Sistemi elettorali

UK: si pensa al Voto Alternativo!

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Andiamo nel Regno Unito.
In questi ultimi tempi si è sviluppato un interessante quanto clamoroso dibattito sulla riforma delle legge elettorale maggioritaria vigente (FPTP).
Nei giorni scorsi, infatti, il primo ministro Gordon Brown ha detto che tenterà di far approvare una legge per organizzare un referendum per introdurre, udite udite, il Voto Alternativo. Certo, Brown dovrà muoversi velocemente dato che ci sono circa 6 settimane di tempo prima che il Parlamento venga sciolto in vista delle elezioni generali.
In Parlamento, i rappresentanti inglesi hanno anch’essi sostenuto il programma per l’organizzazione di un referendum nel Regno Unito sulla modifica del sistema di voto. Il voto ha visto l’approvazione del referendum con 365 voti favorevoli contro 187 – una maggioranza di 178 per il governo. Un emendamento dei liberali democratici per indire prima un referendum su un diverso sistema di voto, il voto unico trasferibile (STV), è stato sconfitto da 476 voti contro 69.
Ad ogni modo, il disegno di legge è di ampia portata e deve passare attraverso varie fasi parlamentari prima di diventare legge e si prevede di affrontare una certa opposizione alla Camera dei Lords.
In apertura del dibattito alla Camera dei Comuni, il Segretario alla Giustizia Jack Straw ha detto che la fiducia nei confronti del Parlamento è stata “profondamente danneggiati” dallo scandalo delle spese.
David Howarth, dei liberal-democratici, dichiara che “l’attuale sistema produce risultati chiari” e “permette agli elettori di liberarsi dei parlamentari che non desiderano più”.
Lo stesso Howarth dice che che il suo partito sosterrà l’emendamento del governo, perchè solo così si può tentare di modificarlo “radicalmente” a favore di un referendum su un sistema “più proporzionale”. Aggiunge: “Non possiamo andare avanti con un sistema politico in cui i governi impopolari sono eletti da un po’ più di un terzo dei votanti e che promuovono politiche che i due terzi dei votanti hanno appena respinto”.
Alcuni parlamentari suggeriscono anche altri sistemi di voto, compreso il sistema francese, in cui i due candidati partecipano ad un ballottaggio se nessuno prende il 50% dei voti.
I conservatori affermano che i risultati del sistema corrente producono governi stabili e tiene fuori gli estremisti – se vinceranno le elezioni generali – essi prevedono di abolire i progetti per un referendum.
Alcuni deputati laburisti credono anche che il voto “alternativo” gioverebbe ai candidati meno impopolari – piuttosto che il più popolare – , e potrebbe costare seggi al partito laburista.
Ma i più ritengono che la possibilità del referendum di diventare legge sono molto scarse.

Che dire?
Ho già affrontato di sfuggita il Voto Alternativo in questi due post:
https://sistemielettorali.wordpress.com/2009/12/11/il-sistema-elettorale-maggioritario/
https://sistemielettorali.wordpress.com/2008/04/07/le-formule-elettorali-il-maggioritario/

In breve, il Voto Alternativo (AV) è la versione a turno unico del sistema majority (sempre in collegi uninominali). Esso prevede la possibilità per l’elettore di non votare un singolo candidato, ma di classificare tutti i candidati secondo il proprio ordine di gradimento. Qualora nessun candidato abbia raggiunto la maggioranza assoluta di prime preferenze, il candidato meno votato viene eliminato, e le sue schede vengono ripartite fra i rimanenti candidati seguendo le seconde preferenze in esse riportate. Il meccanismo continua in tal modo finchè nessun candidato residuo abbia raggiunto la prescritta maggioranza assoluta.
L’AV è utilizzato in Australia, nelle Fiji e Papua Nuova Guinea, ma anche per le elezioni presidenziali nella Repubblica d’Irlanda.
In quanto operante in collegi uninominali spesso può produrre risultati che sono disproporzionali rispetto ai sistemi di rappresentanza proporzionali. Addirittura, in alcuni casi, rispetto al FPTP (e vedremo come).
L’esperienza dell’AV in Australia tende a sostenere questi argomenti: i partiti principali, per esempio, in genere cercano di stringere buone alleanze con i partiti minori per ottenere le seconde preferenze dei propri elettori prima di una campagna elettorale, un processo noto come “scambio di preferenze”.
Inoltre, a causa del requisito della maggioranza assoluta, l’AV aumenta il consenso dato ai membri eletti, e quindi è in grado di migliorare la loro percezione di legittimità.

Tra poco vedremo nel dettaglio questo sistema elettorale, magari partendo proprio dal caso australiano.

Written by sistemielettorali

26 febbraio 2010 a 12:06

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