Sistemi elettorali

Elezioni regionali Lombardia: come funziona la legge elettorale

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Quest’anno si voterà per le elezioni regionali. La legge elettorale in vigore prevede un sistema misto.

Per effetto del combinato disposto dell’art. 5 della L. cost. 1/99 e delle leggi n. 108 del 1968 e n. 43 del 1995, il Presidente della Regione viene eletto direttamente con il sistema maggioritario, mentre, quanto al Consiglio regionale, 4/5 dei seggi vengono assegnati con il sistema proporzionale, sulla base di liste circoscrizionali che possono essere collegate ad un candidato presidente ed un 1/5 dei seggi viene assegnato con il sistema maggioritario sulla base di liste regionali (c.d. listini).

Il candidato Presidente che vince prende tutto, con le seguenti eccezioni:

– se le liste circoscrizionali collegate alla lista regionale vincente hanno ottenuto già il 50% cento dei seggi, alla nuova maggioranza è attribuita solo la metà dei seggi del “listino” (10% per cento del totale dei seggi in consiglio), il resto è distribuito proporzionalmente tra le liste di opposizione;

– se le liste circoscrizionali collegate alla lista regionale vincente hanno ottenuto meno del 40% dei seggi, oltre alla totalità dei seggi del “listino” vengono attribuiti al Presidente eletto tanti consiglieri quanto ne occorrono per arrivare a disporre del 55% dei seggi del consiglio.

Nel caso della Regione Lombardia essendo 80 i consiglieri da eleggere, il numero dei seggi del listino era pari a 16 (ossia i 1/5 di 80).
Entriamo ora nel dettaglio: vediamo come vengono distribuiti i seggi. La simulazione che segue è relativa ai risultati elettorali del 1995.

Determinazione dei seggi spettanti alle circoscrizioni

Innanzitutto, dobbiamo decidere quanti seggi debbano essere distribuiti in ogni circoscrizione, ovvero ad ogni provincia. In primis, occorre dividere la popolazione della regione, in base all’ultimo censimento disponibile, per il totale dei seggi posti in palio a livello proporzionale, ossia 64.
Così facendo, otteniamo il quoziente elettorale (Q). In buona sostanza: Q=8.856.074/64=138.376.
Seconda notazione importante: il calcolo per stabilire il numero dei seggi che spettano ad ogni circoscrizione viene effettuato in base al quoziente elettorale e al metodo dei resti più alti.
L’applicazione del quoziente +1 (Hagenbach-Bischoff) ha una funzione doppia: a) distribuire più seggi possibili nella prima fase a livello circoscrizionale, mitigando la soglia di sbarramento al 3%; b) dare la possibilità, ai partiti più rappresentativi, di raggiungere il quoziente anche nelle circoscrizioni più piccole (evitando che queste liste, a livello del Collegio Unico Regionale, restino senza rappresentanti o siano sottorappresentate).
Entrambi questi obiettivi si sono resi più difficoltosi da raggiungere, in quanto la riforma del 1995 ha ridotto il numero dei seggi circoscrizionali a beneficio del premio di maggioranza, provocando quindi di converso un aumento del valore dei quozienti.
Qui di seguito in tabella il calcolo eseguito. Essendo le elezioni del 1995, i dati sono stati calcolati in base al censimento del 1991.

Al termine del conteggio dei voti, si mette in moto il meccanismo per l’assegnazione dei seggi, segnatamente per quelli delle circoscrizioni provinciali.
In ogni circoscrizione si calcola il quoziente elettorale provinciale (Q) che è dato dal rapporto tra il totale dei voti validi espressi (V) e il numero di seggi attribuiti alla provincia (S) aumentato di una unità. Dunque: Q=V/(S+1), ossia il quoziente Hagenbach-Bischoff che abbiamo già analizzato in un precedente post. Abbiamo:

 

Legenda: LN, lega nord; FIPP, forza italia-polo popolare; AN, alleanza nazionale; CCD, centro cristiano democratico; PSL, pensionati del sole; PDS, partito democratico della sinistra; RC, rifondazione comunista; POP, popolari; VERDI: federazione dei verdi; DEM, patto democratici; LAB, federazione laburista; PDE, popolari democratici; PEN, partito pensionati; PAN, pannella riformatori; FAU, fronte autonomista.

