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Il patrimonio di vigilanza e i coefficienti di adeguatezza patrimoniale

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I coefficienti di adeguatezza patrimoniale sono una misura della quantità di capitale di una banca espresso in percentuale della sua esposizione al rischio di credito ponderato.

E’ stato sviluppato uno standard internazionale che raccomanda i rapporti minimi di adeguatezza, per garantire che le banche siano in grado di assorbire un livello ragionevole di perdite prima di diventare insolventi. L’applicazione di coefficienti di adeguatezza patrimoniale minimi serve a proteggere i risparmiatori e promuovere la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario.

Vengono calcolati due tipi di capitale: il Tier 1 può assorbire le perdite senza che una banca sia tenuta a cessare l’attività, il Tier 2 invece può assorbire le perdite in caso di liquidazione e prevede un minor grado di protezione per i depositanti.

La misurazione delle esposizioni creditizie richiede delle modifiche da apportare alla quantità degli assets contenuti nel bilancio di una banca. I prestiti che una banca ha concesso sono ponderati secondo il loro grado di rischiosità, per esempio ai prestiti ai governi viene data una ponderazione dello 0,00% , mentre i prestiti ai privati sono ponderati al 100,00%.

I contratti fuori bilancio, come le garanzie e i contratti in valuta estera, hanno anch’essi rischi di credito. Queste esposizioni sono convertiti in quantità equivalenti di credito e sono ponderati nella stessa misura delle esposizioni dei crediti in bilancio. Le esposizioni creditizie in bilancio e fuori bilancio sono sommate per ottenere il rischio totale delle esposizioni creditizie ponderate.

I rapporti minimi di adeguatezza patrimoniale che si applicano sono i seguenti:

–  il rapporto tra Tier 1 e totale esposizioni creditizie ponderate non deve essere  inferiore al 4,00%;

–  il rapporto tra capitale totale (Tier 1 più Tier 2, meno alcuni tipi di detrazione) e totale esposizioni di credito ponderate non inferiore all’8,00%.


Introduzione

Le Banche sono tenute a pubblicare dichiarazioni informative trimestrali che comprendono una vasta gamma di informazioni finanziarie e prudenziali.

Una parte fondamentale di questi dichiarazioni è la divulgazione dei coefficienti patrimoniali di adeguatezza.

Questi rapporti  rappresentano una misura della quantità di capitale di una banca in relazione all’importo delle sue esposizioni di credito.

Essi sono di solito espressi in percentuale, ad esempio un indice di adeguatezza coefficiente patrimoniale dell’8,00% significa che il capitale di una banca è l’8,00% della dimensione delle sue esposizioni di credito.

Capitale e esposizioni creditizie sono entrambi definiti e valutati in modo specifico.

A tal fine, è stata approvata una norma internazionale la quale raccomanda rapporti minimi di adeguatezza patrimoniale per le banche internazionali. La finalità di avere dei rapporti minimi di adeguatezza patrimoniale è quello di garantire che le banche siano in grado di assorbire un livello ragionevole di perdite prima di diventare insolventi, e prima che i fondi dei depositanti vengano persi.

Applicare rapporti minimi di adeguatezza patrimoniale serve a promuovere la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario, riducendo il rischio di insolvenza delle banche. Quando una banca diventi insolvente questo può portare a una perdita di fiducia nel sistema finanziario, provocando problemi finanziari di altre banche e, forse, che minacciano il buon funzionamento dei mercati finanziari.

Ciò dà anche una certa protezione ai depositanti. In caso di fallimento, i fondi dei depositanti sono in cima alle priorità, di modo che depositanti perdono i loro soldi solo se la banca registra una perdita che supera l’importo del proprio capitale. Più alto è il coefficiente di adeguatezza patrimoniale, più alto è il livello di tutela a disposizione dei depositanti.

Questo articolo fornisce una spiegazione dei coefficienti di adeguatezza patrimoniale e una guida per il loro calcolo.


Sviluppo del coefficente minimo di adeguatezza patrimoniale

Il “Comitato di Basilea” (all’interno della Banca dei Regolamenti Internazionali), inizialmente creato nel 1974, è una commissione che rappresenta le banche centrali e le autorità di vigilanza finanziaria dei principali paesi industrializzati (i paesi del G10).

Il comitato si preoccupa di garantire l’efficacia del controllo delle banche a livello mondiale stabilendo e promuovendo gli standard internazionali. Il suo interesse principale risiede nei coefficienti di adeguatezza del capitale. Nel 1988 il Comitato ha pubblicato una dichiarazione di principi che trattava dei rapporti di adeguatezza patrimoniale. Questa affermazione è nota come “Requisiti patrimoniali di Basilea”.

