Sistemi elettorali

Voto singolo trasferibile e indici di proporzionalità

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Abbiamo spiegato a grandi linee il funzionamento del voto singolo trasferibile. Ne parleremo ancora più avanti, intanto affrontiamo una diatriba sulla proporzionalità di questo sistema elettorale.
Infatti, il STV viene solitamente catalogato tra i sistemi proporzionali, sebbene alcuni studiosi non siano d’accordo.
Cogliamo quindi la palla al balzo per dare uno sguardo ai livelli di proporzionalità dei sistemi elettorali vigenti in Irlanda, Malta e Australia (Senato), ma anche in alcuni paesi che adottano il proporzionale.
Nessun intento scientifico, ma solamente un tentativo a livello divulgativo di capire di più.
Innanzitutto, nella tabella che segue, proponiamo un breve riassunto delle caratteristiche dei sistemi presi in considerazione.

paesi
La scelta degli esempi è caduta su quei sistemi che ci danno uno spettro il più ampio possibile. E che ci facciano analizzare ogni aspetto interessante.
Sono state prese in considerazione tre elezioni legislative per ogni paese, tra le più recenti. Da esse abbiamo poi ricavato i tre indici di proporzionalità presenti nella prossima tabella: Loosemore-Hanby, Gallagher e Lijphart.

prop

Che cosa notiamo?
Balza subito all’occhio che il fattore determinante di un sistema elettorale è la grandezza delle circoscrizioni, cioè il numero di membri eletti in ogni distretto. Nei sistemi proporzionali, il numero dei rappresentanti  determina quanto saranno proporzionali gli esiti della contesa. Infatti, sistemi che raggiungono il più alto grado di proporzionalità utilizzano circoscrizioni molto ampie (Olanda e Israele) in quantotali circoscrizioni sono in grado di assicurare che ogni piccolo partito sia rappresentato in parlamento.
Nei distretti piccoli, invece, la soglia effettiva è più alt. Ad esempio, in distretti che eleggono solo tre membri (come in Spagna), un partito dovrà conquistare almeno il 25%+1 dei voti per assicurarsi un seggio. In questo caso, una lista con il 10% dei voti non verrà probabilmente rappresentata e i voti di quegli elettori andranno persi.
In distretti con 9 seggi da ripartire, invece, il 10%+1 dei voti garantisce la conquista di almeno un seggio.
Nei casi in tabella, appare subito evidente che,vome detto, Olanda e Israele assicurano alti livelli di proporzionalità a differenza della Spagna, proprio per le dimensioni delle circoscrizioni.
Non c’è però solo questa caratteristica. Dobbiamo guardare anche alle soglie esplicite di sbarramento.
Mentre la grandezza dei distretti influenzano le soglie implicite, gli sbarramenti possono essere legalmente imposti e quindi essere formali. In Turchia, ad esempio, lo sbarramento esplicito è del 10%, mentre in Olanda è solo dello 0,67%. I partiti che non raggiungono tle soglia sono esclusi.
Il caso turco è eclatante. Pensiamo alle elezioni tenute in questo paese nel 2002: la gran parte delle liste presenti non hanno raggiunto tale soglia. Ben il 46% dei voti validi è andato perso.
In Polonia, nel 1993, anche con una soglia del 5% per le liste e dell’8% per le coalizioni, più del 34% dei voti andarono a liste che  on superarono lo sbarramento.

Written by sistemielettorali

27 luglio 2009 a 17:42

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