Sistemi elettorali

Elezioni legislative in Giappone

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Tra pochi giorni si terranno le elezioni legislative in Giappone.
Da pochi anni il Giappone ha cambiato il proprio sistema elettorale.
Nel 1994 venne votata infatti una riforma elettorale che abolì il sistema a Voto Singolo Non Trasferibile (SNTV) e introdusse un sistema a rappresentanza mista.
Il SNTV fu utilizzato per eleggere i membri della Camera Bassa dal 1947 al 1993. Sotto questo sistema, la grandezza dei distretti era molto diversa, in base alla popolazione, ma generalmente il numero di seggi da assegnare per singolo distretto era tra i 3 e i 5 seggi. Ogni elettore poteva votare per un singolo candidato. Sarebbe interessante studiare il sistema a voto singolo non trasferibile, ma è cosa che faremo più avanti.

Per intanto descriveremo il sistema Giapponese.
In base al nuovo sistema elettorale, i 480 seggi della Camera Bassa vengono divisi in due gruppi:
– 300 membri sono eletti in altrettanti distretti uninominali
– 180 membri sono eletti in 11 circoscrizioni elettorali

 Per essere più precisi, vi elenco le 11 circoscrizioni proporzionali:

 

Nome circoscrizione

Prefetture della  circoscrizione

Numero seggi

1

Hokkaido

Hokkaido

8

2

Tohoku

Aomori, Iwate, Miyagi, Akita, Yamagata,

Fukushima

14

3

Kanto (North)

Ibaraki, Tochigi, Gunma, Saitama

20

4

Kanto (South)

Chiba, Kanagawa, Yamanashi

22

5

Tokyo

Tokyo

17

6

Hokuriku-Shin’etsu

Niigata, Toyama, Ishikawa, Fukui, Nagano

11

7

Tokai

Gifu, Shizuoka, Aichi, Mie

21

8

Kinki

Shiga, Kyoto, Osaka, Hyogo, Nara, Wakayama

29

9

Chugoku

Tottori, Shimane, Okayama, Hiroshima, Yamaguchi

11

10

Shikoku

Tokushima, Kagawa, Ehime, Kochi

6

11

Kyushu

Fukuoka, Saga, Nagasaki, Kumamoto, Oita,

Miyazaki, Kagoshima, Okinawa

21

Totale

 

 

180

Nei collegi uninominali, viene eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti.
Nelle 11 circoscrizioni, invece, i seggi sono assegnati in proporzioane al numero di voti ottenuti da ogni partito in base alla formula d’Hondt.

Come già analizzato, la formula d’Hondt funziona in questo modo:

 

Partito A

Partito B

Partito C

Vito

270,000

354,000

140,000

Diviso per 1

2) 270,000

1) 354,000

4) 140,000

per 2

5) 135,000

3) 177,000

10) 70,000

per 3

7) 90,000

6) 118,000

46,667

per 4

67,500

8) 88,500

35,000

per 5

54,000

9) 70,800

28,000

Esito

3 seggi

5 seggi

2 seggi

 Ogni elettore può votare per un candidato partecipante al distretto uninominale e per il partito politico che presenta la propria lista di candidati nella regione.
Attenzione: il sistema non è fondamentalmente proporzionale come in Germania o in Nuova Zelanda, paesi nei quali è la competizione proporzionale a stabilire in ultima analisi quanti seggi verranno assegnati ai partiti.
In Giappone, il sistema è realmente misto, in quanto i candidati che vincono nei collegi uninominali ottengono il seggio a prescindere dal risultato del proprio partito nella corsa proporzionale.

Written by sistemielettorali

25 agosto 2009 a 16:02

Una Risposta

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  1. […] nulla a che vedere con le comparsate televisive della Carfagna). No, perché il Giappone ha un sistema elettorale a rappresentanza mista (uninominale e proporzionale: una parte dei membri viene eletta proporzionalmente su base […]


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