Sistemi elettorali

Archive for giugno 2009

Albania, proiezioni danno partito al governo in vantaggio

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Voto Albania, proiezioni danno partito al governo in vantaggio

di Benet Koleka  (Il Manifesto)

TIRANA (Reuters) – La coalizione al governo in Albania è in vantaggio di cinque seggi rispetto all’opposizione oggi, dopo il conteggio di oltre due terzi dei voti in un’elezione che, secondo gli osservatori internazionali, non è stata completamente regolare. Il conteggio è rallentato durante la notte, mentre il partito Socialista all’opposizione di Edi Rama e il partito Democratico del primo ministro Sali Berisha si scambiavano accuse di intimidazione nei centri in cui si votava. La Missione Internazionale per l’Osservazione delle Elezioni ha dichiarato che sono stati registrati dei progressi rispetto alle votazioni precedenti, ma che l’Albania deve fare di più per rispettare gli standard. Unione europea e Stati Uniti vedono queste elezioni come un test per valutare la maturità democratica dell’Albania e la sua idoneità a far parte del blocco europeo. La presidenza di turno svedese all’Ue valuterà nuovamente la candidatura dell’Albania alla luce del rapporto finale degli osservatori sulle elezioni. Un rappresentante di un piccolo partito ha dichiarato che sono stati rubati dei voti. “Il mio voto e quello di mia moglie non figurano nelle registrazioni dei voti”, ha detto Gilman Bakalli, del partito polo della Libertà. “Anche i voti del mio staff e dei miei parenti sono andati persi”. Dopo lo scrutinio del 73,65% dei voti, la coalizione guidata dai democratici di Berisha si è aggiudicata 71 seggi contro i 66 della coalizione condotta dai socialisti. La coalizione Integrazione Socialista ha ottenuto tre seggi. I Socialisti hanno ricevuto il 40,9% dei voti, mentre i Democratici hanno ricevuto il 39.97%. Il numero dei seggi ottenuti verrà ricalcolato dopo il conteggio di tutti i voti in base al sistema proporzionale regionale, applicato per la prima volta in queste elezioni. “Se il conteggio va avanti a questa velocità, penso che sarà finito entro mezzogiorno, tranne che in due centri, a meno che il processo venga bloccato”, ha detto Leonard Olli , portavoce della Commissione Centrale per le Elezioni (Cec). L’Albania ha firmato un accordo di associazione con l’Unione europea nel giugno 2006, e si è candidata all’ingresso nel blocco in aprile 2009, ma l’Ue afferma che il Paese deve mettere in atto una serie di riforme. Olli Rehn, commissario Ue per l’Allargamento, e funzionario incaricato alle trattative con l’Albania, ha detto ieri che il Paese dovrà fare di meglio nella gestione delle elezioni in futuro, e ha parlato di violazioni delle procedure.

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30 giugno 2009 at 13:16

Il sistema elettorale albanese

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albania

L’Albania affronta le proprie elezioni parlamentari domenica 28 giugno.

Sistema elettorale

L’Assemblea albanese (Kuvendi i Shqipërisë) è composta da 140 membri eletti per 4 anni.
Il sistema elettorale è una proporzionale su base regionale con liste bloccate. Vi sono 12 circoscrizioni plurinominali corrispondenti alle 12 regioni amministrative. La distribuzione dei seggi varia molto: si va dai 4 seggi della regione di Kukes ai 32 della gione di Tirana.
Qui in allegato la mappa dei distretti elettorali:
albania circoscrizioni

 

Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, i singoli partiti devono superare la soglia formale del 3% dei voti, e le coalizioni devono invece raggiungere il 5%.
Per la ripartizione dei seggi, si utilizza la formula del divisore d’Hondt (1,2,3,4…) per la prima assegnazione e la Sainte Lagüe (1,3,5,7,9…) per distribuire i seggi ai partiti facenti parte di una colazione.
Questo sistema elettorale ha rimpiazzato il sistema misto in vigore fino a novembre 2008. In base al vecchio sistema, 100 parlamentari venivano eletti con un maggioritario a doppio turno in collegi uninominali aventi un numero più o meno uguale di elettori.
Gli altri 40 membri dell’Assemblea venivano invece eletti tramite liste di partiti o coalizioni di partiti in base ad un sistema proporzionale. Il numero totale dei deputati doveva essere proporzionale ai voti validi conquistati su scala nazionale nella prima tornata elettorale. I partiti aventi meno del 2,5% dei voti e le coalizioni con meno del 4% venivano escluse dall’assegnazione dei seggi supplementari.

Le modifiche alla legge e le aspettative

Il Parlamento Albanese ha approvato lo scorso anno l’introduzione di un nuovo sistema elettorale con 112 voti a favore, uno contrario e quattro astenuti. La nuova riforma elettorale è stata votata dopo un’intensa battaglia portata avanti a colpi di scioperi della fame, dibattiti e discussioni in merito ai cambiamenti costituzionali rappresentati dalla nuova legge elettorale per l’Albania. Non hanno preso parte alle votazioni solamente i deputati del Movimento Socialista per l’Integrazione (LSI), del Partito Socialista ’91 e del Partito Democristiano (PDK), promotori dello sciopero della fame protrattosi per circa sette giorni e cominciato proprio per esprimere la propria protesta.
Questa modifica è stata criticata dai partiti più piccoli, ma sostenuta dai due maggiori, il Partito Democratico del premier Sali Berisha e il Partito Socialista del sindaco di Tirana Edi Rama.
I partiti minori lamentano che il nuovo sistema elettorale li sfavorirà: al di là delle soglie esplicite, infatti, vi sarà una soglia implicita per ogni circoscrizione. Si va dal probabile 3% a Tirana, fino al 25% a Kukes, anche se alcuni studiosi albanesi ritengono che questa “forchetta” si aggirerà dal 5% al 15%. Lamentano inoltre l’applicazione di due distinte formule per l’assegnazione dei seggi, che favoriranno i piccoli partiti coalizzati piuttosto che quelli che correranno da soli.
Come detto, nelle circoscrizioni più piccole è probabile che questi partiti non otterranno alcuna rappresentanza. Questo potrà succedere anche per il LSI che ha un consenso di circa l’8% su scala nazionale. Potrebbe invece non avvenire per l’Unione per i firitti umani (PBDNJ, partito della minoranza greca): il suo 4% di consenso è caratterizzato da una forte concentrazione territoriale.

Le ultime elezioni

Elezioni parlamentari, 3 luglio 2005

Parties Votes PR % Seats Constituencies PR Total
Partito Democratico (Partia Demokratike e Shqipërisë) 104,796 7.67 56 0 56
Partito Socialista (Partia Socialiste e Shqipërisë) 121,412 8.89 42 0 42
ALDM-Fronte Nazionale (Partia Balli Kombëtar Shqiptar) 457,143 33,46 0 18 18
ALDM-Partito Repubblicano (Partia Republikane e Shqipërisë) – 11 11
ALDM-Nuovo Partito Democratico (Partia Demokrate e Re) – 4 4
ALDM-Partito Demoscristiano (Partia Demokristiane e Shqipërisë) – 2 2
ALDM-Unione Liberaldemocratica (Bashkimi Liberal Demokrat) – 1 1
ALDM-Fronte Democratico Nazionale (Partia Ballik Kombëtar Demokrat) – – –
ALDM-Unione Democratica Albanese (Partia e Bashkimit Demokrat Shqiptar) – – –
ALDM-Movimento di Liberazione per i diritti umani (Lëvizja për të Drejtat dhe Liritë e Njeriut) – – –
Partito Socialdemocratico (Partia Socialdemokrate e Shqipërisë) 174,103 12.74 0 7 7
Movimento Socialista per l’integrazione (Lëvizja Socialiste për Intigrim) 114,798 8.40 1 4 5
Partito Ambientalista Agrario (Partia Agrare Ambientaliste) 89,635 6.56 – 4 4
Alleanzs Democratica (Partia Aleanca Demokratike) 65,093 4.76 – 3 3
Democrazia Sociale (Partia Demokracia Sociale e Shqipërisë) 57,998 4.25 – 2 2
Unione per i diritti umani (Partia Bashkimi për të Drejtat e Njeriut) 56,403 4.13 – 2 2
Altri 1 1
Totale 1,366,226 100.0 100 40 140

Fonte: OSCE
I candidati Aliansa për Liri, Drejtësi dhe Mirëqenie, Partito Repubblicano e alleati hanno supportato i candidati del PDS nei collegi.

Alleanze

Per queste elezioni, si presentano 26 partiti organizzati in 4 coalizioni.
Il Partito Democratico di Sali Berisha al governo (DP) cappeggia la coalizione “Alliance for Changes”, composta da 10 partiti.
Un’altra coalizione di destra è composta dal Partito Democristiano.
L’opposizione principale, il Partito Socialista di Edi Rama, ha 5 alleati, che insieme formano l’alleanza di sinistra “Unification for Changes”.
Il Movimento Socialista per l’Integrazione (SMI) è leader della quarta coalizione, di sinistra alternativa, chiamata “Socialist Alliance”.

Nel dettaglio:

1. Unione per il Cambiamento (socialdemocratici, progressisti)
Partito Socialista d’Albania
Partito Socialdemocratico
Unione per i Diritti dell’Uomo
Partito della Democrazia Sociale
G99

 2. L’Alleanza del Cambiamento (democratici-conservatori)
Partito Democratico
Partito Repubblicano
Partito Aleanza Democratica
Partito Agrario Ambientalista
Unione Liberal Democratica
Partito per Giustizia e Integrazione
Partito Movimento della Legalità
Movimento Democristiano
Partito del Fronte Nazionale
Partito del Fronte Nazionale Democratico

3. Alleanza Socialista per l’Integrazione (socialisti)
Movimento Socialista per l’Integrazione
Vero Partito Socialista ’91
Partito Verde Albanese
Movimento delle Libertà e Diritti dell’Uomo
Partito “Nuova Tolleranza”

4. Alleanza “Il Polo della Libertà” (conservatori, democratici-cristiani)
Partito Democristiano
Movimento per Sviluppo Nazionale
Partito dell’Unione Democratica
Partito Conservatore
Partito “La Via della Libertà”
Partito delle Riforme Democratiche


Allegato

THE ELECTORAL CODE OF THE REPUBLIC OF ALBANIA
(Approved by Law no. 10 019, dated 29.12.2008)

ALLOCATION OF SEATS
CHAPTER I
SEATS FOR THE ASSEMBLY

Article 162
Calculation of seats of the electoral subjects
1. Not later than 3 days from the completion of the appeals process against a decision
on the approval of results of the electoral zone or the invalidation of elections in
accordance with this Code, the CEC calculates the allocation of seats for each electoral
zone based on the number of valid votes obtained by the subjects in the electoral zone.
For elections to the Assembly, parties that run on their own and that have obtained less
than 3 percent and coalitions that have obtained less than 5 percent of the valid votes in
the respective electoral zone are excluded from the allocation of seats.
2. The number of valid votes in the electoral zone for each subject is divided
continuously by consecutive natural numbers, called denominators, starting with the
number 1 and ending with the natural number that corresponds to the number of seats
allocated to the respective electoral zone. The step from one denominator to the next is 1.
If the quotient obtained through the division is a number with a decimal remainder, the
nearest whole number is to be considered as the quotient.
3. When the electoral subject is a candidate proposed by the voters, his votes are
divided only by the denominator 1.
4. The quotients obtained through each division, also including the result of point 3 of
this article, are placed on a list ranked from the largest quotient to the smallest one, listing
alongside them the subject to which the respective quotient belongs. If the quotient is a
number with a decimal remainder, the nearest whole number is to be considered as the
quotient. The ranking of the quotients continues until it reaches the number of seats to be
allocated in that electoral zone.
5. An electoral subject is allocated the number of seats equal to the number of
quotients included in the list specified in point 4 of this article. If, for the allocation of the
last seat in the list specified in point 4 of this article, there are two or more electoral
subjects with the same quotient, the seat is allocated to the subject that has obtained the
largest number of votes and, if they have obtained the same number of votes, then it is
decided by lot among those subjects. The lot is drawn publicly at the CEC in the presence
of the interested subjects.
Article 163
Allocation of seats within a coalition
1. Immediately after the completion of the calculation of the result in accordance with
article 162 of this Code, the CEC calculates the allocation of seats inside coalitions for
each electoral zone, based on the number of valid votes won by each member party of the
coalition in the respective electoral zone and on the number of seats won by the coalition
in the respective electoral zone.
2. The number of valid votes for each party is divided continuously by odd natural
numbers, called denominators, starting with number 1 and by ending with the natural
number that corresponds to the double of the number of seats allocated to the respective
electoral zone. If the quotient obtained through the division is a number with a decimal
remainder, the closest whole number is to be considered the quotient.
3. The quotients obtained through each division are placed on a list ranked from the
largest quotient to the smallest one, listing alongside them the subject to which the
respective quotient belongs. If the quotient is a number with a decimal remainder, the
nearest whole number is to be considered as the quotient. The ranking of the quotients
continues until it reaches the number of seats allocated to the coalition in the respective
electoral zone.
4. A political party is allocated a number of seats equal to the number of quotients
included in the list defined in point 3 of this article. If, for the allocation of the last seat in
the list defined in point 3 of this article, there are two or more subjects with the same
quotient, the seat is allocated to the subject that has obtained the largest number of votes
and, if they have obtained the same number of votes, then it is decided by lot among
those parties. The lot is drawn publicly at the CEC in the presence of the interested
subjects.
5. Immediately after the completion of the procedures for the allocation of seats to
each political party in accordance with this article, the CEC determines the nominal seats
for each political party based on the list of candidates deposited in accordance with point
4 of article 67 of this Code, in a descending order, starting from the ordinal number one.
6. A party chairman who has been registered on more than one list, in accordance
with point 3 of article 67 of this Code, and who has won a seat in more than one electoral
zone, keeps only the seat won in the electoral zone where the winning list has received
the smallest number of votes, in accordance with the calculations of articles 162 and 163
of this Code. The other seats won by the party’s chairman are allocated to the other
candidates who rank immediately after him on the respective multi-name list.
7. The allocation of seats for each electoral zone, in accordance with article 162 and
this article, is approved by a decision. The decision is taken separately for each electoral
zone. The decision can be appealed to the Electoral College in accordance with the
procedures of Part XI of this Code by the subjects provided in point 1 of article 124,
including also the candidates of the multi-name lists.

