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Inflazione o deflazione? (III)

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Quali fattori guideranno l’economia?

Questo è il punto per il quale abbiamo bisogno di verificare alcune tendenze di lungo termine dell’economia per vedere come inciderà una ripresa economica.
Se la nostra economia si basa sulle spese dei consumatori (70% del PIL) allora il PIL vedrà un calo nella seconda metà del 2010.
Nel mio articolo, “Megatrends economici che guideranno il nostro futuro”, ho indicato i nostri sette megatrend che impatteranno la nostra economia per il lungo termine:

1-La cultura del consumo è interrotta e non tornerà ai livelli precedenti. Questa è la chiave di tutto.
2-I consumatori continueranno a risparmiare per prepararsi alla pensione.
3-La diminuzione della domanda dei consumatori americani continuerà a ripercuotersi negativamente sull’economia mondiale.
4-La deflazione (deleveraging) continuerà ancora per qualche tempo.
5-I tassi per l’acquisto di case scenderanno ai minimi storici, per esempio, circa il 66%, in calo rispetto al 69% del boom, e fungeranno da compressione sui prezzi interni.
6-Lo stimolo del governo e i programmi di recupero ritarderanno la ripresa.
7-Il deficit federale raddoppierà il debito nazionale, cioè tasse più alte, e agirà come un freno permanente per l’economia.

Ho scritto questo articolo nel settembre del 2009, e gli argomenti sono ancora validi oggi. Le cose importanti da tenere presenti sono i punti 1 e 2. I consumatori sono eccessivamente indebitati e stanno facendo del loro meglio per pagare il debito.
Questo articolo del Wall Street Journal definisce il problema:

Dopo anni di abbuffate sul debito, le famiglie americane sono tornate alla realtà. Quelli che non lo fanno per scelta ne sono spesso costretti, perché gli standard di prestito restano stringenti.
Il livello del debito nel settore domestico, che include sia il credito al consumo che i mutui ipotecari, consiste circa nel 20% delle attività totali del primo trimestre.
Nella metà degli anni 1990 tale rapporto è stato di circa il 15%, rispetto ad un picco nel primo trimestre del 2009 di circa il 22,5%.
Tenendo il debito sotto il 18% si richiederebbe alle famiglie di versare un’ulteriore somma di 1.400 miliardi di debito .<!– in più ->

Il modo per ripagare il debito è quello di diminuire la spesa e aumentare il risparmio, soprattutto quando la disoccupazione è al 9,7% e, quando i salari reali (l’inflazione aggiustata) sono stati sostanzialmente piatti:

JM Keynes si riferiva al fenomeno del risparmio e a una maggiore riduzione della spesa come all’ “accaparramento” dei consumatori e credeva che ciò danneggiasse l’economia, ed è per questo, disse, che il governo deve spendere in loro vece. In realtà, ciò che i consumatori stanno facendo è molto razionale come comportamento economico alla luce dell’incertezza in cui ci troviamo. I risparmi traghetteranno effettivamente l’economia fuori dalla recessione attraverso la creazione di nuovo capitale per finanziare l’espansione economica.
Il punto principale è che il ciclo dei consumi per la maggior parte dei “big spender” è cambiato, a mio parere, in modo permanente. I “Baby Boomers” si rendono conto che hanno bisogno di risparmiare per la pensione, perché il welfare non sarà sufficiente, ed essi non hanno abbastanza attività finanziarie, il valore delle loro case non torneranno ai loro massimi, e non erediteranno a sufficienza dai loro genitori.
Ciò ha un impatto significativo sulla ripresa e sul problema inflazione/deflazione. Questo perché i politici prendono decisioni credendo che Keynes avesse ragione. Ne parleremo in seguito.
Si stanno smobilizzando i crediti?

Recentemente, i prestiti sono aumentati e le riserve in eccesso sono diminuite. Alcuni hanno suggerito che questo è l’inizio della fine del blocco del credito, ma non sono d’accordo.
Questo grafico (TOTLL, Y/Y) rivela un aumento dei prestiti concessi dalle banche commerciali nel 1° trimestre 2010:

Ciò corrisponde a una diminuzione delle riserve in eccesso (EXCRESNS) durante lo stesso periodo:


Questo prestito è evidenziato da un aumento del credito al consumo nel 1° trimestre 2010 (consumatori):

Quello che è successo è che i consumatori stanno spendendo di più. Credo che quasi tutto l’aumento della spesa dei consumatori aveva a che fare con lo stimolo fiscale del governo e agli incentivi.
Le vendite di nuove vetture hanno performato meglio a seguito degli incentivi dei rivenditori. I dati mostrano che i prestiti nonrevolving (NREVNCB), la misura (principale) dei prestiti per l’acquisto di auto (+7,1% in aprile), sono saliti drammaticamente nel 1° trimestre 2010:


Le vendite al dettaglio sono aumentate nel corso di tale periodo, ma ora stanno declinando, con grande preoccupazione della FED.

