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Pavia calcio: e ora?

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Dopo la debacle di ieri al Briamasco, pare ovvio si sia giunti a un bivio.
Non solo, e non tanto, per le 5 pappine rifilateci dal Mezzocorona, quanto per la totale mancanza di reazione, carattere, amor proprio, manifestati dagli azzurri nella ripresa.
Non è un discorso tecnico, infatti, che vogliamo affrontare. Ma puramente caratteriale.
Questo Pavia, già da tempo, ha mostrato preoccupanti deficit caratteriali quando gioca fuori casa. I numeri non mentono mai e dicono che il Pavia in casa ha un’invidiabile recordo di 7V-1N-1P mentre in trasferta siamo i peggiori con 0V-5N-4P.
Gli azzurri non hanno nemmeno la scusa di giocare in campi “caldi”, nei quali può essere effettivamente complicato conquistare punti.
Spesso e volentieri,infatti,si è giocato in autentici deserti come San Giusto Canavese, Rodengo, Salò, Valenza Trento, con affluenze degne di un campionato di eccellenza.
Non possiamo neanche appigliarci alla giovane età della squadra, visto che tra i titolari possiamo annoverare gente del calibro di Carbone, D’Amico, Mandrelli, Fogacci.
Resta il fatto che ieri si è toccato il fondo (ma non vorremmo dirlo troppo presto) e che urge un chiarimento, faccia a faccia, tra società, staff tecnico e giocatori. Perchè perdere ci può stare, ma non come si è perso ieri. Cito le parole di Zocchi che disegnano in maniera perfetta ciò che abbiamo assistito da tifosi: “non si può subire gol e reagire come bambini viziati, invece di farlo sul campo cercando di recuperare. C’è troppo nervosismo e bisogna capire il perché”.
E se i giocatori non si possono tirar fuori da questa situazione assurda, neanche l’allenatore può evitare assunzioni di responsabilità. Al di là delle scelte tattiche e dei giocatori schierati, sui quali ognuno ha le sue opinioni, è evidente che Mangone sta fallendo nel compito di creare uno spirito di squadra. Se il compito di dare uno spessore caratteriale alla squadra è compito dell’allenatore, allora Mangone dovrebbe prenderne atto e dimettersi, visti i continui cali di tensione mostrati dal Pavia quest’anno.
Se è vero, come è vero, che abbiamo una rosa in grado di giocare per il primo posto in classifica, a maggior ragione è l’allenatore a dover essere messo in discussione.
Siamo a gennaio e di tempo ce n’è per intervenire, anche perchè la classifica non è assolutamente compromessa.
A patto di cominciare a mettere i punti sulle “i” e i trattini sulle “t”. Esigere professionalità da tutti è il minimo che si può pretendere. Altrimenti di strada ne faremo poca e sarà meglio pensare a salvarsi.
Ma è un’ipotesi che, per ora, non vogliamo neanche prendere in considerazione.

Written by sistemielettorali

11 gennaio 2010 a 09:03

Pubblicato su Pavia, sport

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