Sistemi elettorali

L’IHEC ha pubblicato le percentuali di affluenza alle urne per le elezioni legislative irachene

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Le cifre della partecipazione alle elezioni parlamentari appena pubblicate da IHEC sembrano suggerire una  partecipazione decisamente elevata in Kurdistan, ma l’apatia degli elettori, così come un po’ di disillusione, sono in crescita in Iraq, in particolare a sud di Baghdad, dove i tassi sono scesi abbastanza drammaticamente dal dicembre 2005. Allo stesso tempo, si deve rilevare che questi dati non sono del tutto dissimili da quelli delle elezioni locali nel gennaio 2009 che ha consentito vittorie clamorose di Nuri al-Maliki a Baghdad e Bassora. Una questione chiave consisterà nel vedere fino a che punto Maliki è riuscito a recuperare voti a sud di Baghdad per compensare una perdita di influenza che è stata generata da quando i sadristi e l’ala Jaafari del Daawa hanno aderito con l’ISCI all’Alleanza Nazionale Irachena.

  Dicembre 2005 Gennaio 2009 Marzo 2010
Basra 74 48 57
Dhi Qar 72 50 60
Maysan 73 46 50
Muthanna 66 61 61
Qadisiyya 65 58 63
Babel 80 56 62
Najaf 73 55 61
Karbala 70 60 62
Wasit 68 54 60
Baghdad 70 ? 53
Anbar (IMIE: 86.4??)* 40 61
Diyala 75 57 62
Salahhadin (IMIE: 98.4??)* 65 73
Nineveh 70 60 66
Kirkuk 86 73
Sulimaniyya 84 73
Arbil 95 76
Dahuk 92 80

*Le cifre IMIE di Anbar e Salahaddin nel 2005, sembrano un po’ alte e non possono essere confermate al momento della scrittura di questo post. Le cifre del voto in esilio sono molto varie: il totale complessivo si mantiene intorno ai 270.000, ma con notevoli spostamenti interni, con la quota iraniana ridotta da circa 56.000 del gennaio 2005 a circa 23.000 questa volta, e la quota siriana cresciuta da 15.000 a 42.000. La Giordania resta stabile a circa 24.000, le cifre del Regno Unito sono scese rispetto agli Stati Uniti.

Nel frattempo, i ricorsi e i contro-ricorsi continuano ad affluire da chi ha ottenuto il maggior numero di voti. Nessun tentativo sarà fatto per perseguire la validità di questi ricorsi in attesa della pubblicazione di alcuni dati ufficiali (i risultati parziali possibilmente saranno diramati entro questa settimana), ma è interessante che le liste “Stato di diritto” e “Iraqiyya” stanno portando avanti le lamentele più forti, mentre la Alleanza Nazionale Irachena (che, insieme a Tawafuq e Curdi sono abbastanza influenti con l’IHEC) sono stati un po’ più in disparte. La domanda chiave che va avanti sarà quando queste votazioni sono state vinte, vale a dire se Iraqiyya è stata “sunnificata” o è stata in grado di farsi strada a sud di Baghdad, e viceversa per quanto riguarda “Stato di Diritto” (formata da Islamic Dawa Party, Dawa Party – Iraq Organization, the Independent Bloc, the Solidarity Bloc, the Islamic Union of Iraqi Turkmen, the Kurdistan Feli Fraternity Movement, and the Shaabani Uprising Bloc 1991). È questa questione fondamentale, piuttosto che il numero di bombe che è esploso il giorno delle elezioni, che indicherà se l’Iraq ha fatto progressi dal clima settario del 2005 o se la stessa vecchia logica è essenzialmente stata riprodotta anche se con un po’ più di retorica nazionale.

Written by sistemielettorali

10 marzo 2010 a 08:18

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