Sistemi elettorali

Il Voto Alternativo

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Il Voto Alternativo (che da ora in poi abbrevieremo con AV) è molto simile al plurality (FPTP). Come il FPTP, è utilizzato per eleggere rappresentanti in collegi uninominali, ad eccezione del fatto che l’elettore potrà non marcare semplicemente con la “X” il candidato preferito, ma avrà la possibilità di classificare i candidati in ordine di preferenza.
L’elettore quindi assegnerà il numero “1” al candidato preferito, e continuerà assegnando il “2” alla sua seconda scelta e così via, fino all’ultimo dei candidati ovvero fino a quando avrà interesse a dare un ranking ai preferiti (o meno avversi).
Se un candidato riceve la maggioranza assoluta di voti di prima preferenza, allora egli viene eletto. Se nessun candidato riceve la  maggioranza assoluta di prime preferenze, allora si procede con l’eliminazione del candidato che ha ottenuto meno consensi, e si distribuiranno le seconde preferenze di questo candidato a quelli rimasti in lizza. Il processo viene ripetuto fino a quando un candidato non ottiene il 50% più uno dei voti.
L’AV non è quindi un sistema proporzionale, e molti affermano che esso può essere meno proporzionale del FPTP: affermazione un tantino frettolosa a mio avviso.
Una precisazione: questo sistema è anche conosciuto come:
– instant-runoff voting (IRV), chiamato così poichè il processo è simile al doppio turno, con le preferenze che stabiliscono quanti voti debbano essere riallocati
– ranked choice voting (RCV)
– sistema Hare
– preferential voting
Chiamare l’AV negli ultimi tre modi  è tecnicamente corretto, ma allora potremmo farlo anche per il Voto Singolo Trasferibile (STV) e quindi il termine potrebbe generare fraintendimenti. L’AV è solo una delle forme di sistemi di voto preferenziali (esso è stato inventato da Ware nel 1870).

L’AV viene utilizzato per:
– la Camera Bassa Australiana (dal 1918)
– le Assemblee legislative in molti stati e territori Australiani (ad esclusione di Tasmania e Capital Territory)
– le presidenziali irlandesi (dal 1937)
– la Camera Bassa in Papua Nuova Guinea (dal 2007)
– la Camera Bassa a Fiji (dal 1999)
– altre elezioni minori in numerosi distretti americani

Per anzianità e casistica disponibile, è l’Australia il paese che rappresenta l’esempio migliore di voto alternativo. Esso venne introdotto nel 1918 in sostituzione del maggioritario a turno unico (FPTP) dopo che divenne evidente che i molti (e allineati) candidati conservatori riuscivano a suddividere i propri voti tra loro, grazie ad accordi elettorali, danneggiando così i rappresentanti laburisti.
La sua introduzione è quindi intimamente correlata alla necessità di incoraggiare e premiare la collaborazione o il formarsi di coalizioni tra varie liste. Questa abilità di aggregare interessi simili, piuttosto che dividerli, è stata a lungo una caratteristica del sistema politico australiano (benchè poco pubblicizzata).
C’è un’altra importante differenza tra la versione “preferenziale piena” e quella “preferenziale opzionale” del voto alternativo.
Se la decisione di indicare le preferenze successive alla prima è lasciata alla libera scelta dell’elettore, allora il candidato vincente deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti nel conteggio, ma non necessariamente una maggioranza di quelle schede. Una scheda laddove le preferenze non possono essere assegnate a successivi candidati, viene detta “esausta”. D’altro canto, in Australia è obbligatorio indicare tutte le preferenze perchè la scheda sia valida.
In altre elezioni con sistema di AV, gli elettori hanno la possibilità di ordinare uno o tutti i candidati presenti, come per la Camera Bassa delle isole Fiji.
Nel passato il voto alternativo è stato utilizzato anche in Canada, nella provincia British Columbia. Con il nome di “preferenziale” o “scheda ad eliminazione”, esso è stato usato per le elezioni generali del 1952 e 1953.

Sorvolo in questo post sui vantaggi e svantaggi del voto alternativo, dato che ne ho già trattato in precedenza.

Vorrei invece soffermarmi, visto che nel Regno Unito il dibattito è incentrato anche su questo punto, sul Voto Alternativo Top-up, o Voto Alternativo Plus (AV+). Esso è stato proposto in UK nel 1998 dalla Commissione Jenkins, di cui farò menzione nei prossimi post, per l’introduzione di questo sistema nelle elezioni legislative. Questo suggerimento divenne poi lettera morta, ma ora è stato riproposto con una certa forza e ritengo interessante andare ad analizzarlo.
Il sistema proposto dalla Commissione, l’AV+, è molto simile ad un sistema misto (mixed member proportional, chiamato in UK “additional member system” o AMS), ma differisce per alcuni tratti significativi.
Con questo sistema, la maggior parte dei candidati viene eletta in collegi uninominali tramite il voto alternativo. Il rimanente 15-20% dei candidati viene eletto in liste di partito regionali. Come l’Additional Member System, nell’AV+ i seggi delle liste sono distribuiti per rimediare alla disproporzionalità creata dai collegi uninominali. A differenza dell’AMS, con il 20% o meno dei rappresentanti eletti dalle liste di partito, l’AV+ non raggiungerebbe una piena proporzionalità, ma correggerebbe alcune disparità generate dai collegi.
Le liste di partito sarebbero aperte, con ciò significando che l’elettore può esprimere una o più preferenze per i candidati prescelti.

Ciò potrebbe attenuare alcune critiche che si sono sollevate a riguardo del fatto che l’AV+ creerebbe due classi di rappresentanti: una con preciso mandato individuale, l’altra senza.
Quali vantaggi sono stati individuati? Innanzitutto, il top-up viene utilizzato con il FPTP in Scozia e Galles. Esso avrebbe un impatto minore nei confronti del sistema esistente: le circoscrizioni non andrebbero ridisegnate, e non è poco.
Porterebbe a risultati sicuramente più proporzionali del FPTP ma anche dell’AV. Probabilmente, potrebbe prevenire la rappresentanza di partiti estremisti, cosa che invece non succederebbe con una elezione di tipo pienamente proporzionale.
I detrattori di tale sistema di fede maggioritaria, invece, sostengono che l’AV+ sia più complesso del FPTP e che potrebbe non produrre maggioranze stabili. Come già accennavo in precedenza, attaccano la legittimità dei due diversi tipi di elezione, una in collegi uninominali con un mandato più forte, l’altra in aree più ampie e meno forte. Dulcis in fundo, sostengono che esso indebolirebbe il collegamento psicologico tra elettori e rappresentanti.
A loro volta, i sostenitori dell’AMS sostengono che esso non sia sufficientemente proporzionale, che potrebbero essere necessari governi di coalizione e, di nuovo, che il top-up sia troppo complesso.

Nei prossimi interventi, citerò lo studio della Commissione Jenkins e una ricerca della Commissione Elettorale Australiana.

