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Situazione irlandese

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Si parla ormai insistentemente di un eventuale aiuto all’Irlanda da parte di Unione europea e Fondo monetario internazionale. Un sostegno ampio, nell’ordine di decine di miliardi di euro, e il fondo europeo Efsf applicherebbe a un prestito un tasso analogo a quelli solitamente richiesti dall’Fmi. A dirlo è il governatore di Banca d’Irlanda, Patrick, Honohan, nel giorno dell’arrivo nell’isola dei tecnici di Ue, Bce e Fmi che, secondo un funzionario del governo irlandese continueranno fino alla prossima settimana.
“L’intenzione è, e ci si aspetta da parte loro e personalmente da parte mia, che le trattative o le discussioni siano efficaci e un prestito sarà reso disponibile e vi si farà ricorso se necessario” ha detto Honohan all’emittente di stato RTE. “Stiamo parlando di un prestito certamente molto rilevante – sì, decine di miliardi ” ha detto Honohan, riconoscendo che ci sono stati consistenti uscite di fondi dal settore bancario irlandese a partire dal mese di aprile. Successivamente il ministro delle Finanze Brian Lenihan ha risposto che l’Irlanda non è ancora al punto da dover ricevere un sostanzioso prestito internazionale.
Nel grafico seguente, vediamo il totale dei bond emessi da Irlanda, Grecia e Portogallo suddivisi per maturity (in billioni di dollari).

Dopo 10 giorni di perdite, le borse europee, i mercati obbligazionari e l’euro hanno recuperato lievemente sulle aspettative che l’Irlanda potrebbe diventare il secondo paese della zona euro dopo la Grecia a ricevere un salvataggio in extremis per far fronte agli elevati debito e deficit. Il costo del debito di Dublino è schizzato ai massimi dalla fine di ottobre per i timori delle enormi passività delle banche e la Ue, guidata dalla Germania, ha messo a punto un sistema di ristrutturazione dei debiti degli stati della zona euro.
Anche perchè, il grafico seguente è indicativo, vi sono molte banche estere che possiedono il debito irlandese.

 

Nel dettaglio, la classifica dell’esposizione delle banche europee al debito pubblico Irlandese vede in testa Hypo Real Estate:
Hypo Real Estate* € 10.3 bn
Royal Bank of Scotland €5bn (£4.2bn)
Allied Irish Bank €4,2bn
Bank of Ireland €1,2bn
Credit Agricole €929bn
Danske Bank €655m
HSBC €593m
BNP Paribas €571m
Group BPCE €491m
Societe Generale €453m
KBC Group €446 mln**

(fonte : Telegraph)

Fonti comunitarie hanno detto a Reuters che l’Irlanda potrebbe aver bisogno di aiuti tra 45 e 90 miliardi di euro, a seconda che si tratti di un aiuto per le sole sue banche o per il debito pubblico. Con i negoziati potenzialmente in vista, la Francia ha detto che l’Irlanda potrebbe aver bisogno di alzare le tasse sulle imprese dall’attuale livello ultra-basso del 12,5% – un tabù per la politica irlandese – in cambio del pacchetto di aiuti. C’è da dire che di prestito vero e proprio si dovrebbe parlare a febbraio 2011 ossia quando effettivamente l’Irlanda dovrà tornare sul mercato, a meno di soprese da parte di qualche banca particolarmente indebitata (vedi la Allied Irish Bank). E intanto i CDS sulle banche irlandesi schizzano verso l’alto a livelli mai toccati finora…

Per dare un termine di paragone la Grecia è insolvente su un debito pubblico di circa 300mld di euro, per l’Irlanda si parla di “soli” 110mld di euro, tutto sommato niente di eccessivamente drammatico o non risolvibile.

L’altra notizia di oggi è che presso la   Clearnet,  la principale cassa di compensazione inglese, un organismo che garantisce la liquidità dei mercati e la adaguatezza degli scambi, fino a ieri era possibile acquistare debito Irlandese a leva versando 15/100 a Clearnet, da oggi ce ne vogliono 30.  In buona sostanza, chi detiene bond Irlandesi a leva, o versa altri 15€ ogni 100 nominali  a Clearnet o si vedrà vendere forzosamente i suoi titoli.

Andiamo a vedere alcuni grafici interessanti.

Questa tabella mostra quale paese possiede il debito delle nazioni più indebitate (cosiddette PIIGS). Il dato è espresso in percentuale sul PIL.

 

Quest’altra tabella mostra invecela quantità di attività non performing (bond in default, crediti in sofferenza, crediti inesigibili) presenti nelle banche dei paesi presi in considerazione (sempre espresso in rapporto al PIL interno)

 
Il grafico che segue mostra invece quali nazioni europee presentano le banche più esposte alle banche Irlandesi. Il Belgio è il paese di gran lunga messo peggio.

Intanto, il governo irlandese sta cercando di salvare le banche indebitando il paese in grande stile. Nel 2010 siamo ormai arrivati al 32% di debito/Pil. Praticamente il doppio rispetto al 2009 e più del triplo rispetto al 2008!