Le elezioni presidenziali in Iran: regolari o truccate?

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iran

Dalla dichiarazione di vittoria di Mahmoud Ahmadinejad nelle presidenziali iraniane, sono proliferate le accuse di frode.
Ahmadinejad, contro ogni aspettativa, ha ottenuto un buonissimo risultato nelle aree urbane, inclusa Tehran, dove si pensava fosse molto impopolare, ma anche a Tabriz, la città del candidato Hussein Mousavi. Alcuni hanno puntato l’indice sul risultato mediocre di Mehdi Karroubi, un altro candidato riformista, ed in particolare nella sua provincia del Lorestan, nella quale Ahmadinejad ha conquistato il 71% dei voti.
Si sono inoltre sollevati parecchi dubbi nella percentuale di voto di Ahmadinejad nelle province iraniane, a differenza delle ampie variazioni avvenute nelle passate elezioni.
Questi indizi, secondo alcuni, vanno tutti in direzione di una possibile frode. In questo senso, vari esperti hanno quindi speculato sui risultati elettorali pubblicati dal Ministero dell’Interno iraniano.
Ma non vi sono solo indizi per quanto suggestivi. Possiamo anche utilizzare le statistiche in maniera più sistematica per mostrare che una frode elettorale è probabilmente avvenuta.
Vediamone alcune.

1 – concentriamoci sui conteggi, il numero dei voti ricevuti dai differenti candidati nelle varie province, e in particolare l’ultima e la penultima cifra di questi numeri. Per esempio, se un candidato ha ricevuto 14.579 voti in una provincia (esempio reale dei voti conquistati da Karroubi ad Isfahan), noi ci focalizzeremo sulle cifre 7 e 9.
Ciò potrebbe a prima vista apparire strano, poiché queste cifre solitamente non decidono i vincitori.
Infatti, le ultime cifre non ci dicono nulla sui candidati, sulla composizione dell’elettorato, sul contesto dell’elezione.
Queste sono casualità nel senso che un conteggio di voto corretto è probabile che termini in 1 così come in 2, 3, 4 o qualsiasi altro numero.
Ma ciò avviene proprio perchè possono servirci come test per scoprire una frode elettorale. Per esempio, un’elezione nella quale la maggioranza assoluta di un conteggio di voto provinciale termini con un 5 sarebbe sicuramente un campanello d’allarme.
Perchè questa affermazione? La ragione è che noi umani non siamo bravi a truccare i numeri. Gli psicologi cognitivi hanno scoperto che a partecipanti ad esperimenti di laboratorio è stato richiesto di scrivere sequenze di numeri casuali. Essi tendevano a scegliere alcune cifre più frequentemente di altre. Quindi, come possiamo usare i risultati elettorali in Iran? Innanzitutto, abbiamo preso in considerazione gli esiti pubblicati dal Ministero dell’Interno e ripresi dal sito web di Press TV, un canale di notizie fondato dal Governo iraniano. Il ministero ha fornito i dati di 29 province e noi abbiamo esaminato il numero di voti che i quattro candidati principali, Ahmadinejad, Mousavi, Karroubi e Mohsen Rezai, hanno ottenuto in ognuna delle province, un totale di 116 numeri. I numeri appaiono strani. Abbiamo trovato troppi 7 e non abbastanza 5 nell’ultima cifra. Questo perchè ci saremmo aspettati che ogni cifra si fosse presentasse per una quota del 10% nei conteggi di voto. Ma nei risultati provinciali, la cifra 7 compare nel 17% delle volte, e solo per il 4% dei casi compare il numero 5.
Queste due forti escursioni dalla media sono estremamente improbabili. Meno di quattro su cento elezioni senza brogli producono questi esiti. Per usare un termine di comparazione, possiamo analizzare il conteggio dei voti per McCain e Obama nelle ultime presidenziali statunitensi. Le frequenze delle ultime cifre in questo esito elettorale non ha mai superato il 14% così come non è mai sceso sotto il 6%, uno schema che si ripete 70 volte su 100 nei casi di elezioni prive di brogli.

2 – Ma non è tutto. Gli psicologi hanno anche scoperto che gli umani hanno dei problemi nel generare cifre non consecutive (come 64 o 17, in opposizione al 23) come ci si aspetterebbe di frequente in una sequenza di numeri casuali.
Per controllare deviazioni di questo tipo esaminiamo le coppie delle ultime e penultime cifre nei conteggi di voto iraniani. In media, se l’esito non è stato manipolato, il 70% di queste coppie dovrebbero consistere di cifre distinte e non consecutive.
Non è così per i dati iraniani: solo il 62% di queste coppie contengono cifre non consecutive.
Ciò potrebbe non suonare troppo differente dal 70%, ma la probabilità che elezioni regolari producano una differenza così ampia è minore del 4,2%. E mentre il nostro primo test, la variazione delle frequenze dell’ultima cifra, suggerisce che il voto per Rezai è il più irregolare, la mancanza di cifre non consecutive è più singolare nei risultati riportati da Ahmadinejad.
Ognuno di questi due test presenta una forte evidenza del fatto che i risultati forniti dal Ministero degli Interni iraniano siano stati manipolati.
Ma presi nel suo insieme, danno spazio a ben pochi dubbi. La probabilità che elezioni giuste producano troppe poche cifre non
Consecutive e deviazioni sospette nelle frequenze dell’ultima cifra è inferiore allo 0,5%
In altre parole, un caso che prevede una probabilità su duecento per verificarsi.

3 – Parliamo di un principio conosciuto nelle ispezioni finanziarie, e si richiama ad un fenomeno conosciuto come Legge di Benford.
La variabile casuale di Benford meglio nota come Legge di Benford o legge della prima cifra descrive la probabilità che un numero presente in molte raccolte di dati reali (p.es. popolazione dei comuni, quotazione delle azioni, costanti fisiche o matematiche, numero di strade esistenti nelle località) cominci con una data cifra, per esempio “1”, che secondo questa variabile casuale discreta dovrebbe essere nel 30,1% dei casi la prima cifra.

P(n) = log10(n + 1) − log10(n) = log10(1 + 1 / n)

prima cifra prime due cifre P(x=n) n P(x=n)
1 30,1% 10 4,1%
2 17,6% 11 3,8%
3 12,5% 12 3,5%
4 9,7% 13 3,2%
5 7,9% 14 3,0%
6 6,7% … …
7 5,8% etc.
8 5,1% …
9 4,6% 99 0,4%

La legge di Benford pare sia stata scoperta dal matematico e astronomo Simon Newcomb e descritta in “American Journal of Mathematics” nel 1881. Secondo quello che forse è solo un aneddoto, Newcomb notò che nei libri con le tabelle dei logaritmi le pagine con le tabelle aventi “1” come prima cifra fossero molto più sporche delle altre, probabilmente perché usate più spesso. Venne controargomentato che in qualsiasi libro al quale si accede alle pagine in modo sequenziale le prime sarebbero state più usate delle ultime.
Successivamente, nel 1938, il fisico Frank Benford analizzò raccolte di numeri di molti altri ambiti di applicazione e così questa legge gli venne attribuita.
Nel 1996 Ted Hill dimostrò il teorema sulle distribuzioni miste.
Tuttavia è necessaria prudenza prima di applicare la legge di Benford, in quanto solo un insieme di numeri scelti a caso da una data variabile casuale, obbedisce a tale legge, mentre in un insieme di dati “reali” può essere, ma non si deve seguire se sono stati imposti anche inconsapevolmente dei limiti.
L’idea di base è quindi che un’ampia varietà di dati ha una distribuzione di prime cifre che tendono verso bassi valori. In altre parole, misure come 1345, 198 o 229 (prime cifre 1, 1 e 2 rispettivamente) capitano con molta più probabilità di 397, 745 o 9618 (prime cifre 3, 7 e 9). Un’osservazione simile si applica anche alle seconde cifre e così via, sebbene l’effetto sia molto più debole.
Questo fenomeno in qualche maniera intuitivo si verifica in molte situazioni.
Un articolo molto popolare è stato scritto da Ted Hill, un matematico che ha fornito prove rigorose sulla Legge di Benford e la sua applicabilità quando si prendono esempi casuali da distribuzioni esse stesse molto casuali. Per illustrare ciò che la distribuzione logaritmica implica, immaginiamo un investimento che raddoppia ogni 10 anni.
Ci vorrebbero 10 anni, partendo da 1.000, per arrivare a 1.999 (prima cifra=1, in ogni caso), ma solo 10 anni per passare da 4.000 a 7.999 (prima cifre=4,5,6 o 7).
In questo caso, 1 è il numero più comune che si ripete. Questo è solo un esempio di una distribuzione logaritmica. Un principio simile può essere spesso utilizzato per individuare possibili frodi elettorali.
Boudewijn Roukema, un astronomo dell’Università Nicolò Copernico di Torun, Polonia, nelle scorse settimane ha analizzato i dati provenienti dal Ministero degli Interni iraniano per i quattro maggiori candidati nelle 366 zone di voto.
In breve, ha trovato marcate deviazioni, inclusi troppi numeri che iniziavano per la cifra 2 e non abbastanza 1 nei numeri di Ahmadinejad. Egli ha anche riportato uno strano fenomeno: troppi 7 nei totali di Karroubi. Ma Walter Mebane dell’Università del Michigan, ha sottolineato che le distribuzioni delle prime cifre spesso non seguono granchè la Legge di Benford. In realtà, ciò è stato originariamente notato da Benford stesso. Nel caso degli esiti elettorali, una ragione importante per la quale la Legge di Benford può fallire è che i distretti elettorali non sono necessariamente ritagliati a caso (ricordiamo che Hill ha assunto che le distribuzioni variano casualmente; qui una distribuzione può essere considerata come una circoscrizione). Per esempio, se le circoscrizioni sono organizzate per raggruppare 100.000 persone ognuna, allora esse produrranno molti 4 e 5 come prime cifre.
Così l’opinione di Roukema non è inequivocabilmente convincente.
E dopo le prime cifre? Mebane propugna l’utilizzo delle seconde cifre (per esempio, il 5 nel numero 4.567).
Le seconde cifre non mostrano un trend forte e quindi richiedono analisi statistiche accurate. Mebane ha cominciato analizzando i risultati del 2009. A livello dei 366 collegi, ha scoperto che i risultati rimangono aderenti alle aspettative. Comunque, egli ha recentemente recuperato i dati di 12 province. A questo livello molto dettagliato, ha scoperto deviazioni dalla distribuzione attesa delle seconde cifre per Karroubi e Rezaee.
Cos’è avvenuto? Oltre l’80% dei voti mostravano numeri di voti con una sola cifra e oltre il 70% mostrava numeri ad una sola cifra a favore di Rezaee. Per questi casi non vi sono seconde cifre da testare. In situazioni del genere non è scontato che la distribuzione delle seconde cifre obbediscano alla Legge di Benford.

4 – Ma un’altra evidenza può approcciare il problema: i sondaggi pre-elettorali.
Possiamo notare che a Tehran, Ahmadinejad ha sovraperformato tutti e sei i sondaggi pre-elettorali con una media di 16 punti percentuali. Ora guardiamo gli altri candidati.
Nei 12 sondaggi tenuti dal 1 maggio, il sostegno per questi candidati è stato: Karroubi 7+/-1% and Rezaee 8+/-4% (media e SEM)
Nei risultati ufficiali, Karroubi ha ottenuto lo 0,9% e Rezaee l’1,7%. Dove sono finiti gli altri voti?
Forse non ci sono mai stati, il che farebbe pensare ad un sostanziale fallimento dei sondaggi tenuti in Iran.
Una seconda possibilità è che i candidati dei partiti minori si siano riversati a favore di Ahmadinejad o Mousavi quando è venuto il momento di votare. In Iran tale comportamento non è comune, e sicuramente non è avvenuto nelle presidenziali del 2005.

5 – Un’altra possibilità è che i voti dei partiti minori siano stati fraudolentemente trasferiti al candidato maggiore. Questa possibilità si fa consistente in base all’analisi statistica del professor Mebane. Inoltre, il sostegno totale nei sondaggi d’opinione per Karroubi e Rezaee non è molto lontano dai 16 punti di differenza a Tehran che abbiamo indicato prima. Ciò cosa significa? Se i voti per il candidato del partito minore sono stati trasferiti a favore di Ahmadinejad, è ragionevole che egli non avesse in partenza ottenuto il 50% dei voti, il che lo avrebbe portato al ballottaggio .

