Sistemi elettorali

Sistema tedesco proprio non è (un articolo di G.Sartori)

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In considerazione delle elezioni tedesche appena tenute, riporto in questo post un articolo di Giovanni Sartori apparso sul Corriere della Sera il 30-05-2000.

SISTEMA TEDESCO PROPRIO NON E’
di GIOVANNI SARTORI

Il fiasco referendario ha riaperto a tutto campo la partita della riforma elettorale. Secondo me, è bene. Perché rivotare una terza volta con un sistema elettorale sbagliato, che non produce né vere maggioranze né governi in grado di governare, sarebbe sommamente stupido. E non vale obiettare che gli italiani non si interessano. Al grosso pubblico importano i risultati, non gli strumenti. Il che non toglie che senza strumenti non ci sono risultati. Senza orologio (strumento) non sappiamo che ora è, senza elettricità rimaniamo al buio, senza aeroplani non si vola. Ma non dobbiamo tutti sapere come si fa a fare orologi, a produrre elettricità, a progettare aerei. E dunque gli strumenti sono necessari, anche se il grosso pubblico se ne disinteressa. Al momento (metto le mani avanti, perché noi siamo i grandi maghi del momentaneo), la proposta di riforma elettorale sul tappeto è quella di Berlusconi, che propone il “modello tedesco”. Perché no? Ho sempre detto che quel modello è accettabile, anche se non costituiva la mia prima preferenza. Ma non è accettabile, mi debbo subito affrettare a dire, che venga falsato e snaturato in suo nome, chiamandolo “tedesco”.
Il sistema tedesco è un sistema (misto) di “proporzionale personalizzata” che frena la crescita dei partiti con una soglia di sbarramento del 5 per cento. Pertanto questo sbarramento ne è la caratteristica irrinunciabile. Non deve essere abbassato né può essere accoppiato con alleanze o “apparentamenti” elettorali: il che dovrebbe andare senza nemmeno essere detto, visto che nei sistemi proporzionali gli apparentamenti non hanno ragion d’essere. Esistono soltanto quando esiste un premio di maggioranza. E il punto è che premio di maggioranza e sbarramento sono incompatibili, dato che il primo cancella il secondo. Se i partiti si possono apparentare, allora (è successo in Grecia) anche uno sbarramento del 40 per cento può essere vanificato.
Eppure tutti o quasi tutti si sono precipitati a proporre che il sistema tedesco venga “migliorato” da un premio di maggioranza. Come si spiega? Stupidità? Incompetenza? Malafede? Non saprei, ma certo un po’ di tutte e tre. È davvero la riprova del livello di abissale impreparazione dei nostri reggitori.
Non contenti di questo primo supposto miglioramento, i nostri reggitori ne chiedono un secondo: la designazione o elezione diretta del premier. Ma questo è il sistema israeliano, non il sistema tedesco. E anche a questo effetto la contraddizione è stridente. Il sistema tedesco è un sistema che in vari modi rafforza l’esecutivo nel pieno rispetto del principio della sovranità del Parlamento. L’elezione diretta del premier crea invece un perfetto bastardo che non è più, in nessun modo, riconducibile a un sistema parlamentare ma che non è nemmeno riconducibile a un sistema presidenziale né semi- presidenziale di elezione diretta del capo dell’esecutivo. Non dubito che questo bastardo ci potrà essere venduto come una terza via. Lo è: ma come somma di difetti. Perché qui abbiamo un premier onnipotente che schiaccia il Parlamento, ma che è a sua volta schiacciato e reso impotente dalla coalizione delle “cento padelle” che gli ha procurato la vittoria.
Avremo mai riforme sensate? Il guaio è che non abbiamo politici “da riforma” ma solo politici “da compromesso”, imbonitori per i quali fare politica è soltanto l’arte d’escogitare pastette che mettano d’accordo amicucci e nemicucci. Se Berlusconi chiede una rana, Veltroni gli contropropone una trota, e l’idea è di arrivare a un innesto di rana e trota, alla rana-trota. Si accomodino. Ma non lo chiamino sistema tedesco “migliorato”. Nel mostriciattolo che stanno approntando, nulla è tedesco e tutto è pasticcio.

30 maggio 2000

Written by sistemielettorali

1 ottobre 2009 a 10:15

Pubblicato su sistemi elettorali

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