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CINA, INDIA E BRASILE PER GUADAGNARE. PAROLA DI BILL GROSS

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Interessante lettera di Bill Gross sul sito della PIMCO. Il noto gestore del più grande fondo obbligazionario del mondo, sostiene che occorre puntare sui paesi dove le operazioni a debito sono state piu’ contenute.
Dove? Cina, India e Brazile, ” meno inclini a facili bolle”.
L’identikit delle aree da prender di mira? Bisogna andare in paesi dove “c’e’ crescita, i consumi sono ancora in una fase embrionale, il debito nazionale si trova a bassi livelli, le riserve sono ingenti e dove il surplus commerciale porta a credere nella generazione di ulteriori scorte per gli anni a venire”. E’ quanto si legge nello studio mensile pubblicato sul sito internet del fondo.
L’idea chiave di Gross: scommettere sui paesi che attualmente si basano su un’economia orientata al risparmio, ma che potrebbero poi evolvere in economie basate sui consumi. I tre suddetti casi rappresentano degli ottimi esempi se si considerano le ultime stime del Fondo monetario internazionale.
Infatti, la sua opinione è che le crisi bancarie sono seguite da un deleveraging del settore privato accompagnato da una sostituzione e da un’escalation del debito pubblico, che a sua volta rallenta la crescita economica e abbassa i ritorni sugli investimenti e attività finanziarie.
I paesi più vulnerabili nel 2010 sono riportati nella tabella seguente della PIMCO “The Ring of Fire.”
I paesi nella zona rossa sono quelli dove il debito pubblico può potenzialmente superare il 90% del PIL entro pochi anni, che rallenterà il PIL dell’1% o più. I paesi nelle aree in giallo e verde sono considerati i più prudenti e potenzialmente più solvibili, con una crescita potenziale più elevata.

Secondo Gross, per il Sol Levante e’ prevista una crescita a fine anno del 10%, un punto percentuale in piu’ rispetto al rapporto datato ottobre e più in alto anche del risultato conseguito nel 2009 (+8.7%). Farà meglio delle precedenti previsioni anche il subcontinente indiano, con un +7.7% (contro un +6.4% di tre mesi fa). I mercati emergenti in generale, dal canto loro, dovrebbero mettere a segno un rialzo del 6%.
Uno studio del gruppo McKinsey analizza il leverage corrente nell’economia in generale e, guardando i casi storici, trova 43 esempi di deleveraging.
Esso ne deduce:
1 – In genere, il deleveraging inizia due anni dopo l’inizio della crisi (2008 nel nostro caso) e dura da sei a sette anni
2 – In circa il 50% dei casi i risultati del deleveraging in un periodo prolungato in cui si stringe la cinghia produce un calo significante nella crescita del PIL. Nei casi restanti, i risultati ci indicano aziende inadempienti, stati in default o una maggiore inflazione, tutte situazioni non accettabili per un investitore
3 – Le condizioni iniziali sono importanti. Ad oggi, la situazione del debito pubblico e privato è mostrato nel seguente grafico. 

Le condizioni iniziali, come detto, sono importanti perchè la capacità di un paese di far fronte ad una crisi finanziaria è correlata alla misura del suo debito esistente.
C’è da meravigliarsi che in questa “nuova normalità”, Cina, India, Brasile e altre economie in via di sviluppo se la sono cavata molto meglio dei paesi del G-7 ?
Gross distingue tra economie emergenti e sviluppati,  prevedendo un futuro migliore per i primi rispetto a questi ultimi. Il grafico successivo mostra una previsione del FMI per il futuro livello del debito pubblico dei paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo. “In aumento” potrebbe essere una descrizione conservatrice per i paesi avanzati. “Stabile” potrebbe ora essere più applicabile a molti stati emergenti. 


Non a caso il mese scorso Gross ha aumentato l’esposizione alle economie emergenti attraverso i suoi investimenti nel fondo Total Return dal 5% al 16%, il maggior livello dall’ottobre 2004. Al contrario, in novembre ha ridotto del 32% il peso verso i titoli di stato, la soglia piu’ basso da luglio.
E’ ben chiaro anche cosa evitare: “si deve stare alla larga dall’Inghilterra”, si legge nel report firmato Pimco. “I titoli di stato di sua Maesta’ riposano su un letto di nitroglicerina”, ha spiegato, “l’alto debito unito alla potenzialita’ di indebolimento della sterlina rappresenta un forte rischio per chi decide di puntare sul comparto obbligazionario”.
Allora dove puntare tra i paesi sviluppati? Anche in questo caso Gross ha le idee molto chiare: Canada e Germania sembrano essere le scelte vincenti. Nel primo caso “le banche si sono dimostrate conservative, mossa che ha impedito loro di subire gli effetti della crisi immobiliare. Questi istituti, piu’ di quanto fatto dai competitors, si sono focalizzati sulla tenuta dei loro bilanci”. Quanto alla Germania, “essa rappresenta una delle piu’ sicure alternative, anche in termini di liquidita’. Ma la sua leadership e la posizione di tutta l’Europa nei confronti di un eventuale default di Grecia e Irlanda sono fattori da monitorare con attenzione”.
Gli Stati Uniti non trovano scampo ai raggi x di Gross. In quella che ha definita “la nuova normalità”, il gestore sostiene che gli investitori dovranno fare i conti con ritorni sugli investimenti piu’ contenuti rispetto alla media (alla luce anche della regolamentazione finanziaria da parte del governo), minori consumi, lenta crescita e un peso inferiore dell’economia a stelle e strisce su scala globale. <!– –>

Riferimenti: http://www.pimco.com/LeftNav/Featured+Market+Commentary/IO/2010/February+2010+Gross+Ring+of+Fire.htm

Written by sistemielettorali

27 gennaio 2010 a 20:11

Pubblicato su Economia

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