Written by sistemielettorali

27 febbraio 2010 a 15:40

8 Risposte

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  1. SEMILATERNO – The real Triple Botton line Trilemma!
    You have to increase democracy to avoid financial-economic, social political & ecological crises!
    Democrazia e mercato imprescindibilmente sono facce della medesima medaglia e la sempre più pervasiva reciproca compenetrazione e le nuove tecnologie ed internet ne accelerano sempre più i processi di una vicendevole confluente reciproca integrazione in un processo sempre più pervasivo e globale che sta irrevocabilmente dissolvendo sempre più l’attuale tradizionale conformazione statuale relegando lo Stato classico all’impotenza e la crisi recessiva che si fa sempre più mordente giacché la finanza è globale ed ergendosi a supremazia tende rendere sempre più l’indipendenza del mercato dai governi… L’incrocio tra grande finanza ed élite politica è l’ultimo esempio della crisi vera che paralizza ed inibisce (la democrazia) le democrazie mondiali mettendole fuori gioco! Quando è pur sempre la politica che detta le regole e la finanza che si adegua. Quindi se non si vorrà in continuazione subire gli effetti del fenomeno della globalizzazione si dovrà pur aggiornare il sistema nel suo complesso su entrambe le facciate sia su quella della democrazia che quello del mercato a livello glocale. Ovvero, sia nel macro che nel micro. Le reti quindi, costituiscono la nuova morfologia sociale delle nostre società e la diffusione della logica di rete modifica in senso sostanziale l’operare ed i risultati dei processi di produzione, il potere e la cultura è un’analisi rigorosa e approfondita del modello produttivo dominante: l’impresa a rete e senza confini! Pertanto, oggigiorno, quello che conta è la capacità di tenere il passo con la rivoluzione telematica: o dentro o fuori! Rete il cui sviluppo per elaborazione e trasmissione delle informazioni diventano fonti basilari di produttività e potere grazie alle suddette nuove condizioni tecnologiche emerse sempre più potenti… in processo che sta determinano una strutturale dissoluzione degli Stati tradizionali che eccessivamente buroplutogerarchizzati si rendono sempre più incapaci d’aggiornansi alle nuove tendenze.
    L’attuale capitalismo è caratterizzato da un paradigma specifico, l’informazionalismo, che non è niente altro che la centralità dell’informazione, della conoscenza e dell’innovazione nel capitalismo. In fondo, computer oltre che a far di conto, consente di comunicare e questa caratteristica è trasversale a tutti i settori produttivi e finanziari. Pertanto, lo scenario globale sempre più caotico produce la crisi di legittimità della politica: lo stato-nazione non garantisce più né sicurezza né benessere, mentre il dibattito democratico tende a svuotarsi per essere assorbito dallo spazio dei media. Da una parte c’è il nodo dell’identità nelle società del capitalismo flessibile, dall’altra lo “spazio sociale”, cioè Internet, dove il caleidoscopio dell’identità ha il suo acme – M. Castells
    Pertanto, urgono adeguamenti su tutti i fronti, soluzioni sistemiche complementari l’uno all’altro l’aspetto del mercato non può transigere da quello della democrazia e viceversa iniziando dalle interfacce dalle front line ed i meccanismi elettorali sul versante della politica diventano imprescindibili.
    Pertanto per non continuare a sopperirvi come cittadino urgono inedite sistemiche strutturali convergenti adeguamenti attraverso nuovi glocali “coniugatori” sia sotto il profilo 1) economico finanziario “global legal standard rules” che sotto il profilo 2) elettoral-istituzionali capaci d’accelerare virtuosamente la governance accorciandone funzionalmente le diverse catene dell’intreccio per forniture dei servizi pubblici privati e misti: Sia sotto il profilo elettoral-istituzionale per la determinazione delle rappresentanze (introducendo ad esempio l’idealtipo sistema SEMIALTERNO quale pragmatico multitasking performer a strutturale assetto variabile! Giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato J. Monod!
    Giacché l’economia globale non si capisce se non si capisce come si sono sviluppate negli ultimi anni le telecomunicazioni il mercato finanziario globale e integrato è fatto dai computer. Sono due aspetti di altrettante tendenze: da una parte la crescita di competitività economica, dall’altra la crescita sociale. Pertanto le nuove tecnologie e internet tenderanno a relegare sempre più fuori gioco le attuali configurazioni statuali incapaci di reagire a gestire il contingente con una finanza capace di intervenire in ogni dove in tempo reale dato che l’organizzazione delle élite e la segmentazione e la disorganizzazione delle masse sembrano essere i meccanismi gemelli di dominazione di facile aggressività da parte dei creativi giocolieri della finanza sempre più padroni di un siffatto famigerato gioco. Dove le élite sono cosmopolite ed il popolo è locale chiuso nel proprio rigido statuale che potrà reagire soltanto attraverso l’intermediazioni dei suoi rappresentanti addirittura svincolati dal mandato “elettorale!” che addirittura come nel ’31 perdono tempo a consultarsi prima di dare inizio agli opportuni provvedimenti!? Al chiacchiericcio che il downgrading ha senso se l’agenzia, dimostra professionalità grazie alla sua superiore capacità d’analisi riuscendo a capire in anticipo che la posizione di un Paese si sta deteriorando!? Quando, la spazio del potere e della ricchezza si proietta in tutto il mondo, mentre la vita e l’esperienza della gente comune resta radicata nei luoghi, nella propria cultura, nella propria storia: educazione-formazione locale!
    Quindi, ineludibilmente per poter reggere questo processo globalmente sempre più concorrenziale ed aggressivo occorre l’acquisizione di nuovi sistemi su ogni front line elastico flessibili – attuatori – capaci di reagire in tempo reale ad ogni contingente prossimità e/o cambio di paradigmi e meglio auto correggersi quanto l’era degli accessi impone accelerazioni maggiori dei processi pertanto, se non si provvederà a strutturalmente migliorare i sistemi resteremo sempre più esposti alle crisi incapaci di reagire conformemente! Perché oggigiorno l’informazione divenuta materia prima a potenzialità diffusiva e pervasiva che richiede flessibilità integrata e gestita a sempre più incrementale convergenza secondo quanto la logica della rete reclama propria di una società informazionale.
    Se il sistema non riesce a reagire questo non può che significare o che manca il sistema (la crisi che ha investito Euro ce lo ha appena dimostrato) oppure se manca la reazione dimostra una strutturale incapacità di fronteggiare l’innovazione in corso per mancanza di taluni presupposti d’adeguamento.
    L’inevaso fa venire al pettine l’irrisolto e fa esplodere tutte le conflittualità: l’attuale crisi recessiva ne risulta essere la più che palese evidenza quanto lo sono in altrettanto modo gli aspetti connessi relativi alle questioni politiche elettoral-istituzionali e non ultimo quelle ecologiche.
    Proprio perché non possiamo lasciare inevase queste questioni e continuare a glissarle al vertice (delle élite della casta politica che pur sempre fa le regole!?) e soccombere come utenti cittadini; Assoggettati alla mercé dei soliti speculatori di turno d’ogni genere e fatta quant’anche dovremmo avere il coraggio di reagire positivamente e pretendere quei necessari adeguamenti affinché un siffatto mutato contesto possa sistematicamente strutturarsi e conformarsi ad effettivo “globale legale standard concorrenziale” sotto ogni profilo.
    Perché non possiamo permetterci di restare vittime dell’opacità mantenuta da una fumosità ingenerata e riprodotto dall’inadeguatezza sistemica in attuazione che sempre più si rileva dagli ultimi eventi:
    Iniziando talvolta anche ad importarla da quelli stessi d’oltreoceano bipartisan istituzionalizzati modello elettoral-istituzionali (della massima contraddizione concorrenziale giacche analogo all’assioma del: too big to fail!) che trasbordando per massima autoreferenzialità si sono resi capaci collusivamente di riprodurre ed esportare fallimenti a livello globale e l’attuale mordente recessione economica che ne è la più che palese evidenza, crisi che ora sta intaccando sempre più anche il sociale vedonsi la Grecia per non andare tanto lontani!!?
    Là, in quegli apparati a supposto check & balance d’oltreoceano modello, dopo aver iniettato deregulation si sono più o meno collusivamente permessi altrettante massime inadempienze rispetto alle loro stesse leggi. Giacché anche la politica monetaria della FED (Federal Reserve) sottostimò fino a che punto le pressioni inflazionistiche che si erano spostate dai prezzi al consumo sui prezzi degli asset. Aspetti rilevati da N. Ferguson T. Forstmann– The TRILEMMA – (the case for limiting leverage and regulating derivatives is overwhelming). Dove, oltre all’ascriver all’inadempienze della politica monetaria che faceva a capo più o meno volutamente ad una teoria monetaria difettosa sostanzialmente si è dato avvio e sfondo a piene mani alle finanze creative oltre che ai mercati “over the counter” (fuori del piatto) per conseguentemente gonfiare al buco nero che ci sta sempre più assorbendo e sprofondando nell’attuale iperbolica globale crisi recessiva che ora si tende rappezzare!
    Pertanto per non finire sempre infilzati sui corni dei trilemmi sarebbe opportuno procedere ad iniettare in ogni dove effettiva virtuosa concorrenza per contrastare le deterrenze, i cartelli, ecc. ed aggiornarci su ogni piano. Giacché solo così ci si potrà presentare strutturalmente competitivi in efficienza ed efficacia acquisendo regole chiare e trasparenti per poter dissipare quei soliti: monopolio od oligopoli che un siffatto ricreato marasma manterrebbe inalterato nello spazio tempo se si continuerà ad attingere quei suddetti famigerati parziali ed incompleti modelli ingeneranti opacità, vischiosità quali riproduttori di profittevole speculazioni dato un siffatto riprodotto e mantenuto marasma!? In quanto come anche sempre asseriva N. Bobbio: “l’unica maniera per combattere la corruzione resta l’efficienza!” Essendo da che mondo è mondo, assodato che alcun potere si auto limita!? Illusorio sarà pretendere dalla nostra casareccia casta politica che s’auto riformi!
    Urge acquisire imprescindibilmente la concorrenza quale autentico elemento “sine qua non” necessario a mantenere quel continuativo “check and balance criterio a feed back di controlli” indispensabili a rendere virtuoso l’insieme e poterlo incrementalmente migliorare nello spazio tempo potendolo meglio monitorare sia a livello locale nel micro statuale del nostro BelPaese quanto nel macro a livello globale.
    Ulteriormente confermato dal fatto che «La grande crisi della finanza globale? E’ il frutto dell’esplosione di un sistema finanziario- ombra cresciuto come un gigantesco party alcolico senza regole» pieno di ragazzi ubriachi «fatti entrare dalle agenzie di “rating” che all’ingresso distribuivano carte d’identità false». Così P. McCulley-Pimco, il più grande fondo obbligazionario del mondo, descrive le genesi di una tempesta che, nel 2008, ha portato l’intero sistema creditizio mondiale sull’orlo dell’autodistruzione.
    Quanto sopra segnale le necessità e l’urgenza di “global legal standard rules” (per la finanza e le grandi banche) purtroppo, la suddetta medaglia non può ammodernarsi soltanto su una facciata lasciando inevaso l’aspetto politico elettoral-istituzionale…
    Asl riguardo emblematici sono gli esiti delle elezioni in Gran Bretagna dalle quale si evince l’esigenza di acquisire nuovi paradigmi iniziando dal versante della politica… La scelta del governo a coalizione segna anche per la Gran Bretagna sottende l’acquisizione sottotraccia del “sistema SEMIALTERNO” dato dall’abbandono del Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale! Giacché Nick Glegg per dar forma ad una coalizione di Governo come punto fermo dei suoi quattro oltre alle tasse, scuola ed economia mette soprattutto come prioritarie le riforme politiche, dove non intende transigere è di passare dal maggioritario, che punisce i liberaldemocratici (con quasi 1/4 dei voti hanno preso meno di un 1/10 dei deputati), al proporzionale!!
    I dati elettorali in Gran Bretagna palesemente dimostrano l’assoluta impossibilità di formare una maggioranza coesa dato che il minimo di maggioranza richiesto resta a 326 rappresentanti, cifra che nessun partito è riuscito a raggiungere In presenza di questi risultati tutti i principali Leader concordano sulla necessità di dover cambiare il sistema da maggioritario a collegio unico guarda caso a quello Proporzionale per conciliare le esigenze di Clegg (che si ritrova a poter giocare da ago della bilancia della situazione) e così poter dar forma ad una coalizione governativa maggioritaria.
    Tutti i leader politici Cameron dei Tory quanto Brown dei Labor sembrano fare a gare a rendersi disponibili a riformare la legge elettorale in senso Proporzionale il modello elettorale per abbandonare il Maggioritario all’uninominale al quale il Parlamento britannico fa riferimenti giacché IL maggioritario ha ripreso anche in Gran Bretagna a far cilecca ed a non funzionare. In quanto prima o dopo anche i modelli elettorali maggioritari per entropia vanno in crisi ed il terzo incomodo si presenterà comunque! Cosicché lì, si conferma la situazione di stallo, di hung Parlament, come accadde nel 1974 quando, dopo 13 mesi di governo di minoranza del laburista Harold Wilson, si tornò a votare. Ulteriore dimostrazione dell’assurdità di considerare questo modello elettorale tanto efficace da volerlo importare per risolvere le nostre peculiari italiche esigenze che riprodurrebbe una vera e propria arlecchinata proliferazione partitica contrariamente a quanto taluni nostrani Parlamentari presupporrebbero adottarlo come il toccasana.
    Quando importarlo, da noi, permetterebbe di meglio continuare quel solito inconcludente magmatico italico gioco dell’oca del mantenere transitivo il sistema elettorale per meglio conservarsi come casta intransitiva e così ancor più facilitarla nell’espandere la propria autoreferenzialità nello spazio tempo per ricreare quell’ambaradam foriero d’aprire spazi speculativi alla collusione, concussioni ai soliti privilegiati comitati d’affari!
    Pertanto dati questi risultati e considerato il fatto che anche i politici Britannici si ritrovano a dover cambiare il loro modello elettorale da Maggioritario all’uninominale (prototipo ad induzione centripeta) a quello Proporzionale (modello ad induzione centrifuga) quando da questo elementare passaggio obbligatosi dovrebbe evincere l’esistenza sottotraccia “per understatement” di un più completo sistema (SEMIALTERNO) capace di enucleare entrambe le suddette dinamiche complementari induzioni: centripetocentrifughe! Questo per meglio rinfrescarsi il saggio “Essenza e valore della democrazia” di Hans Kelsen.
    Sistema che si esprime attraverso quel idealtipo sistema SEMIALTERNO che si propugna adottare quale opportunità per superare la cecità di quegli obsoleti modelli elettorali che le rappresentanze politiche continuano a riproporre interscambiandosi la solita superata obsolescenza fatta di quei superati modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette, aspetti ribadito ancora da M. Weber ma, che in un siffatto modo vengono mantenuti dalla casta per innalzarsi sempre più la posta in gioco al fine di aumentare la propria autoreferenzialità e renderla incontrastabile.
    L’esito elettorale del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna dando un “hung Parlament” ineludibilmente dimostra l’assoluta impossibilità di formare una maggioranza coesa ed oltre 1) all’irrevocabile necessità di dover cambiare un sistema per acquisirne d’inediti quanto l’idealtipo sottotraccia SEMILATERNO che vorrei proporre al di là delle possibilità che si ripresenteranno ai Britannici di tamponare il loro problema elettorale ricorrendo al modello del Voto Alternativo Top-up, o Voto Alternativo Plus (AV+) modello che era stato a suo tempo proposto in UK nel 1998 dalla Commissione Jenkins, divenuta poi, lettera morta ma, ora è stato riproposto con una certa forza proposto dalla Commissione, l’AV+, è molto simile ad un sistema misto (mixed member proportional, chiamato in UK “additional member system” o AMS).
    Ovviamente, questa loro eventuale soluzione risulterà un momentaneo tamponamento rispetto ad un più appropriato sistema SEMIALTERNO quale idealtipo che risulterebbe l’ottimale! Sistema che modestamente proporrei acquisire essendo un sistema a bipolarismo aperto più consono alle attuali epocali esigenze di questa nostra società informazionale a continuativi repentini cangianti ed accelerati tempi tipici della “network society” ed il mantenuto conflitto d’interesse ne dimostra l’importanza!? Giacché è più che accertato che il ceto politico non ama le autentiche innovazioni quanto la rete-internet, perché essa sfugge culturalmente ad ogni tipo di controllo centralizzato. Pertanto, si continuerà ottusamente a riproporre e riprodurre la medesima feudale obsolescenza escludendo quella necessaria virtuosa concorrenza indispensabile a rendere incrementale la democraticità intesa come qualità d’efficacia ed efficienza che solo attraverso sistemi a dinamico bipolarismo aperto quanto il SEMIALTERNO possono permettere attivare quel virtuoso implementare rigenerante pervasivo processo nello spazio tempo.
    Giacché, inconcepibile risulta di continuare a ripetere i medesimi errori attingendo sul versante politico elettoral-istituzionale compassati, anacronistici incompleti modelli facendoceli propinare a mo’ solito famigerato gioco dell’oca quando ancora Weber quei modelli elettorali tuttora in dotazione, li considerava frutto di statuizioni formalmente corrette!
    Il SEMIALTERNO rappresenta la prerogativa capace d‘incarreggiare il nostro Sistema Paese verso una costante e permanente attiva concorrenza quale elemento sine qua non indispensabile a renderla pervasiva in ogni dove per riverberarne virtuosi efficaci effetti per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity!
    Urgono ad ogni latitudine improrogabili adeguamenti giacché la competizione e la produttività vengono sempre più esibite nell’ambito della “ragnatela globale” sia di produzione transnazionale di “specializzazione flessibile” che quella finanziaria, ecc.
    Pertanto per monitorare questo irreversibile sempre più accelerato sviluppo urgono su entrambi i piani, inedite “global legal standard” regole chiare e trasparenti “ad incrementale reciproca modernizzazione” per mantenere la concorrenza efficace ed efficiente. Regole affinché nella loro applicazione diano per “check & balance & feed back criterio” quei necessari efficaci monitorati opportuni controlli attraverso istituti oggettivamente “neutri, a-valutativi e non orientati” sia sul versante politico (elettoral-istituzionale Semialterno) che quello finanziario global legal standard (con agenzie di rating non di parte od altrettanto pre-orientate!
    Appunto quel bipartisan bipolarsimo-bipartitismo d’oltreoceano ha confezionato e riversato a livello globale l’attuale crisi recessiva trascinati da quel palese strutturale intreccio politico che collidendo con la finanza non poteva che diventare creativa giacché anche in quel contesto ha ingenerato madornali situazioni dove il controllore risultava essere in ultima analisi, lo stesso controllato data l’autoreferenzialità riprodotta dalla casta politica e finanziarie e la pervasività era tale da coinvolgere gli stessi cda e perfino quelle delle agenzie di rating per gli “isin” (numeri di identificazione internazionali) tipico approdo dei modelli a bipartitismo blindato! Pertanto, le bolle finanziarie non possono essere considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica di facile strutturazione quando si è in presenza di un bipartisan bipartitismo che sempre più si istituzionalizza non potrebbe che favorire un semplice autoreferenziale cartello (orizzontale e di ceto) data la formalità ideologica che sempre più divide i democratici dai repubblicani. Dato che il sistema risulta sempre più incapsulato e blindato entro alternanze a rotazione drenate d’ogni effettiva concorrenzialità verticale, cosicché la reciproca cupidigia degli ultimi anni ha facilitato entrambi a fare cartello lasciando sfuggire ogni elementare basilare controllo su altri fronti.
    Proprio perché democrazia e mercato imprescindibilmente diventano sempre più facce della medesima medaglia che reclamano su entrambi i piani (facciate), “global legal standard rules” chiare e trasparenti “ad incrementale reciproca modernizzazione”. Quindi, urge strutturalmente rinnovarci quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna per poterci incarreggiarci su quella virtuosa dinamica della massima integra compiutezza del -“both and or”- tale da mantenere costante, compiuto e permanente l’effetto concorrenziale. Questo è il passo indispensabile da intraprendere per poter coniugare in modo fisiologico quell’ancestrale ciclo induttivo: centripetocentrifugo che la stessa democrazia presenta tuttora inevaso.
    Urge l’acquisizione di inedite appropriate “up to date” soluzioni anche per i meccanismi elettorali quanto con il SEMIALTERNO si propone che si struttura come idealtipo sistema come di seguito:
    1) Essendo il sistema SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo dove determinandone il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che gli permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo che maggiormente tendono sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità nelle quali si struttura nei passaggi al proporzionale: a prescindere!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Così altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc.
    Pertanto, serve cambiar pagina e buttare tutta l’obsolescenza che genera autoreferenzialità tesa a detenere sempre giocato l’elettore, il cittadino, l’utente… e sotto scacco l’intero paese nel solito marasma per cinicamente distanziare sempre più la relazione fra elettorato attivo e passivo e viceversa ed involarsi nell’autoreferenzialità in un siffatto perverso modo occupandosi di fare e disfare in modo volutamente inconcludente!
    Una casta ormai dedita alle sue interminabili contese di potere e prona a propinandoci le solite obsolescenze fatte d’anacronistici modelli elettorali del compassato per metterli e rimetterli a regime attraverso sempre nuovi inconcludenti “pitstop” fatti di quegli inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali giocate sulla scarsa memoria storica per sempre più gattopardescamente far intendere di voler cambiare tutto per poi non cambiare mai niente! Quando, occorrerebbe semplicemente darsi da fare per agire per riformare in modo da incarreggiare in nostro bel paese per rendere più equilibrati e competitivi gli assetti dell’intero nostro sistema paese nel suo complesso giacché la globalizzazione comporta effetti d’incrementare la concorrenza ovunque. Questo si rende inderogabile per non rischiare implosioni giacché i ritmi d’accelerazione di una siffatta nuova realtà stanno sempre più affastellando i nodi irrisolti mettendo sempre più a nudo quanto inevaso e/o supinamente eternamente mantenuto in deroga, ecc.
    Giulio Mancabelli

    Giulio MANCABELLI

    10 maggio 2010 at 23:25

  2. Proprio perché ogni crisi sottende nuove opportunità queste urge saperle cogliere per uscirne!
    Questo sembra essere quanto dopo aver affinato l’ingegno ormai ad ogni latitudine, stia una nuova alba intagliando nuovi futuri orizzonti: prodromo ad ingenerare un bipolarismo concorrenziale aperto quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna!
    Sì, i Californiani con la Proposition 14 – TOP TWO – hanno iniziato ad esprimerla buttando in avanti la palla della democrazia per così poter iniziare a stappare quel anacronistico bipartisan inciucio che li manteneva blindati ed impacchettati dentro un anacronistico zoo concepito per una fauna politica ridotta a soli elefanti e somari: a bipartisan autoreferenzialità! Avendola considerata un assurdo anacronismo quanto lo sarebbe concepire un mercato ristretto ad un’unica bipartisan concorrenza!… Così in altrettanto modo Britannici alle ultime elezioni varando la coalizione governativa a Tory e LibDem hanno dimostrato di voler cambiare registro ed aprire ad una nuova era per la democrazia anche alla loro latitudine, col proposito dopo un referendum di voler abbandonare il loro classico Maggioritario all’uninominale per il Proporzionale -quello magari che abbiamo abbandonato noi, con la Prima Repubblica!?
    I fermenti che stanno sempre più aumentando e montando ad ogni latitudine assieme ad altre novità in evoluzione segnano l’inizio di una nuova fervida epoca quanto la realtà informazionale reclama giacché dichiarando la fine della democrazia discente legata a modalità: lineari, rigidi, pedisseque ripetitive stanno per inaugurarne una nuova quella della democrazia dinamica a bipolarismo concorrenziale aperto prodroma a contribuire a portare alla luce quell’idealtipo latente sottotraccia sistema elettorale SEMIALTERNO insito nelle cose!
    Proprio il fatto stesso che nella compagine mondiale molti e diversi siano i meccanismi elettorali rappresenta di per sé, il segno della loro implicita perfettibilità! Pertanto, quanto in fermento ormai, ad ogni latitudine che si sta sempre più muovendo ed imponendo in ogni dove, non può che rappresentare un semplice richiamo d’adeguamento, d’aggiornamento su tutte le front line! Contributi indispensabili per rendere sempre più fisiologici i sistemi organizzativi in un (mainstream) processo indotto sia dalle nuove tecnologie, da internet che più o meno direttamente stimolano, per “benchmark globale comparazione” l’acquisizione di sempre nuovi e più performanti: algoritmi, paradigmi protocolli… d’accreditamento attestanti intrinseche qualità sottese! Innescando così nel contempo quella catena o quell’effetto domino virtuoso (ovviamente lo speculativo la può leggere anche al suo potenziale “vizioso” verso contrario!?) che costringe tutti ad adeguarsi in quanto ogni sistema organizzativo si vede sempre più costretto ad effettivamente dimostrare di saperne concretamente esprimere… Criteri che in questo mondo d’informatizzazione stanno sempre propagandosi per inondare in modo pervasivo ogni disciplina, campo e livello, iniettando imprescindibilmente concorrenza quale elemento sine qua non indispensabile ad ingenerare in modo virtuoso qualità incrementale che insinuandosi in ogni dove, sta facendo conseguentemente scoppiare come detonatore tutte le contraddizioni, le magagne, le storture e le bolle di ogni genere e fatta, iniziando da quelle della finanza creativa, ecc. e sull’altra facciata le cricche di siffatti modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette questione riscontrato sin da Weber! Pertanto, quanto vien lasciato sul campo dall’incombente crisi inesorabilmente demarca gli effetti di questo suo inesorabile transito, un incedere che sta diventando sempre iperbolicamente accelerata dall’informatizzazione (singolarità!?) Pertanto, gli schioppettani rimbombi echeggeranno sempre più ovunque, ad ogni latitudine, indiscriminatamente, su tutti i fronti e livelli mettendo sempre più così a nudo quegli speculatori che tuttora un siffatto mantenuto anacronismo li permette tuttora di facilmente occultarsi, insinuandosi in quelle cricche e pieghe che concede. Interstizi per ciucciare “oziosi vitalizi”, molti l’hanno fatta franca ed altrettanti or ora, speculano per sempre più cinicamente poterselo permettere nel continuare a farlo per così nuotare nei soliti privilegi ostacolare ogni innovazione, aggiornamento, riorganizzazione d’adeguamento. Ovvero, cercano di non far partire quelle strutturali riforme necessarie a rendere competitivo il nostro sistema paese, pensando così di placidamente poter continuare, come casta, ad anacronisticamente innalzarsi la posta in gioco attingendo con la massima disinvoltura a quella solita sbilanciata prerogativa mantenuta tale anche da quanto l’art. 68 recita: …senza vincolo di mandato! Pertanto così possono permettersi di continuare camuffarsi e gingillarsi esercitando quella facilmente esigibile supponenza di poter continuare a sempre più gattopardescamente far intendere di voler cambiare tutto ma, per praticamente poi, non cambiare mai niente se non esercitare quella esclusiva agevolata prerogativa del poter attingere a quel solito menu per ripristinare quel solito famigerato gioco dell’oca strutturato e mantenuto da quei ciclici speculativi “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva!
    Una viziosa modalità – riproduttività di facile e comoda applicazione che resta in agguato, prossimamente semplicemente blandita dal fato di rischiare di cadere come la Grecia “in default”! Allora, si prospetteranno le solite preannunciate ammucchiate politiche già ventilate anche da G. Sartori che potrebbero coagularsi in vario modo da un possibile: «governissimo», detto di solito “governo di unità nazionale” un governo con tutti dentro. Oppure, una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari ed urgenti. Altro infine possibile sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza giacché contrarie a quando il tempo reclama adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare l’efficienza. Invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA nello spazio tempo!
    Quando, indifferibili non possono che esserne i relativi adeguamenti che necessitano introdurre per rendere virtuoso e dinamico il nostro Sistema Paese nel suo complesso per diventare strutturalmente competitivi. Pertanto, improrogabile esimerci dal doverci migliorare sin dagli ingressi dia i meccanismi elettorali per renderli della massima integra compiutezza del -“both and or” criterio e tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale per riprodurre un’altrettanto pervasiva efficienza; sia verticalmente quanto orizzontalmente propedeutica a riverberarne i più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity! Meccanismi completi ed adeguati ai tempi a quanto il terzo millennio si reclamano per ingenerare soluzioni a bipolarismo aperto a sempre “crowdopensoursing” concorrenziali aperti apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento: quanto si prefigura introdurre adottando il SEMIALTERNO per dissipare rischi autoritari secondo quanto sempre asseriva N. Bobbio che: “l’unica maniera per combattere la corruzione è l’efficienza!”
    Pertanto ben vengano gli accadimenti Californiani e Britannici quali spunti per caricarci d’un minimo di memoria storica e farci riflettere ed essere d’insegnamento per capire quanto glocali siano ormai divenute nel mondo le ripercussioni attestanti sempre più che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che reclamano improcrastinabili adeguamenti sia nel micro che nel macro a check & balance criteri quanto in altrettanto modo si pretendono “global legal rules” & feed back controlli per rendere effettivamente in accountability!
    Quale unica strategia d’autotutela per uscire dalla crisi e superarla per non rischiare in modo sempre più repentine ed imminente di prossimamente ricaderci o restarne travolti data la velocizzazione in attuazione che rende la società sempre più liquida (Barman). Pertanto, la prosecuzione della qualità non potrà che essere intesa coma risultanza d’una virtuosa strutturale dinamica resiliente induzione incrementale continuativa che in ragione della sempre maggiore sua pervasività, sempre meno vi si potrà sottrarre anteponendo viziosi ostacoli dato l’incrementale dinamismo a miglioramento continuo al quale viene nel suo insieme il tutto sospinto dallo stesso meccanismo in un siffatto equilibrato SEMIALTERNO inedito modo!
    Quindi, la rivoluzione del sistema della gestione delle primarie che la proposition 14 “Top Two” introdurrà in California sin dalle elezioni del 2011 permetterà d’instaurare nuovi inediti scenari a bipolarismo concorrenziale aperto. Un processo che potrà dare inizio a quel imprescindibile necessario fisiologico percorso d’affinamento sistemico che nel breve termine non potrà che sommarsi a quanto già in altrettanto evoluzione sta investendo ad altra latitudine la Gran Bretagna. Appunto, lì, i Britannici con l’inaugurazione del governo Cameron: una coalizione (Tory & LibDem) stanno avviando una nuova epocale innovazione transizione che li farà approdare al Proporzionale dimostrando così inevitabilmente quel fisiologico richiamo che esercita il Maggioritario sul Proporzionale e viceversa per portarsi in equilibrio compensativo; essendo l’uno complementare all’altro. Il Maggioritario improntato su una dinamica centripeta rispetto all’altro il Proporzionale su quella centrifuga. Pertanto i Britannici intraprenderanno un percorso che si dimostra totalmente contrario a quello che secondo taluni nostrani esterofili invece vorrebbero farci intraprendere per arrivare al Maggioritario all’uninominale. Noi, dopo, aver abbandonato il Proporzionale della prima Repubblica (or ora, tanto preteso dai Britannici!?) appunto, noi dopo esserci impropriamente impaludati coi modelli misti dal Mattarellum continuiamo ad ulteriormente impaludarci con l’attuale Porcellum per appunto, ambire prossimamente ad propinarci un agognato Maggioritario all’uninominale, che qualche nostrano politico anacronisticamente ha messo in cantiere (sicuro e/o per “supponente vocazione maggioritaria” di poterne diventare l’uno o l’altro dei due soli tenutari poli, induttivamente determinati da come il Maggioritario conseguentemente in modo bipartisan istituzionalizzandosi si blinderà sempre più in un’autentica autoreferenzialità nello spazio tempo! Autoreferenzialità che i Californiani con la proposition 14 “Top Tow” hanno inteso di voler abbattere e contrastare, dissipare un’idea molto probabilmente frutto del doversi ingegnare a seguito dell’essere andati in default!? (fallimento) Questo li ha costretti a ricercare innovative sistemiche soluzioni per poter contestualmente abbassare i costi della politica… pertanto, prossimamente potranno accodarsi a quanto hanno in cantiere i Britannici! Britannici che sono propensi ad abbandonare quel Westminster modello che effettivamente è in altrettanto modo andato in “default” giacché pur essendo stato impropriamente considerato un classico da taluni, effettivamente enucleava un intrinseca discrasia data dal fatto dal supporre di poter ingenerare equilibrio girando sulla sola dinamica centripeta quella tipicamente indotta dai Maggioritari! Pertanto quest’ultimo non sarebbe mai qualificarsi sistema completo giacché a medio o lungo termine sarebbe imploso è la realtà dei fatti ce lo dimostra!
    Appunto quel Maggioritario all’uninominale ora gli stessi Britannici con il Governo Cameron a coalizione Tory-LibDem lo hanno squalificato (un dichiarato “downgrading”) ed intendono abbandonarlo per acquisire prossimamente un Proporzionale quello che abbiamo abbandonato noi giacché anch’esso non può dichiararsi in altrettanto modo un sistema equilibrato girando su una sola dinamica centripeta prima o dopo esploderà!? Giacché l’unica giustificazione possibile della loro esistere in un siffatto anacronistico strutturato modo può esserlo soltanto dal fatto di appartenere al periodo della democrazia discente tuttora in esercizio a molte latitudini rispetto a quanto un siffatto nuovo mondo informatizzato e, sempre più encefalizzato pretende! Pertanto, né l’uno né l’altro: Maggioritario all’uninominale che il Proporzionale possono dichiararsi sistemi completi bensì parte di un più completo articolato sistema SEMIALTERNO che in modo latente risiede sottotraccia! Ciononostante di queste reciproche internazionali squalifiche “downgrading” che hanno entrambi ricevuto sia il Maggioritario all’uninominale che il Proporzionale, guarda caso ce li stiamo paradossalmente reciprocamente, indirettamente scambiando facendoli passare come sistemi elettorali completi: quando dalla stessa realtà e dallo svolgersi delle cose… si dovrebbe facilmente evincere che entrambi non possono che essere qualificati delle semplici articolazioni ovvero, parti complementari di quel latente sottotraccia “sistema” SEMIALTERNO lì, pronto ed in attesa d’essere acquisito e montato in modo organico articolato rispetto a quanto attualmente vi risieda in passiva, disarticolate giacenza in modo sconnesso lì, permanentemente sottotraccia; alla mercé del prossimo speculatore politico/partito di turno per essere nuovamente richiamato e messo in opera sempre purtroppo nel medesimo disarticolato modo o nella versione Maggioritaria oppure per quella Proporzionale oppure congeniate nelle loro ibride varianti miste: MMP, MMM rispetto a quanto la realtà pretenda sistemica compiutezza! Quanto per funzionare regolarmente un orologio svizzero pretende che tutte le sue rotelline vengano montate con parsimoniosa certosina dovizia nelle loro rispettive sedi, come successivamente verrà esposto, diversamente, sarà sempre il diavolo a potersi insinuare nelle dimenticate riprodotte pieghe*
    Pertanto, dovremmo darci una scossa e caricarci di quel minimo d’orgoglio di cittadinanza rimasto e, pretendere dalla nostra classe politica che si provveda e proceda a rimuovere siffatti ostacoli secondo quanto coerentemente già attesta l’art 3 della nostra Costituzione! Semplicemente provvedendo a rimuovere tutti quei limitati e limitanti modelli elettorali che il Maggioritario ed il Proporzionale rappresentano quanto i vari modelli misti impropriamente montati come lo era stato il precedente “Mattarellum” e risulta tuttora esserlo l’attuale “Porcellum” tutti modelli misti: MMP che si sono rilevati nella loro pratica attuazione gli uni delle semplici parti, articolazioni di un ben più completo ed articolato sistema che si va proponendo concretizzato nel SEMIALTERNO e, gli altri misti conseguentemente delle semplici patacche giacché inefficaci ed inefficienti fallimentari per poter assolvere compiutamente ed appropriatamente alla funzione di sistema elettorale. Giacché tutti questi citati sono stati sin qui, palesemente dichiarati fallimentari dalla storia essendosi dimostrati strutturalmente limitati e limitanti quindi, incompleti per poter assolvere e svolgere al “ruolo” cui sono stati sin qui preposti. Pertanto, urge provvedere a montare i meccanismi in modo più completo secondo quanto la realtà insita nelle cose offre! Conseguentemente il sistema SEMIALTERNO si propone quale idealtipo sistema articolandosi come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto giacché
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (MAGGIORITARIA) anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” ed ovviamente, non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale dove quest’ultimo viene inteso come livello di riferimento di base. Comunque, lo stesso automatismo a richiamo alterno non si attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale ad induzione centrifuga, da considerarsi pertanto, più in sintonia al “logaritmo pervasivo del mercato”!? Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un governo attivo e si concluda secondo i suoi canonici 5 (cinque o diversamente) anni come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si rimette ad una nuova legislatura della stessa induzione – mandata al Proporzionale. Quindi, teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente!
    7) Il SEMIALTERNO comunque, aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo – imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma, complementare rappresentato dall’induzione – centripeta delle mandate al “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” che incardina sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso in quanto si rimette all’insito strutturale suo auto correttivo automatismo competitivamente ingenerato ed indotto da quei complementari passaggi dal proporzionale al maggioritario e viceversa. Articolazione che permette d’ingenerare quel necessario virtuoso effetto rigenerativo di rettifica, quale meccanismo indispensabile a potersi così pragmaticamente ritagliare ogniqualvolta nel modo più appropriato ed adattivo possibile l’effettiva necessaria soglia autocorrettiva. Tutto questo si rende indispensabile a qualificare il SEMIALTERNO come idealtipo sistema completo, elastico flessibile, adattivo e coerente a quanto l’attuale cangiante realtà contestuale pretende dai sistemi, per così poterci meglio sintonizzare a quanto una siffatta cangiante società pretende poterli accreditare e qualificarli per tali: sistemi completi!?
    Giacché, dallo scenario internazionale in continuo movimento dovremmo finalmente capire che quanto sia stato precedentemente fattoci passare per sistema: il Proporzionale e Maggioritario non possono che essere delle semplici articolazioni reciprocamente complementari che enucleando induzioni contrarie centrifugacentripeta che solo quando articolate ed assemblate in modo complementare possono assolvere alla funzione di sistema quanto il SEMIALTERNO patrocina evinto dall’evolversi della storia poter assolvere! Pertanto, il dinamico concitamento ad ogni latitudine, oggettivamente sta a sempre più indicarci inequivocabilmente che la strada intrapresa per “mainstream” confluenza, non potrà che condurci verso quel bipolarismo aperto e trovare che potrà fisiologicamente meglio svolgersi attraverso quella esposta sua naturale emulazione che il sistema SEMIALTERNO incardina quale idealtipo sistema elettorale completo!
    Quale sintesi di sistema che enuclea quelle naturali complementari induzioni articolate in modo equilibrato e tale da declinare sotto l’aspetto: economico, sociale ed ecologico – quanto i criteri della “triple botton line” esprimono – per così poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà!

