già da tempo scambiano con un rating di titoli-spazzatura.

E l’Italia? L’Italia è generalmente classificata come uno dei “PIIGS”, ma quel termine appare poco attuale.
Lo scorso anno di questi tempi, i suoi spread erano solo 25bp inferiori a quelli del Portogallo, ora la differenza è più di 400bp.
Oggi, un’asta relativamente forte di obbligazioni a cinque anni – i rendimenti a 1,66% rispetto al 2,21% di due mesi fa – ha sottolineato il miglioramento percepito nel suo merito di credito. Anche la Spagna ha invertito il trend nelle ultime settimane.

Forse “PIG” sarebbe un acronimo più adatto?

Written by sistemielettorali

30 marzo 2011 a 20:16

Pubblicato su Economia

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