A questo punto, si procedere all’assegnazione dei seggi corrispondenti ai quozienti interi. La cifra elettorale di ciascuna lista provinciale è divisa per il quoziente elettorale provinciale.
La parte intera di tale rapporto corrisponde al numero di seggi che sono immediatamente attribuiti ad ogni lista.
Vediamo quindi che vengono nel complesso assegnati 41 seggi su 64:

I seggi che rimangono, 23, sono distribuiti mediante un Collegio Unico Regionale (CUR).
Il meccanismo è il seguente: innanzitutto, da ogni circoscrizione si fanno confluire nel CUR sia i seggi non assegnati (23), sia i voti non utilizzati dalle singole liste, cioè i resti rimanenti al termine della distribuzione dei seggi tramite il quoziente Hagenbach-Bischoff. I voti non utilizzati che, per ciascun gruppo di liste provinciali, confluiscono nel CUR sono quelli riportati di seguito:

Nel CUR i seggi sono ripartiti tra i gruppi di liste provinciali, ossia le liste provinciali aventi lo stesso simbolo, sulla base del quoziente naturale e dei più alti resti.
Si calcola il quoziente elettorale regionale (Q), che è dato dal rapporto tra il totale dei resti e il numero di seggi-resto. Si noti come in questo caso il quoziente sia “naturale”, senza correttore: maggiore è il numero dei seggi rimasti da assegnare, più alta sarà la possibilità che le liste minori riescano a “centrare” il quoziente e quindi ad ottenere il seggio.
In questo caso, Q=2.037.545/23=88.589.
In questo modo, avremo la seguente distribuzione:

Una volta determinato nel CUR il numero di seggi spettanti a ciascun gruppo di liste provinciali, tali seggi devono ricadere sulle singole liste provinciali nelle singole circoscrizioni.
In sostanza, si tratta di restituire questi seggi a ciascuna lista circoscrizionale in base ad una classifica su base decrescente dei rapporti percentuali tra voti residui e quozienti circoscrizionali di ciascun gruppo provinciale. Per far ciò, dividiamo la quota di resti di ciascuna lista per il quoziente elettorale provinciale e moltiplichiamo il risultato per cento. Sulla base delle cifre presenti in tabella, a ciascun gruppo di liste sono assegnati i seggi in quelle circoscrizioni dove tali cifre sono più alte, fino ad esaurimento dei seggi spettanti. Il risultato è riportato qui di seguito:

La somma di questi seggi assegnati direttamente nelle circoscrizioni provinciali sulla base dei quozienti Hagenbach-Bischoff interi e dei seggi assegnati nel CUR e restituiti alle circoscrizioni provinciali sulla base della procedura sopra descritta, ci dà il totale dei seggi distribuiti a ciascuna lista provinciale e a ciascun gruppo di liste provinciali, come da tabella successiva:

E’ evidente come questo meccanismo di “restituzione” dei seggi alle singole province fa sì che i rapporti più alti si troverano quasi sempre nelle province maggiori. Infatti, anche se i quozienti, per mezzo del correttore +1, saranno più bassi nelle province più piccole, questo fatto non è sufficiente a compensare la sproporzione in grandezza dei voti residui nelle grandi province. Infatti, al termine della distribuzione, avremo una sovrarappresentazione delle province di Bergamo e Brescia a discapito di Como, Lodi e Mantova.
Questo senza considerare i 10 seggi distribuiti come premio di maggioranza, che daranno a Como e Lodi un seggio in più, lasciando Mantova unica provincia che ha subìto uno “slittamento” del proprio seggio a favore di altre province..

Passiamo ora all’assegnazione del premio di maggioranza (il 20% del totaledei seggi del Consiglio).
Dato che l’alleanza capitanata da Formigoni non possiede la maggioranza assoluta dei seggi (28 su 60), allora vengono assegnati ulteriori 16 seggi alla lista regionale vincente.
Inoltre, dato che al termine di questa distribuzione, la coalizione vincente non arriva comunque al 60% dei seggi del Consiglio (44 ossia il 55% dei seggi), allora si assegneranno altri 10 seggi in sede di Collegio Unico Regionale. Essi verranno distribuiti alla maggioranza secondo un nuovo riparto, dove rientreranno in gioco tutti i voti ottenuti dalle liste della coalizione a livello regionale. Questa nuovo criterio è decisamente strano, in quanto noi avremmo già una graduatoria, quella del CUR, anche se con un quoziente calcolato diversamente. E’ chiaro che a vincere saranno ancora i partiti maggiori.
Una volta assegnati questi seggi aggiuntivi sul piano regionale, essi vanno nuovamente distribuiti a livello circoscrizionale. In questo modo, torniamo alla precedente graduatoria dei rapporti percentuali di ogni partito. Non saprei ovviamente spiegare la logica di questa ripartizione e quale sia stato l’intento del legislatore.

Written by sistemielettorali

17 gennaio 2010 a 22:12

2 Risposte

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  1. […] Il seguito di questo articolo: Elezioni regionali Lombardia: come funziona la legge elettorale … […]

  2. […] una spiegazione più puntuale del complesso sistema elettorale regionale potete trovarla su questo link. Ulteriori Informazioni sulle modalità di voto le trovate su questo documento il pdf nelle pagine […]


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