Ma come può la BCE comprare titoli irlandesi per mantenere alta l’offerta? Ci viene in aiuto con una buona esposizione il blog di Rischio Calcolato.
Infatti, ricordiamo che la Banca Centrale Europea è l’unica banca centrale al mondo che non ha lo scopo di assicurare una sufficiente quantità di moneta per ottenere la piena occupazione o un qualsivoglia sviluppo economico.

Per la BCE l’unica cosa che conta davvero è tenere controllato  il livello di inflazione.
Questo è il motivo per cui la BCE NON FA E NON PUO’ FARE QUANTITATIVE EASING! Il Quantitative Easing e’ una pratica che espandendo a dismisura la moneta in circolazione pone le basi per lunghi periodi di forte inflazione. L’esatto contrario del principale mandato della BCE.
Se non può stamparne di nuovi, con che soldi la BCE compra titoli di stato sovrani?
La BCE compra i titoli di stato dei paesi che non riescono ad andare sul mercato a tassi accettabili con gli euro che sono attualmente in circolazione!
Il meccanismo è questo:
a) settimana 1: la Bce compra 100mil di euro di titoli Irlandesi ad un tasso del 6% l’anno.
b) settimana 2: la Bce si offre di comprare 100mil. di euro ad una settimana con un asta ad un tasso settimanale molto basso. (circa lo 0,4%)
Risultato: da una parte la BCE immette liquidità nel sistema comprando Bond a fronte di euro dall’altro toglie liquidità comprando emettendo un Bond settimanale (un pronti contro termine), la quantità di moneta nell’euro zona non è cambiata la BCE possiede titoli irlandesi e alla fine della settimana deve restituire i 100mil avuti in prestito dal mercato.
e poi?
Caso 1: La bce sempre nella settimana 2 non ha comprato altri bond allora:
c1) settimana 3;la Bce si offre di comprare 100mil. di euro ad una settimana con un asta ad un tasso settimanale molto basso (circa lo 0,4%) in sostituzione a quelli scaduti e così via settimana per settimana fino a quando la BCE non avrà rivenduto i bond Irlandesi.
Caso 2: La bce sempre nella settimana 2 ha comprato altri 100 mln di bond Irlandesi allora:
c2) settimana 3 la Bce si offre di comprare 200mln di euro (100+100) ad una settimana con un asta ad un tasso settimanale molto basso (circa lo 0,4%). 100 in sostituzione a quelli scaduti, altri 100 per avere la liquidità dell’operazione fatta nella settimana 2; e così via settimana per settimana fino a quando la BCE non avrà rivenduto i bond Irlandesi.
Il meccanismo utilizzato dal BCE è quello di rinnovare di settimana in settimana un asta di liquidità in cui la BCE va sul  mercato per comprare l’esatto ammontare di euro dei Bond che ha accumulato nel tempo.

Ad oggi la BCE ha accumulato 63,5mld di euro in titoli di stato europei e quindi ogni settimana deve rinnovare un pronti contro termine di 63.5 miliardi, fino a quando la Bce comprerà nuovi bond, la settimana seguente sarà costretta a chiedere ancora più euro al mercato.

Quali sono le conseguenze legate all’acquisto di titoli di stato e delle aste di sterilizzazione della liquidità?
E’ abbastanza semplice: più è grande la cifra che la BCE  drena dal sistema minore sarà la disponibilità di liquidità sul mercato. E’ stato fatto notare come ci sia un legame fra i tassi interbancari (euribor ed eurirs) e le ondate di crisi che hanno colpito i debiti sovrani. Negli ultimi mesi è stato evidente come il legame sia precisamente la quantità di danaro che la BCE drena ogni settimana dal mercato europeo per comprare bond sovrani. La Bce trasferisce moneta da un mercato molto liquido e con tassi bassi (mercato interbancario di elevato standing) in un mercato illiquido con tassi alti (Bond Irlandesi, Greci, Portoghesi etc.).
Il risultato è il relativo abbassamento dei rendimenti di titoli di stato in quasi-default e il corrispondente innalzamento dei tassi interbancari.
Si dà il caso però che Euribor ed Eurirs siano la base di calcolo di mutui e prestiti, per cui si può ben dire che la crisi irlandese la stiamo pagando con le rate del muto sulla casa.

Written by sistemielettorali

18 novembre 2010 a 19:23

Pubblicato su Economia

Una Risposta

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  1. egregio sig. venturini, sarebbe il caso di dire una volta per tutte che la crisi del ns sistema finanziario risiede nell’appropriazione privata della sovranità monetaria pubblica che distorce gli interessi convogliandoli verso l’accumulo di ricchezza e poteri in mano dei grandi banchieri privati. la crisi delle banche irlandesi in realtà consiste solo in mancati guadagni dato che le banche quando prestano creano denaro dal nulla e lei lo sa bene, facendo poi sparire gli immensi utili che creano riclandoli nei circuiti BIS – Clearstream – Euroclear – Swift…(mai sentito parlare di un certo Denis Robert?) o mi sbaglio se affermo che sia banche centrali che agenzie di rating sono in mano a privati e le prime che dovrebbero controllare le banche ordinarie sono in realtà di proprietà di quest’ultime (vds Bankitalia). o sveliamo questa truffa o ci attende un futuro altamente precario…altro che euro in crisi saluti

    ludovico

    24 novembre 2010 at 08:56


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