L’ultimo report della Fed mostra un nuovo declino nel credito totale così come nel credito al consumo. Per il Q1, il debito delle famiglie è diminuito per il settimo mese consecutivo (-2,4%). Il credito al consumo si è contratto di un ulteriore 1,5%. Il debito delle imprese non finanziarie è stato piatto dopo quattro mesi di calo.

Il rapporto indica che il credito revolving, o l’uso di carte di credito, è sceso per la 19ma volta nel mese di aprile, in calo del 12,0%. Inoltre, i risparmi personali stanno aumentando nuovamente.

Sembra che il temporaneo aumento della spesa dei consumatori non sia risultata correlata interamente agli aumenti dell’offerta di moneta. I prestiti nonrevolving per le automobili sono aumentati, ma una parte significativa della spesa generale è stata alimentata dai risparmi personali dei consumatori. La seguente tabella mostra che il tasso di risparmio dei consumatori (PSAVERT) è sceso in risposta agli incentivi del governo che ha favorito certi settori (da metà del 2009 al Q1 2010). Sembra che i risparmi personali, stiano iniziando ad aumentare di nuovo, ma abbiamo bisogno di osservare i dati che confermeranno tale tendenza.


Il problema della FED

La FED ha un dilemma. Da un lato, se essa crede che ci troviamo in una forte ripresa, si dovranno preoccupare per l’inflazione.
C’è stato un gran parlare di ripresa e il problema di cosa accadrà quando le banche inizieranno di nuovo a concedere prestiti: le banche utilizzeranno le loro enormi riserve in eccesso che potrebbero causare l’esplosione dell’offerta di moneta, alimentando in tal modo l’ “inflazione” che essi definiscono come aumento dei prezzi. Questo è quello che è stato denominato “prosciugare lo stagno” o l’exit strategy del problema: come può la Fed assorbire riserve in eccesso prima che esse entrino in circolo e provochino l’aumento dei prezzi? Si tratta di un problema molto serio.
La Fed monitora attentamente il CPI e, come mostrato prima, i prezzi stanno crescendo al tasso del 2% anno su anno. (parlerò dei segnali di un tasso CPI decrescente di seguito.) Se si decide di diminuire l’offerta di moneta aumentando il tasso dei Fed Funds, penseranno di correre il rischio di compromettere questo inizio di ripresa.
Per molti mesi ormai la maggior parte della discussione da parte della Fed e la maggior parte degli economisti si stanno occupando di exit strategy. Ora la discussione è cambiata di quasi 180 gradi: ora è tutta concentrata sulla possibilità di deflazione e sul nuovo declino economico. (Vedi discussione sotto).
Per queste ragioni, non credo siano preoccupati dall’inflazione per il breve termine.
Le implicazioni di una doppia recessione

Effetti temporanei dello stimolo

Penso che l’economia sia diretta verso un declino che inizierà nella seconda metà del 2010. Credo che la Fed sia preoccupata per questo. A riprova di questo ci sono gli indicatori macro che sono stati pubblicati in questo periodo. Le ragioni sono complesse, ma:

– La maggior parte dei benefici economici sono stati il risultato dello stimolo fiscale che sta per esaurirsi.
– Non c’è stato sufficiente deleveraging dell’economia mediante il quale le banche dovevano sistemare i loro bilanci.
– Il restante enorme debito che incombe su beni immobili, banche, soprattutto società immobiliari, non è stato affrontato a causa delle politiche di governo diversi che hanno rimandato l’inevitabile svalutazione e limitato l’erogazione di prestiti.
– lo stimolo monetario non è riuscito a creare una crescita economica sostenibile.

Questi fatti inibiscono la creazione del credito e agiranno come un’ancora per l’economia.
I megatrend a lungo termine menzionati prima ridurranno l’attività economica e causeranno importanti cambiamenti nell’economia.
Non c’è dubbio che la spesa dei consumatori sia stata stimolata dai programmi governativi. Tali programmi stanno ormai volgendo al termine. Dati recenti mostrano un calo delle vendite al dettaglio che ha sorpreso la maggioranza degli economisti.