    Giulio MANCABELLI

    25 giugno 2010 at 01:58

  3. Dalle elezioni in Australia che hanno dato un esito di patta “Hung Parlament” si evince che anche il modello elettorale Australiano non è da imitare e non ci si può fidare giacché i Britannici l’hanno scartato per scegliere il PROPORZIONALE e noi tentiamo di fare il contrario dala Proporzionale dopo l’impaludamento con Mattarellum e lo sprofondamento col Porcellum si intende arrivare appunto per processo inverso al Maggioritario all’uninominale quando si dovrebbe dedurne l’implicitamente loro complementarietà da cui far sgorgare un sistema completo quale il SEMIALTERNO che si struttura su una base proporzionale e viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Giacché La-legittimità-di-una-legge-risplende-per-la-chiarezza-e-la-trasparenza-che-racchiude SEMIALTERNO: un concentrato di organizzata semplicità!
    Appunto, l’esito elettorale dell’Australia avendo dato, sia pur ancora con esiti non definitivi, bloccati “deadlock” ulteriormente dimostra che una siffatta realtà pretende nuove sistemiche coniugazioni anche per gli ambiti elettorali. Pertanto non poteva essere altrimenti stando ai presupposti che quel modello Australiano rappresenta appartenere a quei limitati e limitanti che ad ogni latitudine abbonda rispetto a quanto diversamente una siffatta nuova realtà pretenderebbe soluzioni efficaci e che rendano in efficienza! Pertanto per mainstream convergenze e “new normal” inedite adeguamenti reclamerebbero soluzioni quanto il sistema SEMIALTERNO genera! Ovvero, un bipolarismo concorrenziale aperto! Giacché il sistema SEMIALTERNO si struttura su una base proporzionale e viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Appunto l’esigenza di poter attingere al modello Australiano Voto Alternativo è stata scartata dai Britannici subito dopo le elezioni del 6 maggio 2010 che trovandosi con risultati che davano un altrettanto bloccato Parlamento – “Hung parlament”- quanto ultimamente ha determinato il modello australiano che richiedendo una maggioranza a 76 membri stando agli ultimi dati della commissione elettorale i laburisti, attualmente al governo, e la coalizione dei conservatori guidata dal partito liberale avrebbero entrambi 72 seggi alla camera!? Quindi, tutti sotto la maggioranza!
    E’ pertanto, che ancora a maggio i pragmatici Britannici hanno deciso di superare l’empasse e di abbandonare il loro classico “Westminster modello” e contestualmente di non volersi impiccare su quel altrettanto insicuro albero australiano del Voto Alternativo!

    Pertanto, l’hanno scartato quanto l’analogo suo modello: VA+ (Voto Alternativo Plus), pur essendo stato quest’ultimo proposto dalla Commissione Jenkins ancora nel 1998 data la ulteriore attuale comprovata inefficacia in governabilità!? Pertanto in ultima analisi, i Britannici hanno scelto di rivolgersi al Proporzionale!
    Il modello Australiano del Voto Alternativo i Britannici l’hanno appunto scartato dopo aver fatto verificare attraverso una simulazione effettuata dalla British Election Study che anche se fosse stato adottato s’è dimostrato che ai Britannici quel modello non avrebbe cambiato di molto i risultati ai loro tre maggiori partiti e li avrebbe comunque, visti tutti al di sotto della soglia di quei “326” membri necessari per formare la maggioranza per governare in Gran Bretagna! Or ora appunto in Australia i risultati segnano per entrambi i maggiori partiti 71 seggi alla camera riseptto ai 76 necessari! Pertanto, i Britannici col varo del governo Cameron una coalizione Tory e LibDem hanno deciso di scegliere il Proporzionale dichiarando così un definitivo downgrading al loro classico modello Westmister! La tenuta del governo a coalizione Cameron sottende indire un prossimo referendum per poter passare dal modello Maggioritario all’uninominale ad un Proporzionale – quello che abbiamo (casualmente) abbandonato noi, con la Prima Repubblica!? Imperoché, i Britannici stanno percorrendo la medesima “Odissea” che stiamo attraversando noi, però in senso contrario! Ovvero, loro abbandonano il Maggioritario all’uninominale per abbracciare il Proporzionale.
    Pertanto, da tutto questo ambaradam, si dovrebbe facilmente evincere che un completo sistema elettorale s’intaglia in modo completo soltanto assemblando entrambe queste tangibili articolazioni in modo più pertinente per ottenere un più completo integro sistema quanto col SEMIALTERNO si va proponendo giacché entrambi questi modelli il Maggioritario ed il Proporzionale dall’evoluzione dei fatti e dallo svilupparsi della storia si dimostrano essere delle semplici articolazioni l’una ad induzione centripeta quella Maggioritaria e l’altra in quella centrifuga Proporzionale. Induzioni che solo quando assemblate e propriamente articolate possono esprimere per complementarietà un sistema completo giacché entrambe queste articolazioni si rendono indispensabili per rendere fisiologico il sistema per ricreare un concorrenziale bipolarismo aperto! Diversamente per mancanza di equilibrio ci ritroveremo sempre in empasse ed a rischio di collasso per esplosione od implosione dati i ritmi d’accelerazione impressi da una siffatta realtà informazionale! I fatti sempre più lo dimostrano che il Maggioritario non può che per reciprocità coniugarsi col Proporzionale e viceversa! Questo sembra essere quanto la realtà delle cose pretende!?
    Dimostrato dal fatto che i Britannici pragmaticamente si vedono inseriti in un siffatto irreversibile processo che taluni nostrani politici intendono farci ripercorrere all’incontrario! Dopo aver lasciato il Proporzionale della I Repubblica ed esserci impantanati da decenni negli attuali impaludanti modelli limati e limitanti essendo ibridi il Mattarellum quanto l’attuale Porcellum che mai potranno fregiarsi degli attributi di sistema oltretutto permettendo ad un manipolo di casta di nominare l’intero Parlamento italiano! Nonostante, l’evidenza alcuni i sagaci politici di casta intenderanno propinarci prossimamente, un altrettanto intrinsecamente limato e limitante modello “Maggioritario all’uninominale” quello stesso che hanno appena riconosciuto incompleto e per downgrading gli stessi Britannici intendono al più presto abbandonare date le molte criticità che questo enuclea!
    E’ ineludibilmente in corso grazie all’informatizzazione ed alle nuove tecnologie, un sempre più accelerato ed irreversibile processo che in modo irrefrenabile per mainstream confluenza reclama soluzioni, elastico-flessibili, integre”!new normal” su tutti i fronti e livelli; sistemi elastico flessibili dinamico – adattivi quanto il SEMIALTERNO propugna! Pertanto, anche i meccanismi elettorali dovranno sempre relativamente adeguarsi e comunque rendersi più fisiologici all’evolversi alla realtà delle cose! Oltretutto l’informazionale direttamente od indirettamente stimola inderogabilmente “benchmark” comparazioni globali ed irreprensibilmente l’acquisizione di sempre nuovi e più potenti performanti: algoritmi, paradigmi protocolli… Curioso risulta rilevare che in Italia vantiamo ben 27 diversi modelli elettorali da cui si dovrebbe evincerne l’implicita loro intrinseca perfettibilità! Quanto lo stessa sarebbe di facile deduzione per semplice “benchmark” comparativo raffronto, estrapolarne sostanziali miglioramenti dagli stessi meccanismi che attengono ai vari e diversi modelli elettorali che globalmente ogni singolo paese esprime?!
    Affinché i processi democratici diano alternative e ricambi sia politici e generazionali e, tali da incrementalmente auto correggersi e che massimizzino: governabilità – decisionalità, economicità per evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà! Questo risulta indispensabile per potersi dichiarare e reputare semplicemente sistemi capaci di chiudere il ciclo per così liberare opportunità che permettono d’espandere e contestualmente aumentarle: “entitlements, provisions & chances! Dahrendorf
    Pertanto, improrogabile esimerci dal doverci migliorare sin dagli ingressi, dai meccanismi elettorali per renderli della massima integra compiutezza del -“both and or” criterio e tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale indotto. Questo per riprodurre un’altrettanto pervasiva efficienza sia verticalmente, quanto orizzontalmente in una resiliente dinamica propedeutica a riverberarne più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity!
    Riscontrando sempre più improponibile giacché superate le soluzioni del tipo lineare ripetitivo a perpetua ripetitività d’un solo verso sia esso:
    • centripeto caratteristica insita nei modelli Maggioritari o
    • centrifugo effetto insito nei Proporzionali
    Tutti questi da considerarsi modelli limitati e limitanti giacché, prima o poi, per intrinseca strutturale limitatezza collassano. L’esigenza di cambiare paradigmi è insita nella realtà delle cose giacché alcuna fisiologia potrà mai reggersi imperniandosi su una sola induzione centripeta quanto meno incardinarsi su quella sola centrifuga: giacché per reciproca complementarietà non possono che coniugarsi richiamandosi reciprocamente per ingenerare fisiologico equilibrio quanto il SEMIALTERNO avvalora!
    L’evoluzione in questo new normal senso viene avvalorata quotidianamente dal fatto che il nostro contesto è molto diverso rispetto al compassato giacché è già tramontato il genere della democrazia paternalistico discente nella quale ci si poteva lasciar trascinare da quei modelli limitati, lineari, rigido ripetitivi. Ora, quelli stessi non riescono a dare le dovute risposte essendo approdati in contesto più emancipato scaltro e competente! Vivendo una cultura digitale la fase cognitiva dell’elettricità non possiamo restare prigionieri ad archetipi elettoral-istituzionali alla fase muscolare cha abbiamo già attraversato e restare imprigionati a forzosi Maggioritario!? Quando, vivendo l’epoca informazionale che implica molte strutturali trasformazione quelle che stanno irreversibilmente avvenendo che pretendono “new normal” soluzioni.
    Orami a tutte le latitudini sono presenti delle effervescenti pretese d’innovazione, tant’è che nemmeno i Presidenziali possono arrogarsi di dormire tranquilli giacché molto in altrettanto inedito modo anche i Californiani dimostrano di saper buttare in avanti la palla della democrazia e dal 2011 a seguito di un referendum propositivo “Proposition 14” intendono adottare la “TOP TWO” soluzione con le primarie a bipolarismo aperto a tutto tondo ed a tutte le opzioni. Così che, i Californiani intendono definitivamente stappare quel anacronistico bipartisan inciucio che forzosamente li schiacciava dentro un anacronistico autoreferenziale bipartisan inciucio a soli repubblicani o democratici! Il default della California ha risvegliato i suoi abitanti da farli rendere finalmente conto che non possa esistere concorrenza ristretta a soli due contendenti!
    Pertanto, da noi in Italia, sempre più inopportuno sarà voler e supporre di poter continuare a gingillarsi con il solito inconcludente gioco dell’oca! Lasciando alla casta l’improponibile iniziativa fatto di pedissequi “pitstops-divertissement” per continuare a barcamenarsi attraverso inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali e/o governi tecnici, nazionali o quant’altra soluzione di casta per auto conservarsi, riprodursi, assolversi!? Stratagemmi per propinarci sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi ed incompleti per rendersi così come casta politica sempre più intransitiva ed autoreferenziale per mantenere perennemente in scacco l’intero paese e, sempre più così comodamente infeudarsi per aumentarsi ulteriormente la posta in gioco! Coin la tracotanza di pretendere di fermare e/o dichiarare la fine della storia! Fukuyama! Quando in un contesto sempre più informatizzato sempre più assurdo sarebbe supporre di poterne fermare il processo evolutivo come lo fu al tempo quella del Concilio di Trento, quando si cercò di inserire un vecchio ordine in una religione che fu completamente minata da una nuova concezione antropologica dell’uomo!
    Spudorato, pertanto, risulta poter riconfermare la solita litania che: alcun potere si auto limita e supporre di voler comunque, propinare altre e sempre nuove “porcate elettorali” ma mai complete ed integre! Quando ormai ad ogni latitudine per mainstream confluenza tende galvanizzarsi verso opzioni sistemiche convergenti più opportune quanto il SEMIALTERNO propugna!
    I Britannici hanno iniziato ad aprire il Pandora Box in soccorso lo stanno facendo i Californiani e prossimi potrebbero essere gli Australiani?!
    I Britannici “molto più pragmatici” si tanno spingendo molto di là da, giacché per rendersi strutturalmente competitivi oltre, all’attivarsi per passare dal Maggioritario al Proporzionale prossimamente intendono “auto sopprimersi” la Camera dei Lords, considerando anacronistico un sistema bicamerale nel terzo millennio! Un inedito contesto appunto, non può che pretendere new normal soluzioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato Monod! Pertanto, i vecchi modelli non possono più a reggere il Westminster è al collasso quanto attualmente l’Australiano a Voto Alternativo, tutti stanno dimostrato di non poter reggere un siffatto mondo così sempre più negativamente risultano le soluzioni ibride dei modelli MMM o MMP, l’ex Mattarellum e l’attuale Porcellum compresi giacché tutti modelli appartenenti a statuizioni formalmente corrette del compassato! (Weber). Modelli, i misti generalmente ambiti dalle caste politiche, per poter attingervi maggiore infeudamento e così cullarsi sempre più placidamente nei loro comodi privilegi giacché i modelli misti tendendo ad abbassare la concorrenzialità ne permettono la loro facile conservazione. Quando un siffatto nuovo contesto reclama soluzioni new normal inedite che aumentino virtuosa concorrenza. Questo è quanto con il sistema SEMIALTERNO si propugna per sostanzialmente oltre che per far per mainstream sintesi, aumentare incrementalmente la qualità e contestualmente per semplicemente applicare quanto già sottotraccia esiste! Una presenza testimoniata da come si stanno ormai ad ogni latitudine muovendo ed evolvendo le cose quale implicita esigenza convergenza delle cose! Un autentico rapporto aureo!
    Proprio perché, ad ulteriore implicita riprova, per “godere” di un completo sistema elettorale si rende indispensabile dover disporre d’un meccanismo normalmente articolato in modo che ne permetta un’implicita concorrenziale dinamica agibilità tale da poter ottenere soluzioni governative sia di destra o di sinistra quanto al centro. Giacché in ogni dove, qualsivoglia mezzo per essere riconosciuto per tale deve presentarsi con un manubrio od un corno elettoral-istituzionale capace di massimizzare le opzioni direzionali: destra, sinistra quanto centro per semplicemente venir “omologato!” come strumento di locomozione!? Diversamente resteremo sempre più impantanati nella melma!
