Sistemi elettorali

Esito finale elezioni irachene (dati non ufficiali)

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Come riportato in precedenza, le differenze rispetto alla situazione attuale sono minime. Il partito laico-nazionalista Iraqiyya (INM), è in testa con 91 posti seggi (89 ordinari e 2 di compensazione), seguita da Stato di Diritto (SLA), guidato da Nuri al-Maliki, secondo con 89 seggi (87 +2), l’Alleanza Nazionale Irachena ottiene 70 seggi (68 +2) e l’Alleanza del Kurdistan 43 (42 +1, avendo apparentemente compiuto alcuni progressi nella fase finale del conteggio). La ripartizione dei seggi di minoritari sembra seguire il modello previsto nei post precedenti. La distribuzione dei seggi completo è il seguente:  

  INA SLA INM Unity of Iraq Tawafuq Kurdistan Alliance Other Kurdish Minoritari
Basra 7 14 3          
Maysan 6 4            
Dhi Qar 9 8 1          
Muthanna 3 4            
Qadisiyya 5 4 2          
Babel 5 8 3          
Najaf 5 7            
Karbala 3 6 1          
Wasit 4 5 2          
Baghdad 17 26 24   1     2
Anbar     11 1 2      
Salahaddin     8 2 2      
Diyala 3 1 8     1    
Nineveh 1   20 1 1 8   3
Kirkuk     6     6   1
Arbil           10 4 1
Dahuk           9 1 1
Sulaymaniya           8 9  
Totale+ compen-sazionw (C) 68+2C 87+2C 89+2C 4 6 42+1C 14 8

  I nomi dei candidati vincitori (in base a come l’elettorato ha espresso le proprie preferenze) devono ancora essere pubblicati, questo sarà fatto sul sito dell’IHEC. I vincitori dei sette seggi di compensazione (due per ciascuna delle tre liste maggiori e una per la lista curda) non saranno comunicati subito, in attesa di una richiesta alla corte suprema federale sulle regole per la loro assegnazione ai singoli candidati.
Quindi, Ayad Allawi e Iraqiyya ora si sono rafforzati nel processo di formazione della coalizione. Vincendo più seggi del previsto a sud di Baghdad, e quasi altrettanti seggi di Maliki a Baghdad, Allawi ha dimostrato che egli è più del “candidato dei sunniti” (che è sempre stato poco plausibile dato il proprio background sciita). Tuttavia, i due partiti che sono più vicini su molte questioni fondamentali costituzionali, Iraqiyya e Stato di Diritto, rimangono in contrasto fra loro, soprattutto a causa delle differenze a livello personale tra i loro leader. In questo tipo di situazione, probabilmente il passo più logico per Iraqiyya sarebbe quello di esplorare la possibilità di un accordo con i curdi che bilancia alcune concessioni ad Arbil con la conservazione degli ideali nazionalisti iracheni. Un ulteriore sostegno potrebbe venire sia dagli islamisti sciiti che condividono l’opinione di Iraqiyya sull’importanza di uno stato centralizzato nel resto dell’Iraq (per esempio i sadristi), o, in alternativa, tutti quei piccoli blocchi in parlamento che si uniscono a Iraqiyya e i curdi (166 seggi). E ‘da sperare che sia evitato un accordo ideologicamente contraddittorio con ISCI (il partito filo-iraniano sciita con il quale Iraqiyya intrattiene solo alcuni vincoli a livello personale), poiché significherebbe un altro governo di grande coaliazione e inefficiente tra partiti con pochi punti di programma in comune. In ogni caso, ISCI ora ha un peso inferiore in INA. 

Inoltre, qualche incertezza in più è stato aggiunta a questa miscela a causa di una sentenza della corte suprema federale, che ieri ha espressamente chiarito che la definizione chiave di “il più grande blocco in Parlamento” (che dovrebbe formare il prossimo governo) può anche includere la formazione di coalizioni post-elettorali. Questo, d’altronde, fa intravedere un nuovo scenario in Iran per i due blocchi a guida sciita, INA e SLA, come possibile unica coalizione, sul modello di quanto avvenuto nel 2004/2005.
Qiesta possibile è salita alla ribalta nelle ultime settimane, nel momento in cui Maliki a poco a poco si è reso conto che la sua ambizione di andare da solo, senza gli altri sciiti, non sarebbe stata abbastanza soddisfatta, almeno nel modo che aveva previsto. Ciò, tuttavia, richiederebbe la considerevole ricalibrazione negli ambienti sciiti, dal momento che i sadristi possono oscurare ISCI nel contingente INA, e non sono certo noti per essere sostenitori di una premiership di Maliki. Tuttavia, il semplice fatto che questa opzione è ora sulla bocca di tutti rappresenta la grande ironia di queste elezioni: Ali Faysal al-Lami, il direttore della de-baathificazione, ha vinto e perso in un egual misura. Ha ottenuto poche centinaia di voti personali a Baghdad, e non ha vinto alcun un seggio in parlamento. Ma, attraverso la sua caccia alle streghe, egli ha costretto Maliki in un angolo, e quindi gli ha impedito di ottenere il sostegno quanto mai necessario a nord di Baghdad.
  

 

Written by sistemielettorali

27 marzo 2010 a 08:38

Pubblicato su elezioni

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