Essa contiene un approccio per il calcolo dei coefficienti di adeguatezza del capitale e  raccomanda coefficienti minimi di adeguatezza patrimoniali per le banche internazionali.

L’Accordo è stato sviluppato per migliorare coefficienti di adeguatezza del capitale (che sono stati considerati troppo bassi per alcune banche) e per contribuire a standardizzare le prassi  internazionali.

Essa è stata adottata da parte dei paesi OCSE e da molti paesi in via di sviluppo.

Il patrimonio di vigilanza rappresenta il primo presidio a fronte dei rischi connessi con la complessiva attività bancaria e costituisce il principale

parametro di riferimento per le valutazioni in merito alla solidità bancaria.

Esso è costituito dalla somma del patrimonio di base – ammesso integralmente nel calcolo – e del patrimonio supplementare, che viene ammesso

nel limite massimo del patrimonio di base, al netto delle deduzioni.

Per tener conto dell’impatto derivante dall’applicazione del principi contabili internazionali sul calcolo del patrimonio di vigilanza, sono stati

introdotti alcuni “filtri prudenziali”, da applicare ai dati del bilancio (IAS/IFRS), volti a salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza e a

ridurne la potenziale volatilità indotta dall’applicazione dei principi stessi.

In linea generale, l’approccio raccomandato dal Comitato di Basilea e dal Committee of European Banking Supervisors (CEBS) prevede per le

attività diverse da quelle di trading, la deduzione integrale dal patrimonio di base delle minusvalenze da valutazione al fair value e il computo

parziale delle plusvalenze da valutazione al fair value nel patrimonio supplementare (c.d. approccio asimmetrico).

Dal patrimonio di base e da quello supplementare si sottraggono al 50 per cento ciascuno, gli “elementi da dedurre” costituiti dalle interessenze

azionarie, nonché – ove posseggano le caratteristiche per essere computati nel patrimonio di vigilanza degli emittenti – gli strumenti non innovativi

e innovativi di capitale, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione e gli strumenti subordinati posseduti in banche, società finanziarie e società

di assicurazione.

Le passività subordinate non computabili nel patrimonio supplementare e quelle subordinate di terzo livello al netto dei filtri prudenziali negativi

costituiscono gli elementi patrimoniali di qualità terziaria (Tier 3). Tale aggregato può essere utilizzato solo a copertura dei requisiti patrimoniali

sui rischi di mercato. Le passività subordinate non possono superare il 50% del Tier I.


Capitale


Il calcolo del capitale (per il suo utilizzo nei coefficienti di adeguatezza del capitale), impone alcune modifiche da apportare alla quantità di capitale iscritto nello stato patrimoniale.

Il capitale di primo livello (Tier 1) è il capitale permanente e liberamente disponibile per assorbire le perdite senza la banca abbia l’obbligo di cessare l’attività. Un esempio di Tier 1 è la quota di capitale ordinario della banca. Il Tier 1 è importante perché salvaguarda sia la sopravvivenza della banca sia la stabilità del sistema finanziario.

Patrimonio di base (Tier 1)

Elementi positivi: capitale versato, sovrapprezzi di emissione, riserve, strumenti innovativi di capitale e utile del periodo non distribuito;

Filtri prudenziali positivi del patrimonio di base: strumenti finanziari di cui all’art. 12 D.L. 185/2008 (c.d. “Tremonti Bond”);

Elementi negativi: azioni proprie, avviamento e altre immobilizzazioni immateriali, perdita del periodo di pertinenza di terzi;

Filtri prudenziali negativi del patrimonio di base: riserve negative su titoli disponibili per la vendita e risorse patrimoniali oggetto d’impegni

di acquisto a termine;

Elementi da dedurre dal patrimonio di base: quota del 50% delle interessenze azionarie in Enti Creditizi e Finanziari superiori al 10% del

capitale dell’ente partecipato e delle partecipazioni in società di assicurazioni.

Il Tier 2 è il capitale che assorbe le perdite in genere solo in caso di liquidazione della banca, e fornisce così un livello inferiore di protezione ai depositanti e agli altri creditori. Esso entra in gioco nell’assorbire le perdite, dopo l’utilizzo del Tier 2.