    Proprio perché Democrazia ed Mercato imprescindibilmente sono facce della medesima medaglia, per analoga isometria urge introdurre necessari adeguamenti su tutte le “front line” per meglio incarreggiare l’intero Sistema Paese verso una più virtuosa pervasiva reciproca compenetrazione sotto quei suddetti triple profili di tutela: economica, sociale ed ecologica per renderlo nel suo complesso più efficiente a crescita sostenibile! E, così meglio allinearsi in modo virtuoso a quanto le nuove tecnologie ed internet permettono accelerandone sempre più i processi per rendersi strutturalmente efficienti e competitivi. Oltretutto per rendere contestualmente più fisiologici i rapporti elevandone in modo incrementale ed improrogabile il potenziale di una cittadinanza attiva e partecipata che intenda e renda il cittadino nella sua totalità integra dignità di “civil-prosumer” quale utente, consumatore e produttore; per sintonizzarsi alla tipica dimensione dell’era delle reti!
    Pertanto, urge acquisire un sistema elettoral-istituzionale articolato per rendere gli strumenti dei meccanismi elettorali più completi e più efficaci ed efficienti quanto il SEMIALTERNO propugna! Indispensabile dispositivo per designare le rappresentanze politiche dove tutti ogni attore elettore attivo e passivo vi ci possano liberamente ed al meglio esprimere per riprodurre in virtuosa sinergia risultati più efficienti efficaci!
    Giacché, or giunti nel terzo millennio nell’era della rete occorre saper abbandonare l’obsolescenza comprensiva d’ogni anacronistico bipartisan bipartitismo chiuso quello d’oltreoceano espresso che ha confezionato e riversato a livello globale l’attuale crisi recessiva. Crisi indotta e trascinata da quel palese strutturale intreccio politico che collidendo con la finanza è diventata sempre più creativa! Quel contesto ha ingenerato quelle madornali situazioni dove il controllore risultava essere in ultima analisi, lo stesso controllato!
    Quindi, per non continuare a sopperirvi come cittadino urgono inedite sistemiche strutturali convergenti adeguamenti attraverso nuovi glocali “coniugatori” sia sotto il profilo:
    – economico finanziario “global legal standard rules” comprensivo di agenzie di rating non di parte od altrettanto pre-orientate od autoreferenziali! Oltretutto il downgrading ha senso se l’agenzia, grazie alla sua professionalità, a una superiore capacità d’analisi e si dimostrasse capace di anticipare quanto la posizione di un Paese si stia deteriorando!?
    Inoltre, urgono come riportato adeguamenti anche sotto il profilo
    – elettoral-istituzionali capaci d’accelerare virtuosamente la governance accorciandone funzionalmente le diverse catene dell’intreccio per forniture dei servizi pubblici privati e misti: Sia sotto il profilo elettoral-istituzionale per la determinazione delle rappresentanze quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna quale pragmatico multitasking elastico flessibile adattive performer a strutturale assetto variabile!
    Urge l’acquisizione di inedite appropriate “up to date” soluzioni anche per i meccanismi elettorali quanto con il SEMIALTERNO si propone che si struttura come idealtipo sistema come di seguito.
    Poiché sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Così altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario. Che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, una siffatta atomicità di collegi non riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, sociale, culturale, ecc. e si tradurrebbe in un’autentica arlecchinata politico-partitica. Pertanto, i risultati di “hung Parlament” in Gran Bretagna che con il Maggioritario all’uninominale hanno riprodotto alle ultime loro elezioni dovrebbero farci riflettere per non appendervici nel continuare a percorre e/o riprodurre i medesimi errori ma, scegliere virtuose soluzioni a bipolarismo aperto per sintonizzarsi a come il mondo in modo implementare per “crowdopening’source” s’evolve in modo aperto e concorrenziale a tutto tondo!
    Pertanto, urge munirsi di coraggio e con un balzo di qualità sganciarci dalle catene dell’obsolescenza e cambiare registro, spartito giacché, alcuna democrazia può continuare a reggersi sul perenne sproloquio e/o concedersi al coccolamento perpetuo derivato dal fatto che il grosso dei nostri legislatori, e del personale mediatico possa permettersi di continuare a pappa galleggiare nell’inconsistenza… liberi e carichi d’arroganza nel permettersi quel vizioso anacronistico proposito per alzarsi in continuazione la posta in gioco a scapito dell’intero paese che continua a soccombere. Giacché così continuando si stanno sempre più rilevando sempre più concrete strette analogie colla Francia del secondo ‘700 “Parallelismi storici” e non solo per “divertissement” (G. Belardelli)… Giacché i Politici continuano a dilungarsi senza mai afferrare la differenza tra l’elezione diretta di un presidente (sistema presidenziale) e l’elezione diretta del capo del governo in un sistema parlamentare come il nostro Italico, che resta pur sempre di quel verso parlamentare! Inaccettabile risulta che di tutto e tutti si continui far melina e vengo gestito furbescamente in modo da rendere impossibile qualsiasi sostanziale democratico confronto sul da farsi. Purtroppo in Italia l’immobilismo vi regna giacché mai si vogliono introdurre strutturale innovazioni, aggiornamenti pertinenti ai nostri tempi. In conseguenza anche della mancanza di un sistema elettorale concorrenziale, vige la supponenza e l’arroganza di continuare a voler cambiare il modello elettorale e dando parvenza d’efficienza semplicemente gattopardescamente mantenere inalterate le cose se non per aumentare la distanza fra elettorato passivo con quello attivo ed essenzialmente aumentare l’autoreferenzialità alla casta! Già da questo si dovrebbe evincere l’autentica esistenza di una cappa autoreferenziale che ci opprime! Una (s)classe politica che eludendo ogni impegno e proposito, continuamente s’autonomina e s’auto ripropone in eterno includendo tutti indipendentemente dalla loro formale collocazione politica ad ulteriore riprova che tutti i ricambi anche generazionali restano bloccati giacché da decenni sono rimessi alla sola anagrafe segno della loro (intoccabile) longevità come casta, rispetto alla media europea ad ulteriore riprova della sua radicata privilegiata potenza! Segno dell’incapace d’affrontare ogni genere di smagrimento: “nessun potere s’autolimita!”
    Nonostante il momento topico s’intende abbandonare la miopia che impone casarecce visioni per ulteriormente incastrarci ed impaludarci quanto racconta: “La grande palude” E. Galli D. Loggia. Continuiamo a seguire la pifferaia logica che come una filastrocca ribadisce l’inesistenza di leggi elettorali complete per farne un’auto convincimento tale permettere alla casta di diventare sempre più autoreferenziale! Quando il fatto che molti sono i meccanismi elettorali presenti nella compagine mondiale ne risulta l’intrinseco segno della loro perfettibilità!
    Pertanto non possiamo stupirci che la casta così possa ancor più permettersi con sempre maggiore cinismo e con la scusa dell’ingenerare continuativa emergenza giustificarsi del voler sempre cambiare tutto per poi sostanzialmente mantenere sempre più inalterate le cose, ancorandosi a quel solito gioco dell’oca: del rendere transitive le leggi elettorali per mantenersi come casta intransitiva e sempre più così comodamente infeudarsi aumentandosi ulteriormente la posta in gioco con altre “porcate elettorali”! Questo purtroppo si lascia “accadere” per mancanza di meccanismi che ingenerino concorrenza quanto il SEMIALTERNO permetterebbe! Pertanto, senza sistemi completi e concorrenziali resteremmo sempre più impaludati e nella “m”!
    Con politici più matusa e strapagati rispetto ad ogni altro paese dell’Eurozone ed Ocse riconfermato dalla pratica che “l’Italia è ferma nell’ingorgo degli ‘ex’” M. Ainis (ci ritroviamo perfino anche quelli che per veltroniana vocazione maggioritaria al moto” Yes we can!” Quelli che pur avendo espresso il missionario voto di trasferirsi in Africa! Si sono comodamente riparcheggiati nell’autentica “american way” che il nostro Parlamento gli elargisce!? Just take my hand is Paradise!) E’ la vera classe politica, che dimostra e conferma più o meno volutamente di volersi così mantenere intransitiva mantenendo transitivi ed incompleti i meccanismi delle leggi elettorali! E, così sempre più caricando d’obsolescenza la cittadinanza la casta pretendere da (un sempre più addomesticato) Pantalone che risulti competitivi nel compendio mondiale; con siffatti anacronisticamente strutturati fardelli in groppa con ben 7 livelli burocratici solo per l’aspetto politico amministrativo e con un modello elettorale dichiarato porcata!?
    Quando la realtà reclamerebbe soluzioni attraverso sistemi integri e completi, elastico flessibili adattivi, in tutte le loro articolazioni in modo da ingenerare concorrenza a bipolarismo aperto quanto il sistema SEMIALTERNO propugna. Affinché i processi democratici diano alternative e ricambi sia politici e generazionali e, tali da incrementalmente auto correggersi e che massimizzino: governabilità – decisionalità, economicità per evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà! Questo risulta indispensabile per potersi dichiarare e reputare semplicemente sistemi! Sistemi capaci di chiudere il ciclo per così liberare opportunità che permettono d’espandere e contestualmente aumentarle: “entitlements, provisions & chances! Dahrendorf
    Pertanto, improrogabile esimerci dal doverci migliorare sin dagli ingressi, dai meccanismi elettorali per renderli della massima integra compiutezza del -“both and or” criterio e tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale indotto. Questo per riprodurre un’altrettanto pervasiva efficienza sia verticalmente, quanto orizzontalmente in una resiliente dinamica propedeutica a riverberarne più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity!
    Quindi, urge munirsi di coraggio per cambiare pagina, spartito, paradigma per non perire… serve un salto di qualità! Diversamente tutto resterà illusorio senza la minima opportunità di potersi liberare da quanta melma c’affligge e/o si frapponga in modo parassitario rispetto ai due soli prevalenti livelli che una “new normal” impostazione strutturale dell’architettura istituzionale reclamerebbe! Pertanto, se non si provvederà al riguardo si rischierà lo scatafascio giacché, ogni livello aggiuntivo farà semplicemente aumenterà l’imposizione fiscale senza alcun tornaconto, in quanto già la pressione fiscale è a ben al 43%! Pertanto, Pantalone oltre al carico degli usuali tassi interessi dell’indebitamento pregresso e delle varie cicliche fallimentari banche, aziende e bolle finanziarie, ecc. dovrà sobbarcarsi d’un anacronistico eccessivo fardello continuativo d’un crescente abnorme italico costo della politica! Casta che non intende demordere dai suoi propositi giacché i nostri Parlamentari mediamente percepiscono tre volte tanto rispetto alla media Europea d’ogni altro rappresentante dell’€urozone invece l’equiparazione ai 65 anni alle donne (brunette) deve avvenire a spron battuto al just in time?! Ulteriore segno dell’insensibilità equiparativa della casta che, invece di dimagrire in numero ed in gonfiore del taccuino si permette così di penetrare cinicamente in ogni dove, per allargare sempre più la propria influenza. E, come una metastasi tende infeudare a dismisura sempre più il territorio: lo spazio tempo. Secondo quel suo solito ancestrale vizio: pluri-poli-partigiano criterio del clan familistico e tribale dove, il nepotismo e la cooptazione imperano per promuoversi come casta fino all’eternità!
    Aspetti e comportanti sempre più difficile da estirpare e debellare se non si inizierà ad iniettare sistemica strutturare concorrenza sin dalle front line giacché, la piega potrebbe rendersi irreversibile! Dal semplice fatto che risultiamo privi d’equilibrio perfino sul fronte dell’istituto referendario, non avendo il referendum propositivo quando in ogni un efficace sistema equilibrato a check & balance & feed back criterio dovrebbe oltre al permettere di togliere con il referendum elettorale abrogativo ci dovrebbe esistere anche l’opportunità di aggiungervi con quello propositivo!