L’effetto ricchezza

Un altro fattore è che i mercati azionari hanno avuto un impatto positivo sul patrimonio percepito delle famiglie, che ha aiutato la spesa dei consumatori. Ma sembra che la maggior parte della spesa sia originata dal segmento più ricco dell’economia. Un recente sondaggio Gallup ha dimostrato che i consumatori che guadagnano più di 90 mila dollari rappresentavano la maggior fetta di tale incremento di spesa. Un declino del mercato azionario ridurrà questo effetto ricchezza.
La ripresa della produzione

Credo che la ripresa della nostra produzione sia risultata da fattori ciclici ed estranei ai programmi di stimolo. I venditori al dettaglio e i grossisti che hanno svuotato gli inventari nelle prime fasi della recessione, a un certo punto hanno dovuto rifornirli. Mentre la disoccupazione è alta, il fatto è che almeno l’80% della forza lavoro ha un lavoro e, anche se possono sentirsi insicuri, spendono ancora per ciò che è necessario. Ciò dà impulso alla produzione. Ma una maggiore produzione senza la domanda dei consumatori e un rilancio del credito non ci porterà fuori dalla recessione.
Inoltre, la produzione è stato beneficiata dal dollaro a buon mercato, che ha aumentato le esportazioni. Altri paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo, sono stati gli acquirenti di prodotti statunitensi. Ma penso che questo stia cambiando a causa di questi fattori:

– ascesa del dollaro causata da profondi problemi economici europei che ridurranno il nostro vantaggio economico dovuto al dollaro;
– l’economia cinese è basata sulle esportazioni; la flessione degli Stati Uniti e delle economie dell’Unione europea avrà un impatto sulla sua crescita. Inoltre, la Cina sta attraversando una grave bolla immobiliare che scoppierà prima o poi in tutta la sua forza. La Cina ha bisogno di una ripresa economica americana per salvarsi, non viceversa.


E’ chiaro che l’economia americana è diretta verso una doppia recessione, che credo avverrà nella seconda metà del 2010.

I timori di deflazione

Ho notato nei media maggiori che con dati sempre più deboli usciti di recente si parla spesso di deflazione. Questo è importante perché è un riflesso del pensiero economico tradizionale, che comprende anche la Fed. Ben Bernanke legge le prime pagine dei giornali come noi.
Questa preoccupazione è mostrata nel grafico successivo, il Core CPI Y/Y:


Il Business ha importi record di liquidità

La Federal Reserve ha riferito giovedi che le società non finanziarie posseggono 1.840 miliardi dollari di liquidità e altre attività liquide a partire dalla fine di marzo, in crescita del 26% rispetto all’anno precedente e il più grande aumento record dal 1952. Il cash è composto da circa il 7% di tutti i beni aziendali tra cui fabbriche e investimenti finanziari, il livello più alto dal 1963.
Ecco la deriva: l’economia non sta andando come la Fed e la maggior parte degli economisti hanno predetto. Essi sono preoccupati per la possibilità di sperimentare una deflazione simile a quella avvenuta durante la Grande depressione.

Perché la gran parte degli economisti ha sbagliato

La maggior parte degli economisti ritiene che ora occorra più stimolo fiscale e che le richieste di Bernanke sulla pulizia dei conti non debba essere ascoltata o sprofondaremo nella depressione. Questa è una reazione normale keynesiana.
Vorrei che spiegassero perché lo stimolo fiscale e monetario che il governo ha messo in atto a partire dall’ottobre 2008 non ha funzionato ancora. Krugman saprebbe solo dire che il governo non ha speso abbastanza. Forse dovrebbe leggere alcune delle ricerche di Romer e Reinhart sul fatto che il debito pubblico non ha la capacità di far riprendere l’economia di un paese. Il fatto è che lo stimolo fiscale non funziona e non ha mai funzionato. Ma ci lascerà con un debito enorme.

Sarebbe un errore utilizzare la spesa del governo per progetti di stimolo fiscale. Dal momento che il governo può, in ultima analisi, solo ottenere denaro dai contribuenti, è solo uno spostamento di capitali dai privati al governo per finanziare progetti che si ritengono politicamente utili.

I progetti di stimolo fiscale del governo non creano alcun beneficio economico duraturo. Mentre è vero che la costruzione di nuove strade e ponti danno sicuro beneficio all’economia, ma questo non è lo scopo dello stimolo fiscale. Lo scopo dello stimolo fiscale è quello di creare “posti di lavoro” e stimolare la spesa dei consumatori. Tale stimolo è uno spreco e non crea mai una impresa economica redditizia che continuerebbe anche dopo la fine di questi stimoli.

Ci si dovrebbe chiedere ciò che l’economia privata avrebbe potuto fare con i 62 miliardi dollari già spesi con la legge sulla ripresa economica (202 miliardi di dollari di contratti, sovvenzioni e prestiti concessi ad oggi). Esorto chiunque creda che la spesa attraverso questa legge stimolerebbe l’economia di controllare i diversi contratti e le sovvenzioni che si stanno assegnando. Il sito principale è Recovery.gov. Vedrete che la maggior parte riguardano borse di studio per programmi federali. Vi consiglio di prestare attenzione a ciò che stanno facendo. Sono sprechi spropositati di denaro che danneggerranno le capacità dell’economia di riprendersi e ciò creerà un pesante fardello per le generazioni future.

Se la spesa pubblica è stata fondamentale per la ricchezza economica allora dovremmo essere tutti ricchi.

Written by sistemielettorali

28 giugno 2010 a 10:27

Pubblicato su Economia

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