Patrimonio supplementare (Tier 2)

Elementi positivi: riserve da valutazione di attività materiali e titoli disponibili per la vendita, strumenti innovativi di capitale non computabili

nel patrimonio di base, strumenti ibridi di patrimonializzazione e passività subordinate di secondo livello;

Filtri prudenziali del patrimonio supplementare: quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita e risorse

patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine;

Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare: quota del 50% delle interessenze azionarie in Enti Creditizi e Finanziari superiori al

10% del capitale dell’ente partecipato e delle partecipazioni in società di assicurazioni.

Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare: interessenze azionarie e strumenti subordinati detenuti in società di assicurazione acquistati prima del 20 luglio 2006.

Il Tier 2 è suddiviso in lower tier e upper tier.

L’Upper tier non ha scadenza fissa, mentre il lower tier ha una durata limitata, il che lo rende meno efficace nel fornire una protezione contro le perdite da parte della banca. Un esempio di Tier 2 sono le passività subordinate. Questo è il debito che si posiziona in via prioritaria ma dopo tutti i creditori ad eccezione degli azionisti. In caso di fallimento, i titolari di debiti subordinati saranno rimborsati solo se tutti gli altri creditori (compresi i depositanti) sono già stati rimborsati.


L’accordo di Basilea sui requisiti patrimoniali definisce anche un terzo tipo di capitale, il Tier 3.

Questo terzo livello di capitale è costituito da debito a breve termine subordinato. Può essere utilizzato per fornire un cuscinetto contro perdite causate da rischi di mercato, se Tier 1 e Tier 2 non sono sufficienti per far fronte a queste perdite. I rischi di mercato sono rischi di perdite su cambi e sui tassi di interesse causati da variazioni dei tassi di cambio e tassi di interesse.


Le esposizioni creditizie

Le esposizioni creditizie nascono quando una banca presta denaro a un cliente, oppure acquista una attività finanziaria (ad esempio una fattura commerciale rilasciata da una società o da un’altra banca), o abbia un qualche altro accordo con un’altra parte che impone che quella parte restituisca denaro alla banca (ad esempio, nell’ambito di un contratto in valuta estera).

Un rischio di credito è il rischio che la banca non sarà in grado di recuperare il denaro dovuto. I rischi inerenti ad un rischio di credito sono influenzati dalla forza finanziaria della parte che deve del denaro alla banca. Quanto maggiore è questa forza, più probabile è che il debito sarà pagato o che la banca potrà, se necessario, eseguire un rimborso.

Il rischio di credito è influenzato anche da fattori di mercato che influiscono sul valore o sul flusso di cassa delle attività che sono utilizzate come garanzia di prestiti.Per esempio, se una banca ha concesso un prestito a una persona per comprare una casa, e posto un’ipoteca sulla casa come garanzia, i cambiamenti nel mercato immobiliare hanno un’influenza sul rischio della banca nel caso essa debba recuperare tutti i soldi che gli sono dovuti.

Anche per i prestiti non garantiti o i contratti, i fattori di mercato che influenzano la capacità del debitore di ripagare la banca possono avere un impatto sul rischio di credito.

Il calcolo delle esposizioni creditizie prevede due fattori:

1- le esposizioni creditizie in bilancio differiscono per il loro grado di rischiosità (ad esempio titoli di stato rispetto ai prestiti personali).

Il calcolo del coefficiente di adeguatezza patrimoniale riconosce queste differenze richiedendo quindi più capitale da detenere contro le esposizioni più rischiose. Questo calcolo si esegue ponderando le esposizioni di credito in base al loro grado di rischiosità. Un’ impostazione uniforme definisce i gradi di rischiosità: il tipo di debitore e il tipo di esposizione creditizia servono come fattori per il grado di rischiosità (ad esempio, si presume che i governi siano più meritevoli di credito dei singoli individui, e che le ipoteche residenziali siano considerate meno rischiose dei prestiti alle imprese).

2- i contratti fuori bilancio (per esempio, garanzie, contratti di cambio e di tasso di interesse) comportano anche rischi di credito. Poiché l’importo a rischio non è sempre uguale all’importo del capitale nominale del contratto, le esposizioni creditizie fuori bilancio vengono prima convertite in un “ammontare equivalente di credito”, cioè un prestito equivalente che abbia lo stesso rischio dell’attività fuori bilancio.

Ciò viene fatto moltiplicando il valore nominale per un fattore che riconosce l’entità del rischio inerente a particolari tipi di esposizioni di credito fuori bilancio. Dopo aver derivato quantità equivalenti di credito per le esposizioni fuori bilancio, queste sono ponderate in base alla rischiosità della controparte, così come le esposizioni presenti in bilancio.