    Tutto il mondo è in effervescente new normal adeguamento ad ogni latitudine i Californiano col referendum vincente sulla “proposition 14” si stanno emancipando con la Top Two… che introduce le primarie a bipolarismo aperto dove tutti vi ci potranno partecipare ma, soli i due primi “vincitori” potranno scendere in ballottaggio! Invece, da noi al riguardo restiamo sempre più squilibrati per tutto ed in tutto e principalmente col meccanismo elettorale che infligge perfino con i criteri base dello stesso codice stradale giacché impossibile risulta poter omologare un mezzo che induttivamente vada solo dritto al centro adattando un Proporzionale oppure che vado solo induttivamente a destra oppure solo a sinistra quanto il Maggioritario concede. Senza per pura cocciuta voluta e mantenuta miopia, non voler comprendere che un vero sistema per rendersi funzionale e fisiologico dovrebbe poter muoversi verso tutte le direzioni possibili! Ottenibile soltanto adottando un sistema che enuclei entrambe le suddette induzioni: centripetocentrifuga quanto il Sistema SEMIALTERNO presenta! Dedotto semplicemente dal’evolversi delle cose ormai da ogni latitudine! Questione della quale perfino i Britannici se ne stanno rendendo ed oltre a passare dal Maggioritario all’uninominale al Proporzionale sopprimeranno la camera dei Lords!
    Invece, noi anziché ricercare ed acquisire soluzioni efficaci ed efficienti per rendere magro e snello strutturalmente il nostro Sistema Paese, la casta copia dal football e fa la melina! Pertanto, restiamo in presenza di assemblee plutocratiche ad istintiva declinazione ed inclinazione conservativa. Ingessati e fermi al periodo “paleozoico” paternalistico della democrazia discente giaché, tutta la casta all’unanimità si dimostra essere sempre più propensa per convenienza conservativa pluri-poli-partigiana ed criterio del “too big to fail” del mantenersi così fatta infantile ed elefantiaca! Appunto, tutto rimarrà invariato e come “porcellum” moriremo obesi di plutoburocrazia anzi ci estingueremmo come paese, dati i presupposti e, le proiezioni degli esperti sulla produttività e quant’altro per i prossimi trent’anni!
    Poiché in Italia lo stesso criterio che è stato globalmente adottato per le banche per le bolle finanziarie ora, la medesima opzione, la si estende anche agli ambiti ed apparati assembleari politici e burocratici in un siffatto anacronistico modo dove, tutto e comunque sarà pagato a piè di lista dal solito Pantalone!
    Palese dimostrazione che siamo in presenza di una vera e propria degenerazione che immancabilmente, produce scarsa competitività essendo il nostro paese ultimo al riguardo e con uno scarto sempre in negativa progressione or giunto al 2,7% rispetto al 2008! Ulteriore indice che la politica senza una strutturale competitività, fa acqua da tutte le parti! Giacché siamo ormai arrivati al solo insulto dove, la volgarità non scandalizza più C. Magris Questo, oltre a dimostrarci che non ci sia più trippa per i gatti calza perfettamente col parallelismo settecentesco francese che sembra sempre più concretizzarsi giacché ormai non si distingue l’etica dalla cotica! Tabacci: il Porcellum docet ed imperversa!
    Aspetto che ulteriormente conferma e riprova che il nostro BelPaese non dimostra essere un organico Sistema Paese bensì imballato per dette strutturali inadempienze. L’attuale crisi governativa del centro destra lo attesta quanto quella precedente del 2008 col centro sinistra che dimostra quanto il sistema per mancanza di effettiva concorrenza tende sempre più per autoreferenzialità ad auto avvitarsi e bloccarsi! Giacché la melina, l’inconcludenza diventa lo sport prevalente quella che purtroppo occlude ogni prospettive per il futuro ai nostri figli! Per i quali dovremmo dimostrare il coraggio d’un minimo l’orgoglio per voler cambiare!
    Giacché così continuando si rischia l’auto soffocamento per eccesso imposizione fiscale data l’oggettiva strutturale “obesità plutoburocratica”. Un elefantismo che determina e mantiene anacronistiche rischiose incrostazioni che fanno collassare il Sistema Paese e portano in consunzione il già precario welfare, sempre all’ordine del giorno giacché, per il 2009 s’è riscontrato un aumento della spesa del 4%.
    Dimostrazione che gli sperperi sono ovunque, essendo riscontrato che i capitolati di spesa girano autonomamente e, che aggiungendosi a quella sempre più assurdo che si sostiene per andare a giocare ai soldatini in remote contrade e lande, senza alcuna speranza di vittoria: le esplosioni sono quotidiane!? Tutto questo non farà altro che continuare a massacrare e sperperare il nostro welfare e quello in coalizione dell’Occidente in generale che si rivela sempre meno competitivo rispetto alle tigri orientali: che s’astengono dal “war game dei due militaristi incalliti litiganti!”
    I fatti ed i dati della scarsa crescita del PIL quotidianamente lo attestano! Come potremmo esserlo diversamente con siffatti anacronistici fardelli poter risultare competitivi!? Dove, tutto si sta mascherando dietro quella solita cinica coltre d’ipocrisia giustificativa del dover esportare la democrazia!? Quando questa, giorno dopo giorno si sta dimostrando fallimentare e priva d’ogni genere di fondamento e scusante sotto ogni profilo! Assurdo, anacronistico, ipocrita, cinico, ecc. partecipare a siffatte “mortali” spedizioni! Secondo quale etica o morale si può continuare a giustificare tutto questo, quando nei paraggi ci sono milioni di persone in attesa d’aiuto perché afflitti dalle ultime catastrofiche devastazioni! Disastri che purtroppo prossimamente aumenteranno sempre più, in ogni dove, data la sempre maggiore urbanizzazione conseguente all’esplosione demografica e per il concomitante effetto dei cambiamenti climatici! Urge un cambiamento antropologico di rotta per affrontare la ciclicità dei terremoti degli tsunami, della siccità del fuoco e quant’altro! Solo gli alieni possono concepire le guerre nel terzo millennio: nell’era informai zonale degli accessi!? Quindi, urgerebbe cambiare registro anche su questo fronte e considerare gli aiuti umanitari l’assistenza, la solidarietà la vera prossima guerra da combattere per non continuare ad essere più o meno consciamente schiavizzati dalle direttive dei soliti Militaristi di turno dopo aver appena superato quell’propinataci dall’oppressione dei Finanzieri creativi! Basterebbe semplicemente richiamarsi ad un saggio “buon senso” dell’incontrovertibilità del diritto/dovere all’autodeterminazione ed alla non ingerenza… per istantaneamente ritirarci da quelle polverose impaludanti lande! Nel merito, dovremmo ben riflettere, giacché gli Olandesi se ne sono già andati ed i Canadesi lo faranno a breve!
    Pertanto, una nuova era apre molti fronti sui quali combattere per un’autentica cittadinanza!
    Urge cambiare l’elefantismo burocratico e l’inopportuno militarismo… che ingenerano miscele con rischi di corruzione pubblica, di malversazione essendo stato rilevato statisticamente che siamo arrivati a ben 56 miliardi di euro all’anno nella sola “Europa” corrispondenti a 154 milioni al giorno che se ne vanno in “bustarelle” in sperperi con ogni genere d’esasperazione ed eccessi. Senza al riguardo contare l’evasione e l’elusione fiscale quanto, l’usura per le quali, si potrebbe già in tempo reale grazie alle nuove tecnologie efficacemente contrastare. Ma. la volontà politica, se priva di qualità etiche e morali sembra lasciare il tempo che trova! Difficile invertirne le cose se non si provvederà in altrettanto modo ad iniettare maggiore concorrenza e snellirsi – smagrendo per rendersi strutturalmente elastico-flessibili ed adattivi.
    Urge invertire la rotta, diversamente nel breve in Europa ed in Occidente per obesità plutoburocratica il declino sarà sempre più irreparabilmente irreversibile! Serve un semplice salto di qualità su molti fronti, quanto la realtà per rendersi competitivi reclama “new normal” concorrenziali adeguamenti per erogare servizi più efficienti tagliando gli sprechi! Giacché le nuove tecnologie se utilizzate appropriatamente possono generare virtuosi sviluppi e capacitarci a meglio dissipare e contrastare perniciose deterrenze ed anacronistici ingessanti corporativi monopoli!
    E’ l’elefantismo che presenta maggiori rischi creando interstizi dove lasciar coltivare facili tolleranti perniciose speculazioni che fanno ingrassare conniventi collusive cricche, sprechi tendenti a sempre più sfrenatamente moltiplicarsi ed a rendere sempre più irreversibile ogni proposito di miglioramento!
    Urge attrezzarsi ed acquisire sistemi che risultando strutturalmente competitivi che possano fisiologicamente far convivere democrazia e mercato essendo ormai largamente comprovato da più parti essere entrambi facce della medesima medaglia che solo quando questi vengono inquadrati in regole concorrenziali, chiare e trasparenti “a check & balance & feed back criterio” si possono facilmente contrastare collusive reciproche autoreferenzialità ed accendere quel virtuoso processo prosperoso capace di mantenere in equilibrato rapporto il quanto di Stato rispetto al quanto di Privato e viceversa per far girare dinamicamente l’insieme! Facilito da filiere corte grazie all’ausilio di quanto le nuove tecnologie permetterebbero impedire che “il controllore risulti essere lo stesso controllato!” Solo così in un contesto concorrenzialmente strutturalmente aperto si potrà in modo effettivamente bipartisan per democrazia e mercato conciliare sviluppo sostenibile e senso d’appartenenza ed appunto elevare il cittadino a persona per considerare l’etica quale elemento fondamentale per riverberare una più consapevole responsabile cittadinanza a senso d’appartenenza. Aspetto indispensabile per proattivamente divenire civil prosumer ed infondere prerogative di prosperità quale sgorgante moltiplicatore economico e non solo come comandamento morale! Ovviamente, il tutto sarebbe meglio garantito se entrambi: democrazia e mercato, fossero rimessi appunto in gara entro quel suddetto solido quadro di regole chiare e trasparenti, affinché vi si possa riconoscere in modo pervasivo il dovuto merito all’impegno degli operatori che si prodigheranno ad attivarsi su tutti i fronti siano essi nella funzione di politici, economisti, finanzieri, panettieri o macellai e/o quant’altro, purché carichi di consapevole responsabilità del rispetto della persona e del ruolo!
    Pertanto, assurdo risulta combattere l’irreversibile trascorrere della storia ed incaponirsi quando la trasformazione è da tempo in atto e sta concretamente avendo luogo vivendo un irreversibile periodo di trasformazione dove, le nuove tecnologie ed internet si rendono sempre più pervasivi!
    Impensabile propinarci ancora moduli della democrazia del compassato “notabiliare-dinastico”, in cui il potere sulle menti e sul voto veniva esercitato come controllo sociale da parte del notabile del luogo sull’elettorato della sua circoscrizione, quando ormai da tempo abbiamo superato anche quello dei partiti di massa carica di quel pernicioso paternalistico discente che ha caratterizzato il Novecento dove ogni partito grazie ai propri apparati: culturali e sociali svolgeva da catalizzare ideologico per infeudare il territorio e lo spazio tempo (M. Salvati) e che taluni alfieri e cavalieri intendono ripercorrere schiacciandoci dentro un innaturale Maggioritario a bipartitismo forzoso della supponenza per poter continuare col solito gioco dell’oca! Il Maggioritario all’uninominale ingenera non calza per le italiche esigenze i fatti ineluttabilmente lo stanno a dimostrare giacché la politica da decenni langue giacché “non ci può essere alcuna partita a solo due” (M: Gotor) al di là, dell’esposizione descrittiva di quanto oggigiorno abbiamo in campo di R. D’Alimonte del “…perché la riforma elettorale del «Porcellum» non si farà” non fa altro che sottendere l’esigenza di addivenire a draconiane – salomoniche soluzioni quanto il SEMIALTERNO prefigura per rendere fisiologica la governabilità!! Questo per oggettivamente sopperire e superare l’attuale impaludamento che così continuando sta erodendo ormai sia il sociale ed intaccando l’istituzionale.
    Ovviamente su molti fronti urgono aggiustamenti e non ultimo provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere simmetriche le cose sul versante dei meccanismi delle leggi elettorali provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea per sintonizzarci ai tempi che una moderna democrazia reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale per dissipare deterrenza, autoreferenzialità rischi autoritari… e ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Allora, essendo la democrazia un mezzo abbisognerà come prerequisiti anche meccanismi elettorali che potranno aumentarne sempre più efficienza ed efficacia quanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi e capaci di riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto per coloro che la vorranno cavalcare, vivere e condividere!
    *Breve elenco delle istanze inevase e dei propositi perennemente rimandati:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione;
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti glia altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera.

