Sistemi elettorali

Le circoscrizioni elettorali#2 – Gerrymandering

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Parlando di circoscrizioni, non possiamo non citare brevemente un fenomeno molto diffuso, detto “gerrymandering”.
Il Gerrymandering consiste nel ritagliare una circoscrizione elettorale manipolandone i confini per trarne un vantaggio elettorale.
Tanto per intenderci, facciamo un esempio numerico. Consideriamo due partiti A e B nei collegi x e y. Supponiamo che nel collegio x il partito A ottenga 8.000 voti e il partito B ne ottenga invece 2.000. Nel collegio y, supponiamo che A consegua 4.500 voti e B 5.500. Se il partito A è nelle condizioni politiche di potere operare un ritaglio dei collegi, può, in questa situazione, trarne un grande vantaggio.
Infatti, se il ritaglio elettorale è fatto in modo da trasferire, per esempio, 4.000 elettori per collegio, poichè l’elettorato originariamente nel collegio x è diviso secondo un rapporti di 8 a 2 a favore del partito A, nel collegio y saranno immessi 3.200 elettori del partito A e 800 del partito B. Vicervesa, siccome l’elettorato originario del collegio y è distribuito secondo una proporzione di 4,5 a 5,5 a favoe del partito B, il gerrymandering trasferirà nel collegio x 1.800 elettori del partito A e 2.200 del partito B. La nuova distribuzione sarà perciò, nel collegio x di 6.600 voti al partito A e 3.400 al partito B, nel collegio y di 5.900 voti al partito A e di 4.100 voti al partito B, con la conseguenza che entrambi i seggi saranno vinti dal primo partito.
La parola deriva dal nome del Governatore del Massachusetts Elbridge Gerry (17/07/1744, 23/11/1814) che è stato mischiato con la parola “salamandra”, che fu usata per descrivere una circoscrizione elettorale dal disegno decisamente tortuoso presente durante le elezioni legislative del Massachusetts del 1812. La forma di questa circoscrizione venne approvata in legge per l’appunto da Gerry su proposta dei democratici con lo scopo di mettere in svantaggio i diretti rivali nelle successive elezioni senatoriali. Questa pratica poteva essere usata per trarre vantaggio (o viceversa, per provocare la sconfitta) in un particolare distretto. In special modo, potevano esservi gruppi razziali, linguistici, religiosi che necessitavano di ridisegnare a proprio favore la circoscrizione. Naturalmente, i pericoli maggiori derivano in presenza di collegi uninominali, laddove più vistosi sono i danni prodotti da queste pratica. Molto più difficile, invece, operare in sistemi proporzionali, ovvero in circoscrizioni plurinominali. Vi sono paesi, come Olanda e Israele, infatti, le cui leggi elettorali operano in collegi unici nazionali, per cui le distorsioni del gerrymandering non possono in alcun modo verificarsi. Ben diverso il caso degli Stati Uniti d’America dove, con ben poche eccezioni, i politici eletti sono anche responsabili del disegno dei distretti con ovvi interessi personali.

Tanto per citare un altro esempio interessante e più attuale, questa è la mappa delle circoscrizioni disegnate nella regione Masvingo dello Zimbabwe nel 2000:

Nel 2008, alle 14 circoscrizioni mostrate a colori nella cartina, se ne aggiunsero altre 12 (come si può notare dalle linee continue di colore nero).

Ci sono due principali strategie dietro questa pratica: massimizzare i voti dei propri elettori, e minimizzare i voti degli oppositori. Una forma di gerrymandering, detta “packing”, consiste nel piazzare quanti più elettori dello stesso partito in una singola circoscrizione in modo da ridurre la loro influenza nei restanti distretti.
Il “cracking”, invece, consiste nell’agire in senso contrario: frazionare tutti gli elettori di un determinato in molte circoscrizioni, in maniera da ridurre la loro rappresentanza impedendone un’affermazione sufficientemente ampia nei vari distretti. In pratica, evitando che possano conseguire seggi atomizzando la loro presenza. Questi due metodi possono essere chiaramente combinati.
Come possiamo facilmente comprendere il gerrymandering opera nel senso della sotto e sovra rappresentazione dei partiti.

Altri esempi:

Ecco le circoscrizioni del Congresso relative alla Contea di Travis in Texas nel 2002 (a sinistra) e 2004 (a destra). Nel 2003, i repubblicani ridisegnarono i distretti, diluendo i voti di una contea dal voto tradizionalmente democratico in vari distretti elettorali, nei quali erano invece maggioritari i consensi ai repubblicani.

Altri esempi facilmente verificabili di gerrymandering possono essere trovati in Irlanda del Nord (anni ’20 e ’30 nella contea di Londonderry), in Irlanda (anni ’70 ad opera del Ministro James Tully), in Germania (nel 2000 a Berlino ad opera della SPD), in Canada, Singapore e Lettonia.

Tuttavia, esiste anche un’altra strada per porre in essere il medesimo risultato. Mentre il gerrymandering consiste nel modificare i confini dei collegi, questa seconda via consiste invece nel non modificare, nel tempo, la distribuzione territoriale dei collegi. Chiaramente, perchè tale indirizzo dia i suoi frutti, è necessario che si verifichi una certa espansione demografica in quei collegi nei quali più forte è la presenza del partito che si vuole sotto-rappresentare, rispetto ai collegi compresi nelle roccaforti dei partiti che intendono conservare la preminenza parlamentare. Un esempio decisamente evidente di questo tipo di tattica, possiamo verificarla nell’impero germanico, ai danni del partito socialdemocratico. La legge elettorale dell’impero, doppio turno in collegi uninominali, prevedeva l’elezione di un deputato ogni 100.000 abitanti o frazione superiore a 50.000. Il fatto è che non solo dal 1874 al 1912 il numero dei deputati del Reichstag rimane invariato a quota 397 ma, quel che più conta ai fini della sottorappresentazione, invariata rimane la distribuzione territoriale dei collegi. E’ stato calcolato che, nelle elezioni del 1912, solo 97 dei 397 collegi comprendessero una popolazione rispondente numericamente alle disposizioni di legge. Negli altri 300 lo scarto andava dai 46.650 abitanti del collegio di Schaumburg-Lippe al 1.282.000 abitanti del collegio di Teltow-Charlottenburg di Berlino. Cosa ha generato questi squilibri? Il fatto che la crescente industrializzazione abbia concentrato grandi masse nei centri urbani (dove era massiccia la presenza socialdemocratica), con progressivo spopolamento delle campagne (zone a maggioranza conservatrice). Ciò spiega perchè i partiti avvantaggiati dallo status quo si siano ben guardati dal modificarlo, lasciando sussistere una sottorappresentazione della socialdemocrazia di portata tale che nel 1907 questo partito con il 29% dei voti ottenne solo il 10,8% dei seggi.

Written by sistemielettorali

6 aprile 2008 a 11:50

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