Rapporti minimi di adeguatezza patrimoniale

L’Accordo di Basilea stabilisce dei requisiti patrimoniali minimi dei coefficienti di vigilanza che le autorità di vigilanza sono incoraggiate ad applicare. Come abbiamo già detto prima, questi sono:

–  il rapporto tra Tier 1 e totale esposizioni creditizie ponderate non deve essere  inferiore al 4,00%;

–  il rapporto tra capitale totale (Tier 1 più Tier 2, meno alcuni tipi di detrazione) e totale esposizioni di credito ponderate non inferiore all’8,00%.

Ci sono però alcune altre norme applicabili al secondo livello di capitale:

– il Tier 2 non può superare il 100% del Tier 1;

– il Lower Tier 2 non può superare 50% del Tier 1;

– il Lower Tier 2 è ammortizzato su base lineare nel corso degli ultimi cinque anni della sua la vita.


Quando una banca scende al di sotto dei requisiti minimi deve presentare un piano volto a ripristinare i coefficienti di vigilanza almeno al livello minimo richiesto.

Anche se una banca può avere coefficienti di adeguatezza patrimoniale superiori ai livelli minimi raccomandato dal Basilea sui requisiti patrimoniali, ciò non garantisce che la banca è “sicura”.

I coefficienti di adeguatezza patrimoniale sono interessati principalmente ai rischi di credito. Ci sono anche altri tipi di rischi che non sono riconosciuti dai coefficienti di vigilanza (ad esempio un inadeguato controllo interno) cosicchè ciò potrebbe portare a grandi perdite ad esempio causate da frodi.

I coefficienti di adeguatezza patrimoniale sono tanto più attendibili quanto più lo sono le informazioni su cui sono basati.

Ad esempio, se le previsioni sui crediti deteriorati sono insufficienti, ciò sarà fonte di futuri problemi, perché i rapporti di adeguatezza patrimoniale sopravvaluteranno l’ammontare delle perdite che la banca è in grado di assorbire.


Esempio di calcolo

Poiché le esposizioni creditizie fuori bilancio sono incluse nei calcoli, i coefficienti di adeguatezza patrimoniale non possono essere calcolato con riferimento solo allo stato patrimoniale.

Anche il calcolo dei coefficienti di adeguatezza del capitale per coprire le esposizioni creditizie in bilancio in genere non si possono fare utilizzando solo i bilanci pubblicati, i quali probabilmente non forniscono dettagli sufficienti su coloro ai quali la banca ha prestato denaro, o sugli emittenti di titoli detenuti dalla banca.

Tuttavia,  le dichiarazioni di trasparenza della banca devono contenere le informazioni necessarie per confermare i calcoli sull’adeguatezza patrimoniale della banca.

Per illustrare il processo che una banca esegue per il calcolo dei coefficienti di adeguatezza patrimoniale, un semplice esempio è presente nelle tabelle da 1 a 5.

Il calcolo è spiegato qui di seguito.

La nota informativa del bilancio e le esposizioni di crediti fuori bilancio su cui si basano i calcoli sono riportati nelle tabelle 1 e 2.




Prima fase – calcolo del capitale

La composizione delle categorie di capitale è il seguente:

Tier One Capital

In generale, questo comprende:

– capitale ordinario della banca, e

– utili accantonati a riserva, ad esempio utili portati a nuovo; meno

– le perdite dell’anno in corso;

– futuri benefici fiscali, e

– immobilizzazioni immateriali, ad esempio il valore dell’avviamento.

Upper Tier Two Capital

In generale, questo comprende:

– utili portati a nuovo oggetto di revisione contabile ;

– riserve di rivalutazione;

– accantonamenti generali per crediti inesigibili;

– azioni privilegiate cumulative perpetue (cioè azioni privilegiate, senza data di scadenza i cui dividendi sono accumulati per pagamenti futuri, anche se la condizione finanziaria della banca non sostenere il pagamento immediato);

– passività subordinate perpetue (cioè debito senza data di scadenza che si colloca in via prioritaria dopo tutti i creditori ad eccezione di azionisti).

Lower Tier Two Capital

In generale, questa comprende:

– passività subordinate con durata di almeno 5 anni;

– azioni privilegiate convertibili, che non possono essere riscattate per almeno 5 anni.

Il Total Capital

Questa è la somma di Tier 1 e 2 meno le seguenti deduzioni:

– partecipazioni in società controllate;

– partecipazioni in altre banche che superano del 10 per cento il capitale della banca;

– perdite non realizzate su rivalutazione di partecipazioni in titoli.

La figura 3 mostra un esempio di calcolo del capitale.




Seconda fase – Calcolo delle esposizioni creditizie

Le esposizioni in bilancio

Le categorie in cui le esposizioni sono state assegnate per obiettivi di rapporto di adeguatezza patrimoniale, e le percentuali dei numeri di bilancio ponderati, sono le seguenti:

Tipo di esposizione creditizia        Percentuale ponderato di rischio

Cash         0

Crediti governativi a breve termine       0

Crediti governativi a lungo termine (> 1 anno)    10

Crediti a banche             20

Crediti a enti del settore pubblico       20

Mutui residenziali          50

Altre esposizioni creditizie             100


Le esposizioni di fuori bilancio

(1) Calcolo dei crediti equivalenti

Elencati di seguito sono le categorie di esposizioni creditizie, e i loro associati “fattore di conversione del credito”. Il valore nominale di ciascuna categoria è moltiplicato per il fattore di credito in modo da ottenere un “ammontare di credito equivalente”:

– Sostituti diretti del credito (ad esempio garanzie, cambiali, lettere di credito, partecipazioni)  100

– Vendite di attività con diritto di rivalsa  100

– Impegni (ad esempio acquisti a termine, in parte pagato parti)   100

– Contratti  (ad esempio fideiussioni, bid bonds)  50

– Altri impegni di durata iniziale superiore a 1 anno   50

– Contingenze commerciali a breve termine, ad esempio lettere di credito 20

Altri impegni di durata iniziale inferiore a 1 anno o che possono essere incondizionatamente revocati in qualsiasi momento 0

L’ultima categoria delle esposizioni su crediti fuori bilancio, contratti di mercato (vale a dire contratti su tassi di interesse e tassi di cambio), è trattata diversamente dalle altre categorie.

L’ammontare di credito equivalente è calcolato aggiungendo quanto segue:

(A) esposizioni correnti – questo è il valore di mercato di un contratto. Cioè: l’importo che la banca potrebbe ottenere vendendo i suoi diritti derivanti dal contratto ad una terza parte (calcolati pari a zero per i contratti con un valore negativo), e

(B) esposizioni potenziali, vale a dire una riserva per ulteriori modifiche del valore di mercato, che sono calcolate come percentuale del valore del capitale nominale come segue:

Interest rate contracts < 1 anno              0%

Interest rate contracts > 1 anno              0.5%

Exchange rate contracts < 1 anno           1%

Exchange rate contracts > 1 anno           5%

Anche se l’importo nominale dei contratti di mercato può essere elevato, gli importi di credito equivalente sono in genere piccoli, e così si può aggiungere ben poco all’importo dell’esposizione del credito per la ponderazione del rischio.

(2) Calcolo del rischio di esposizioni creditizie ponderate

Gli importi di credito equivalente delle esposizioni fuori bilancio sono moltiplicati per la stessa ponderazione del rischio che si applica alle esposizioni in bilancio (cioè il coefficiente utilizzato dipende del tipo di controparte), salvo che i contratti di mercato che altrimenti sarebbero ponderati al 100% sono ponderati invece al 50%.

La Figura 4 mostra un esempio di calcolo del rischio di attività ponderate.




Terza fase – Calcolo dei coefficienti di adeguatezza patrimoniale

I coefficienti di adeguatezza patrimoniale sono calcolati dividendo il Tier 1 e il capitale di rischio totale per le esposizioni creditizie ponderate.

Seguendo l’esempio di calcolo del coefficiente di adeguatezza del capitale:

Tier 1 capital al totale/esposizioni ponderate = 12/200 = 6%

Totale capitale di rischio totale/esposizioni ponderate = 20/200 = 10%


Conclusioni

I coefficienti di adeguatezza patrimoniale misurano la quantità di capitale di una banca in relazione alla quantità delle esposizioni di rischio ponderate.

Il processo di ponderazione del rischio tiene conto della rischiosità relativa dei vari tipi di esposizioni di credito che le banche hanno, e incorpora l’effetto dei contratti fuori bilancio sul rischio di credito.

Più alto è il coefficiente di adeguatezza patrimoniale che una banca ha, maggiore è il livello delle perdite inattese che essa può assorbire prima di diventare insolvente.


Written by sistemielettorali

6 agosto 2010 a 19:09

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