Sistemi elettorali

Analisi voto regionale lombardo (1995-2005)

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In attesa dell’esito regionale di domenica prossima, cominciamo ad analizzare il voto lombardo dal 1995 al 2005, nelle tre consultazioni tenutesi dopo la riforma del sistema elettorale.
A livello di singolo partito, nella prima tabella, propongo le percentuali di voto ottenute dai partiti maggiori.

I risultati sono abbastanza evidenti. Occorre tuttavia sottolineare che nel 1995 sia Lega che Rifondazione correvano autonomamente con i loro candidati alla presidenza (Speroni e Torri). Entrambe queste forze hanno ottenuti i maggiori consensi proprio nel 1995, al di fuori di qualunque alleanza, mentre nelle ultime due elezioni, pur all’interno di uno dei due schieramenti maggiori, hanno visto calare i propri consensi.
Per il resto, la maggiore fluttuazione è quella di Forza Italia, che è passata dal 29% del 1995 al 34% del 2000 per arrivare al 26% del 2005. E’ rimasta abbastanza stabile Alleanza Nazionale che si aggira sul 9-10% circa: sarà interessante vedere cosa succederà ora che i due partiti si sono fusi nel PdL.
Il PD invece ha visto sinora una crescita costante, affermandosi come partito guida della coalizione del centro-sinistra.

Nella seconda tabella vediamo il coefficente di proporzionalità.

L’ho calcolato senza tener conto dell’assegnazione del premio di maggioranza, per cui questi dati si riferiscono soltanto all’assegnazione della quota proporzionale.
La legge elettorale risulta quindi proporzionale, e bisogna aggiungere che si è assistito ad un calo costante della distorsione voti/seggi, in virtù di un’aggregazione maggiore tra le forze politiche.
Nel 1995, infatti, vi fu un più alto indice di disproporzionalità, dovuto principalmente al fatto che Lega e RC corsero da soli.

Nella terza tabella abbiamo la riprova del progressivo bipolarismo.

Se è vero che il numero di liste è rimasto sostanzialmente identico, occorre tuttavia sottolineare il fatto che i candidati (e quindi le coalizioni) sono diminuiti. Questo sistema che premia chi vince ha incentivato quindi la formazione di coalizioni più ampie. Tant’è che i partiti “non allineati” sono progressivamente diminuiti, sia come numero che come voti.
Il totale percentuale dei voti delle due coalizioni maggiori è cresciuto dal 71,30% del 1995 al 97% del 2005, lasciando le briciole agli altri.
Stesso discorso per i due candidati più votati (dal 69% del 1995 a quasi il 97% del 2005).

 

Nelle ultime 3 tabelle osserviamo la forza dei candidati rispetto alla coalizione che li sostiene.
In questo caso vediamo come dal 1995 al 2005 i candidati abbiano avuto un sostegno maggiore rispetto ai partiti che li hanno sostenuti. L’unico caso in cui un candidato presidente ha ottenuto meno voti della somma dei voti della propria coalizione è accaduto nel 1995, quando Masi riportò 1.462.438 voti, mentre il centro-sinistra, nel complesso, arrivò a 1.473.339.
Interessante anche osservare che, tendenzialmente, il candidato del centro-sinistra, nel 2000 e nel 2005, ha avuto una maggiore forza della propria coalizione, mentre Formigoni non ha “reso” allo stesso modo, pur essendo anche lui in progresso.

 

Written by sistemielettorali

22 marzo 2010 a 18:17

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