6 – Una cosa che balza subito all’occhio in relazione a questi dati è che la percentuale di voto per i candidati varia molto da zona a zona in una data città. Si arriva a notare in certe città che Ahmadinejad ha ottenuto il 25% dei voti in alcuni distretti e il 90% o più in molte altre. Lasciatemi spiegare qualche mia idea in proposito.
A Mashhad, per esempio, la seconda città iraniana, Ahmadinejad ha ottenuto meno del 37% dei voti nel 10% delle zone, ma ha anche ricevuto più dell’88% dei voti in un altro 10% delle zone.
Il range interquartile è abbastanza ampio, da 57% a 82%. La varianza nella percentuale di voto di Ahmadinejad in vari distretti delle stesse città non è per nulla piccola rispetto alla varianza della percentuale di voto in tutti i distretti del paese. Se ciò sembra inusuale rispetto agli standard americani, in questo caso lo è certamente. Perchè ciò è rilevante? Supponiamo che si voglia manipolare un’elezione. Il giorno dell’elezione, si devono pubblicare gli esiti e dichiarare il vincitore, il più presto possibile per prevenire eventuali denunce da parte dell’opposizione. Pochi giorni dopo, per conquistarsi maggiore credibilità, si decompilano gli esiti di qualche provincia e città.
Ancora qualche giorno, si ripercorrono alcuni totali a livello distrettuale per darsi ancora maggiore credibilità.
Non è un problema banale, quando lo si fa per decine di migliaia di distretti creare il giusto ammontare di varianza tra zone differenti nella stessa città, in particolare considerando che a livello di distretto gli esiti devono coincidere con quelli cittadini e provinciali che si sono già riportati in precedenza. Se non si è pienamente consapevoli delle relazioni organiche nei livelli di varianza tra città e distretti, tra città e provincie, si potrebbe facilmente inserire troppo (o troppo poco) caos nel sistema. Sembra plausibile che questo sia il caso dell’Iran: hanno creato dei parametri casuali troppo alti.
Ciò detto, ci sono anche varie spiegazioni “benigne” che potrebbero spiegare l’accaduto. Forse la società iraniana è strutturata in un modo per cu esistono forti livelli di dissenso tra parti diverse della stessa città.
Forse perchè ciò che è indicato come “distretto”in Iran è significativamente diverso rispetto gli Stati Uniti.

Comunque , non vorrei andare troppo lontano affermando che le elezioni siano state irregolari. Penso però che l’evidenza dimostri che le frodi ci siano state.

I risultati ufficiali:

39,165,191 votes validi (85%),
Mahmoud Ahmadinejad – 24,527,516 – 62.63%
Mir-Hossein Mousavi – 13,216,411 – 33.75%
Mohsen Rezaei – 678,240 – 1.73%
Mehdi Karroubi – 333,635 – 0.85%

Written by sistemielettorali

24 giugno 2009 at 20:13

Referendum, è record negativo

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Referendum, è record negativo.Maroni: «Ora le modifiche dell’art. 75»
Affluenza al 23%, fallisce la consultazione sulla legge elettorale. Il ministro: ripensare strumento referendario
MILANO – Fallisce il referendum sulla legge elettorale: per nessuno dei tre quesiti proposti, infatti, è stato raggiunto il quorum. Secondo i dati definitivi diffusi dal Viminale, l’affluenza alle urne è stata del 23-24%. Nel dettaglio, per il quesito 1 (abolizione del premio di maggioranza alla coalizione più votata alla Camera) ha votato il 23,4 & degli aventi diritto; per il quesito 2 (abolizione del premio di maggioranza alla coalizione più votata al Senato) ha votato il 23,4% mentre per il quesito 3 (abolizione della possibilità per un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione) ha votato il 24,08%. Si tratta del peggior risultato di sempre nella storia dei referendum: il precedente primato negativo risale al 2003, con il 25,5% di affluenza alle urne in occasione del referendum sul reintegro dei lavoratori ingiustamente licenziati.
BALLOTTAGGI-TRAINO – I ballottaggi per le amministrative hanno agito da traino rispetto al referendum, al punto che in alcuni grandi centri chiamati a scegliere il sindaco o il presidente della provincia, il quorum, di fatto, è stato raggiunto. I dati in dettaglio città per città forniti dal Viminale lo dimostrano. Emblematici risultano, in tal senso, i casi di Firenze, Padova, Bologna e Bari. Prendendo come riferimento il quesito referendario n. 3, che a livello nazionale ha registrato la quota maggiore di votanti, nel capoluogo toscano l’affluenza ha raggiunto il 51,7%. Nella città veneta la percentuale è stata del 54,3%, a Bari del 55,2%. E a Bologna si è sfiorato il 60%.
«PROPORRÒ MODIFICHE» – Al di là dell’effetto traino in alcuni dei comuni dove si votava anche per il secondo turno del amministrative, si è trattato comunque di un flop storico, che ha spinto il ministro dell’Interno Roberto Maroni a sottolineare la necessità di «ripensare» lo strumento referendario. «Mi riservo – ha annunciato il titolare del Viminale – di avanzare nei prossimi giorni» una proposta per «riformare l’articolo 75 della Costituzione e la legge attuativa dei referendum». Il ministro ha anche annunciato che agirà legalmente contro chi lo ha offeso, accusandolo di intimidazioni. Il riferimento è al presidente del Comitato promotore per il referendum Giovanni Guzzetta, che domenica ha accusato Maroni di voler boicottare la consultazione referendaria: «In molti seggi non volevano nemmeno dare le schede per far votare per i referendum…» aveva detto Guzzetta. «Sono serenissimo: credo che in nessun Paese al mondo un ministro dell’Interno durante un comizio dica ai presidenti di seggio di non fare i furbi, quindi l’ipotesi di iniziative legali mi lascia del tutto indifferente» aggiunge ora il presidente del comitato referendario. Guzzetta non nasconde tuttavia l’amarezza per il mancato raggiungimento del quorum, mettendo in relazione il «problema dell’affluenza» con il fatto che, a suo giudizio, «di questo referendum si è parlato in questi ultimi tre giorni, nonostante la campagna sia di trenta giorni per legge. Io credo che in trenta giorni la televisione pubblica abbia dedicato non più di quattro-cinque ore».
LA LEGA ESULTA – L’esito della consultazione referendaria fa esultare invece la Lega. «Anche nei momenti più difficili e drammatici, noi siamo capaci di vincere perché la gente è con noi» ha detto il leader del Carroccio Umberto Bossi. «Messa come l’avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria» è il commento di Roberto Calderoli. «Per come era stato fatto – ha aggiunto – questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega».
«RISULTATO PREVEDIBILE» – Non è stupito della scarsa affluenza alle urne per il referendum Gianfranco Fini. «I quesiti erano troppo tecnici», ha sottolineato il presidente della Camera, «e sicuramente – ha aggiunto – c’è una certa stanchezza da parte degli elettori. Era prevedibile che fosse questo l’esito dei referendum, anche se mi dispiace dirlo». Nessuna sorpresa neanche da parte di Emma Bonino: «Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?», chiede la leader radicale. «Per quanto riguarda il nostro comportamento di nettissima denuncia del carattere sostanzialmente aberrante di questa proposta referendaria, se il nostro indirizzo è stato quello di privilegiare la partecipazione piena raccomandandola sotto la forma del “no”, essenziale è stato il nostro rifiuto più che la forma prescelta. A tal punto che io stesso ho dimenticato di recarmi a votare!» ha detto Marco Pannella. Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero «il dato politico è che gli italiani dicono no alla semplificazione bipartitica». Dello stesso avviso il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, secondo il quale «misero fallimento» del referendum dimostra che «il bipartitismo è stato bocciato».
«ORA LA RIFORMA IN PARLAMENTO» – Alla luce del flop del referendum, Pd e Pdl insistono ora sulla necessità di affidare al Parlamento il compito di rimettere mano alla legge elettorale. Il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, esponente dei democratici, saluta come «una buona notizia» il mancato raggiungimento del quorum nei referendum elettorali e legge nel risultato proprio la necessità di costruire ampie intese per la riforma della legge elettorale. Anche Massimo D’Alema auspica che «si possa tornare a discutere in Parlamento del sistema elettorale» apostrofando come «pessima» l’attuale legge in materia. Quanto al referendum, D’Alema è convinto che «l’istituto dovrebbe essere rivisitato: bisogna alzare il numero delle forme per renderlo agibile in situazioni straordinarie ed eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare». Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl «la bassissima partecipazione al voto sta a dimostrare che gli italiani hanno valutato negativamente la possibilità di modificare artificiosamente ed in modo forzato con il referendum la legge elettorale che, evidentemente, come noi da sempre abbiamo sostenuto, gli elettori hanno valutato essere materia da affidare al Parlamento».

Quesito 1 (sch. viola)
Abolizione del premio di maggioranza alla coalizione pi votata alla Camera
VOTANTI: 23.27
SI: 77.88 %
NO: 22.11 %
QUORUM NON RAGGIUNTO
Quesito 2 (sch. beige)
Abolizione del premio di maggioranza alla coalizione pi votata al Senato
VOTANTI: 23.27
SI: 77.91 %
NO: 22.08 %
QUORUM NON RAGGIUNTO
Quesito 3 (sch. verde)
Abolizione della possibilit per un candidato di presentarsi in pi di una circoscrizione elettorale
VOTANTI: 23.81
SI: 87.42 %
NO: 12.57 %
QUORUM NON RAGGIUNTO

Referendum 2009
Città di PAVIA

Affluenza alle urne
REFERENDUM 2009 TOTALE VOTANTI %
Domenica 21 giugno ore 11.30
– Referendum n. 1 1.984 3,45
– Referendum n. 2 1.980 3,44
– Referendum n. 3 2.019 3,51
Domenica 21 giugno ore 18.30
– Referendum n. 1 5.716 9,94
– Referendum n. 2 5.713 9,94
– Referendum n. 3 5.852 10,18
Domenica 21 giugno ore 22.00
– Referendum n. 1 8.266 14,38
– Referendum n. 2 8.262 14,37
– Referendum n. 3 8.509 14,80

Lunedì 22 giugno ore 15.00 maschi femmine totale %
– Referendum n. 1 5.522 5.770 11.292 19,64
– Referendum n. 2 5.523 5.771 11.294 19,64
– Referendum n. 3 5.706 5.969 11.675 20,30

ISCRITTI n. %
maschi 26.261 45,67
femmine 31.240 54,33
totale 57.501 100,00

______________________________

Comune di PAVIA
Referendum 1 Premio di maggioranza CAMERA DEPUTATI

Dettaglio Sezioni
Totale votanti 11292 su 57501 (19,64 %)
SI 8211 (77,03 % dei voti validi)
NO 2449 (22,97 % dei voti validi)
Schede bianche + nulle + voti nulli 632 (5,60 % dei voti)
Voti contestati 0 (0,00 % dei voti)
Comune di PAVIA : sezioni scrutinate 84 su 84

Referendum 1 Premio di maggioranza CAMERA DEPUTATI

Riepilogo Comune
Sez. Elettori Votanti SI NO V. Nulli + Bianche Cont.N.A.  

1 478 109 (22,80 %) 73 (73,74 %) 26 (26,26 %) 10 (0,09 %) 0 (0,00 %)
PIAZZA MUNICIPIO,2
2 631 127 (20,13 %) 89 (76,72 %) 27 (23,28 %) 11 (10,09 %) 0 (0,00 %)
CORSO MAZZINI,7
3 883 176 (19,93 %) 137 (83,54 %) 27 (16,46 %) 12 (9,45 %) 0 (0,00 %)
VIA VOLTA,17
4 735 144 (19,59 %) 103 (81,10 %) 24 (18,90 %) 17 (9,66 %) 0 (0,00 %)
CORSO MAZZINI,7
5 944 188 (19,92 %) 137 (77,40 %) 40 (22,60 %) 11 (7,64 %) 0 (0,00 %)
VIA D.SACCHI,15
6 816 168 (20,59 %) 112 (71,34 %) 45 (28,66 %) 11 (5,85 %) 0 (0,00 %)
VIA D.SACCHI,15
7 749 141 (18,83 %) 103 (78,03 %) 29 (21,97 %) 9 (5,36 %) 0 (0,00 %)
VIA TEODORICO,5
8 751 141 (18,77 %) 110 (82,09 %) 24 (17,91 %) 7 (4,96 %) 0 (0,00 %)
VIA TEODORICO,5
9 651 108 (16,59 %) 77 (77,78 %) 22 (22,22 %) 9 (6,38 %) 0 (0,00 %)
VIA CARMINE,11
10 626 112 (17,89 %) 75 (77,32 %) 22 (22,68 %) 15 (13,89 %) 0 (0,00 %)
VIA VOLTA,17
11 641 148 (23,09 %) 113 (80,14 %) 28 (19,86 %) 7 (6,25 %) 0 (0,00 %)
VIA CARMINE,11
12 695 127 (18,27 %) 107 (87,70 %) 15 (12,30 %) 5 (3,38 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,25
13 711 161 (22,64 %) 123 (83,11 %) 25 (16,89 %) 13 (10,24 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
14 747 141 (18,88 %) 110 (80,29 %) 27 (19,71 %) 4 (2,48 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
15 761 151 (19,84 %) 117 (81,25 %) 27 (18,75 %) 7 (4,96 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
16 583 127 (21,78 %) 96 (78,69 %) 26 (21,31 %) 5 (3,31 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
17 748 137 (18,32 %) 96 (73,85 %) 34 (26,15 %) 7 (5,51 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
18 0 3 (0,00 %) 2 (66,67 %) 1 (33,33 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA EMILIA,12
19 896 185 (20,65 %) 131 (77,98 %) 37 (22,02 %) 17 (566,67 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
20 889 156 (17,55 %) 98 (66,67 %) 49 (33,33 %) 9 (4,86 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
21 466 88 (18,88 %) 65 (76,47 %) 20 (23,53 %) 3 (1,92 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
22 534 73 (13,67 %) 54 (76,06 %) 17 (23,94 %) 2 (2,27 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
23 772 117 (15,16 %) 83 (74,77 %) 28 (25,23 %) 6 (8,22 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
24 923 153 (16,58 %) 110 (73,33 %) 40 (26,67 %) 3 (2,56 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
25 550 81 (14,73 %) 61 (78,21 %) 17 (21,79 %) 3 (1,96 %) 0 (0,00 %)
VIALE MATTEOTTI,63
26 786 142 (18,07 %) 105 (78,95 %) 28 (21,05 %) 9 (11,11 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
27 689 139 (20,17 %) 98 (73,13 %) 36 (26,87 %) 5 (3,52 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
28 747 123 (16,47 %) 91 (75,83 %) 29 (24,17 %) 3 (2,16 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
29 639 121 (18,94 %) 83 (81,37 %) 19 (18,63 %) 19 (15,45 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
30 774 149 (19,25 %) 101 (72,14 %) 39 (27,86 %) 9 (7,44 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
31 754 168 (22,28 %) 116 (74,36 %) 40 (25,64 %) 12 (8,05 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
32 879 181 (20,59 %) 143 (84,62 %) 26 (15,38 %) 12 (7,14 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
33 871 159 (18,25 %) 118 (80,82 %) 28 (19,18 %) 13 (7,18 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
34 852 206 (24,18 %) 153 (77,66 %) 44 (22,34 %) 9 (5,66 %) 0 (0,00 %)
VIA PORRO,4
35 822 169 (20,56 %) 130 (80,25 %) 32 (19,75 %) 7 (3,40 %) 0 (0,00 %)
VIA PORRO,4
36 700 124 (17,71 %) 89 (74,79 %) 30 (25,21 %) 5 (2,96 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
37 634 145 (22,87 %) 96 (71,64 %) 38 (28,36 %) 11 (8,87 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
38 826 160 (19,37 %) 126 (81,29 %) 29 (18,71 %) 5 (3,45 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
39 614 106 (17,26 %) 80 (77,67 %) 23 (22,33 %) 3 (1,88 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
40 925 159 (17,19 %) 117 (76,47 %) 36 (23,53 %) 6 (5,66 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
41 0 1 (0,00 %) 1 (100,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA PARCO VECCHIO,27
42 474 59 (12,45 %) 40 (74,07 %) 14 (25,93 %) 5 (500,00 %) 0 (0,00 %)
VIA SCALA,18
43 572 120 (20,98 %) 83 (72,17 %) 32 (27,83 %) 5 (8,47 %) 0 (0,00 %)
VIA SCALA,18
44 449 99 (22,05 %) 74 (76,29 %) 23 (23,71 %) 2 (1,67 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
45 891 161 (18,07 %) 118 (76,13 %) 37 (23,87 %) 6 (6,06 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
46 762 164 (21,52 %) 132 (84,62 %) 24 (15,38 %) 8 (4,97 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
47 681 155 (22,76 %) 107 (71,81 %) 42 (28,19 %) 6 (3,66 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
48 719 88 (12,24 %) 64 (74,42 %) 22 (25,58 %) 2 (1,29 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
49 745 119 (15,97 %) 84 (75,68 %) 27 (24,32 %) 8 (9,09 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
50 753 125 (16,60 %) 91 (75,83 %) 29 (24,17 %) 5 (4,20 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,30/A
51 847 144 (17,00 %) 102 (73,91 %) 36 (26,09 %) 6 (4,80 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
52 697 112 (16,07 %) 86 (79,63 %) 22 (20,37 %) 4 (2,78 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
53 806 145 (17,99 %) 106 (82,17 %) 23 (17,83 %) 16 (14,29 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
54 819 156 (19,05 %) 111 (76,55 %) 34 (23,45 %) 11 (7,59 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
55 740 151 (20,41 %) 114 (81,43 %) 26 (18,57 %) 11 (7,05 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
56 721 152 (21,08 %) 111 (76,55 %) 34 (23,45 %) 7 (4,64 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
57 718 164 (22,84 %) 127 (80,89 %) 30 (19,11 %) 7 (4,61 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
58 755 154 (20,40 %) 117 (81,82%) 26 (18,18 %) 11 (6,71 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
59 948 215 (22,68 %) 159 (80,30 %) 39 (19,70 %) 17 (11,04 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
60 916 190 (20,74 %) 142 (78,02 %) 40 (21,98 %) 8 (3,72 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
61 847 209 (24,68 %) 150 (75,38 %) 49 (24,62 %) 10 (5,26 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
62 945 200 (21,16 %) 129 (66,15 %) 66 (33,85 %) 5 (2,39 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
63 882 197 (22,34 %) 156 (82,98 %) 32 (17,02 %) 9 (4,50 %) 0 (0,00 %)
VIA SOLFERINO,38
64 897 185 (20,62 %) 130 (76,47 %) 40 (23,53 %) 15 (7,61 %) 0 (0,00 %)
VIA SOLFERINO,38
65 827 167 (20,19 %) 127 (81,94 %) 28 (18,06 %) 12 (6,49 %) 0 (0,00 %)
VIA FOSSARMATO,14
66 762 106 (13,91 %) 74 (72,55 %) 28 (27,45 %) 4 (2,40 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
67 728 110 (15,11 %) 88 (82,24 %) 19 (17,76 %) 3 (2,83 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
68 742 130 (17,52 %) 77 (66,38 %) 39 (33,62 %) 14 (12,73 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
69 695 147 (21,15 %) 99 (72,79 %) 37(27,21 %) 11 (8,46 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
70 813 130 (15,99 %) 99 (79,20 %) 26 (20,80 %) 5 (3,40 %) 0 (0,00 %)
VIA GRIFFINI,10
71 770 151 (19,61 %) 111 (77,62 %) 32 (22,38 %) 8 (6,15 %) 0 (0,00 %)
VIA GRIFFINI,10
72 762 120 (15,75 %) 91 (79,13 %) 24 (20,87 %) 5 (3,31 %) 0 (0,00 %)
VIA DON MINZONI,6
73 885 212 (23,95 %) 155 (76,73 %) 47 (23,27 %) 10 (8,33 %) 0 (0,00 %)
VIA DON MINZONI,6
74 699 176 (25,18 %) 121 (72,89 %) 45 (27,11 %) 10 (4,72 %) 0 (0,00 %)
VIA ABBIATEGRASSO,38
75 761 149 (19,58 %) 103 (70,55 %) 43 (29,45 %) 3 (1,70 %) 0 (0,00 %)
VIA ABBIATEGRASSO,38
76 934 236 (25,27 %) 158 (68,40 %) 73 (31,60 %) 5 (3,36 %) 0 (0,00 %)
VIA LOVATI,34
77 885 177 (20,00 %) 142 (82,08 %) 31 (17,92 %) 4 (1,69 %) 0 (0,00 %)
VIA LOVATI,34
78 949 226 (23,81 %) 151 (73,30 %) 55 (26,70 %) 20 (11,30 %) 0 (0,00 %)
VIA LOVATI,34
79 13 27 (207,69 %) 18 (69,23 %) 8 (30,77 %) 1 (0,44 %) 0 (0,00 %)
VIALE GOLGI,19
80 0 7 (0,00 %) 5 (71,43 %) 2 (28,57 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00%)
VIALE GOLGI,19
81 0 8 (0,00 %) 8 (100,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIALE GOLGI,19
82 0 11 (0,00 %) 6 (54,55 %) 5 (45,45 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
STRADA CAMPEGGI,40
83 0 10 (0,00 %) 5 (55,56 %) 4 (44,44 %) 1 (9,09 %) 0 (0,00 %)
STRADA CAMPEGGI,40
84 0 14 (0,00 %) 11 (84,62 %) 2 (15,38 %) 1 (10,00 %) 0 (0,00 %)
VIA MAUGERI,10

Referendum 2
Premio di maggioranza SENATO

Dettaglio Sezioni
Totale votanti 11291 su 57501 (19,64 %)
SI 8209 (77,14 % dei voti validi)
NO 2433 (22,86 % dei voti validi)
Schede bianche + nulle + voti nulli 649 (5,75 % dei voti)
Voti contestati 0 (0,00 % dei voti)
Comune di PAVIA : sezioni scrutinate 84 su 84
Referendum 2 Premio di maggioranza SENATO

Riepilogo Comune
Sez. Elettori Votanti SI NO V. Nulli + Bianche Cont.N.A.  
1 478 109 (22,80 %) 76 (76,77 %) 23 (23,23 %) 10 (0,09 %) 0 (0,00 %)
PIAZZA MUNICIPIO,2
2 631 127 (20,13 %) 91 (77,78 %) 26 (22,22 %) 10 (9,17 %) 0 (0,00 %)
CORSO MAZZINI,7
3 883 176 (19,93 %) 139 (84,24 %) 26 (15,76 %) 11 (8,66 %) 0 (0,00 %)
VIA VOLTA,17
4 735 144 (19,59 %) 101 (80,16 %) 25 (19,84 %) 18 (10,23 %) 0 (0,00 %)
CORSO MAZZINI,7
5 944 188 (19,92 %) 140 (79,55 %) 36 (20,45 %) 12 (8,33 %) 0 (0,00 %)
VIA D.SACCHI,15
6 816 168 (20,59 %) 113 (72,44 %) 43 (27,56 %) 12 (6,38 %) 0 (0,00 %)
VIA D.SACCHI,15
7 749 141 (18,83 %) 106 (80,30 %) 26 (19,70 %) 9 (5,36 %) 0 (0,00 %)
VIA TEODORICO,5
8 751 141 (18,77 %) 108 (80,60 %) 26 (19,40 %) 7 (4,96 %) 0 (0,00 %)
VIA TEODORICO,5
9 651 108 (16,59 %) 79 (80,61 %) 19 (19,39 %) 10 (7,09 %) 0 (0,00 %)
VIA CARMINE,11
10 626 112 (17,89 %) 77 (80,21 %) 19 (19,79 %) 16 (14,81 %) 0 (0,00 %)
VIA VOLTA,17
11 641 148 (23,09 %) 109 (78,42 %) 30 (21,58 %) 9 (8,04 %) 0 (0,00 %)
VIA CARMINE,11
12 695 127 (18,27 %) 107 (87,70 %) 15 (12,30 %) 5 (3,38 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,25
13 711 161 (22,64 %) 123 (83,67 %) 24 (16,33 %) 14 (11,02 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
14 747 141 (18,88 %) 110 (80,29 %) 27 (19,71 %) 4 (2,48 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
15 761 151 (19,84 %) 119 (83,22 %) 24 (16,78 %) 8 (5,67 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
16 583 127 (21,78 %) 96 (78,69 %) 26 (21,31 %) 5 (3,31 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
17 748 137 (18,32 %) 99 (76,15 %) 31 (23,85 %) 7 (5,51 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
18 0 3 (0,00 %) 2 (66,67 %) 1 (33,33 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA EMILIA,12
19 896 185 (20,65 %) 135 (80,36 %) 33 (19,64 %) 17 (566,67 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
20 889 156 (17,55 %) 101 (69,18 %) 45 (30,82 %) 10 (5,41 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
21 466 88 (18,88 %) 64 (76,19 %) 20 (23,81 %) 4 (2,56 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
22 534 73 (13,67 %) 51 (71,83 %) 20 (28,17 %) 2 (2,27 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
23 772 117 (15,16 %) 85 (75,22 %) 28 (24,78 %) 4 (5,48 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
24 923 153 (16,58 %) 107 (72,30 %) 41 (27,70 %) 5 (4,27 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
25 550 81 (14,73 %) 59 (76,62 %) 18 (23,38 %) 4 (2,61 %) 0 (0,00 %)
VIALE MATTEOTTI,63
26 786 142 (18,07 %) 106 (78,52 %) 29 (21,48 %) 7 (8,64 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
27 689 139 (20,17 %) 101 (76,52 %) 31 (23,48 %) 7 (4,93 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
28 747 122 (16,33 %) 90 (76,92 %) 27 (23,08 %) 5 (3,60 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
29 639 121 (18,94 %) 83 (79,81 %) 21 (20,19 %) 17 (13,93 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
30 774 149 (19,25 %) 100 (71,94 %) 39 (28,06 %) 10 (8,26 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
31 754 167 (22,15 %) 113 (72,90 %) 42 (27,10 %) 12 (8,05 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
32 879 181 (20,59 %) 145 (84,80 %) 26 (15,20 %) 10 (5,99 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
33 871 159 (18,25 %) 114 (78,62 %) 31 (21,38 %) 14 (7,73 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
34 852 206 (24,18 %) 153 (78,06 %) 43 (21,94 %) 10 (6,29 %) 0 (0,00 %)
VIA PORRO,4
35 822 169 (20,56 %) 130 (80,25 %) 32 (19,75 %) 7 (3,40 %) 0 (0,00 %)
VIA PORRO,4
36 700 124 (17,71 %) 89 (74,17 %) 31 (25,83 %) 4 (2,37 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
37 634 145 (22,87 %) 93 (69,92 %) 40 (30,08 %) 12 (9,68 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
38 826 160 (19,37 %) 124 (80,00 %) 31 (20,00 %) 5 (3,45 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
39 614 106 (17,26 %) 79 (76,70 %) 24 (23,30 %) 3 (1,88 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
40 925 159 (17,19 %) 118 (77,12 %) 35 (22,88 %) 6 (5,66 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
41 0 1 (0,00 %) 1 (100,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA PARCO VECCHIO,27
42 474 59 (12,45 %) 40 (74,07 %) 14 (25,93 %) 5 (500,00 %) 0 (0,00 %)
VIA SCALA,18
43 572 120 (20,98 %) 82 (71,30 %) 33 (28,70 %) 5 (8,47 %) 0 (0,00 %)
VIA SCALA,18
44 449 99 (22,05 %) 75 (76,53 %) 23 (23,47 %) 1 (0,83 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
45 891 161 (18,07 %) 118 (76,13 %) 37 (23,87 %) 6 (6,06 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
46 762 164 (21,52 %) 131 (83,97 %) 25 (16,03 %) 8 (4,97 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
47 681 155 (22,76 %) 105 (71,43 %) 42 (28,57 %) 8 (4,88 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
48 719 88 (12,24 %) 64 (74,42 %) 22 (25,58 %) 2 (1,29 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
49 745 119 (15,97 %) 84 (76,36 %) 26 (23,64 %) 9 (10,23 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
50 753 125 (16,60 %) 92 (76,67 %) 28 (23,33 %) 5 (4,20 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,30/A
51 847 143 (16,88 %) 101 (74,26 %) 35 (25,74 %) 7 (5,60 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
52 697 112 (16,07 %) 81 (77,14 %) 24 (22,86 %) 7 (4,90 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
53 806 145 (17,99 %) 107 (81,06 %) 25 (18,94 %) 13 (11,61 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
54 819 156 (19,05 %) 109 (75,17 %) 36 (24,83 %) 11 (7,59 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
55 740 151 (20,41 %) 117 (82,98 %) 24 (17,02 %) 10 (6,41 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
56 721 152 (21,08 %) 108 (75,52 %) 35 (24,48 %) 9 (5,96 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
57 718 164 (22,84%) 129 (82,17 %) 28 (17,83 %) 7 (4,61 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
58 755 154 (20,40 %) 123 (85,42 %) 21 (14,58 %) 10 (6,10 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
59 948 215 (22,68 %) 163 (81,50 %) 37 (18,50 %) 15 (9,74 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
60 916 190 (20,74 %) 136 (75,14 %) 45 (24,86 %) 9 (4,19 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
61 847 209 (24,68 %) 150 (75,38 %) 49 (24,62 %) 10 (5,26 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
62 945 200 (21,16 %) 129 (66,15 %) 66 (33,85 %) 5 (2,39 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
63 882 197 (22,34 %) 155 (82,45 %) 33 (17,55 %) 9 (4,50 %) 0 (0,00 %)
VIA SOLFERINO,38
64 897 185 (20,62 %) 128 (75,29 %) 42 (24,71 %) 15 (7,61 %) 0 (0,00 %)
VIA SOLFERINO,38
65 827 167 (20,19 %) 127 (81,41 %) 29 (18,59 %) 11 (5,95 %) 0 (0,00 %)
VIA FOSSARMATO,14
66 762 106 (13,91 %) 73 (72,28 %) 28 (27,72 %) 5 (2,99 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
67 728 110 (15,11 %) 91 (85,05 %) 16 (14,95 %) 3 (2,83 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
68 742 130 (17,52 %) 79 (68,70%) 36 (31,30 %) 15 (13,64 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
69 695 147 (21,15 %) 100 (73,53 %) 36 (26,47 %) 11 (8,46 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
70 813 130 (15,99 %) 96 (76,80 %) 29 (23,20 %) 5 (3,40 %) 0 (0,00 %)
VIA GRIFFINI,10
71 770 151 (19,61 %) 109 (76,22 %) 34 (23,78 %) 8 (6,15 %) 0 (0,00 %)
VIA GRIFFINI,10
72 762 120 (15,75 %) 90 (78,26 %) 25 (21,74 %) 5 (3,31 %) 0 (0,00 %)
VIA DON MINZONI,6
73 885 212 (23,95 %) 157 (77,72 %) 45 (22,28 %) 10 (8,33 %) 0 (0,00 %)
VIA DON MINZONI,6
74 699 178 (25,46 %) 124 (73,37 %) 45 (26,63 %) 9 (4,25 %) 0 (0,00 %)
VIA ABBIATEGRASSO,38
75 761 149 (19,58 %) 98 (68,53 %) 45 (31,47 %) 6 (3,37 %) 0 (0,00 %)
VIA ABBIATEGRASSO,38
76 934 236 (25,27 %) 160 (69,57 %) 70 (30,43 %) 6 (4,03 %) 0 (0,00 %)
VIA LOVATI,34
77 885 176 (19,89 %) 141 (81,98 %) 31 (18,02 %) 4 (1,69 %) 0 (0,00 %)
VIA LOVATI,34
78 949 227 (23,92 %) 150 (73,17 %) 55 (26,83 %) 22 (12,50 %) 0 (0,00 %)
VIA LOVATI,34
79 13 27 (207,69 %) 15 (57,69 %) 11 (42,31 %) 1 (0,44 %) 0 (0,00 %)
VIALE GOLGI,19
80 0 7 (0,00 %) 6 (85,71 %) 1 (14,29 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIALE GOLGI,19
81 0 8 (0,00 %) 8 (100,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIALE GOLGI,19
82 0 11 (0,00 %) 5 (45,45 %) 6 (54,55 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
STRADA CAMPEGGI,40
83 0 10 (0,00 %) 7 (70,00 %) 3 (30,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
STRADA CAMPEGGI,40
84 0 14 (0,00 %) 10 (71,43 %) 4 (28,57 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA MAUGERI,10

Referendum 3 Abrogazione candidature multiple

Dettaglio Sezioni
Totale votanti 11674 su 57501 (20,30 %)
SI 10341 (90,97 % dei voti validi)
NO 1027 (9,03 % dei voti validi)
Schede bianche + nulle + voti nulli 306 (2,62 % dei voti)
Voti contestati 0 (0,00 % dei voti)
Comune di PAVIA : sezioni scrutinate 84 su 84

Referendum 3 Abrogazione candidature multiple

Riepilogo Comune
Sez. Elettori Votanti SI NO V. Nulli + Bianche Cont.N.A.  
1 478 112 (23,43 %) 106 (96,36 %) 4 (3,64 %) 2 (0,02 %) 0 (0,00 %)
PIAZZA MUNICIPIO,2
2 631 136 (21,55 %) 128 (94,12 %) 8 (5,88 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
CORSO MAZZINI,7
3 883 187 (21,18 %) 176 (95,65 %) 8 (4,35 %) 3 (2,21 %) 0 (0,00 %)
VIA VOLTA,17
4 735 146 (19,86 %) 136 (96,45 %) 5 (3,55 %) 5 (2,67 %) 0 (0,00 %)
CORSO MAZZINI,7
5 944 203 (21,50 %) 186 (93,94 %) 12 (6,06 %) 5 (3,42 %) 0 (0,00 %)
VIA D.SACCHI,15
6 816 185 (22,67 %) 168 (93,85 %) 11 (6,15 %) 6 (2,96 %) 0 (0,00 %)
VIA D.SACCHI,15
7 749 159 (21,23 %) 145 (93,55 %) 10 (6,45 %) 4 (2,16 %) 0 (0,00 %)
VIA TEODORICO,5
8 751 145 (19,31 %) 133 (93,66 %) 9 (6,34 %) 3 (1,89 %) 0 (0,00 %)
VIA TEODORICO,5
9 651 118 (18,13 %) 111 (98,23 %) 2 (1,77 %) 5 (3,45 %) 0 (0,00 %)
VIA CARMINE,11
10 626 122 (19,49 %) 113 (96,58 %) 4 (3,42 %) 5 (4,24 %) 0 (0,00 %)
VIA VOLTA,17
11 641 159 (24,80 %) 147 (93,63 %) 10 (6,37 %) 2 (1,64 %) 0 (0,00 %)
VIA CARMINE,11
12 695 138 (19,86 %) 132 (97,78 %) 3 (2,22 %) 3 (1,89 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,25
13 711 164 (23,07 %) 150 (95,54 %) 7 (4,46 %) 7 (5,07 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
14 747 145 (19,41 %) 137 (95,80 %) 6 (4,20 %) 2 (1,22 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
15 761 153 (20,11 %) 143 (94,08 %) 9 (5,92 %) 1 (0,69 %) 0 (0,00 %)
VIA VERDI,2
16 583 132 (22,64 %) 118 (90,77 %) 12 (9,23 %) 2 (1,31 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
17 748 148 (19,79 %) 133 (91,10 %) 13 (8,90 %) 2 (1,52 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
18 0 3 (0,00 %) 2 (66,67 %) 1 (33,33 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA EMILIA,12
19 896 201 (22,43 %) 177 (91,24 %) 17 (8,76 %) 7 (233,33 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
20 889 163 (18,34 %) 139 (88,54 %) 18 (11,46 %) 6 (2,99 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
21 466 95 (20,39 %) 87 (94,57 %) 5 (5,43 %) 3 (1,84 %) 0 (0,00 %)
CORSO CAVOUR,49
22 534 73 (13,67 %) 64 (87,67 %) 9 (12,33 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
23 772 117 (15,16 %) 96 (84,96 %) 17 (15,04 %) 4 (5,48 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
24 923 155 (16,79 %) 126 (81,82 %) 28 (18,18 %) 1 (0,85 %) 0 (0,00 %)
VIA S.CARLO,4
25 550 83 (15,09 %) 74 (92,50 %) 6 (7,50 %) 3 (1,94 %) 0 (0,00 %)
VIALE MATTEOTTI,63
26 786 147 (18,70 %) 127 (90,71 %) 13 (9,29 %) 7 (8,43 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
27 689 143 (20,75 %) 127 (91,37 %) 12 (8,63 %) 4 (2,72 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
28 747 130 (17,40 %) 117 (90,70 %) 12 (9,30 %) 1 (0,70 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
29 639 121 (18,94 %) 106 (91,38 %) 10 (8,62 %) 5 (3,85 %) 0 (0,00 %)
VIA SIMONETTA,19
30 774 154 (19,90 %) 131 (87,33 %) 19 (12,67 %) 4 (3,31 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
31 754 171 (22,68 %) 147 (90,18 %) 16 (9,82 %) 8 (5,19 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
32 879 190 (21,62 %) 167 (90,27 %) 18 (9,73 %) 5 (2,92 %) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
33 871 166 (19,06 %) 143 (89,94 %) 16 (10,06 %) 7 (3,68
%) 0 (0,00 %)
VIA ACERBI,19
34 852 212 (24,88 %) 191 (92,72 %) 15 (7,28 %) 6 (3,61 %) 0 (0,00 %)
VIA PORRO,4
35 822 178 (21,65 %) 167 (95,43 %) 8 (4,57 %) 3 (1,42 %) 0 (0,00 %)
VIA PORRO,4
36 700 128 (18,29 %) 111 (89,52 %) 13 (10,48 %) 4 (2,25 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
37 634 146 (23,03 %) 128 (90,78 %) 13 (9,22 %) 5 (3,91 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
38 826 167 (20,22 %) 154 (93,90 %) 10 (6,10 %) 3 (2,05 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
39 614 108 (17,59 %) 88 (84,62 %) 16 (15,38 %) 4 (2,40 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
40 925 162 (17,51 %) 142 (88,75 %) 18 (11,25 %) 2 (1,85 %) 0 (0,00 %)
VIALE NECCHI,5
41 0 1 (0,00 %) 1 (100,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA PARCO VECCHIO,27
42 474 59 (12,45 %) 45 (81,82 %) 10 (18,18 %) 4 (400,00 %) 0 (0,00 %)
VIA SCALA,18
43 572 125 (21,85 %) 107 (89,92 %) 12 (10,08 %) 6 (10,17 %) 0 (0,00 %)
VIA SCALA,18
44 449 100 (22,27 %) 88 (88,89 %) 11 (11,11 %) 1 (0,80 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
45 891 165 (18,52 %) 144 (90,00 %) 16 (10,00 %) 5 (5,00 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
46 762 168 (22,05 %) 149 (90,30 %) 16 (9,70 %) 3 (1,82 %) 0 (0,00 %)
VIA MIRABELLO,85
47 681 155 (22,76 %) 133 (88,08 %) 18 (11,92 %) 4 (2,38 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
48 719 88 (12,24 %) 77 (88,51 %) 10 (11,49 %) 1 (0,65 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
49 745 120 (16,11 %) 104 (88,89 %) 13 (11,11 %) 3 (3,41 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,32
50 753 130 (17,26 %) 120 (93,75 %) 8 (6,25 %) 2 (1,67 %) 0 (0,00 %)
VIA POLLAIOLI,30/A
51 847 147 (17,36 %) 122 (84,72 %) 22 (15,28 %) 3 (2,31 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
52 697 112 (16,07 %) 94 (89,52 %) 11 (10,48 %) 7 (4,76 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
53 806 145 (17,99 %) 130 (94,20 %) 8 (5,80 %) 7 (6,25 %) 0 (0,00 %)
VIA GRUMELLO,19
54 819 159 (19,41 %) 144 (92,31 %) 12 (7,69 %) 3 (2,07 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
55 740 160 (21,62 %) 136 (90,67 %) 14 (9,33 %) 10 (6,29 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
56 721 153 (21,22 %) 125 (84,46 %) 23 (15,54 %) 5 (3,13 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
57 718 165 (22,98 %) 156 (95,12 %) 8 (4,88 %) 1 (0,65 %) 0 (0,00 %)
VIA LUNIGIANA,1
58 755 155 (20,53 %) 132 (88,00 %) 18 (12,00 %) 5 (3,03 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
59 948 215 (22,68 %) 193 (91,90 %) 17 (8,10 %) 5 (3,23 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
60 916 191 (20,85 %) 167 (88,36 %) 22 (11,64 %) 2 (0,93 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
61 847 210 (24,79 %) 180 (89,55 %) 21 (10,45 %) 9 (4,71 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
62 945 206 (21,80 %) 180 (89,11 %) 22 (10,89 %) 4 (1,90 %) 0 (0,00 %)
VIA ANGELINI,5/7
63 882 202 (22,90 %) 181 (92,35 %) 15 (7,65 %) 6 (2,91 %) 0 (0,00 %)
VIA SOLFERINO,38
64 897 191 (21,29 %) 163 (87,63 %) 23 (12,37 %) 5 (2,48 %) 0 (0,00 %)
VIA SOLFERINO,38
65 827 168 (20,31 %) 138 (86,79 %) 21 (13,21 %) 9 (4,71 %) 0 (0,00 %)
VIA FOSSARMATO,14
66 762 110 (14,44 %) 95 (90,48 %) 10 (9,52 %) 5 (2,98 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE VECCHIO,59
67 728 114 (15,66 %) 106 (92,98 %) 8 (7,02 %) 0 (0,00 %) 0 (0,00 %)
VIA PONTE V

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22 giugno 2009 at 23:21

Il Voto Singolo Trasferibile: la Quota

with one comment

La quota Droop è la quota più comunemente utilizzata per le elezioni che presentano un sistema elettorale con Voto Singolo Trasferibile (STV).
In alcuni casi, si usa anche per sistemi proporzionali con il metodo dei resti più grandi.
Nel Voto Singolo Trasferibile la quota rappresenta il numero minimo di voti che un candidato deve ricevere per poter essere eletto.
Tutti i voti che un candidato riceve in eccedenza (surplus) rispetto alla quota, vengono trasferiti ad altri candidati. La quota Droop è stata ideata nel 1868 dal matematico inglese Henry Richmond Droop (1831-1884) in sostituzione del vecchio metodo Hare.
Oggi la quota Droop è usata in quasi tutti i sistemi a Voto Singolo Trasferibile:  tra gli altri, in Irlanda, Nord Irlanda, Malta e Australia.
La quota Droop è molto simile, ma con alcune distinzioni, alla più semplice quota Hagenbach-Bischoff, che qualche volta viene liberamente collegata alla Droop.

Abbiamo già visto la formula nel precedente post del 16 giugno. In Irlanda la formula viene solitamente scritta così:

droop

 Le parentesi, sebbene non strettamente necessarie da un punto di vista matematico, sono spesso incluse in modo da eliminare qualsiasi ambiguità ai non esperti.
Se calcolata fuori sequenza, infatti, si arriverebbe a risultati errati, producendo una quota non corretta.
E’ di fondamentale importanza che si calcolino i voti totali, eliminare i voti non validi dal totale. Se calcolato correttamente, la quota Droop rappresenta il numero più piccolo di voti che garantisce che non vengano eletti più candidati rispetto al numero dei seggi da distribuire. Da un punto di vista strettamente matematico, il più piccolo numero intero più grande di voti/seggi+1 può essere scritto:

droop2

Le parentesi denotano un operazione di arrotondamento inferiore. Questo dà alla quota Droop la caratteristica speciale che è la quota integrale più piccola che assicura che il numero dei candidati in grado di raggiungerla non superi il numero dei seggi.

Andiamo a vedere ora le altre due quote più interessanti: la Hare e l’Hagenbach-Bischoff.

 Hare

La quota Hare (conosciuta anche come quota semplice) è utilizzata in alcune forme di STV e nei proporzionali con metodo dei resti maggiori. Anche in questo caso si tratta di una quota che indica il numero minimo di voti che un candidato deve ottenere per conquistare un seggio.

Questa la formula:

hare

 

Hagenbach-Bischoff

La quota Hagenbach-Bischoff è una formula utilizzata in alcuni sistemi proporzionali con metodo dei resti maggiori, così come in una variante del metodo D’Hondt conosciuto come il sistema Hagenbach-Bischoff. L’inventore di tale sistema fu il fisico e matematico Eduard Hagenbach-Boschoff (1833-1910).
La formula è la seguente:

hagen

Questa formula è in alcuni casi confusa con la quota Droop poichè i due casi sono molto simili.
Comunque, con la Hagenbach-Bischoff e ogni quota più piccola (es. Imperiali) è teoricamente possibile avere un numero di candidati eletti maggiore dei seggi disponibili. In questo caso l’esito viene considerato come un pareggio e il candidato viene scelto a caso. Alcuni studiosi di sistemi elettorali sostengono che questa quota vada utilizzata nel STV al posto della Droop per il motivo che in alcune circostanze quest’ultima può produrre risultati apparentemente non democratici.
In pratica, le due quote sono così simili che esse difficilmente producono risultati differenti in un’elezione. 

 

Utilizzo dell’Hagenbach-Bischoff nei sistemi a Voto Singolo Trasferibile

Vediamo come questo sistema funziona nelle elezioni con Voto Singolo Trasferibile.
Ipotizziamo un elezione con due seggi da assegnare, 4 candidati e 100 voti:

45 voti

25 voti

30 voti

1 Andrea , 2 Carter

1 Carter

1 Brad

Poichè ci sono 100 voti assegnati e 2 seggi, allora la quota Hagenbach-Bischoff avremo questa quota:

Iniziamo il conteggio con le prime preferenze per ogni candidato:
– Andrea 45
– Carter 25
– Brad 30

Andrea ha più di 33+1/3 dei voti. Per cui viene dichiarato eletto.  Ha quindi 11+2/3 di voti maggiore della quota. Questi voti vengono trasferiti a Carter, così avremo:
– Carter 36+2/3
– Brad 30

Carter ha ora raggiunto la quota così viene dichiarato eletto. I vincitori sono quindi Andrea e Carter.

Analisi

La quota Hare è il sistema più vecchio per il calcolo del Voto Singolo Trasferibile. Come detto, si ottiene dividendo il totale dei voti validi per il totale dei seggi da assegnare.
La quota Droop è in genere considerata migliore della Hare per due ordini di ragione.  In primo luogo, perchè la Droop elegge più candidati nella prima tornata di distribuzione dei seggi: così, il massimo numero di candidati vengono eletti con una quota piena senza il rischio teorico, a quote più piccole, di elezione di più candidati rispetto al numero dei seggi disponibili.
In secondo luogo, poichè con la quota Hare è in alcuni casi possibile che un gruppo di candidati sostenuti dalla maggioranza degli elettori perda nei confronti di una partito con la minoranza dei voti.
Prendiamo ad esempio un’elezione nella quale si assegnano 5 seggi, con 6 candidati divisi in due gruppi: Andrea, Carter e Brad (partito Alpha), Delilah, Scott e Jennifer (partito Beta). Ultimo dato, il numero degli elettori: 120.
In tabella la distribuzione dei voti:

Partito Alpha

Partito Beta

31 voti

30 voti

2 voti

20 voti

20 voti

17 voti

1-Andrea

1-Carter

1-Brad

1-Delilah

1-Scott

1-Jennifer

2-Carter

2-Andrea

2-Andrea

2-Scott

2-Delilah

2-Delilah

3-Brad

3-Brad

3-Carter

3-Jennifer

3-Jennifer

3-Scott

Possiamo notare che i sostenitori del partito Alpha riescono ad assegnare ai rispettivi candidati una posizione migliore rispetto a quelli di Beta (non consideriamo le ultime tre preferenze poichè non vanno ad influire sul risultato).
Anche gli elettori che sostengono Beta danno le loro prima tre preferenze ai propri candidati.
Cosa più importante: il partito Alpha riceve 63 voti su un totale di 120: la maggioranza assoluta, esattamente il 53%. Il partito Beta ottiene invece il 47% dei voti.

Conteggio con quota Hare

1 – la quota Hare è di 24

2 – alla prima tornata, Andrea e Carter vengono eletti, avendo raggiunto la quota minima. Andrea ha un surplus di 7 voti, Carter di 6. Entrambi i surplus vengono trasferiti a Brad (dello stesso partito). A questo punto avremo:
– Brad (Alpha): 15
– Delilah (Beta): 20
– Scott (Beta): 20
– Jennifer (Beta): 17

3 – nessun candidato raggiunge la quota. Brad è il candidato che ha riportato meno voti e viene quindi escluso. Poichè ci sono quindi tre seggi da assegnare con tre candidati restanti, questi ultimi vengono tutti eletti.

Risultato
Gli eletti sono: Andrea, Carter (Alpha), Delilah, Scott e Jennifer (Beta).

Conteggio con quota Droop

1 – la quota Droop è di 21

2 – al primo giro, Andrea e Carter vengono eletti avendo raggiunto la quota. Questa volta, Andrea riporta un surplus di 10 e Carter di 9. Questi voti in più vengono trasferiti a Brad ed avremo:
– Brad (Alpha): 21
– Delilah (Beta): 20
– Scott (Beta): 20
– Jennifer (Beta): 17

3 – Brad raggiunge la quota e viene dichiarato eletto. Non ha tuttavia alcun surplus, così Jennifer, la meno votata, viene eliminata. Rimangono quindi Delilah e Scott che vengono entrambi eletti.

Risultato
Gli eletti sono: Andrea, Carter e Brad (partito Alpha), Delilah e Scott (partito Beta).

Tuttavia, alcuni esperti hanno osservato che, anche in un sistema elettorale con Voto Singolo Trasferibile e con quota Droop, in alcuni casi è possibile che un gruppo di candidati sostenuto da una maggioranza assoluta di elettori ottenga una minoranza di seggi.
Un risultato del genere è molto più probabile con la quota Hare ma in rare circostanze può appunto capitare anche con la Droop.
L’unico metodo col quale questo rischio è totalmente eliminato è utilizzando la quota Hagenbach-Bischoff.
Vediamo un esempio.
Pensiamo ad un elezione nella quale vi siano 7 seggi da distribuire. Ci sono 8 candidati compresi in due gruppi: Andrea, Carter, Brad e Delilah sono membri del partito Alpha; Scott, Jennifer, Matt e Susan sono membri del partito Beta.  Gli elettori sono 104 e i voti sono così distribuiti:

14 voti 14 voti 14 voti 11 voti 13 voti 13 voti 13 voti 12 voti
1-Andrea 1-Carter 1-Brad 1-Delilah 1-Scott 1-Jennifer 1-Matt 1-Susan
2-Carter 2-Andrea 2-Andrea 2.Andrea 2.Jennifer 2-Scott 2-Scott 2-Scott
3-Brad 3-Brad 3-Carter 3-Carter 3-Matt 3-Matt 3-Jennifer 3-Jennifer
4-Delilah 4-Delilah 4-Delilah 4-Brad 4-Susan 4-Susan 4-Susan 4-Matt

Notiamo che gli elettori del partito Alpha riescono a piazzare tutti i propri candidati in posizione migliore rispetto a tutti i candidati di Beta (le ultime quattro preferenze degli elettori non sono mostrate poichè non vanno ad influenzare l’esito delle elezioni).
In maniera similare, gli elettori che votano per il partito Beta danno le loro prime preferenze ai propri candidati.
Cosa più importante, il partito Alpha riceve 53 voti sul totale di 104. Avendo così la maggioranza assoluta dei voti.
A questo punto, analizziamo ciò che accade in base ai metodi appena descritti.

Conteggio con la quota Droop

1 – La quota è di 14

2 – in base alle prime preferenze, Andrea, Carter e Brad (tutti del partito Alpha) raggiungono tutti la quota stabilita e vengono dichiarati eletti. Nessuno di loro ha un surplus di voti. Passiamo agli altri candidati:
– Delilah (Alpha): 11
– Scott (Beta): 13
– Jennifer (Beta): 13
– Mat (Beta): 13
– Susan (Beta): 12

3 – nessun candidato raggiunge la quota, così Delilah, che è il candidato che ha ottenuto meno voti, viene eliminato. Poichè ci sono sono 4 seggi lasciati liberi, e rimangono esattamente 4 candidati, essi vengono tutti eletti

Risultato
I candidati eletti risultano: Andrea, Carter e Brad (partito Alpha), Scott, Jennifer, Matt e Susan (partito Beta).

Conteggio con la quota Hagenbach-Bischoff

1 – la quota è di 13

2 – in base alle prime preferenze, Andrea, Carter e Brad (partito Alpha), Scott, Jennifer e Matt (partito Beta), hanno raggiunto tutti la quota e vengono tutti e sei dichiarati eletti.
Questa volta, tutti e tre gli eletti del partito Alpha hanno un surplus di voti (1 a testa).
Questo surplus viene trasferito a Delilah; in questo modo avremo:
– Delilah (Alpha): 14 voti
– Susan (Beta): 12 voti

3 – Delilah raggiunge la quota e viene dichiarata eletta

Risultato
Vengono eletti: Andrea, Carter, Brad e Delilah per il partito Alpha e Scott, Jennifer e Matt per il partito Beta.

Svantaggio della quota Hagenbach-Bischoff

A margine, mostriamo un esempio di come con la quota Hagenbach-Bischoff può eleggere un numero troppo elevato di candidati. Immaginiamo un’elezione con 3 candidati per due seggi disponibili e 300 voti:

50 voti

150 voti

75 voti

25 voti

1-Andrea

1-Andrea

1-Brad

1-Carter

2-Brad

2-Carter

2-Carter

2-Brad

La quota è di 300/(2+1)=100.
Al primo giro Andrea viene eletto con 200 preferenze, mentre Brad (75) e Carter (25) rimangono della partita.
Il surplus di Andrea di 100 voti viene trasferito in questo modo: 25 voti a Brad e 75 a Carter, portando entrambi a quota 100. Così, tutti e tre i candidati raggiungono la quota e dovrebbero essere eletti anche se ci sono solo 2 seggi da distribuire.
Un modo per risolvere questa anomalia è quello di prendere la quota calcolata inizialmente aggiungendo la più piccola frazione positiva che il conteggio permette. Una quota di 100,01 in questo esempio avrebbe evitato il presentarsi del problema.

Written by sistemielettorali

18 giugno 2009 at 21:41

Il voto singolo trasferibile

with one comment

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Il concetto di voto singolo trasferibile è stato proposto per la prima volta da Thomas Wright Hill nel 1821. Il sistema rimase inutilizzato fino al 1855, quando Carl Andræ lo propose per le elezioni in Danimarca. Il sistema di Andræ fu usato nel 1856 per eleggere il Rigsdag danese e dal 1866 fu anche adattato per le elezioni della seconda camera, il Landsting, fino al 1915.
Sebbene non fosse il primo a proporre un sistema basato sui voti trasferibili, l’inglese Thomas Hare è generalmente riconosciuto come l’inventore del Voto Singolo Trasferibile, avendo sviluppato da solo l’idea nel 1857. La visione di Hare era che il STV doveva rappresentare “un passo in avanti nella formazione del carattere individuale dell’elettore nell’esercizio del suffragio, sia in caso di maggioranza o di minoranza”. Nel sistema originario di Hare, veniva proposto inoltre che gli elettori dovessero avere l’opportunità di scoprire a quale candidato il loro voto doveva in ultimo essere assegnato, per rafforzare il loro legame personale con l’esercizio di voto.
Ciò non è necessario nelle attuali elezioni con STV dato che un elettore può scoprire come il suo voto è stato infine distribuito vedendo il dettaglio dei risultati.

Questo è particolarmente facile usando il metodo Meek, dove solo i pesi finali di ogni candidato devono essere pubblicati.

Il noto saggista politico John Stuart Mill, amico di Hare e sostenitore del STV, descrivendo con minuzia questo sistema nel suo scritto “Considerazioni sul governo rappresentativo” scrive, “di tutti i metodi grazie ai quali una rappresentanza nazionale può essere costituita, questo assicura la sicurezza maggiore per le competenze intellettuali desiderabili nei rappresentanti”.

Anche Walter Bagehot sostenne il sistema Hare per permettere a chiunque di eleggere un rappresentante, anche ideologicamente minoritario, ma mise in guardia sul fatto che il sistema Hare avrebbe potuto creare maggiori problemi di quelli che avrebbe risolto.

Il STV fu adottato in Tasmania (Stato membro dell’Australia)  dove è utilizzato costantemente fin dal 1907 per l’elezione della Camera dei Rappresentanti nella variante cosiddetta Hare-Clark. Va ricordato, infine, che è stato utilizzato anche in Estonia nelle elezioni del 1990.  Si tratta di paesi aventi tutti una consolidata tradizione democratica.

Ad oggi, il Voto Singolo Trasferibile viene utilizzato:

 Irlanda Elezioni Parlamentari (dal 1919)
Elezioni europee
Elezioni locali
Elezioni Presidenziali
 Malta Elezioni Parlamentari
Elezioni europee
Elezioni locali
 Regno Unito Irlanda del Nord Elezioni Regionali
Elezioni europee
Elezioni locali
 Scozia Elezioni locali (da maggio 2007)
 Australia In tutto il paese Elezioni del Senato
 Tasmania Elezioni della Camera dei Rappresentanti
Elezioni locali
 Nuova Zelanda Alcune elezioni locali come a Dunedin e nella capitale Wellington
 USA Elezioni nella cittù di Cambridge, Massachusetts
Alcune elezioni cittadine a Minneapolis, Minnesota (dal 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella  British Columbia, Canada, il STV fu proposto per le elezioni provinciali dalla BC Citizens’ Assembly. Nel referendum provinciale tenutosi nel 2005, i favorevoli furono il 57,6% e la vittoria si ebbe in 77 distretti elettorali su 79. Non fu comunque adottato, poichè l’affluenza non superò il quorum del 60% che il governo liberale aveva posto. I cittadini dello stato hanno votato in un secondo referendum tenutosi il 12 maggio 2009 nel quale i contrari hanno ottenuto il 61,3% contro il 38,7%.  

Il sistema elettorale del voto singolo trasferibile ha come caratteristica principale che le  candidature vengono fatte per individui e non per liste, in quanto lo scopo originario degli inventori era di assegnare un’equa rappresentanza tra tutte le diverse componenti della società evitando di aumentare il potere dei partiti e delle fazioni.

 Il sistema del voto singolo trasferibile applicato attualmente è in realtà una versione modificata di quello previsto originariamente da Hare che si basava su tre condizioni:

1 – struttura ordinale della scheda, cioè ogni elettore poteva esprimere un ordine di preferenza segnando un numero accanto al nome del candidato (ad esempio numero 1 per la prima preferenza, numero 2 per la seconda e così via). Col sistema di Hare, l’elettore non è obbligato a ordinare tutti i candidati, anche se nel caso della Tasmania la legge elettorale prevede per l’elettore l’obbligo di esprimere almeno cinque preferenze su sette affinché il suo voto sia valido;
2 – circoscrizione nazionale, cioè l’intero paese doveva rappresentare un’unica circoscrizione;
3 – quoziente naturale, dato dal rapporto tra totale dei voti validi e i seggi complessivi.

Ecco un esempio di scheda:

stvballot

Con il calcolo del rapporto sopra descritto, si ricava una quota detta quota Hare che è assunta come unità di base della rappresentanza, nel senso che si dichiarano eletti i candidati che abbiano ottenuto un numero di voti uguale o superiore a tale cifra elettorale. In seguito la quota ha subìto varie modificazioni. La ragione della correzione del quoziente risiede nell’esigenza di rendere più facilmente raggiungibile, e più agevole, la conquista del seggio.

Attualmente, nei vari stati che adottano il voto singolo trasferibile, la quota è così calcolata: Droop Quota = [Voti/(Seggi +1)]+1.

La quota corretta (Droop Quota), quindi, si ottiene dividendo il numero dei voti validi per il numero di seggi posti in palio, aumentato di uno, e incrementando il quoziente di un’altra unità.
Il meccanismo è semplice, in quanto si tratta d’abbassare il divisore secondo il metodo Hagenbach-Bischoff e aggiungere un’altra unità.
Tale variante può essere apportata al sistema senza alterarne le caratteristiche fondamentali. Inoltre i paesi che adottano il metodo del STV lo applicano, a differenza di quello proposto da Hare, in circoscrizioni di dimensioni piuttosto ridotte, per il fatto che altrimenti il conteggio diventerebbe eccessivamente complicato, anche se dobbiamo dire che con l’ausilio degli strumenti informatici tutto può essere risolto in breve tempo. Inoltre il voto singolo trasferibile presenta il problema del trasferimento del surplus dei voti, che si verifica nel caso in cui i candidati ottengano un numero di voti di prima preferenza eccedenti la quota Droop. Questo problema ha generato tutta una serie di studi aventi l’obiettivo di superare questo problema.

I passaggi per l’elezione dei candidati sono i seguenti:
1 – ogni candidato che ha raggiunto o superato la quota richiesta è dichiarato eletto;
2 – se il numero di candidati eletti non copre tutti i seggi da distribuire, il conteggio prosegue;
3 – se un candidato ottiene più voti rispetto alla quota, allora il suo “surplus” è trasferito agli altri candidati, in accordo con le preferenze successive presenti sulla scheda elettorale;
4 – se nessun candidato arriva alla quota minima prevista, il candidato con meno voti viene eliminato e i suoi voti trasferiti

Ecco lo schema relativo a quanto detto:

STVprocessing

Vediamo con un esempio di capire la meccanica del voto singolo trasferibile supponendo che in una circoscrizione elettorale vi siano tre rappresentanti da eleggere e che 120 siano i voti espressi per quattro candidati ripartiti secondo la tabella seguente:

Candidati

Neri

Bianchi

Rossi

Gialli

41

28

26

25

 

20

14

7

La quota è data da [120 / (3+1)] + 1 = 31.
Neri viene eletto avendo conquistato un numero di voti superiore alla quota.
I dieci voti eccedenti la quota (= surplus) sono ripartiti fra gli altri candidati rispettando le seconde preferenze espresse sulle schede che riportano Neri come prima preferenza. Supponiamo che sulle 41 schede del candidato vincitore le seconde preferenze siano così distribuite: 20 a Bianchi, 14 a Rossi e 7 a Gialli.

 Quindi i dieci voti eccedenti possono essere ripartiti fra i tre candidati proporzionalmente alle seconde preferenze in due modi diversi ottenendo i medesimi risultati come segue:

1 – (surplus / voti di prima preferenza del candidato che ha superato la quota Droop) x voti di seconda preferenza che si trovano sulle schede del medesimo candidato:
– per Bianchi 10 / 41 x 20 = 5;
– per Rossi 10 / 41 x 14 = 3;
– per Gialli 10 / 41 x 7 = 2.

2 – (Voti di seconda preferenza / voti di prima preferenza) x surplus.
– per Bianchi 20 / 41 x 10 = 5;
– per Rossi 14 / 41 x 10 = 3;
– per Gialli 7 / 41 x 10 = 2.

Bianchi viene eletto avendo raggiunto la quota in quanto ai 28 voti di prima preferenza se ne devono aggiungere 5 (28 + 5 = 33); Rossi da 26 passa a 29 (26 + 3 = 29); Gialli da 25 sale a 27.
Siccome nessun altro candidato è stato eletto ed è rimasto vacante un ulteriore seggio, il candidato meno votato, Gialli, viene eliminato ed è facile supporre che le seconde preferenze, espresse sulle schede di quest’ultimo, saranno tali da eleggere il candidato Rossi.

 Sul piano pratico il voto singolo trasferibile impone uno scrutinio laborioso soprattutto in presenza di lunghe liste di candidati. Ciò avviene, ad esempio, in occasione delle elezioni per il Senato australiano, dove appaiono elenchi con 50 e più nominativi e occorrono settimane per definire il risultato finale delle elezioni.
Dal punto di vista politico è stata fatta una critica più grave e più severa.
Infatti, in taluni casi, la meccanica elettorale del voto singolo trasferibile può provocare distorsioni.
Gideon Doron e Richard Kronick affermano che un candidato nel sistema Hare può essere addirittura danneggiato dal fatto di ricevere dei voti in più.

Facciamo un esempio chiarificatore.
Consideriamo una circoscrizione di due seggi; si supponga che i quattro candidati che si sono presentati raccolgano un totale di voti validi pari a 270. La quota necessaria è data dal numero di votanti (270) diviso per il numero dei seggi attribuiti più uno (2+1=3), il tutto aumentato di un’altra unità, per un totale pari a 91 voti. L’ordinamento completo delle preferenze è così costituito:

Classe

Voti

Candidati (in ordine di preferenza)

A

91

Neri

Bianchi

Rossi

Gialli

B

64

Rossi

Gialli

Bianchi

Neri

C

20

Gialli

Rossi

Bianchi

Neri

D

45

Gialli

Bianchi

Rossi

Neri

E

50

Bianchi

Rossi

Gialli

Neri

Neri con 91 voti validi viene eletto. Non essendoci surplus di prime preferenze, si procede eliminando il candidato Bianchi che ha ottenuto solo 50 voti. Questi voti sono attribuiti al candidato di seconda scelta Rossi che con il trasferimento riesce a superare la quota: Rossi con 114 voti conquista l’altro seggio.

Supponiamo ora un’unica differenza: che i due votanti (classe C) che preferivano Gialli e Rossi, nel successivo esempio preferiscano Rossi e Gialli (classe C).
Ne deriva il paradosso seguente: il candidato Neri vince avendo raggiunto la quota richiesta (91 voti). Non essendoci voti in surplus da trasferire è eliminato il candidato meno votato, ovvero Gialli, i cui 45 voti sono trasferiti alla seconda preferenza dei suoi sostenitori, in altre parole al candidato Bianchi che raggiunge la quota.
Il candidato Rossi non ha vinto, poiché due elettori della classe C lo hanno posto come prima scelta, anziché come seconda preferenza. Proprio in conformità a queste considerazioni numeriche, Doron e Kronick ritengono semplicemente ingiusto che un candidato possa perdere una votazione per aver ricevuto “troppi” voti. Certamente ne va a scapito il principio della democraticità della procedura di votazione.

Classe

Voti

Candidati

B,E

114

Rossi

Gialli

C

20

Gialli

Rossi

D

45

Gialli

Rossi

 

 

 

Rossi con 114 voti ottiene l’altro seggio.
Supponiamo ora un’unica differenza: che i due votanti (classe C) che preferivano Gialli e Rossi, nel successivo esempio preferiscano Rossi e Gialli (classe C).
Ne deriva il paradosso seguente: il candidato Neri vince avendo raggiunto la quota richiesta (91 voti). Non essendoci voti in surplus da trasferire è eliminato il candidato meno votato, ovvero Gialli, i cui 45 voti sono trasferiti alla seconda preferenza dei suoi sostenitori, in altre parole al candidato Bianchi che raggiunge la quota.

Classe

Voti

Candidati (in ordine di preferenza)

A

91

Neri

Bianchi

Rossi

Gialli

B

64

Rossi

Gialli

Bianchi

Neri

C

20

Rossi

Gialli

Bianchi

Neri

D

45

Gialli

Bianchi

Rossi

Neri

E

50

Bianchi

Rossi

Gialli

Neri

 Il candidato Rossi non ha vinto, questo perchè due elettori della classe C lo hanno votato come prima scelta, anziché come seconda. Proprio in conformità a queste considerazioni numeriche, Doron e Kronick ritengono semplicemente ingiusto che un candidato possa perdere una votazione per aver ricevuto “troppi” voti. Certamente ne va a scapito il principio della democraticità della procedura di votazione.
Dal punto di vista teorico è semplice spiegare il paradosso col metodo della scelta razionale, ma è importante sottolineare che nel caso di Malta si è realmente verificato ciò che si era in precedenza temuto.
Nonostante questa possibile irrazionalità, il voto singolo trasferibile, nella pratica, ha il vantaggio d’offrire una soluzione concreta al problema della rappresentatività.
Nella prossima discussione approfondiremo il concetto di quota e dei vari metodi che sono in uso per il trasferimento dei voti.

Written by sistemielettorali

16 giugno 2009 at 14:08

VOGLIAMO UNA CITTA’ AMICA DELLE BICICLETTE

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Pavia città a misura d’uomo? Lo era.
Pedoni, ciclisti, handicappati, bambini e anziani diventano ingombranti in una città sempre più veloce e frenetica. A volte, tanto ingombranti da diventarne vittime.
Per chi decide di utilizzare la propria bicicletta, vuoi per sport, vuoi per un semplice tragitto casa-lavoro, i rischi sono diventati quasi insostenibili. E’ diventata dura la vita per i ciclisti, ammettiamolo. Eppure, Pavia è una città che per la sua conformazione è altamente adatta alla mobilità ciclabile: dimensioni dell’agglomerato urbano, distanze, clima, scarsità di dislivelli altimetrici.

Tuttavia, le attuali infrastrutture della mobilità ciclabile vedono gravi carenze per:
– estensione e diffusione
continuità e razionalità
sicurezza, legalità e protezione

 Il quadro delle infrastrutture è largamente al di sotto della (coraggiosa) utenza attuale, e le carenze sono tali da impedire una estensione auspicabile e realistica della mobilità ciclabile a più ampie fasce di cittadini.
Particolarmente deleterio e fuorviante è l’approccio che vede la bici come un mezzo per il solo tempo libero, l’attività sportiva o una forma particolare di turismo.
Va sottolineato che invece la bici in ambito urbano è un mezzo di trasporto, con la stessa dignità di auto, moto, bus e tramvie o metropolitane, con i vantaggi noti e unici di non inquinare, non intasare e la facilità di integrazione con i trasporti pubblici.
A Pavia, secondo le statistiche, l’11% dei cittadini rientra nella popolazione dei ciclisti abituali, quelli che la bicicletta non la usano quindi solo per lo sport ma come vero e proprio mezzo alternativo alla
macchina.
Migliorare questo dato è possibile, a patto di poter usare la bicicletta in sicurezza. Nella nostra città esistono una quarantina di chilometri di piste ciclabili. In realtà, spesso non sono altro che marciapiedi condivisi coi pedoni o tratti di strada senza alcuna separazione dal traffico
automobilistico.
Ci sono, quindi, ma non creano “collegamento”.
Nel senso che spesso queste piste finiscono nel bel mezzo di una strada (vedi viale Matteotti) difficilmente attraversabile.

Alcuni esempi

Il centro storico sarebbe da percorrere su due ruote, ma se strade come corso Cairoli o Strada Nuova o via Trieste presentano un acciottolato sconnesso, sconsigliato agli anziani e alle donne incinte, come si può pretendere di liberare Pavia dalle auto?
Ecco alcuni esempi di come le ciclabili siano abbandonate a se stesse:

– la pista ciclabile di viale Libertà è perennemente ostruita dalle auto o dai camion per carico/scarico. – la pista ciclabile di viale Cesare Battisti è occupata anch’essa dalla solita auto in divieto e dai cassonetti dell’Asm. Inoltre, come già detto, al suo termine ci troviamo all’attraversamento di viale Matteotti invasa dalle auto.
– viale Gorizia per un ciclista è un percorso ad ostacoli: è stretto, passano molte macchine. Spesso molti decidono quindi di pedalare sul marciapiede davanti alle case, che è il più largo, ma il rischio è
di investire qualcuno che esce di casa o dall’ambulatorio. Ora si lavora per la pista ciclabile sul lato destro del viale: speriamo risolva questi problemi e non ne crei altri.
– chi giunge da via Tasso e deve imboccare il ponticello sul Naviglio si trova subito a strettissimo contatto con le auto e i camion e, da quel punto in avanti, non ha più una pista ciclabile a disposizione finché non ha raggiunto il centro storico. Per non parlare, restando in zona, di viale Bligny, una delle strade più trafficate da auto e biciclette e, di fatto, privo di una vera pista ciclabile.
il capolavoro delle precedenti giunte è stata la tangenziale Nord. Essendo un progetto nuovo di zecca, ben si comprende la totale indifferenza dei politici pavesi nei confronti degli utenti
della strada più “deboli”. Lo svincolo di via Olevano prevedeva una pista ciclabile pericolosa, scomoda e insensata. I progettisti, i tecnici e i funzionari dell’Anas e del Comune non hanno minimamente considerato noi ciclisti. Il risultato è che la pista attraversa lo svincolo della tangenziale di Mirabello col rischio altissimo che qualcuno finisca investito.

Inoltre, in via Olevano e in via Mirabello, l’attuale percorso riservato alle biciclette è un incubo per i
ciclisti, una sorta di percorso ad ostacoli provocati, questi ultimi, dalle radici delle piante che hanno alzato l’asfalto.
Da qualche anno, poi, gli amministratori locali hanno
scoperto le rotonde. Strumenti malefici che potrebbero servire a snellire il
traffico automobilistico, se non fosse che:
gli stessi automobili non sanno come usarle;
– i ciclisti, anche in questo caso, possono circolare a loro rischio e pericolo (la rotonda di Porta Milano, annovera già un buon numero di incidenti a danno dei ciclisti);
In merito a queste pericolosissime rotonde, affronterò l’argomento in altro post.

Strade pericolose

 A Pavia si può lavorare con profitto anche su quelle strade meno sicure che rappresentano un pericolo notevole per tutti gli utenti della strada. Perchè alcune strade sono più pericolose di altre. La loro lunghezza influisce sul numero degli incidenti, ma non c’è un rapporto automatico.
Dunque, la pericolosità è dovuta ad altri elementi: lo stato della
strada, dei posteggi, la presenza o meno di semafori, la densità abitativa e commerciale.
Prendiamo dati relativi al 2007 (ultimi a nostra disposizione).
Le strade più pericolose della città, inteso come numero di incidenti automobilistici verificati, sono:
– Viale Cremona;
– Via Campari;
– Lungoticino Sforza e Visconti;
– viale Matteotti;
– Via Olevano;
– Via dei Mille;
– Corso Garibaldi;
– Via Riviera;
– Corso Cairoli;
via Parco Vecchio;
– Folperti
E se sono pericolose per le auto, figuriamoci per i ciclisti!

Che fare?

Per iniziare:
– analisi dello stato di fatto relativamente alle ciclovie;
– verifica degli spostamenti (matrici, indagini viarie);
– analisi dei punti pericolosi e degli incidenti stradali, con particolare riferimento a quelli che coinvolgono pedoni e ciclisti;
– classificazioni della rete stradale.

Finita quest’analisi è fondamentale individuare il tipo d’utenza interessato ad ogni pista per meglio definire le caratteristiche del percorso (diretto se l’utenza è lavorativa, sicuro e protetto se l’utenza è scolastica, panoramico ed isolato dal traffico se il fine ultimo è lo svago).

Quindi, concretamente:
– collegare le piste ciclabili  l’una con l’altra, le zone di mancato raccordo sono quelle più a rischio per i ciclisti;
– diverse piste ciclabili sono troppo strette, condivise dai pedoni (piste ciclo-pedonali). Occorre proteggerle con transenne rispetto alla carreggiata stradale.  La soluzione in tutti i casi di corsie ciclabili su carreggiata è l’adozione di separatori fisici ben visibili e dissuasivi /non rimuovibili, quando non si possa ricorrere ai cordoli insuperabili: per es.occhi di gatto, piolini catarifrangenti, flessibili (come quelli usati sulle autostrade per deviazioni), fioriere intervallate ma inamovibili, jersey in materiali vari, cordolini in gomma con catarifrangenti
– obbligatorietà per il Comune di dotarsi di specifici “Piani della Sicurezza” in cui risultino chiari gli obiettivi, le risorse, i dati di partenza, le azioni teoricamente perseguibili e le azioni che si intendono perseguire effettivamente, oltre al monitoraggio dei risultati.
– occorre creare un’Authority sulla sicurezza, che verifichi l’attuazione dei programmi ed abbia il potere di intervenire ove non ne sia data evidenza o in assenza dei risultati pianificati nei Piani locali della sicurezza stradale. L’agenzia deve avere tra i suoi membri un referente delle associazioni dell’utenza non motorizzata della strada.
– istituzione di un Ufficio per la bicicletta e la mobilità elementare che predisponga un progetto di mobilità pedonale, ciclabile e per disabili integrato.  Ufficio che sia organizzato e coordinato da chi usa davvero la bici tutti i giorni, e che sia aperto al confronto e alle proposte dei cittadini, singoli e associati.
– adozione di un bilancio specifico per promuovere la bicicletta e realizzare le sistemazioni ciclabili. L’esperienza di diverse città fornisce un riferimento per stabilire un ordine di grandezza per un tale bilancio: bisogna contare circa 5€ per abitante e per anno per 5-7 anni.
– istituire zone a 30km/h. Giova ricordare che un pedone investito da un’automobile in marcia a 50 km/h subisce un impatto simile a quello che avrebbe cadendo da 10 metri d’altezza, mentre a 30 km/h subirebbe un impatto pari a quello di una caduta da 3,60 metri d’altezza.
– Ampliamento degli spazi sosta bici alle stazioni ferroviarie, anche con rastrelliere coperte e aree chiuse durante la notte
– per tutte le intersezioni (come da CdS art 40 comma 11 etc.) realizzazione della segnaletica orizzontale dell’attraversamento ciclabile ove mancante o suo ripristino ove scomparso: a)rimozione dei cartelli (illegittimi) di fine-pista alle intersezioni, b)ripetizione dei cartelli di pista ciclabile dopo tutte le intersezioni; c)eventuale cartello di STOP al ciclista in rari casi di scarsa visibilità; d)aumento della visibilità dell’attraversamento ciclabile tramite fondo rosso, occhi di gatto, rialzo, cartelli etc.


Promozione e comunicazione

L’altro fattore decisivo per un ampliamento della mobilità ciclabile a scapito di quella motorizzata è il complesso di misure di promozione, informazione e sensibilizzazione su di essa. Queste misure dovranno vertere essenzialmente sui seguenti punti:
– vantaggi della mobilità ciclabile: ambiente, economicità, flessibilità, qualità della vita, aspetti educativi, oltre ai tempi di percorrenza reali, spessissimo minori a quelli di ogni altro mezzo;
– pregiudizi e ostacoli: sfatare la leggenda secondo sui si è più esposti allo smog e altre convinzioni infondate, trasmettere dati oggettivi sulla sicurezza e sulla sua percezione;
– strutture e facilitazioni esistenti: informare e pubblicizzare le strutture esistenti, spesso poco visibili, sconosciute o ignorate, e i loro vantaggi (es. accesso ZTL etc.)

Interventi concreti di  promozione possono essere:
– seminari e incontri nei quartieri, scuole, circoli e sedi associative etc.
– pubblicazioni e consigli sulla sicurezza, le norme vigenti, a chi rivolgersi etc.

Target preferenziali

Un ampliamento della mobilità ciclabile ha successo soprattutto se si incentivano in modo  differenziato e realistico certi tipi di spostamenti e certi gruppi di cittadini. Al contrario di quanto si potrebbe pensare non si tratta di una differenziazione prevalentemente per livello sociale: l’utente attuale della bici e quello potenziale attraversa tutte le fasce di reddito ed essa non è comunque un mezzo per soli poveri, anche se molto economico.

Alcuni tipi di spostamento sono più facilmente incrementabili di altri:
– gli spostamenti quotidiani e regolari casa-lavoro e casa-scuola/università
– il raggio delle medie distanze (entro 15-20 minuti in bici)
– gli acquisti e le commissioni all’interno del quartiere

Anche alcuni gruppi di popolazione risponderanno in modo più pronto all’offerta di strutture ciclabili :
– chi lavora e/o abita all’interno della cerchia delle mura e/o all’esterno in prossimità di essa;
– chi lavora in città, ma proviene dalla periferia urbana ed extra-urbana (entro 5 Km), ma sceglie la bici per la sua flessibilità;
– chi lavora e abita nell’area urbana pavese, ma in quartieri lontani fra loro, ma sceglierebbe la bici per la sua flessibilità e rapidità di spostamento, in alternativa alla paralisi del traffico e alla lentezza dei mezzi pubblici;
– studenti universitari (anche per motivi di disponibilità economiche)
– pendolari su ferrovia e trasporti extraurbani stradali (es. treno+bici)
– genitori con bimbi piccoli che fanno spostamenti nel quartiere
– cittadini che dispongono di tempo libero (chi lavora in casa, pensionati e anziani ancora attivi, casalinghe, …)

Opportunità

Un ampliamento della mobilità ciclabile può essere raggiunto anche a costo zero o ridottissimo sfruttando opportunità come interventi di manutenzione stradale, modifiche alla viabilità etc.

In altre parole quando si rifa un marciapiede, si modificano sensi unici o intere viabilità, si introducono zone/strade pedonalizzate, è quasi sempre possibile creare tratti di itinerari ciclabili o
ciclopedonali.


Vigilanza e legalità

E’ necessario un netto cambiamento di rotta da parte della Polizia Municipale nella tutela della legalità e della sicurezza stradale: tolleranza zero nei confronti di tutti quei comportamenti che mettono a repentaglio la sicurezza, o che rendono difficile la vita agli utenti deboli della strada (disabili, ciclisti e pedoni).
Tolleranza zero nei confronti di chi supera i limiti di velocità, chi sosta sui passaggi pedonali, sulle piste ciclabili e sugli scivoli per le carrozzelle, e in generale con chi non ispetta le normative.
E’ indispensabile un rafforzamento della pattuglia ciclisti della Polizia Municipale e soprattutto di una sua maggiore presenza sul territorio, con una condotta inflessibile in materia di sicurezza e rispetto dell’utenza debole.

 

 

Written by sistemielettorali

15 giugno 2009 at 15:30