    Giulio MANCABELLI

    26 agosto 2010 at 18:26

  4. Un commento in risposta all’ultimo articolo di ANGELO PANEBIANCO che sponsorizza la “NUOVA LEGGE ELETTORALE UNA RIFORMA SENZA VETI! Proposta da Ichino & Company. http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/rassegna_stampa/ocr/2010101216869276.txt
    Un modello filo Australiano con varianti a voto trasferibile (VT plus) che i Britannici hanno coscienziosamente rifiutato dopo comprovate simulazione per la scarsa effidabilità di questo modello giacché se applicato anche in Gran Bretagna avrebbe dato una medesima situazione di patta “Hung Parlament” che si sono ritrovati quanto gli stessi Australinai successivamente hanno ottenuto. Pertanto, gli Inglesi dopo questa loro disamina, anzi i Britannici nel loro complesso, hanno deciso fiduciosi di rivolgersi al Proporzionale quello che noi abbiamo abbandonato con la I Repubblica. Percorso che, si badi bene, noi Italci, stiamo percorreremo all’incontrario ….da cui sgorga… e, si dovrebbe evince l’esigenza d’acquisire direttamente un completo sistema elettorale quanto il SEMIALTERNO propugna! Come di seguito pertanto, esposto:
    SEMIALTERNO un concentrato di semplicità per un sistema elettorale a bipolarismo dinamico concorrenziale aperto ed auto correttivo quale autentica riforma senza veti!
    Realistica la diagnosi dell’italico teatrino della politica esposto da Panebianco, ulteriore riprova dell’abnorme autoreferenzialità raggiunta dalla nostrana casta politica che sta continuando ad essere anche nell’attuale seconda Repubblica un autentico partito unico della spesa giacché un quinto del nostro indebitamento pubblico è da imputarsi proprio a quest’ultimo quindicennio della Seconda ulteriore dimostrazione che la mancanza di concorrenza non sta risolvendo alcunché in quanto ci si arrabatta ad esercitare lo sport dei veti incrociati per così cinicamente aumentarsi sempre più la posta in gioco! Casta sempre più sorda a quanto le accade intorno giacché insensibile al degrado in corso quando come “Sistema Paese” stiamo in continuazione perdendo posizioni in competitività e qualità della vita nel compendio mondiale in quanto ogni partito cerca di tirare la coperta dalla propria parte disinteressandosi di quello del Belpaese nel suo complesso. Pertanto, così continuando anche per la questione elettorale non ci si permetterà di addivenire ad alcuna concreta organica fisiologica soluzione nonostante, i nostri tempi sempre più reclamino innovazioni. Esigenza che già trasuda ovunque essendo questo un momento cruciale di cambio dei paradigmi e tutti si stanno muovendosi. Particolarmente sui fronti dei meccanismi elettorali, molte sono le novità in allestimento ad ogni latitudine aperte tendenti a far tramontare le obsolescenze in corso che ci mantengono ingessate a quelle statuizioni formalmente corrette ribadite ancora da Weber, per poter iniziare ad evolvere verso un più inclusivo bipolarismo concorrenziale aperto! Quale minimale prerequisito per ingenerare proattivamente per benchmark qualità incrementale riconoscendo meritocrazia nel rispetto di regole chiare e trasparenti; affinché la politica possa divenire un effettivo strumento al servizio della comunità nazionale e dei suoi cittadini ed in una prospettiva più ampia ed aperta, uno strumento che possa aiutare a costruire un futuro migliore, più sicuro e prosperoso per tutti! Aspetti indispensabili per potersi minimamente allineare a quanto la contingente realtà pretende che per mainstream convergenze reclama “new normal” inediti adeguamenti attraverso soluzioni appunto a bipolarismo dinamico concorrenziale aperto quanto in ultima analisi il sistema SEMIALTERNO propugna! Sistema il SEMIALTERNO che strutturandosi su una base proporzionale viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Salomonica draconiana soluzione che il SEMIALTERNO prefigura e propugna per poter iniettare nella politica quella effettiva necessaria competizione indispensabile ed ingenerare un autentico dinamico virtuoso bipolarismo concorrenziale auto correttivo aperto nello spazio tempo ed iniziare ad invertire quel trend d’autoreferenzialità in cui la casta tende sempre più cullarsi nei privilegi che potrebbero nel breve termine, ricondurci a ripercorrere a ritroso la storia rischiando di ritrovarci in condizioni sempre più incontrovertibili a scapito del nostro Belpaese nel suo insieme e del cittadino elettore, utente, consumatore, ecc.. Inoltre, per minimamente tutelarci nei confronti di una siffatto attuale contesto a scarso tasso di concorrenzialità servirebbe introdurre attraverso l’istituto del meccanismo del “write in” sulle schede elettorali, qualunque sia la modalità elettorale proporzionalista-centrifugo oppure maggioritario – centripeto, venga introdotta la possibilità di scrivere nella scheda elettorale accanto ai candidati ufficiali, un nome in più quale ulteriore criterio anti deterrenza degli oligopoli a regime!
    L’esigenza d’addivenire a questi “new normal” adeguamenti trasuda ormai ovunque giacché la si evince ormai su tutti i fronti, livelli e versanti data la sempre maggiore pervasività delle nuove tecnologie e da internet che rendendo sempre più liquida la realtà. Dimensione che ci evidenzia quanto glocali – vicini siamo ormai divenute sempre più gli eventi nel mondo con capaci di riprodurre talora, ripercussione ovunque! La genesi e lo sviluppo dell’impellente crisi recessiva che ci assilla dovrebbe permetterci di capire che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che reclamano improcrastinabili inediti adeguamenti a check and balance & feed back criterio sia nel micro che nel macro per acquisire quelle indispensabili – global legal rules! L’esigenza d’aggiornamento in tal senso si evince da come ogni paese si stia muovendo nella compagine mondiale anche sul fronte dei meccanismi elettorali iniziando dai Britannici che stanno buttano all‘aria il loro considerato inespugnabile classico Westminster – Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale ai Californiani che con la Top Two sparigliano anche i presidenziali dove, liberalizzando gli accessi ed aprirli a tutte le conformazioni politiche per le primarie contribuiscono ad ingenerare un’epocale rivoluzione su questi versanti!?
    Pertanto assurdo supporre come sponsorizza Panebianco di poter risolvere l’italica peculiarità lasciandone la prerogativa ad un solito sparuto gruppo di politici che s’abbaglia a filo Australiane soluzione a voto alternativo quando quello stesso modello è stato già abbandonato da molti perché reputate inefficaci avendo rilevato in quel modello intrinseche criticità che portano a deadlock situazioni con analoghe “Hung Parlament” quanto abbiamo già visto alle ultime elezioni in Australia! Appunto quella menzionata terza possibilità: sistema maggioritario con collegi uninominali e a turno unico con la facoltà per l’elettore di dare non uno ma due voti quale variante del sistema Australiano è già stata sorpassata dalla storia e dalla cronaca delle ultime elezioni in Australia quanto dai Britannici che l’hanno scartata per il Proporzionale. Appunto, tale variante è da considerarsi vecchia sin dal suo italico “ri-concepimento” giacché questo modello è già stato escluso dai Britannici quando a seguito delle ultime elezioni si sono ritrovati con un Parlamento bloccato – “Hung Parlament” Allora, dopo aver vagliato attraverso opportune simulazioni che se fosse stato applicato da loro un modello analogo a quello australiano avrebbe dato il medesimo esito di patta analogo a quanto hanno ottenuto questo comprovato da una commissione d’esperti pertanto i Britannici l’hanno scartato come modello inefficace in favore del proporzionale.
    Inefficacia successivamente praticamente comprovata in Australia dal risultato di patta riprodotto fra i laburisti che erano al governo e la coalizione dei conservatori guidata dal partito liberale un “deadlock” ottenuto alle ultime elezioni del 6 maggio 2010 che appunto riproduceva un “Hung Parlament”!
    Pertanto, il governo Cameron frutto di una coalizione Tory LibDem una soluzione governativa impensabile fino all’altro ieri per taluni “idiosincratici” quelli, che consideravano il modello Westminster un inalienabile faro per tutta l’umanità?! Purtroppo, di fronte all’incedere di una realtà sempre più globalizzata e liquida, ineludibilmente, tutti si debbono ricredere, giacché anche ai fari risulta impossibile far luce ai “propri piedi”! Quindi, dati questi presupposti ed in conseguenza degli insopprimibili stravolgimenti paradigmatici in corso che il nostro tempo presenta e promuove grazie alle nuove tecnologie in pervasiva costante ulteriore penetrazione, anche i pragmatici Britannici dopo oggettive analisi attraverso minuziose simulazioni ad hoc hanno scartato ogni eventuale soluzione filo australiana pur sussistendone nel merito approfonditi studi sul Voto alternativo VA+ (Voto Alternativo Plus) proposti ancora da precedenti Commissioni iniziate già nel 1998 da Jenkins.
    Pertanto, i Britannici hanno dopo avere scelto di non volersi impiccare a quei modelli Australiani hanno deciso di rivolgersi al Proporzionale; quello che abbiamo (casualmente) abbandonato noi, con la Prima Repubblica!? Così facendo hanno definitivamente dichiarato il downgrading al loro classico modello Westmister quanto a quello australiano a voto trasferibile!
    Imperoché, i Britannici stanno percorrendo la medesima “Odissea” che noi però da decenni stiamo attraversando ed in senso contrario. Inoltre, noi ci siamo impaludati in modelli ibridi limitati e limitanti quanto risulta esserlo il nostro Porcellum (e quanto lo è stato il precedente suo analogo Mattarellum). Appunto, i Britannici stanno abbandonano il Maggioritario all’uninominale per abbracciare il Proporzionale, un percorso che inequivocabilmente li porterà verso quel più completo latente sistema “SEMIALTERNO”. Sistema il SEMIALTERNO che sottotraccia si perpetua pur non ancora codificato sin dai più remoti tempi, dallo stesso concepimento della democrazia che enuclea appunto il SEMIALTERNO. Deducibile questo dai repentini cambi d’induzione che un semplice excursus storico potrebbe riassumere per la stessa italica cronistoria sui modelli elettorali; dalla quale si dovrebbe evincere la necessità che per ottenere un completo sistema indispensabile risulta che esso ineludibilmente assuma nella propria articolazione dei suoi meccanismi la più estesa possibilità espansiva in senso centripeto quanto centrifugo quali indispensabili prerequisiti per reputarsi sistema: quanto il SEMIALTERNO enuclea!
    Giacché solo adottando sistemi a meccanismi elettorale capaci di chiudere il ciclo induttivo: “centripeto – centrifugo” si potranno liberalizzare virtuose efficaci opportunità risolutive governative e renderle efficienti ed efficaci quanto il SEMIALTERNO propugna rispetto ai soliti vetusti tradizionali modelli: Maggioritari e/o Proporzionali o quelli misti del genere rigido lineare a perpetua ripetitività imperniata induttivamente su una sola dinamica o centripeta o quella solo centrifuga: un senso unico che preclude effettive concorrenziali opportunità di sviluppo virtuose in modo risolutivo più efficace ed efficiente giacché escludono riprodurre efficiente competitività essendo impossibile riprodurre competitività ristretta a soli 2 soliti contendneti.
    Pertanto, serve saper superare quei vetusti modelli inchiodati al solo verso:
    • centripeto caratteristica insita nei modelli Maggioritari
    oppure bloccati su quello suo contrario
    • centrifugo quanto i modelli Proporzionali enucleano.
    Modelli questi ultimi incapaci di completare quel suddetto ciclo induttivo centripeto – centrifugo pertanto lasciano aperto spazio alla sola speculazione per innestare quel vizioso trend d’autoreferenzialità tale da precludere opportunità alla libera competizione. Una siffatta inefficienza risulta esserlo anche per i modelli ibridi: Mattarellum e l’attuale Porcellum giacché mai potranno fregiarsi degli attributi di sistema in quanto oltre ai suddetti vizi permettono ad un manipolo di politici di casta di nominare l’intero Parlamento italiano! Appunto, cosicché altrettanto inefficienti risultano essere i modelli misti ibridi essendo delle chimere che si trasformano in autentici vassalli di quelle caselle appartenenti che quel solito famigerato gioco dell’oca in perpetuo tendenziale ripristino strutturata a spirale che prefigurare quei soliti pit-stops fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva: giacché alcun potere si autolimita!? Gli ibridi rappresentano semplici chimere ottenute da parzialità d’articolazioni: centripeto centrifughe che, per quanto perfezionate mai potranno compensare e mai potranno rimuoverne il difetto pur illudendo di poterne ampliarne le loro possibilità, dato che la loro limitatezza resterà sempre tale: limitata e limitante. Giacché alcuna protesi, infatti, mai potrà risolvere le cause della sua necessità che solo un’autentica fisiologia sistemica potrebbe risolvere ed assolvere quanto il SEMIALTERNO propugna: come latente understatment!
    Esigenza d’evoluzione in questo new normal senso viene avvalorata quotidianamente dal fatto che il nostro contesto è molto diverso rispetto al compassato essendo da molto tramontato il genere della democrazia paternalistico discente nella quale ci si poteva lasciar trascinare da modelli limitati, lineari, rigido ripetitivi del compassato. Pertanto grazie ai Californiani anche i Presidenziali non possono dormire tranquilli giacché anche in quel contesto americano stanno iniziando a sgorgare novità sotto il profilo elettorale perché appunto, i California hanno dimostrano di saper buttare in avanti la palla della democrazia ed a seguito di un referendum propositivo che la loro Costituzione concede. Pertanto, dal 2011 con la “Proposition 14” i Californiani potranno adottare le primarie a bipolarismo aperto a tutto tondo ed a tutto campo aperto a tutte le opzioni politiche che vorranno avere visibilità quanto appunto la “TOP TWO” soluzione permette. Perciò là, ogni partito potrà contestualmente mettersi in competizione nello stesso giorno e presentare i propri candidati alle primarie, dopodiché, solo i primi due “Top TWO” che sortiranno potranno successivamente effettivamente scendere in competizione determinando da essa chi potrà essere eletto. Quindi solo in un siffatto nuovo modo i Californiani potranno iniziare a liberarsi dalla cattività del Maggioritario ch’imprigiona e schiaccia in un anacronistico bipartisan inciucio autoreferenziale a soli repubblicani o democratici che solo attraverso la TOP TWO potranno risolvere!
    Ora, nonostante tutte queste innovazioni in attuazione, alcuni sagaci nostrani politici di casta intendono propinarci prossimamente, un altrettanto intrinsecamente limato e limitante modello “Maggioritario all’uninominale” che pur con varianti è stato appena riconosciuto incompleto in quanto per downgrading gli stessi Britannici hanno inteso non prender in considerazione abbandonandolo al suo destino di continuare ad esistere per soddisfare il novizio italico gruppo “d’importatori d’acqua calda” essendo stato molto efficace per l’elezione dei segretari di un partito riconosciuto efficace per la sfida elettorale fra i fratelli Ed e David Miliband ma, per gli stessi Britannici considerato inefficace per scegliere il leader ed il governo di un paese! Opportunità che si potrebbe imitare e sfruttare anche per l’Italia dove tutto continua a rimanere anche su quel fronte blindato all’autoreferenzialità non per niente vantiamo il parco politico più vetusto al mondo dopo la Corea del Nord – effetto dei soliti circoli viziosi dove, a comandare risultano essere sempre le stesse persone! I pragmatica Britannici per le questioni elettorali stanno rivolgendosi al proporzionale soluzione prodroma a poter sfociare nell’idealtipo sistema SEMIALTERNO «sistemico concentrato di semplicità» indispensabile per poter massimizzare: governabilità, rappresentatività, economicità implementando contestualmente una responsabile sussidiarietà. Sistema il SEMIALTERNO che contribuisce ad effettivamente ridurre la frammentazione politica aspetto ottenibile grazie all’insito suo completo adattivo meccanismo ad articolazione centripeto centrifuga estesa completa che permette d’essere “autocorrettivo” senza dover ogniqualvolta intercedere a quei soliti ciclici (speculativi) momenti istituzionali che si caratterizzano di quei volubili suddetti “pitstops” fatti di inconcludenti bicamerali e neutralizzati referendum!
    Proprio perché i sistemi elettorali producono effetti diversi nelle diverse situazioni storiche, fondamentale diventa indispensabile acquisirne di “new normal” inediti (Monod) concretizzandoli in modo che la riforma venga effettivamente costruita in modo tale da non avvantaggiare manifestamente alcuno ma che tenga conto prioritariamente dell’interesse generale del Belpaese e del cittadino utente, consumatore, ecc. questo per non continuare a soccombere!
    Giacché, or giunti nel terzo millennio nell’era della rete occorre saper abbandonare l’obsolescenza comprensiva d’ogni anacronistico bipartisan bipartitismo chiuso quello d’oltreoceano espresso che ha confezionato e riversato a livello globale l’attuale crisi recessiva! Una nuova era si sta aprendo che ci costringerà a dover diversamente combattere su molti fronti per effettivamente estendere un’autentica pervasiva e sempre più inclusiva cittadinanza data la sempre maggiore globale competitività che verrà riversata sul banco del compendio mondiale!
    Pertanto, urge sapersi attrezzare iniziando col ridurre l’incombente elefantismo politico burocratico che ci assillerà sempre rischiando di farci asfissiare se non si provvederà ad invertirne questo elefantiaco trend tendente ad ulteriormente infoltire i livelli di burocrazia: le comunità di montagna o di valle quando si dava per scontato l’eliminazione delle stesse province? Appunto l’eccessiva stratificazione dei punti decisionali amministrativi-politici sta diventando un autentico problema un’autentica anacronistica controtendenza rispetto a quanto a livello mondiale stia sempre più accendendo che richiede di dover ridurre le filiere!
    Appunto, se si continuerà ad infoltire la burocrazia vana risulterà l’aspirazione di poter risultare competitivi quando la nostra maggiore scolarizzazione rispetto ai paesi emergenti dovrebbe permetterci di sviluppare l’organizzazione funzionale in modo tale da sempre più ridurre le filiere d’ogni genere e fatta come quanto già avviene nell’ambito produttivo e come già si configurano i paesi emergenti risultando così strutturalmente sempre più snelli e dinamici rispetto ai tradizionali paesi occidentali!? Pertanto urgerebbe meglio saper assorbire quanto le nuove tecnologie ed internet permettono di ridurre in altrettanto modo i livelli politico-amministrativi e non di aumentarli come anacronisticamente sembra si stia facendo nell’ambito nostrano ed italico rispetto a quanto la realtà diversamente reclamerebbe una ben più drastica riduzione a tendenziali solo due snelli maggiori livelli: locale e generale di una siffatta sempre più piramidale faraonica organizzazione politico-amministrativa che così facendo ineludibilmente non potrà nel breve che soffocarci quando ovunque, stanno sempre più prendendo piede e penetrando pragmatiche prassi e procedure Kai Zen (alla Deming) modalità per poter assumere protocolli procedurali tali da poter incrementare qualità-democraticità!.
    Quindi, su molti fronti urgono aggiustamenti e non ultimo provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere simmetriche le cose sul versante dei meccanismi delle leggi elettorali provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea per sintonizzarci ai tempi che una moderna democrazia. Democrazie che reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale per dissipare deterrenza, autoreferenzialità rappresentate da assodati interessi corporativi e quelle tendenze culturali inclini alla bieca conservazione riproduttrice d’obsoleti stantii modi consensuali e consociativi di fare politica tendente ad ingenerare rischi autoritari!… Urge far chiarezza e con un balzo di qualità sistemica quale il sistema SEMIALTERNO enuclea; poter ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Allora, essendo la democrazia un mezzo abbisognerà come prerequisiti anche meccanismi elettorali che potranno aumentarne sempre più efficienza ed efficacia quanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi e capaci di riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto quanto il SEMIALTERNO propugna per tutti coloro che la vorranno cavalcare, vivere e condividere!
    Urge ulteriormente risolvere i soliti inevasi propositi perennemente elencati e continuamente rimandati:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione;
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti glia altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera.

    semilaterno.htm oppure 25-2010-semilaterno.htm!

    Giulio MANCABELLI

    20 ottobre 2010 at 01:09

  5. […] trasferibile qui Wikipedia e un articolo ripreso da Ichino nel 2011. Il voto alternativo è utilizzato in Australia e ha goduto di una certa attenzione teorica. Ma non a livello di classe politica. Il che fa pensare […]

  6. […] Il Voto Alternativo su Sistemi elettorali […]

  7. L’ha ribloggato su Anima di Destrae ha commentato:
    La pagina diretta sul modello australiano

    andreamalanima

    1 febbraio 2014 at 13:05

  8. Da riproporre in Italia.

    andreamalanima

    1 febbraio 2014 at 13:12


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