Sistemi elettorali

Elezioni legislative nella Antille Olandesi

leave a comment »


Nello scorso week-end le Antille olandesi hanno votato per eleggere il proprio Parlamento(Staten).  Esso ha 22 membri, eletti per un mandato di quattro anni in tre circoscrizioni plurinominali e 2 distretti uninominali.
Il potere esecutivo spetta al governatore, e ad un primo ministro alla testa di otto membri di Gabinetto. Il governatore è nominato per un periodo di sei anni dal monarca, e il primo ministro e vice primo ministro sono eletti dallo Staten per quattro anni.
St. Maarten, Saba, Sint Eustatius, Curaçao e Bonaire sono andate però alle urne per eleggere quello che si suppone essere l’ultimo Parlamento e governo centrale delle Antille olandesi, in fase di scioglimento per far sì che ciascuna delle cinque isole possa andare per la sua strada all’interno del Regno dei Paesi Bassi.
Mentre il mandato del Parlamento è di quattro anni, è probabile che questa volta la sua durata possa essere abbreviata se verranno votate le nuove riforme costituzionali, concordate per il 10-10-2010.
Dei votanti, 10.006 sono nati nelle Antille olandesi, compresi quelli nati a St. Maarten (5.841). Gli altri elettori sono nati in altre parti del Regno dei Paesi Bassi o sono stati naturalizzati.
Scartabellando per il web, viene specificato che il sistema elettorale è proporzionale a liste bloccate.
Tuttavia, una delle cose di cui alcune persone possono non rendersi subito conto è l’influenza di tale sistema elettorale con i suoi “seggi residui”.
Nel caso di St. Maarten, per esempio, è praticamente impossibile che i tre seggi del Parlamento verranno distribuiti a tre diverse partiti, uno per ciascuno. Questo perché, per poter ottenere un seggio (per non parlare di un secondo seggio residuale) un partito deve avere il numero minimo di voti necessari, la cosiddetta “soglia”, che è sostanzialmente il numero totale dei voti espressi per i partiti diviso i tre seggi (quoziente naturale). Da quel che ho potuto vedere analizzando i risultati, pare che al riparto dei seggi residui abbiano partecipato solo le liste che hanno superato tale soglia. Poiché a St. Maarten ci sono tre partiti, ciò significa che per poter conquistare un seggio per uno, essi avrebbero dovuto ricevere lo stesso numero di voti, un risultato altamente improbabile. Per cui, al massimo due dei tre partiti in gara avrebbero potuto ottenere rappresentanza.
Ciò è quello che è successo a St.Maarten, dove il quoziente era di 3.835 seggi (11.505/3) e solo uno dei tre partiti in lizza ha superato questa cifra.
Se a ciò aggiungiamo che le isole si Saba e Sint Eustatius distribuiscono un seggio per uno e rappresentano quindi una distribuzione maggioritaria (il primo prende tutto), ci rendiamo conto di come in realtà il sistema elettorale sia proporzionale solo di nome e che molti voti siano andati persi.
Infine, anche l’assegnazione dei seggi in proporzionale alla popolazione sembra poco equilibrata (Curaçao elegge il 63% dei seggi con il 78% degli elettori),  ma i pochi dati a disposizione non mi permettono di dirlo con sicurezza.

Written by sistemielettorali

25 gennaio 2010 a 15:39

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: